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Silvio Messinetti
Reggio come Kabul, il governo manda le truppe
Per il governo l'esercito, ormai, è come il prezzemolo. Sta bene ovunque. Le scuole cadono a pezzi? La Russa manda i soldati. C'è la sedicente "questione sicurezza"? I militari pattuglieranno le strade. Ora arrivano i nostri anche «per fronteggiare la 'ndrangheta». Parola di Maroni. E per vedere i soldati a Reggio Calabria non ci vorrà molto tempo, questione di giorni. «Due o tre per i passaggi istituzionali, dovrà riunirsi il Comitato nazionale per l'ordine pubblico e, poi, il provvedimento sarà ratificato dal Governo» è la previsione del prefetto reggino Luigi Varratta, ieri al termine della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Una riunione a cui hanno partecipato il procuratore Giuseppe Pignatone, vittima dell'avvertimento sotto forma di bazooka dell'altro ieri, e il procuratore generale, Salvatore Di Landro, anche lui vittima di minacce. «L'esercito - tiene a sottolineare Varratta - non farà controlli del territorio e non ci saranno militari per le strade. Sarà impiegato solo per la vigilanza degli uffici giudiziari».
Insomma, una passerella e niente più. Ma per il governo in difficoltà tanto basta per deviare l'attenzione. E molte perplessità giungono dallo stesso Di Landro. «La presenza dell'esercito non fa male - sottolinea l'alto magistrato - ma se c'è una scala di priorità è più importante inviare rinforzi a carabinieri e polizia. Se l'esercito consente di liberare energie, ben venga, ma se deve riempire le strade per un controllo simbolico allora ci sono altre priorità». Il sindacato dei poliziotti è sulla stessa lunghezza d'onda. «Basta con le operazioni di facciata. Per debellare la criminalità organizzata, oltre alle eccellenti professionalità, già presenti nella magistratura e nelle forze dell'ordine reggine, c'è innanzitutto bisogno di risorse, di mezzi e di strumenti per portare avanti le attività investigative» sottolinea in una nota il Siulp.
Che la decisione fosse nell'aria lo si sapeva già da tempo. Ben prima delle minacce a Pignatone. L'aveva fatto intuire Maroni nella sua ultima visita istituzionale in Prefettura. E lo stesso presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, aveva reso nota, alcune settimane fa, la disponibilità del ministro della Difesa. Negli stessi giorni, peraltro, in cui l'opposizione parlamentare presentava alla Camera un'interpellanza urgente per chiarire i rapporti tra lo stesso presidente calabrese e esponenti di clan reggini, come emerso da alcune inchieste in corso. A quelle richieste di chiarimenti, Scopelliti ancora non ha risposto. Così come è reticente Maroni sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Corigliano Calabro, il sesto più popoloso della regione, la cui sindaca Pasqualina Straface (Pdl) è indagata per concorso esterno in associazione mafiosa. Contraddizioni, insomma. Oppure un disegno ben preciso. Una sfilata di militari che svii l'opinione pubblica dalle contiguità della destra con la 'ndrangheta e dal ruolo inquietante di agenti dei servizi sul territorio che le indagini della Procura antimafia stanno squadernando.
Intanto, sul futuro di Pignatone si addensano le preoccupazioni del movimento "Reggio non tace", che all'indomani della fiaccolata notturna di martedì (che ha visto scendere in piazza migliaia di persone) ribadisce la sua vicinanza al procuratore e la netta contrarietà all'ipotesi paventata in queste ore, ma smentita dal diretto interessato, che i vertici istituzionali per proteggere l'incolumità del magistrato avrebbero ipotizzato un suo trasferimento. «Noi siamo contrari perché siamo convinti che il procuratore stia facendo un ottimo lavoro e le minacce reiterate lo dimostrano». Per i reggini non sarà una novità vedere le divise grigioverdi nella loro città. Le hanno già viste tra il febbraio '94 e il dicembre '95, nell'operazione Riace che fece seguito ai Vespri siciliani, scattati dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino. Non fu un gran successo.
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Forse,come ha detto Marroni,ministro dell'interno e consulente in aziende private,l'azione è solo l'inizio di una strategia.Forse hanno proprio ragione quelli del governo che dicono di essere i più grandi nemici della mafia e di stare in prima linea contro, questi criminali.Forse qualche cosa sta veramente cambiando nel nostro paese,ma allora cosa ci azzeccano tutti questi sindaci inquisiti e agli arresti domiciliari,che fanno accordi con i mafiosi e danno le loro spiagge,le loro terre e le loro licenze a gente in odore di mafia?
Io con la mia testolina da operaio,penso che la manovalanza mafiosa con le lupare e con gli incaprettamenti è finita e che all'ignorante mafioso che dorme con le pecore e scrive pizzini,i "baroni gattopardeschi" che hanno sempre mosso la mafia,li hanno sostituiti con degli amministratori politici,con dei banchieri e con degli esperti militari che sanno sparare con i Banzocha.
Dalla coppola alla ventiquattrore. 08-10-2010 09:26 - mariani maurizio
Lorena 08-10-2010 00:13 - lorena
Inoltre l'arrivo dell'esercito mortifica ancor di più una città, quella di Reggio, etichettata "'ndranghetista", ma che in realtà cela al suo interno germogli di speranze e di lotta alla malavita forte 07-10-2010 20:52 - Pasquale
senti,scherzi a parte, qui dalle nostre parti, non ci sono parcheggi. manderesti l'esercito? (paghiamo noi, naturalmente!)
ps. la città è molto inquinata...non è che...così, anche un paio di carri armati...eh? sai che figurone che ci fai? immagino già l'articolo dedicato in prima pagina su "Libero": "finalmente, con maschia presenza e virile coraggio, tipico dell'uomo che conosce il fronte, il nostro ministro della guerra, Ignazio la russa, detto "il grande", deciso ed orgoglioso, risoluto nel voler spezzare le reni al traffico cittadino, richiama all'ordine il nostro patriottico esercito d'Italia, affinché anche il più viscido e vigliacco traffico comunista, venga del tutto soppresso dalla mano forte e amica della patria, dei nostri soldati! w l'italia! w il presidente del consiglio! grazie Ignazio, il popolo è fiero di te! un fiero popolo, per un fiero governo!"
....ti piacerebbe, eh?
ma, mi viene in mente una cosa, il mercato delle armi, tu che te ne intendi, non è mai in crisi, vero? sai mica dirmi come mai? scuola e ospedali senza soldi e personale, invece l'esercito non ha mai problemi? come vanno le cose in Afganistan? ce la possiamo permettere questa guerra? con che soldi? vorrai mica che ci mettiamo a fondere il metallo per costruirne qualcuna, vero? oppure stai già pensando a qualche orto di guerra per risparmiare sul cibo? 07-10-2010 13:52 - marco