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FUORIPAGINA
09/10/2010
  •   |  
    4 alpini uccisi in Afghanistan

    Quattro soldati italiani sono rimasti uccisi nell'attacco lanciato questa mattina verso le 10 (in Italia erano le 7) dai guerriglieri talebani contro un convoglio della Nato nella valle del Gulistan, provincia occidentale di Farah. Un quinto militare è gravemente ferito. Le notizie sono state confermate dallo Stato maggiore. Il convoglio, comprendente una sessantina di automezzi, doveva portare uomini e rifornimenti per una base avanzata. L'attacco sarebbe stato portato in due tempi: prima con una bomba collocata a lato della strada e fatta esplodere a distanza, poi con armi leggere; gli altri militari del convoglio hanno poi risposto al fuoco e i guerriglieri si sono allontanati.

    Con i caduti di oggi, il bilancio di sangue delle forze italiane impegnate in Afghanistan sale a 34 morti dall'inizio della partecipazione alla guerra; 21 dei morti sono stati uccisi negli ultimi due anni, che hanno visto una escalation degli attacchi guerriglieri ma anche un sempre maggior impegno dei nostri militari in azioni di prima linea, in aree che una volta erano considerate relativamente tranquille ma ormai sono diventate estremamente a rischio.

    Le reazioni politiche, a parte il cordoglio di rito del Quirinale, di Palazzo Chigi e delle due Camere, sono per ora molto modeste e senza alcuna indicazione verso una exit strategy: il ministro degli esteri Frattini ribadisce che "serve una fase nuova della strategia delle forze internazionali", aggiungendo che le forze afghane dovrebbero assumersi maggiori responsabilità. Il leader del Pd Bersani chiede di "riflettere insieme agli alleati" e sollecita "una puntualizzazione della strategia in una situazione difficile". 

     


I COMMENTI:
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  • @Luciano Coletti
    Condivido pienamente 13-10-2010 22:47 - mauro
  • Alvise(10.10 ore 09,05) non riesce a trattenersi a coinvolgere la sinistra e cita il patto di Monaco e l'errore della sinistra ma dimentica, o fa finta, di dire che la guerra è stata voluta e fatta dalla destra internazionale come le guerre odierne come al solito volute e sfruttate dal capitalismo, non certo di sinistra, e combattute dai poveracci che piangiamo quando muoiono. La sinistra non fabbrica cannoni,gli aerei, le armi da far sparare per vendere bombe, munizioni e carburanti con enormi profitti. Lutti per i poveri profitti per la destra uguale in tutto il Mondo. Qualcuno lamenta più sicurezza per i nostri soldati per svolgere meglio il loro "lavoro" io dico riportiamoli tutti a casa felici e sorridenti non dentro le bare. Nessuno dovrebbe fare da padrone in casa d'altri l'Italia, nella sua storia ha sempre cacciato via gli invasori." va fuori d'Italia va fuori o stranier" Gli afgani, il popolo afgano lo sta facendo. Altro che i delitti dei talebani sulla popolazione i peggiori delitti li stanno commettendo Karzai e i suoi amici fantocci instaurati dal padrone americano, di destra. 10-10-2010 12:09 - Timidei Irma
  • A CARLOS:IO VOGLIO BIRRA E RUTTI PER TUTTI!SALSICCE E PIADINE ANCHE NELLE STRADINE!COTILLONS E STELLE FILANTI ANCHE PER LE BADANTI!CANI PISCIANTI SUI VIANDANTI!SCEMI STRILLONI PER VENDERE SLOGAN AI COGLIONI!MISS UNIVERSO TROVERA'CHI SI E'PERSO!LA FATINA BUONINA FARA'SPARIRE GLI STRONZI CON LA SUA BACCHETTINA!IL MULO GLI DARA'UN BEL CALCIO NEL CULO!SALUTI PAFFUTI! 10-10-2010 11:48 - claudio
  • Sono morti quattro mercenari.Questa è la definizione che mi hanno insegnato a scuola si badi bene nelle elementari in una scuola sperimentale fascista la Leopoldo Franchetti nel Quartiere S.Saba a Roma. Mi hanno inoltre insegnato che i ragazzi che nell'Italia occupata dagli austriaci sparavano contro gli occupanti erano patrioti e quando venivano uccisi eroi per la libertà del loro Paese. Tutto ciò che mi hanno insegnato l'ho applicato in Corea, Viet-Nam, Iraq, Afganistan e Palestina per citarne alcuni.Mi viene da vomitare quando leggo la proposta di erigere un movimento per i mercenari morti in Afganistan fatta da Piero Fassino, piemontese che ha dimenticato Pietro Micca. Una volta segretario di un partito che si richiamava ai lavoratori bene dal primo Gennaio al 31 Agosto in Italia sono morti sul lavoro 370 italiani, veri italiani il Fassino non ha chiesto neanche una targa a ricordo da mettere nel Parlamento della Repubblica.Di questi 370 caduti non ci è stato fatto vedere neanche una foto, non una intervista alle sorelle, madri e figli nessun minuto di silenzio ne tricolori sulle bare anche se hanno contribuito a a fare più grande il loro Paese.VERGOGNA. In questa situazione è difficile, oggi, piangere sulle bare dei mercenari caduti in una guerra voluta, organizzata e diretta dai poteri forti Nord Americani i quali da sempre ordinano ai loro presidenti la linea da seguire. Ho sempre affermato che negli usa vige la più feroce dittatura che democraticamente elegge il loro presidente ogni quattro anni. Questi ragazzi, morti in Afganistan come quelli in Iraq erano li, volontari, per potersi acquistare una casa, sposare e mettere su famiglia non potendo, come i rampolli o famigli di Bossi, La Russa, Polverini Alemanno Berlusconi ed altri trovare l'eldorado in Patria. Un pensiero a tutte le vittime sul lavoro anche quello mercenario. 10-10-2010 11:27 - Luciano Coletti
  • Ed ora, assisteremo alla solita liturgia il Presidente Napolitano, che poggia le mani sulle bare. Le medaglie , i bla,bla,bla e tutto il contorno. Liturgia ve viene ovviamente saltata per chi muore in cantiere o comunque sul lavoro.Policici amorali, che giustificano la guerra,all'interno dei loro salotti dorati. Fortunati voi, che il CHE è morto. VERGONATEVI, quando siete in famiglia,e quardate i vostri, figli, nipoti e familiari. Spero che queste vittime vi tolgano il sonno. Paolo 10-10-2010 09:32 - paolo
  • Bisogna sapere che avendo il Parlamento definito "missione di pace" la nostra presenza in Afganistan, dal Tornado ai Predator (aerei senza pilota) nessuno viaggia armato. Fanno solo ricognizione.
    Evidentemente non la fanno troppo bene, perchè non si capisce come si possa cadere in agguati.

    Risulta anzi che qualora quei mezzi scoprissero terroristi che stanno piazzando bombe sulle strade, a differenza di quelli americani e inglesi, che lanciano subito razzi, i nostri devono avvertire il Comando che invia uno sminatore, accompagnato da elicotteri.
    E' chiaro che il rischio di cadere in imboscate è ben maggiore, come pure il costo materiale.

    Si tratta allora di decidere in Parlamento se vien prima la sicurezza dei nostri soldati o un ragionamento "pacifista" sul come vorremmo fossero le cose.

    Un ritiro , agli occhi di tutto il mondo islamico e non solo quello afgano, non verrà interpretato come un atto di pace, ma solo di paura di morire per le proprie idee e per il tuo Paese.
    Il resto è retorica di politica interna. 10-10-2010 09:16 - carlo
  • La sinistra italiana e europea da sempre è per la pace. Senza se e senza ma.

    Lo era anche nel 1938, esultando per l'esito dell'accordo di Monaco e illudendosi che "ritirandosi" dalla Cecoslovacchia il nazismo avrebbe smesso di "rompere".
    Fu molto più doloroso intervenire un anno dopo, dovendo lottare all'interno del proprio paese : Francia e GB.

    Churchill disse che "un politico può anche evitare di occuparsi di un problema, (magari andandosene) ma stia pur sicuro che il problema prima o poi si occuperà di lui".

    Questo è quanto rimprovero a tutti i post che mi hanno preceduto.

    Cosa diranno agli italiani quando i terroristi avranno messo le bombe da noi, come hanno già fatto a Madrid e Londra? 10-10-2010 09:05 - alvise
  • Esiste una retorica di destra che cerca di sostenere la crescente presenza militare italiana in Afghanistan.

    Ma esiste anche una retorica di sinistra: quella che parla dell' imperialismo yankee e dei suoi delitti.
    Ma che, invece, tace tanto sui delitti dei Talebani ai danni della popolazione afgana quanto su cosa accadrebbe se, oggi e per magia, scomparisse ogni traccia di presenza militare occidentale in Afghanistan.

    Con la retorica bisogna finirla, compagni!
    Perchè il ritiro delle truppe occidentali non può produrre nè la fine della guerra nè la fine dei massacri! 10-10-2010 08:13 - Fausto
  • Quei militari che vanno in Afghanistan non credo siano molto diversi dal tipo sociale che entrava nella polizia negli anni '60, è una guerra di poveri del sistema capitalista evoluto contro poveri di un sistema di sfruttato dall' imperialismo e dalla religione; intanto in Italia 2-3 operai al giorno muoiono in fabbrica, con tutta probabilità l'operaio che muore in fabbrica e vede la sua pensione prosciugata in Afghanistan e Iraq e il militare italiano che si trova in qui posti, perchè lavori migliori non ne ha trovati, se la prenderanno con l'arabo che emigra nelle loro città convinti che sia lui la causa di tutti i loro scompensi sociali ed economici, mentre tutto questo accade il governo spende i soldi in prostitute di lusso, ponti su Messina, cocaina, transessuali e mezzi di comunicazione orwelliani. Che infinita tristezza e profondo sconforto sembra che tutto scivoli senza più alcun freno verso il nulla mentale, culturale e sociale... 10-10-2010 02:17 - Matteo
  • Il rispetto umano per la morte non ha limiti o confini... Ma deve essere condannata con forza la politica imperiale USA e NATO a difesa di un regime corrotto, sanguinario e fanatico che non ha nulla di meno e nulla di più rispetto al proget...to politico e statale dei taliban... Nessuno impone ai militari italiani di andare in guerra (perchè di guerra di oppressione si tratta)...sono quasi tutti volontari e chi pure fosse obbligato potrebbe rifiutarsi di partire...pagherebbe sulla propria pelle tale rifiuto ma non sarebbe strumento di morte nelle mani dell'imperialismo americano...10.000 mamme e figli afgani stanno piangendo senza sapere perchè la libertà loro promessa dai volantini sganciati dagli aerei americani o pronunciate dai megafoni del regime di Karzai stanno compiendo un vero e proprio setrminio sistematico... Qualsiasi cosa si muove in Afganistan è morto un minuto dopo... Cosa diciamo a quelle madri? 09-10-2010 22:27 - raffaele coppola
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