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FUORIPAGINA
10/10/2010
  •   |   Irene Longo
    I No Tav non mollano

    «La valle c'è» recita lo striscione che apre il lunghissimo corteo. La valle è la val Susa. C'è, continua a esserci, anche se qualcuno preferirebbe che non ci fosse. Ieri è scesa in piazza compatta, ancora una volta. Come fa ormai da più di sei anni. La val Susa non molla. Perché non si può rinunciare ai propri diritti, dicono con efficace semplicità i manifestanti. Migliaia, con bandiere e striscioni. Cinquantamila persone, forse. «Più della marcia dei quarantamila di gennaio», dicono in molti. «Molti di più - conferma Andrea - chilometri di corteo. E la questura già all'inizio dava ventimila persone». Un lungo corteo, di uomini, donne, giovani, bambini e venti trattori della Coldiretti. «Ad aprire i trattori - dice una manifestante con la sua bandiera No Tav in mano - e a chiudere le mucche». In mezzo un mare di gente, di tutti i tipi. Ci sono gli studenti e ci sono i pensionati, le donne, e gli amministratori. I sindaci hanno la fascia tricolore, ci sono i gonfaloni delle città valsusine. Una manifestazione importante quella di ieri, compatta, indetta da tutte le componenti del movimento no Tav. «È come se fossimo - dice Andrea - a una fase pre-2005, ma con molta più consapevolezza. Se nel 2005 - insiste - non sapevamo bene cosa poteva succedere, oggi siamo ancora più consapevoli della nostra forza». Una manifestazione «di quantità e di qualità» aggiunge un altro manifestante. Una manifestazione di valle: da fuori sono arrivate molte delegazioni, ma delegazioni appunto, non numerose. La valle invece si è riunita compatta. Molti negozi sono chiusi lungo il percorso del corteo, sette chilometri da Vaie e Sant'Ambrogio. Ogni comitato ha il suo folto spezzone nel corteo. Sventolano bandiere No Tav, pochissime le bandiere di partito.
    Negli ultimi momenti di piazza della lotta No Tav questo è avvenuto già diverse volte, con sindaci e consiglieri organizzati dietro allo striscione «amministratori Valle di Susa». Quello di ieri, per stessa ammissione degli organizzatori, doveva essere un passo in più, ufficiale nella forma. Una manifestazione a cui si è arrivati dopo la deliberazione contraria al progetto, di quasi tutti i comuni della bassa valle di Susa, che una volta ricevuto il progetto preliminare della Torino-Lione, non hanno potuto che esporsi con gli atti a loro disposizione.
    «Questa manifestazione riflette - ha detto nella conferenza stampa che ha preceduto l'inizio della manifestazione Sandro Plano, presidente della Comunità montana valli di Susa e Sangone - il disagio della val di Susa». Il presidente ha quindi aggiunto che «è scandaloso che siano stati invitati ai lavori a Roma i sindaci di Giaveno, Condove e Claviere che sono sindaci nella Comunità in opposizione mentre non è stato invitato nessun sindaco di maggioranza che è contraria al progetto Tav. È stato un grave sgarbo istituzionale. Qualcuno dovrebbe iniziare a prendere lezioni di democrazia e rispettare volontà elettori». In piazza c'erano praticamente tutti gli amministratori valsusini, che hanno approvato le delibere contrarie al progetto.
    Di lezione di democrazia parlano in tanti in questo colorato e chiassoso corteo. E si ride del commento - quello si anacronistico - del senatore del Pdl, Napoli, che appunto aveva definito «anacronistica la manifestazione in Val Susa». Cinquantamila «anacronistici» che hanno mandato a dire al governo che in valle passare rimane e sarà sempre più duro. «A gennaio - dice Lele Rizzo del movimento No Tav - sono scese in piazza quarantamila persone anche sulla scia emotiva dei sondaggi che erano stati imposti a una comunità nottetempo e con la forza e la violenza. Ma in questa valle oggi (ieri, ndr) la gente non è scesa in strada spinta da qualche avvenimento emotivamente forte. Questa è una manifestazione politica e il dato è che i numeri e la qualità di questo corteo sono una garanzia. Si arriverà a qualunque cantiere con questa determinazione».
    Dopo la stagione di opposizione ai sondaggi, la manifestazione dei quarantamila del gennaio scorso, il movimento si è dimostrato forte e sempre più popolare, partecipando ai momenti di resistenza, come a quelli di protesta con la stessa determinazione. Le amministrazioni, qualcuno dice, hanno un po' nicchiato, schiacciate da equilibri politici delicati che hanno portato la Comunità Montana alla sua riforma. «Di fronte alla carta, cioè di fronte al progetto - dice Lele Rizzo - però anche le amministrazioni si sono pronunciate chiaramente». Le carte del progetto prospettano un futuro di abbattimenti di case, di furto di acqua, di invasione di un territorio, perché non esiste una Torino-Lione «sostenibile». Anche per questo gli amministratori hanno indetto la marcia di ieri, sottoscrivendo i punti del movimento: no al tunnel della Maddalena e no ai sondaggi, oltre ai no chiari all'opera.


I COMMENTI:
  • Voglio rispondere, per quanto possibile, anche a Fabio Vivian. Come ho già affermato precedentemente il movimento No-Tav non è strumentalizzato da nessuno, è politicamente trasversale a tutti i partiti da destra a sinistra, voglio anche ricordare che i Pro-Tav sono anch'essi politicamente trasversali, anzi sono molto uniti..
    Sulla necessità dell'opera, il costo e chi se ne fa carico: si tratta di un mutuo aperto dallo stato con banche molto interessate, pagato TOTALMENTE dai contribuenti italiani, di 15 miliardi di euro di preventivo per cominciare (parlo della sola tratta da Torino al confine francese), ricordo che per la tratta già in funzione torino-milano era stata preventivata una spesa di 1 miliardo di euro ma poi è costata almeno 5 volte di più, se poi vogliamo parlare dell'intera linea attualmente in funzione, l'italia si è distinta per la lievitazione dei costi, dalle 4 alle 7 volte di più per Km di quelle costruite nel resto d'Europa. Se vuoi, rivolgiti ai blog No-Tav: www.notav.eu, potrai ricevere informazioni e dati ufficiali che provengono proprio dall'osservatorio Tav.
    Sulla necessità della Tav: il collegamento passeggeri per Lione è talmente "trafficato" che nel 2004 è stato soppresso il collegamento diretto Tgv Torino-Lione ed i passeggeri per la Francia e ritorno sono in costante diminuzione. Stiamo parlando di un progetto iniziato oltre vent'anni fa, ovviamente era previsto solo ad uso passeggeri ma visto che con tali prospettive di "sviluppo" sarebbe diventato insostenibile (in un ragionevole rapporto costo/vantaggi) ecco che su forte pressione politica si e deciso di inventare l'alta capacità (Tac), l'Italia, unica Nazione al mondo, ha deciso di trasportare anche le merci ad alta velocità. Non scendo in tecnicismi complessi ma nel merito alcuni elementi li voglio evidenziare: 1) L'attuale linea merci funzionante nella tratta Orbassano-Modane é utilizzata al 20% della propria potenzialità, lo spostamento delle merci da camion a treno si potrebbe già attuare ma non funziona per gli elevati costi di gestione e per il totale disinteresse di Fs e Stato ma anche e soprattutto perchè le merci in direzione Francia, e ritorno, sono in costante diminuzione (sono in crescita solo quelli per il Nord-Est dell'europa), questi sono dati ufficiali ed inconfutabili. 2) Nel mondo non esistono merci ad alta capacità (nemmeno nel resto d'Italia oltre la tratta Orbassano-Modane), a parte gli enormi problemi tecnici di far viaggiare sulla stessa linea tav e tac, i costi di gestione delle linee tav sono altissimi, ed i binari devono essere controllati e perfetti (per poter andare a 300 Km all'ora!!), far passare su una linea tanto delicata dei treni lunghi 1,5 km e pesanti intorno alle 4000 tonnellate (dati ufficiali ltf-osservatorio) è una follia assoluta, ed inoltre siccome le motrici e le linee Tav-Tac utilizzano un voltaggio completamente diverso delle tradizionali, tutti i treni merci in direzione Francia-Italia sarebbero costretti a cambiare le motrici sia allo scalo di Orbassano sia oltre il confine (a Modane), a meno di non far cambiare tutte le motrici d'Europa.. 3) Sulla questione Nimby il problema è superato: il movimento No-Tav ritiene che sia un'opera inutile e costosa che non porta alcun beneficio, già quella attualmente in funzione lavora in perdita ed a parte il vantaggio di risparmiare un paio d'ore tra Torino e Roma se un passeggrero intendesse andare in qualsiasi località diversa dalla linea Torino Napoli inpiegherebbe più tempo di quello delle vecchie linee ed al doppio del prezzo del biglietto.La Linea Tav ha reso più economico viaggiare in auto, provare per credere.
    Mi spiace ma mi devo fermare qui, i motivi contro la tav sono moltissimi e se ti interessa approfondire ti consiglio di andare al sito che ti ho indicato ma che riscrivo: www.notav.eu. Grazie 14-10-2010 18:17 - vanni
  • I 4 PAGLIACCI NO-TAV.
    Fortunatamente il diritto di contestare c'è ancora anche se sembra che ad un certo Enzo sembra che dia molto fastidio, TUTTA COLPA DELLA DEMOCRAZIA.. Sulla questione Tav l'informazione nazionale è stata ed è tutt'ora di parte (si-tav) e molto spesso è presentata come un bellissimo progetto che creeerà sviluppo e lavoro e migliorerà il futuro dell'umanità, proprio come nelle idilliache pubblicità da cui siamo bombardati sistematicamente e quotidianamente nelle televisioni, ma poi finita la pubblicità la realtà è molto diversa. Dev'essere per questo motivo che ci tocca sentire valutazioni tanto penose contro chi si oppone a quest'opera, ed anche di chi si oppone in generale a cose che ritiene ingiuste. Voglio rassicurare Enzo che il movimento No-Tav e costituito da quasi un'intera popolazione della Valli di Susa e Valsangone (le Zona direttamante coinvolte) ma anche da una gran quantità di persone non direttamente coinvolte. Tutte queste persone sono estremamente consapevoli e ben informate su costo, l'impatto ambientale e l'effettiva necessità dell'opera.Si tratta di lavoratori, insegnanti, pensionati, studenti, disoccupati, di tutte le idee politiche da sinistra a destra ed anche apolitici che non sono pagati da nessun partito, sostengono il movimento e le manifestazioni usando il proprio tempo ed energie, autofinanziandosi e con la sottoscrizione. Evidentemente la sua riflessione in cui afferma che nessuno si muove senza tornaconto personale è rivolta a se stesso, al suo stile di vita, ne prendo atto e provo una forte pena per lui e quelli come lui 14-10-2010 14:57 - vanni
  • Non sono mai stato in Val di Susa ma non dubito che la popolazione locale sia contraria alla TAV in larga misura ed in maggioranza. Non saprei dire se questa avversione sia genuina o magari anche opportunamente sobillata e strumentalizzata da certa sinistra la cui principale attività sembra essere diventata quella di dire NO a tutto, magari per una sorta d' impropria ed improbabile rivincita allo stato attuale di totale irrilevanza politica! Anche l' utilità economica stessa di questa mega opera è molto contoversa: secondo alcuni è utile, serve ed è necessaria, secondo altri è invece sovradimensionata e non ripagabile in termini di traffico spostato dalla gomma alla ferrovia e di vantaggi complessivi di sistema, ovvero muovendo il baricentro del trasporto delle merci e della logistica verso l' asse piemontese. Quello che però mi pare discutibile in sè è l' idea che una minoranza di persone, magari anche non insignificante come numero ma pur sempre una minoranza, possa fermare opere ed iniziative portate avanti da chi ha il potere legittimo x deciderle, ovvero il Governo nazionale legalmente e regolarmente votato e scelto dagli elettori. Naturalmente dicevo e sostenevo le stesse cose anche al tempo dei Governi di Prodi: secondo me chi è al potere ha il dovere ed il compito di decidere; gli altri, cittadini, elettori ed oppositori politici hanno invece il diritto di protestare, in maniera (sempre e senza nessuna eccezione) civile e pacifica, se lo ritengono opportuno e necessario, ma alla fine si deve INDEROGABILMENTE fare come deciso da chi è al potere, ci piaccia o meno la sua scelta. L' altenativa? Il Far-West o la legge del più prepotente (ed in questa Italia esempi illuminanti al riguardo negli ultimi tempi non sono certo mancati!) Trovo anche disdicevole che a minoranze molto rumorose, pur se agguerrite ma tutto sommato sparute, sia concesso d' interferire, tavolta persino in maniera clamorosa, nei riguardi di decisioni già legittimamente prese; infine, se passa questa linea eccessivamente permissiva e tollerante, diventa chiaro a chiunque che facendo il maggior casino possibile si può riuscire a blocccare qualsiasi opera o iniziativa ancora d' avviare o magari (molto peggio!) già avviata, dalla più piccola ed insignificante alla più grande ed importante, rendendo con ciò strutturale il famoso e famigerato effetto NIMBY. Insomma, io contesto i contestatori ed invito chi governa ad andare avanti tranquillamente per la sua strada ... 11-10-2010 11:39 - Fabio Vivian
  • SI alla decrescita, al mantenimeno se non la riduzione dell traffico merci, SI a un adeguato sfruttamento della presente linea, SI a investimenti per i pendolari e le fasce più disagiate, SI a un consumo responsabile del territorio, SI a un ciclo di rifiuti integrato e se possibile rifiuti zero. Ci sono un sacco di elaborazioni che si intersecano con il movimento NoTav (ed altri più eterogenei), tra lotte diverse e un'idea di futuro caratterizzata da una visione critica del progresso. E' un peccato che si dia sempre poco spazio agli aspetti costruttivi e di elaborazione che caratterizzano questi movimenti, complice una logica informativa un pò troppo incentrata sullo scalpore e una concezione dai tratti ultràs della politica. Parlare dei noTav nei termini di una stoica resistenza può forse giovare al morale, ma non agli aspetti propositivi e alla visione diversa della società che alcune sue parti portano. 10-10-2010 23:06 - paolo
  • L'intervento di Enzo (datato 10-10-2010 ore 13:18) trasuda qualunquismo e demagogia in ogni suo punto.
    La lotta dei No Tav è una battaglia meravigliosa che migliaia di persone portano avanti in nome della tutela del proprio territorio. Infatti, senza entrare nel merito degli aspetti tecnici della questione, penso che sia assurdo che l'integrità ambientale ed in generale il bios debbano essere continuamente subordinati alle logiche di profitto e ad una concezione produttivista e malsana di sviluppo.
    Ma la cosa più bella della battaglia No Tav è che dietro di essa non ci sono politicanti o un qualche collettivo di avanguardisti, bensì LA GENTE COMUNE!!!
    Purtroppo chi "ha imparato dalla vita che nessuno si muove se non ha un tornaconto personale" queste cose non le può capire.
    P.S. Non son nè dipietrista nè grillinno, anzi li detesto al pari della gente come enzo, proprio perchè accomunati dallo stesso populismo vuoto di contenuti. 10-10-2010 21:55 - Nello Lampo
  • Complimenti per la ricchezza delle argomentazioni, tipica di chi mangia agnolotti e non legge libri (citazione tremontiana). 10-10-2010 19:27 - fausto
  • Come pagliaccio contestatore,voglio dire che non sono tanto contro il fatto di violare una montagna,quanto il fatto di costruire un treno che lo usano solo i padroni e che va a trecento all'ora,mentre noi proletari andiamo ancora con le tradotte,tanto che il pagliaccio Ventosa, si è stufato di venirci a trovare sui treni pieni.
    Due classi,due velocità.
    Il mio non è un discorso puramente ecologgico,ma soprattutto di classe.
    Basta con i padroni a trecento all'ora! 10-10-2010 18:49 - mariani maurizio
  • intanto mi piace ricordare questa frase di Norberto Bobbio che recita "soltanto là dove il dissenso è libero di manifestarsi il consenso è reale." tratta dal volume
    "Il futuro della democrazia". poi, per riprendere un messaggio già pubblicato, mi sembra triste che alcuni cittadini pensino che solo per interesse economico personale si possa manifestare. l'interesse generale è (o almeno dovrebbe essere in una democrazia sana) più importante di quello particolare. 10-10-2010 16:54 - qgl
  • l' aggressivita acune volte viene proiettata sulle persone che non vogliono subire,caro enzo rifletti che chi protesta vuole solo vivere in un mondo migliore e non è prevenuto come te

    casassa 10-10-2010 15:34 - roberto casassa
  • Ma è possibile che 4 pagliacci abbiano il diritto di contestare tutto.Sono sempre gli stessi in tutte le manifestazioni:No Tav-No Gelmini-No Berlusconi-No nucleare-No Ponte-No Lega-No Pdl-No Maroni-No Brunetta-No Marchionne-No Cisl-No libero e il Giornale-No Minzolini-ecc.ecc.sono per il Si solo per di pietro e grillo e spero anche per la freg..Ma questi individui chi li paga e come vivono,perchè UNA PERSONA NORMALE NON PUO' ESSERE PRESENTE A TUTTE LE MANIFESTAZIONI e non sono più giovni studentelli.Quale partito li finanzia?Io ho imparato dalla vita che nessuno si muove,se non ha un tornaconto personale,speriamo che non MIRINO A DIVENTARE POLITICI DEL FUTURO,SONO RAZZISTI,nei confronti di chi non la pensa come loro,altro che democrazia. p.s.dimenticavo sono per il SI anche a Napoli:Discariche in mano alla mafie,perchè così non puzzano. 10-10-2010 13:18 - enzo
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