mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
10/10/2010
  •   |   Andrea Fabozzi
    Tagli alla sicurezza ma la Difesa tace

    È di circa 850 euro al mese lo stipendio di un caporale degli alpini, uno qualsiasi dei quattro uccisi ieri in Afghanistan. La missione garantisce invece tra i 25 e i 30mila euro di guadagno supplementare, in sei mesi. Soldi indispensabili per convincere un soldato in ferma prolungata - che non ha alcuna garanzia di mantenere il lavoro alla scadenza dei quattro anni e che anche in caso venisse confermato si troverebbe per i prossimi tre anni con lo stipendio bloccato - a rischiare la vita.
    Servirebbero soldi anche per garantire la sicurezza dei soldati in Afghanistan ma le ultime due manovre economiche hanno tagliato un miliardo l'anno alla difesa. Non agli investimenti per l'acquisto di sofisticati sistemi d'arma, ma alle spese generali e al reclutamento. Ragione per cui il ministro La Russa ha cominciato ad annunciare l'invio in Afghanistan dei veicoli blindati Freccia due anni fa - il 28 ottobre 2008, hanno ricostruito il deputato radicale Maurizio Turco e il segretario del partito per i diritti dei militari Luca Comellini - ed è effettivamente riuscito a spostarne 17 nella zona di Shindand solo a luglio scorso. Non i 250 previsti dal programma di acquisto, non i 54 effettivamente ordinati, ma solo i 17 realmente pagati. Risultato: ieri gli alpini italiani erano ancora a bordo del veicolo tattico leggero Lince che non ha resistito all'esplosione.
    La Russa ha persino cominciato a mettere in dubbio il programma di sostituzione dei Lince. «Dobbiamo valutare - ha detto -, il Freccia ha meno mobilità e velocità». Raggiunge i 105 Km/h com'è stato spiegato alla parata delle forze armate a Roma, dove il Freccia era in bella mostra. Più che sufficienti per un'operazione come quella che ieri è costata la vita ai soldati italiani, la scorta a una colonna di settanta camion.
    Il governo ha trovato i fondi per la mini naja che stava a cuore a La Russa e alla ministra Meloni (20 milioni di euro in tre anni), e ha trovato i fondi per mandare i militari a fare lezione nelle scuole lombarde per «avvicinare gli studenti alle forze armate» (parte delle spese a carico degli studenti). Ma a marzo per risparmiare ha dimezzato la durata dei corsi di indottrinamento propedeutici alle missioni all'estero. Da due settimane a una. Racconta un sottufficiale dell'aeronautica che ha frequentato uno di questi corsi nella sede del Terzo Stormo, l'aeroporto di Villafranca a Verona (dobbiamo concedergli l'anonimato): «In una settimana ci hanno "insegnato" di tutto, dal diritto umanitario alle regole d'ingaggio a nozioni sull'Islam. Alla sicurezza sono stati dedicati due giorni». E in uno di questi giorni, uno soltanto, si è parlato proprio degli ordigni improvvisati: i micidiali Ied che hanno colpito ancora ieri.
    «Il corso - racconta il sottufficiale - si basa su una simulazione estrema. Si tratta di trovare uno di questi ordigni lungo un percorso di 2,5 chilometri, sapendo in partenza che effettivamente c'è, è lì nascosto. Nella pratica in Afghanistan si affrontano spostamenti di 300 Km senza nessuna certezza. In più, non avendo mezzi Lince né tanto meno Freccia, il nostro finto convoglio procedeva a bordo di semplici veicoli militari che permettono una perfetta visibilità del suolo. Ovviamente uscendo da quel corso nessuno di noi si sentiva più sicuro - continua il sottufficiale - e in effetti i colleghi che sono già in Afghanistan mi hanno raccontato che in pratica si comportano diversamente. Se si avverte un pericolo la prassi non è più quella di fermarsi e recintare l'area ma semplicemente si torna indietro». Così ai militari in partenza per Herat, Kabul e Shindand è capitato di ricevere consigli molto banali: «Se durante uno spostamento vi accorgete che una strada in genere affollata, magari dove si tiene un mercato, resta invece deserta, state allerta perché potrebbe trattarsi di un agguato».
    La situazione è questa, dunque non c'è da stupirsi che per la difesa sia diventato difficile riuscire a coprire i turni della missione in Afghanistan. La disoccupazione resta il miglior alleato dei reclutatori che ultimamente sono stati costretti a spedire in guerra anche i volontari senza esperienza, quelli arruolati per solo due o tre anni. Ma il sistema più sicuro per coprire i buchi è quello di considerare disponibili per le missione in Afghanistan tutti quelli che in passato si erano offerti per una missione all'estero, magari molto meno pericolosa come in Kosovo o in Bosnia. Una volta data la disponibilità a partire non si può più recedere, a meno di non voler rischiare un procedimento disciplinare. E visto che non ci sono i soldi per garantire la sicurezza e la paura aumenta, il governo si è preoccupato di impedire ogni possibile manifestazione di dissenso, vietando ai soldati qualsiasi dichiarazione pubblica su qualsiasi argomento «collegato al servizio», praticamente su tutto. È una disposizione entrata in vigore con il nuovo codice militare giusto ieri, mentre morivano altri quattro caporali


I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
  • L'ho già detto che ho scritto stupidaggini, ed ho scritto un secondo post. Leggetevelo prima di rompere i coglioni! La storia pluriennale delle destre della seconda repubblica è piena di insulti alla sinistra, anche con manifesti che ci definivano COGLIONI, con post vari che dicevano che se tiriamo l'acqua andiamo giù anche noi e scorribande di fascisti che ammazzano gli omosessuali per strada. Strillare è un conto, commettere dei crimini è un altro. Non dovrebbe essere evitato, signor picchiato?... 11-10-2010 17:16 - marco cerioni
  • Come cazzo è possibile far passare l'infame post di maurizio carena-10-10-2010 13:10?A me avete cassato post di pura e semplice opinione,e a questo individuo concedete spazio? 11-10-2010 09:03 - claudio

    la redazione: La nostra politica è di passare tutti i post, salvo quelli contenenti espressioni apertamente razziste o insulti. Non ci risulta di aver cassato "semplici opinioni" di questo lettore. Ad ogni modo è chiaro che il moderatore non è un giudice e dalle sue decisioni, inevitabilmente soggettive e discutibili, in fondo non dipende la vita di nessuno.
  • Mi pare evidente che il Manifesto è contro la guerra (non i due onorevoli di cui parla, certo). Sta cercando, giustamente, di fare il suo mestiere, cioè spiegarci come è potuta succedere questa storia qui, per quali dinamiche quei soldati lì sono morti, senza con questo approvare le loro scelte. A me sembra interessante capire come si usa il bilancio della difesa (per foraggiare produttori di armi, ma non per garantire la sicurezza degli uomini), quali soldi (una miseria!) possano invogliare le persone a partire, quali meccanismi coercitivi sia necessario inventare per disporre di reclute fresche mentre sempre più aumentano la paura e la diffidenza dei soldati (qualcosa di simile è accaduto anche negli USA e il morale delle truppe è fattore decisivo in guerra). Una volta ho letto che i rifornimenti non arrivavano perché li avevano esternalizzati a una ditta che si era volatilizzata o giù di lì. Insomma cercare di capire e ragionare su come succedono le cose, anche quelle che non ci piacciono per niente, mi sembra il modo migliore per poterci intervenire sopra in maniera vagamente sensata. Non mi pare il caso di dover fare un preambolo a ogni articolo per spiegare l'ovvio e ribadire fedeltà alla linea! Siamo un po' più maturi di così, si spera, sul no alla guerra siamo d'accordo tutti (a parte i soliti troll del sito i cui commenti francamente non si leggono nemmeno più, si saltano a piè pari, tanto sono prevedibili fino all'ultima virgola ed è meglio nemmno nominarli, solidarietà al moderatore che se li deve sciroppare tutti, son sempre così uguali...). 10-10-2010 23:57 - Livia
  • Vorrei ricordare ai vari commentatori che l'invio delle ns. truppe in Afganistan è stato deciso dal governo Dalema, non da Berlusconi che era all'opposizione.
    Cerchiamo di non fare confusioni altrimenti ci prendono per disinformati o per contestatori di professione come quando con Prodi i capi votavamo una legge ed il sabato successivo ci mandavamo in piazza contro la stessa legge. 10-10-2010 23:38 - picchiato
  • Mi meraviglia che consentiate la pubblicazione di commenti come quello di Cerioni Marco, dovrebbe essere vietato o sbaglio? 10-10-2010 23:32 - picchiato
  • Il Manifesto è contro la guerra, come sa benissimo chi legge questo giornale da anni e non ogni tanto sfogliando su internet...
    Comunque, io sono per tagli nettamente più drastici, però si taglierebbe molto di più se si ritirassero i soldati dall'afganistan.
    Il problema che pone Fabozzi è che questo governo che fa propaganda fascista, da un lato incentiva mediaticamente la gente ad arruolarsi e sostiene fortemente la guerra, dall'altro non gliene frega niente di far morire i propri soldati, per non spendere di più...
    Che dire, hanno imparato bene dal loro più famoso precedessore (Mussolini), che mandava i soldati in russia con le scarpe di cartone e con i fucili di fine '800...
    La guerra è la peggiore delle attività umane e francamente mi sembra che noi italiani non sappiamo assolutamente come gestirla (sia a livello di governi, sia di popolo), siamo gente pacifica, prima o poi i governanti dovranno accettarlo 10-10-2010 23:10 - Riccardo Gatani
  • sono un lettore di destra ...ex di sinistra..i commenti che leggo dei lettori di sinistra sono sempre gli stessi appiattiti su una utopistica demagogia di sinistra ..!! certo non sono contento che i nostri militari sono li ,ma non dimentichiamoci cosa sono i talebani,uccidevano le donne a bastonate negli stadi lasciandole nella ignoranza +assoluta,nel loro più integrale,islamismo,sono quelli che hanno fatto saltare in ariaa il budda non ve l'ho ricordate,e non dimentichiamoci che siamo l'ha con un mandato ONU per quanto possa valere.quindi visto che ci siamo se riusciamo anche a far qualcosa di buono una costituzione scuole ospedali,anche con l'uso delle armi..visto che i talebani non ti accolgono con i fiori (e la loro ideologia la vediamo anche in italia assassini per matrimoni combinati!!)penso che sarebbe già un successo !! 10-10-2010 22:04 - steo
  • E' strano, o forse no, come spesso le persone perdano la memoria storica, la percezione dei fatti e la dimensione della realtà in cui vivono. Ai tempi della guerra di Spagna, quando fascismo e nazismo si schierarono a fianco del Generale Franco, da tutto il mondo libero, ma anche dall'Italia e dalla Germania partirono migliaia di volontari per combattere quelli che erano ritenuti dei regimi oppressivi e liberticidi. Facciamo un salto di 80 anni e ritroviamo qualcosa del genere in Afghanistan; siamo di fronte al tentativo, da parte dei paesi occidentali, di evitare la formazione di una sorta di califfato, un buco nero geografico e storico dove, se dovessero avere la meglio i taliban, parole come democrazia, diritti umani, istruzione aperta a tutti (anche alle donne), scomparirebbero, inghiottiti da un regime che, nella prima fase della sua esistenza, ha già dato ampie e documentate prove di che cosa sia "il terrore"; proibito ascoltare la radio e la musica, andare a scuola (per le donne), leggere libri, non farsi crescere la barba, proibito vivere come persone normali. Per questi combattenti taliban (io non li chiamo terroristi perchè fanno quello che ritengono, sia pure nella loro aberrante visione, funzionale ai loro scopi)il nostro modo di vivere è corrotto ed oltraggioso. Per noi il loro è barbarie. Allora credo, molto francamente, che quello che è possibile fare è costringerli, con le armi, a sedersi ad un tavolo per trattare, se crediamo in quelli che chiamiamo diritti (che esistono non solo per noi). Certo, non è la migliore delle soluzioni,ma neanche la peggiore. E' semplicemente quello che si può fare. E che migliaia di soldati occidentali fanno. Rischiando la vita. E alle anime candide che si scandalizzano consiglierei di riflettere sul fatto che lo stipendio di un soldato italiano non è quello di un collega americano, nè hanno la stessa rete di assistenza e garanzie che possono vantare altri uomini in uniforme. Quindi viene loro dato un incentivo in denaro che consente di ripagare il disagio di lasciare la famiglia per mesi, di portare a termine, una volta rientrati a casa, progetti come il mutuo di una casa che con il loro stipendio ci vorrebbero decenni a realizzare. Le piccole cose di una vita normale da parte di gente normale; figli, per lo più, di lavoratori. E la stragrande maggioranza di loro crede in quello che fa, indipendentemente dai soldi che percepisce; molti chiedono di ritornare, perchè la gente afghana ti colpisce, perchè ci si rende conto che esistono persone sfortunate che hanno l'unica colpa di essere nati in un posto diverso dal nostro. I soldi fanno comodo e nessuno ci sputa sopra, ma non sono l'unico motivo per il quale si affronta il pericolo. Nessuno di coloro che discettano su questa guerra ha fatto il minimo accenno su che cosa, realisticamente, si può fare ed a che costo per aiutare questo paese, che di sicuro non ci ha fatto niente ma che, mi pare, non merita di essere abbandonato nel gorgo di questi fanatici. Si può essere d'accordo o no sul fatto che la guerra sia "la soluzione" o non lo sia, ma chi è contrario abbia la coerenza di dire anche, e non con soluzioni che non stanno ne in cielo ne in terra, come risolvere il conflitto afghano e lasciare una speranza a questo popolo. Dica chi lo fa e con quali mezzi e risorse. Andarsene, e chi sè visto sè visto, non mi sembra una soluzione. Non ho capito se l'autore si lamenta per le spese militari o se critica, invece, le limitate risorse investite che significano, ovviamente, un maggior livello di rischio epr i soldati. Ma qualunque sia l'opinione che si può avere di questo conflitto è bene ricordare che non abbiamo invaso nessuno, che siamo in una missione internazionale regolarmente autorizzata dall'ONU e che nessun italiano si è macchiato di crimini di guerra. Siamo in Afghanistan perchè lo ha voluto il Parlamento ( a stragrande maggioranza). Questa si chiama democrazia; forse abbiamo commesso un errore, forse no. Ma questo è quello che fanno le democrazie. Difendono i valori; non a parole. Siamo nati dalla Resistenza, della quale tanti si riempiono la bocca dimenticando che i tanti che sono morti in quel periodo lo hanno fatto per consegnare un patrimonio di ideali alle generazioni successive, esattamente come ritengo si possa fare in Afghanistan. Insegnare alle giovani generazioni che la libertà e la dignità non piovono dal cielo via fax. Si conquistano, spesso con il sangue. O erano terroristi anche quelli che lottavano per questi ideali? 10-10-2010 20:40 - Antonio
  • Se questi sono gli "intelligenti" commenti dei vostri afecionados, non stupitevi se poi il Manifesto chiude! Una tale sequenza di idiozie è difficile metterle insieme, sullo stesso giornale. Più che "è tempo di prendere le armi" direi che è tempo di una visita ad un centro di igiene mentale! 10-10-2010 19:13 - piero
  • E le donne? Non voglio dirle madri, epiteto abusato. Mater dolorosa, madre d'eroi, ecc..Dico donna, che la guerra non la farebbe mai, non la concepisce: è contro la vita, la guerra.Che fanno, che dicono le donne di questi ragazzi? La maggior parte sono meridinionali ( non è un caso e lultima cosa che si può attribuire al meridionale è il miitarismo!)e nel meridione, le donne tra le quattro mura di casa hanno voce in capitolo. Si sono rassegnate al gioco della roulette russa in cambio dei trenta denari? E possibile che la virtualità berlusconiana e la fine della speranza di un futuro per i loro figli, abbiano manipolato la natura delle donne rafforzata dalla materntà? Donne, svegliamoci! 10-10-2010 18:38 - Maria Francesca
I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI