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FUORIPAGINA
11/10/2010
  •   |   Emanuele Giordana*
    Ora ha paura anche Kabul

    Kabul vive sospesa in una bolla che galleggia sopra la guerra. Una guerra lontana nella città delle trame sottotraccia, parvenza di convivenza civile in una capitale su una linea del fronte che è alle sue porte, appena fuori, qualche chilometro.
    E mentre a Kabul, a Dubai, alle Maldive si fanno prove sotterranee di negoziato, il conflitto si estende a macchia d'olio, non solo nel Sud e nell'Est del paese ma, in modo sempre più preoccupante, anche nel Nordest e nel Nordovest. L'impressione è che i fronti, oltre che numerosi, vadano molto per conto proprio. Con un bilancio di vittime costante.
    Mentre arrivava la notizia dei soldati italiani ammazzati, altre fanno da contorno: una scozzese di 36anni di una Ong americana uccisa mentre i soccorritori cercavano di sottrarla ai suoi rapitori, a Kunar. E la strage di venerdì alla moschea di un villaggio vicino a Kunduz, dove un'esplosione si è portati via, col governatore, anche venti poveracci che pregavano Allah. Si indica Hekmatyar, in questo caso. Per la vicenda di Kunar chi sa chi c'è dietro. Banditi? La filiera degli Haqqani, la potente banda taleban «spuria», vicina ai qaedisti? La più violenta, accusata degli assalti all'hotel «Serena», alla Guest House dell'Onu, allo stesso presidente. Proprio gli Haqqani, dicono qui, sono più calmi: da otto-nove mesi non fanno azioni eclatanti. «Forse c'è un accordo tra il governo e i pachistani per fare pressione su di loro», suggerisce un amico giornalista che dirige un'agenzia di stampa locale.
    Intanto, nella città sospesa, si riesce ad andare ai giardini di Babur a passeggio. A gustare pannocchie arrostite che hanno sostituito, sul far dell'autunno, i meloni e le mandorle sgusciate. Ma l'atmosfera resta tesa ed è difficile ignorare che tutto intorno la morte continua a lavorare.
    Nel silenzioso ospedale di Emergency i numeri della gente in cura parlano da soli: l'80% delle persone ferite che arrivano al nosocomio hanno i segni di qualche rissa, coltellate di parenti, faide famigliari. Il restante, ferite da guerra vere e proprie, è tutta gente che viene da altre province. Diverso, ci spiega Claudio Gatti, se si guarda cosa racconta l'ospedale di Lashkargah: feriti da arma da fuoco, schegge, mine messe lungo la strada. «Non c'erano mine in quella zona quando aprimmo il nosocomio. Ma adesso....», commenta un medico.
    Il sistema di sicurezza locale delle Ong internazionali dà invece i dati sulla valle del Gulistan, teatro della mattanza che ha coinvolto gli italiani. Dicono che nel 2010 gli «Ied», le bombe «sporche» appoggiate sul ciglio della strada, sono aumentate e che il 90% di questi attentati ha riguardato i militari. Quest'anno però, per la prima volta, un Ied ha ucciso tre civili il 29 agosto. Conclude la fonte che gli attentati ai soldati finiscono comunque per avere un «effetto collaterale» sui civili.
    Fuori dalla conta delle vittime, dalle ipotesi sui mandanti e gli esecutori, lontana dalla guerra, la capitale intanto vive una seconda vita sotto traccia. La stampa americana ha rilanciato una pista saudita che avrebbe luce verde da mullah Omar, il capo storico dei taleban. La stampa britannica e quella araba hanno invece dato per possibile un negoziato, separato, con il gruppo della famiglia Haqqani. Altre fonti locali, come dicevamo, ci confermano la voce. Poi, come è noto, ci sono stati contatti più che ufficiali con gli emissari di Hekmatyar, signore della guerra che controlla parte dell'Est e del Nord. Nella capitale, nei giorni scorsi e continuando a cambiare albergo, si è fatta viva invece una delegazione «non ufficiale» del Pakistan, il Paese che vorrebbe guidare il negoziato per essere sicuro di controllarlo. In pista dunque ci sono due grandi padrini: pachistani e sauditi. I primi cominciano a temere che la bomba taleban, già deflagrata in casa, vada fuori controllo e danneggi anche Islamabad. I secondi temono l'instabilità dei due paesi dove bivaccano e guerreggiano i jihadisti che equiparano Riyadh a Washington. Speranze dunque?
    Presto per dirlo. Temiamo che a chiederlo a quel bambino smoccolante col vestitino sudicio, condannato - come altri 4mila - a elemosinare nel centro della città, risponderebbe che di questa parola ha perso il suono. E soprattutto il senso.
    *Lettera22


I COMMENTI:
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  • Mario, ma non vedi che sono due troll? 11-10-2010 15:29 - Stefano
  • Non riesco a capire bene i commenti di Carlos e Mariani. Confesso di essere ignorante sulla geopolitica internazionale. Mi sembra di capire che i Talebani sono nostri alleati contro la destra fascista dell'Impero e che, nonostante la repressione, avanzano inesorabilmente. Allora chiedo a Carlos e Mariani di chiarire se la sinistra deve allearsi ai Talebani, appoggiarli politicamente e ideologicamente. Sarebbe bene aprire questo dibattito per eliminare i molti dubbi che ci sono anche nel Manifesto. Basta leggere gli articoli della Sgrena e della Forti e compararli con quelli di molti altri giornalisti come Giorgio e Dinucci. Talebani e sinistra sono alleati? Dobboamo sostenere la loro avanzata fino in europa? Sconfiggeremo insieme la Destra Fascista Mondiale dell'Impero? 11-10-2010 14:14 - mario burgassi
  • Vi avevo detto che era meglio farla finita con questa guerra.
    I Talebani hanno dalla loro la maggioranza del popolo mussulmano.
    La loro legge è la legge.
    Le loro parole diventano imperative e non solo per gli afgani.Ora anche il Pakistan sta ubidendo alla legge dei talebani.Dove vanno creano adepti.In Istraele hanno appena deciso una legge di tipo nazzista che impedisce la cittadinanza a chi no è ebreo.
    Ebrei,leghisti,nazzisti e crociati,contro l'avanzata della legge dei talebani.
    I russi ci hano lasciato il loro impero socialnazionalista,in quelle terre.
    Ora tocca a noi.
    Ma non era meglio starsene a casa?
    Almeno quei ragazzi erano ancora vivi e tutti quei feriti che gravano sulle finaze di uno stato ormai allo sbando,sarebbero ancora attivi e avrebbero lavorato invece di stare su sedie a rotelle spinti da stranieri badanti che pòi sono anche loro di fede mussulmana. 11-10-2010 13:27 - mariani maurizio
  • LA DESTRA FASCISTA MONDIALE DELL'IMPERO SI PREPARA AD INTENSIFICARE LA GUERRA CONTRO I POPOLI!!!

    Proprio in questi giorni si e' svolto in marocco in gran segreto il COORDINAMENTO INTERNAZIONALE DEI PARTITI DI DESTRA DEMOCRISTIANI...ORGANIZZATO DAL PARTITO POPOLARE EUROPERO....
    vi hanno partecipato partiti di destra di 75 paesi del mondo specialmente europei e sud americani:
    LA SCHIUMA DI TUTTI I PARTITELLI DELLE OLIGARCHIE GOLPISTE E NARCOTRAFFICANTI SUD AMERICANE
    i risultati sono agghiaccianti.e
    pericolosissimi per il mondo intero.. iL partito popolare spagnolo e' sato incaricato di
    organizzare TUTTA LA MARMAGLIA GOLPISTA DI MIAMI CON L'OBIETTIVO DI INTENSIFICARE LE PROVOCAZIONI CONTRO CUBA VENEZUELA NICARAGUA ECQUADOR, BOLIVIA E DARE UN TOTALE APPOGGIO AI GOLPISTI DELL'HONDURAS...AI FASCISTI E NARCOS COLOMBIANI....
    Si promette quindi dalla destra FASCISTA DEI REPUBBLICANI AMERICANI ED I POPOLARI EUROPEI.DI AZNAR MERKEL BERLUSCONI....guerre, golpe,guarimbe, provocazioni, e per quanto riguarda gli scenari
    AFGHANI E D IRAKENI UN INNALZAMENTO PIU DURO E SANGUINOSO DEL LIVELLO DI SCONTRO!!!!!
    ecco perche il sig La Russa parla in maniera cosi delirante E GUERRAFONDAIA..L'ALA PIU FASCISTA DELL'IMPERO CHIEDE DI INTENSIFICARE L'ODIO LA GUERRA ALLEANDOSI A LE FORZE MAFIOSE ED ANTIDEMOCRATICHE DEL MONDO!!!

    FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!!!!! 11-10-2010 13:15 - CARLOS
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