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FUORIPAGINA
14/10/2010
  •   |   Rocco Di Michele
    16 ottobre, "adesioni oltre le speranze"

    La realtà fa fatica a farsi vedere. Centinaia di migliaia di persone si preparano a riempire Roma per la manifestazione indetta dalla Fiom Cgil, ma tutti cercano il «terrore» nell'uovo. La conferenza di presentazione del corteo di sabato ha riservato un accenno agli episodi di questi giorni («sarà una grandissima manifestazione, che vuole essere partecipata, democratica, pacifica, non violenta»), concentrandosi sulle ragioni di una protesta e sulle dimensioni record che si annunciano. «Non permetteremo a nessuno di offuscare una grande giornata di mobilitazione». 
    Il manifesto del resto parla chiaro: «sì ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune». Cinque i punti chiave: diritti, democrazia, legalità, lavoro, contratto. Che si declinano come lotta contro il tentativo di «uscire dalla crisi riducendo i diritti», «difesa del contratto nazionale», possibilità dei lavoratori di decidere sugli accordi che li riguardano»; e vanno a definire «un nuovo modello di sviluppo, costruito a partire dal rapporto con i lavoratori, non prendendolo a prestito da qualche partito». Una piattaforma che tiene dunque insieme la critica alle politiche del lavoro prodotte da questo governo (che su questo terreno, purtroppo, ha fatto molto e malissimo) e la necessità di «metter fine alla pratica degli accordi separati, non democratici». A chi quegli accordi dovrà subirli, infatti, viene impedito di esprimersi votando. Al contrario, il voto sotto ricatto di Pomigliano è stato accettato come oro colato. «Questa è una manifestazione nata il 1 luglio a Pomigliano», quando «abbiamo capito che quel modello sarebbe stato usato per rovesciare le relazioni industriali». Oggi, quelli che giuravano che si trattava di «un caso irripetibile» vanno dicendo in ogni trasmissione «10,100, 1.000 Pomigliano».
    La preparazione del corteo sta avvenendo in questo clima, con centinaia di assemblee nelle fabbriche, e prenotazioni che prefigurano «una partecipazione superiore a ogni altra manifestazione». Naturalmente, Maurizio Landini - segretario generale Fiom - e Francesca Redavid parlano della parte di loro competenza: i metalmeccanici. Ma quella di sabato è occasione di convergenza con tutte la situazioni dove oggi esiste una resistenza civile e una lotta. Aderiscono il movimento per l'acqua pubblica, i No Dal Molin e decine di coordinamenti di lavoratori, Emergency e Libera di Don Ciotti, il «popolo viola» e partiti della sinistra (polemiche nel Pd tra favorevoli come Fassina e astenuti), altre categorie della Cgil, lavoratori e studenti del «mondo della conoscenza». Una lista troppo lunga da riportare qui (si può vederla sul sito) e in continua espansione. 
    E' una manifestazione «che costa», ma viene interamente autofinanziata non solo dalla Fiom (non avrebbe potuto), ma dai gruppi di lavoratori; a dispetto di cassa integrazione, mobilità, salari bassi. Per l'occasione il gruppo Fs, guidato dall'ex Cgil Mauro Moretti, ha dato il peggio di sé: pochi treni a disposizione (solo 7) e molto più cari di altre volte (quello dalla Sicilia costa 69.000 euro!). Un segnale preciso per scoraggiare le manifestazioni, così come fa il Comune di Roma con le «spese per la pulizia delle strade». Si è ripiegato sui pullman: 700, fino all'altro ieri, ma stanno aumentando di ora in ora (e diventa difficile reperirne altri, pare).
    Molto importante è ritenuto il rapporto tra lavoro-diritti-sapere, «che qualifica un paese» e sta descrivendo un degrado preoccupante, tale da far partecipare in massa chi nell'istruzione ci lavora. E non manca lo sguardo sul mondo: dal palco parlerà anche Gino Strada e tutti chiederanno il ritiro delle truppe in Afghanistan, perché «vogliamo vivere in un paese "igienico" dal punto di vista della Costituzione: fondato sul lavoro e che ripudia la guerra». 
    Un numero imprecisato di televisioni seguirà ogni attimo della giornata, a partire da Cgil Tv, all'insieme di tv locali che si sono associate come «Facciamo rete con la Fiom». Rai, Mediaset e La7 - che hanno ricevuto una richiesta esplicita di «copertura», stanno invece ancora «valutando» se venire oppure no.
    Sullo sfondo, ma neppure troppo, resta la proposta di sciopero generale, che la Fiom sostiene dentro la Cgil. «Noi continuiamo a pensare che per rispondere a tutti i problemi aperti dall'accordo sulla derogabilità del contratto, dal piano triennale del lavoro presentato dal ministro Sacconi, dal ddl lavoro in discussione in Parlamento, occorre dare continuità alla nostra mobilitazione. È necessario, perciò, che la Cgil arrivi a proclamare uno sciopero generale: questo è un tema da affrontare come elemento di continuità». Perché la situazione attuale non verrà cambiata in un giorno solo, anche se si annuncia memorabile.


I COMMENTI:
  • 10, 100, 1.000 volte 16 Ottobre.
    TUTTI a ROMA, per i DIRITTI, la LEGALITA', la DEMOCRAZIA, il LAVORO, il CONTRATTO NAZIONALE.
    El pueblo unido jamas séra vencido! 15-10-2010 00:25 - Mauro
  • @scandale: sono quasi dieci anni che la CGIL ha un sindacato dei precari (e ce l'hanno pure gli altri, mi sembra). Si chiama NIDIL-CGIL e ha aiutato a predisporre i primi modelli di contratti parasubordinati quando c'era la giungla peggio di oggi, che prevedevano la conservazione del posto in caso di malattia e i riposi annuali anche se non pagati. Lo so perché mi hanno aiutata (e non ero nemmeno iscritta) in più d'una occasione, nel mio precariato durato quindici anni. Questo se vi interessa una risposta alle domande che fate. Se poi volete solo farvi applaudire come troll, cercate altrove. Ah, ma i contratti nazionali per certa gente sono roba che non serve a niente, eh. 14-10-2010 23:21 - Livia
  • Questi DELINQUENTI che hanno preso il potere con il gran numero di VOTI MAFIOSI, dobbiamo andare a prenderli NOI e accompagnarli a CALCI IN CULO direttamente nelle CELLE delle GALERE ITALIANE. Solo in questo modo capiranno che hanno oltrepassato ogni limite, e che il POPOLO non è più disposto a sopportare, e che quando il POPOLO si incazza, le strade si tingono di ROSSO. 14-10-2010 19:27 - cogitoergosum
  • Mentre tutti questi soggetti manifestano, l' occupazione sta sparendo! Infatti, evapora e si trasferisce nei paesi a basso costo. Oltre ai suoi innumervoli NO, la FIOM riesce a fare qualche proposta vagamente CONCRETA e non ad agitare vuote formule? Piu lavoro? Chi non sarebbe d' accordo! Ma la domanda è semplice: COME ??? E poi chi lo paga lo stipendio ai (pochi!) lavoratori ancora in servizio? La FIOM? O le aziende? Quando saremo in un deserto industriale, magari la democrazia formale nei luoghi di lavoro ci sarà ancora, giusto x quei quattro gatti che ancora avranno un posto ce l' avranno. Ma per tutti gli altri che farà la FIOM? Staranno felici ai giardinetti (o in un altro corteo-FIOM a protestare contro la disoccupazione ???) ed iscritti alle liste di collocamento... Ah, ma con la tessera della FIOM in tasca, sia chiaro! 14-10-2010 18:33 - Fabio Vivian
  • La FIOM un grande sindacato dei lavoratori.L' unico scopo e' la difesa dei lavoratori senza se senza ma. Questi principi sarebbero anche i principi della cisl e uil ma purtroppo non e' cosi'. Oggi . Con la crisi che attanaglia il lavoro dipendente i sindacati non sono uniti, non certo per colpe della fiom-cgil. CISL e UIL sono allineate con la strategia della confindustria, dichiarando "10, 100, 1000, Pomigliano che in quel accordo i lavoratori non hanno nulla da perdere nientemeno i diritti. Ma questo lo dice il BONANNI E L'ANGELETTI ma noi che abbiamo letto l'accordo di Pomigliano, siamo di una altro parere, che in quel accordo i diritti dei lavoratori sanciti dalla costitiuzione della nostra repubblica,sono in deroga. Pomigliano non puo' essere un punto di partenza per una nuova politica di relazioni industriali. Se questo avvenisse sarebbe la fine dei diritti fondamentali dei lavoratori. Ci sono gia' le avvisaglie con il documento del ministro Sacconi che vorrebbe abrogare lo Statuto deiLAVORATORI SOSTITURENDOLO,CON LO STATUTO DEI LAVORI. UNA BEFFA PER I LAVORATORI. INACCETTABILE, QUESTO CAMBIAMENTO. PERCHE' CAMBIARE TOTALMENTE LO STATUTO?LA RISPOSTA E' SEMPLICE CANCELLARE BUONA PARTE DEI DIRITTI DELLO STATUTO DEI LAVORATORI ,PER DARE PIU' POTERE AI PADRONI.LA RAGIONE E' SICURAMENTE QUELLA DEI DIRITTI REVOCATI SE NO PERCHE' RISCRIVERE LO STATUTO. ALLORA LAVORATORI ANDARE IL 16 OTTOBRE ALLA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM HA DELLE RAGIONI DI LIBERTA' E GIUSTIZIA SOCIALE PERCHE ' NON SI PUO' SEMPRE FAR PAGARE LE CRISI TOTALMENTE AI SOLITI NOTI CIOE' I LAVORATORI. 14-10-2010 17:04 - pasquino
  • Grande la CGILè sempre dalla parte dei lavoratori,PECCATO che non lo sia,quando quando al governo c'è la sinistra.Hanno una grande strategia economica da premio nobel:UNO SCIOPERO AL GIORNO,TOGLIE LA CRISI DI TORNO.Una piccola critica che si può fare al sindacato meno DISFATTISMO E meno PAROLE VUOTE,meno OTTUSITA' E PESSIMISMO,PIU' SPERANZA e MENO POLITICA,non può fare l'uccello del malaugurio A FAVORE DELLA CRISI ECONOMICA(mondiale dovrebbero ricordarsi).Un consiglio ad Epifani :eliminate nel vostro sindacati i privilegi e con le trattenute sindacali aiutate i lavoratori,non facendo scampagnate a Roma che costano:quanto costano?chi paga?.Spero per i pensionati trovino sabato una bella giornata,altrimenti con gli acciacchi che hanno,le nostre strutture sanitarie andranno in TILT.A bandiere chi trionferà le rosse o le viola(mi gratto). 14-10-2010 16:24 - enzo
  • La manifestazione del 16 Ottobre pesa e segna un appuntamento che non può essere eluso per le sinistre e ne svela gli intenti.Non è solo una manifestazione di resistenza deve riavviare un processo rivoluzionario.Deve ripartire una stagione progressiva di diritti è lotta sindacale e lotta politica lotta per quella democrazia che le borghesie negano e non sanno garantire portando domani cosa hanno fatto a Pomigliano -eliminazione sommaria del dissenso divieto di sciopero, insicurezza e plumbea paura-Un ricatto bello e buono che ha avuto il voto come capestro.La scommessa politica è portare queste rivendicazioni nella società ingaggiare una lotta che dai metalmeccanici si estenda e colleghi alla scuola al precariato alla condizione dei migranti.Estendere i diritti sapendo che useranno la stessa crisi per attaccare le basi della costituzione ed affermare che al centro deve esserci al posto del lavoro l’impresa.Il rapporto classe partito da anni cercano di demolirlo, dimostriamo che non è così.Scendiamo in piazza accanto alla FIOM. 14-10-2010 13:55 - fila
  • Io ci sarò!
    Sarò tra i lavoratori e li isticherò alla lotta ancora più dura!
    Quì,non si tratta di politica,ma di sopravvivenza.
    Tutti hanno il diritto di difendere la loro esistenza.
    Vogliono distruggere la classe operaia in Italia,che almeno si lotti prima di soccombere.
    Dobbiamo morire come operai che non servono più,che si muoia combattendo come i Samurai e non come le pecore che vanno al macello.
    Tanto un giorno moriremo tutti.Morirà il nano con tutte le sue proprietà.Morirà Marchionne con i suoi bei maglioncini e moriranno tutti quei leccaculo dei giornalisti che amano i soldi.
    Io ci sarò e spero di morire combattendo! 14-10-2010 13:55 - mariani maurizio
  • con grande rispetto, ma chi della cgil si pone il problema di una intera generazione precaria che non avrà neanche la pensione?
    va bene la fiom, va bene lo spi, va bene il pubblico impiego, ma siete fuori dal tempo compagni.
    solidarietà agli operai. 14-10-2010 13:39 - luca scandale
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