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FUORIPAGINA
14/10/2010
  •   |   Alberto Piccinini
    "Basta giornalismo, solo intrattenimento"

    «Devo fare una premessa politica, e poi citare un aspetto pratico». Al telefono per parlare degli ultimi sviluppi del caso Santoro, Carlo Freccero ci risponde con la solita verve. Gli diamo la parola: «La premessa politica è questa: tutte le iniziative berlusconiane non vogliono essere solo restrittive, ma produttive di un nuovo ordine. L'editto bulgaro viene sempre ricordato come un atto di censura, ma c'è una seconda chiave di lettura, e Berlusconi la ribadisce continuamente con le sue decisioni». «L'editto bulgaro - prosegue Freccero - vuole colpire un certo modo di fare televisione: il famoso uso criminale del mezzo televisivo; e allo stesso tempo vuol dettare la linea editoriale del servizio pubblico. Lo fa in negativo, vietando un certo uso della televisione, ma queste decisioni diventano operative dato che indirettamente promuovono altri programmi. Praticamente si vieta il giornalismo d'inchiesta a favore dell'intrattenimento: infatti, in diverse occasioni vengono portate ad esempio le reti Mediaset che seguirebbero quest'ultima linea editoriale». 


    Quello che Berlusconi chiamò «uso criminale del mezzo televisivo», insomma, era ben poco criminale. Era giornalismo d'inchiesta.
    C'è una costante nel pensiero berlusconiano: è buono ciò che è scelto dal popolo, ed è avallato dalla maggioranza. Il pensiero critico, essendo per definizione contro la maggioranza, è criminale. E questa regola vale in tutti i campi: la maggioranza, e non il presidente della repubblica, deve scegliere il premier; i giudici, che non sono eletti dal popolo, non possono giudicare chi è eletto dal popolo, ed è perciò la maggioranza col suo voto a stabilire cos'è vero e cosa è falso. E' una concezione della verità su base plebiscitaria. Nemmeno i giornalisti possono permettersi di giudicare chi è eletto dal popolo. Questa regola taglia via dal servizio pubblico il giornalismo d'inchiesta e quello politico, vanificando di fatto la possibilità di fare informazione. Perciò, esclusa la politica come campo d'indagine, l'informazione non può che rivolgersi al privato nelle due varianti di cronaca rosa e nera. 


    Hai detto prima che volevi citare un aspetto pratico di tutta questa vicenda.
    L'aspetto pratico sta nell'inadeguatezza a gestire la Rai, perché Santoro fa il programma di maggiore audience della rete, e anche di maggiore audience di tutte le reti Rai. Porta pubblicità. E inoltre, come mai Santoro che è in onda dall'87 con Samarcanda, poi col Rosso e il Nero, poi con Tempo reale, solamente oggi dev'essere punito, perseguitato, angustiato? In qualunque azienda televisiva un programma che produce audience e ricchezza sarebbe protetto e non perseguitato. Perché c'è un aspetto politico che si incrocia con l'aspetto - posso dirlo senza incorrere nel licenziamento? - di una gestione della Rai alquanto personalistica.


    La «buona gestione di un azienda televisiva» Berlusconi sostiene di avercela mostrata a suo tempo, prima di scendere in politica. Santoro ha lavorato in Mediaset, a suo tempo. Quando si inceppa questo meccanismo?
    La frattura sta nell'editto bulgaro. Santoro non appartiene alla linea editoriale che lui ha codificato per le sue reti e per la Rai. Nel 2001, dopo la mia Raidue, dopo Luttazzi e Santoro, spiegano a Berlusconi che io avrei mosso spettatori e voti, mentre questa linea editoriale - lo ripeto ancora una volta - era fatta solamente in luce televisiva, era una controprogrammazione. Lui invece ci legge dietro un impianto politico e da lì decide tutto quanto.


    In sostanza Berlusconi stabilisce un equazione tra audience e voti guadagnati o ricevuti.
    Esattamente. Pensa un attimo a come l'informazione non potendo affrontare i temi più consoni che sono politica, economia, controinformazione, si fa rotocalco popolare con gossip e processi, secondo il modello di tabloid popolare che è in voga in tutti i paesi anglosassoni. Lui decide che l'informazione dev'essere infotainment. 


    Infine caccia anche Mentana, che gli aveva inventato il telegiornale. A proposito, come leggi il successo del tg7? 
    Non esaltiamolo troppo, Mentana. E' uno che mostra l'«a» e il «b», non solamente l'«a». Il pubblico che vuol vedere un telegiornale vuole essere informato, e così pure il pubblico di Santoro. Quello di Santoro sarà pure un punto di vista, ma il punto di vista è tipico del pluralismo della Rai, ed è l'unica missione di servizio pubblico che le rimane. Oggi si vuole accreditare soltanto un punto di vista: è questa l'enormità, la bestemmia. Se togliamo anche il pluralismo, cosa rimane alla Rai? 


    Non credi che quel che accade stia portando all'esaurimento del rapporto tra la televisione generalista e le fasce di pubblico perlomeno più «alte»?
    Infatti sospendere, censurare i programmi, è un aiuto solamente a Sky, a La7. Chi oggi gestisce la Rai, non fa gli interessi della Rai. Occorrerebbe a questo punto una class action. Non dico di fare la rivoluzione, pensa un po', ma di fare fronte a quel che accade perché evidentemente, in questo momento, per Berlusconi il consenso è più importante dell'industria televisiva.


    Invece che sta succedendo a te, e alla tua Rai4?
    Ho scritto al consiglio di amministrazione perché senza nessun rispetto delle procedure sono stato «messo a disposizione» con una lettera. La stessa lettera - con tutto il rispetto - che ha ricevuto la mia segretaria. Ho detto che se non avrò risposte in tempi brevi, procederò ad un'azione legale contro la Rai.


    Cos'è stata? Una vendetta, un dispetto personale, un effetto fuori tempo del vecchio editto?
    No, penso che sia stato soltanto un problema di efficienza, un errore procedurale. Per Berlusconi la Rai non è qualcosa da gestire in modo formalmente ineccepibile, e questo è sorprendente perché solitamente si circondava di persone che erano molto attente a questo. Ma qui vengono scelte persone che non rispettano nemmeno le procedure.


I COMMENTI:
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  • vorrei obbiettare al dott. Freccero che i programmi del dott. Santoro, fin dal primo Samarcanda, sono sempre stati spettacolo. Smisi di seguire le prodezze santoriane proprio quando mi accorsi, a metà della prima stagione di Samarcanda, che il nucleo centrale del programma consisteva nella mega-baruffona fra politici invitati apposta per scannarsi (per finta) in diretta. Il dott. Santoro mica ci informa: ci fa vedere politici che urlano e sopratutto ci fa vedere lui - l'eroe - che frusta il politico cialtrone di turno, facendogli fare un figura di merda. Tutto questo attiene allo psicodramma e all'opera dei pupi, non certo all'informazione. Mi sfugge il motivo per cui dovrei interessarmi e/o preoccuparmi per il destino di un tale figuro, che reputo fra i maggiori responsabili dell'attuale degrado televisivo italiano. 14-10-2010 17:16 - dario gasparini
  • Dal suo punto di vista il cavaliere ha perfettamente ragione a contrastare i programmi di approfondimento e di cultura.
    La cultura, infatti, è l'unico mezzo per contrastare la tirannide, mentre un bel programma di intrattenimento (Grande fratello, Isole vaie, e puttanate del genere) costituiscono un viatico per non pensare.
    Meraviglia solo che questo problema stia emergendo solo adesso; è da quindici anni che i programmi mediaset disinformano e creano l'anti-cultura come droga di massa. 14-10-2010 16:59 - Rosario Amico+Roxas
  • Santoro sarebbe un bravissimo politico, del resto aveva cominciato ma forse l'atmosfera asettica del Parlamento europeo non fa per lui, ma di spazio ce ne sarebbe nell'agone politico. Perchè si ostina a fare qualcosa per cui non è portato? Non riesce a stare nei limiti di una pur apparente imparzialità. Guardiamo Floris o Lerner, sono mai successe diatribe e polemiche come quelle con Santoro? E certo che non sono certo di destra nè morbidi, ma Santoro non riesce neanche a salvare le apparenze, è uno showman, possibile che facendo zapping e cambiando sul suo programma immancabilmente trovo lui ad avere la parola e non uno degli ospiti? 14-10-2010 16:18 - Gianni
  • Vi occupate sempre di piu' di cose futili e siete sempre piu' lontano dalla classe operaia! scrivete di un giornalaio di sinistra arrogante da 700.000 euro l'anno e non una parola sui quei 33 operai minatori salvati ieri! non meritate di esistere come giornale di sx! 14-10-2010 15:44 - Alfredo Bindi
  • La televisione e' ancora una volta il pomo della discordia, perche' e' la sorgente principale che irradia ideologia dominante, ossia quella dei padroni dell'Italia. Noi pensiamo di fare i dosaggi, cosi abbiamo l’illusione di essere partecipi: un po' di centrosinistra, un po' di centrodestra; qualche esperto del settore, qualche vittima del sistema. Ecco confezionata la melassa "blobbacea" che fuoriesce dalle viscere dell'etere. Lo stesso Santoro, cosi' furbo e capace, nel suo programma si utilizza questa formula, obsoleta ma funzionale. Siamo di fronte a uno scontro degenerato tutto interno al tubo catodico, e noi ponendoci al cospetto, rimaniamo decerebrati. Sembra che se non ci sia la trasmissione che tanto ci piace, non siamo in grado di ragionare o di pensare. Svuotati di ogni funzione vitale. Ma lo sapete quale grande piacere sta facendo questo Masi? Sta rendendo evidente la decadenza del mezzo televisivo, un orpello inutile nella casa di tutti, destinato al macero. E con loro tutti i fantasmi che lo animano. Mettiamoci in pace tutti, e capiamo una buona volta che la televisione non risolve nulla; men che meno quella pseudo-impegnata alla Santoro. Svuotiamo le poltrone e semmai riempiamo le piazze, o le stazioni. 14-10-2010 15:43 - Antonio (tink+in-different)
  • Sarebbe troppo chiedere a Enzo di usare la sintassi italiana?
    In fondo Enzo ha a disposizione una tastiera di un computer e non il tastierino di un telefonino.
    Ne trarrebbe vantaggio anche la semantica, i significati.
    Salvatore 14-10-2010 15:21 - morelli salvatore
  • enzo come si vede che il suo è un giudizio non schierato....report di sinistra? ma non vuol dire nulla!!! Ha mai visto una puntata per dire questo almeno? Otto e mezzo poi? Exit?...ma non scherziamo...ho paura che secondo il suo strano giudizio chiunque provi a fare inchieste serie è di sinistra....peccato che queste inchieste mettono spesso in mezzo anche gente del PD...tutto questo è solo il riflesso della mancanza di intellettuali di destra, cosa che a qualcuno fa sembrare tutti di sinistra, vedi Berlusconi e tale Enzo...saluti 14-10-2010 15:05 - dema
  • Tutto ciò accade e accadrà sempre di più finché a nominare i dirigenti sono i partiti e soprattutto chi sta al governo. Sostengo da tempo ormai che le nomine devono essere fatte da chi paga il canone e chi non lo paga dev’essere considerato alla stessa stregua dell’evasore fiscale (categoria peraltro non molto perseguita fino ad oggi!).
    Io pago il canone e voglio vedere ANNOZERO e non può un direttore generale, con un provvedimento definito dallo stesso Presidente della Rai manifestamente sproporzionato, privarmi di vedere tale trasmissione. Se provvedimento legittimo ci possa essere sulla base di accordi o di regolamenti credo debba esserci su un piano diverso da quello che consenta al direttore generale di privare i teleutenti di una trasmissione attesa e gradita.
    Poi Santoro definirà personalmente con il direttore generale la questione nelle sedi che si riterranno opportune, ma non toglieteci la trasmissione. Spero ci siano altri a condividere quanto ho scritto. 14-10-2010 14:52 - Sole
  • Ma è vero che Masi vi ha querelato per la copertina di oggi? Un articolino sul sito no? 14-10-2010 14:51 - Edward Khil

    la redazione: Effettivamente Masi ieri ha sporto querela nei confronti de "il manifesto". Vedremo come va a finire
  • Vorrei esprimere un mio giudizio da persona non schierata,leggo molti quotidiani anche su internet e mi rendo conto(solo un idiota non può notarlo)che esclusi:il giornale,libero,il tempo di Roma tutti gli altri chi più chi meno sono ANTI-governativi.Guardiamo la Tv:escluso il tg4 gli altri programmi non sono politici(matrix è equilibtato),non si paga il canone.La Rai:pagata dagli italiani(dx e sx)che fà anche pubblicità(canone + pubblicità=alleluia per i 13000(tredicimila dipendenti)+ ditte esterne(suocera e cognato di Fini)è per Berlusconi?esclusi:Minzolini,Vespa,Paragone gli altri come sono schierati?sono apolitici?ma mi facciano il piacere.Nell'etere poi c'è la TV7 che non mi sembra governativa o mi sbaglio?Controlliamo con serenità e dopo l'arrivo di EXIT la "gioiosa macchina da guerra"(metaforicamente)della sx(se esiste ancora) TELEVISIONARIA è finalmente al completo.Exit si unisce a:Ano zero,ballarò,8 e 1/2,mezz'ora,l'infedele,linea notte,parla con me,che tempo che fà,report,blog,ecc.ecc.E' vero il Cavaliere è un dittatore ha il monopolio dell'informazione,gli italiani NON SONO COSI'CRETINI da non capire e proprio per questo che questi INDIVIDUI faranno rivincere nuovamente Il controllore delle tv:Berlusconi. p.s.dimenticavo ci sono poi quelli che hanno il cuore a sx e il portafoglio pieno a dx:benigni,ferilli,travigli,grilli,comici,vignettisti,saltinbanchi,radical-chic,celentano,ecc.ecc.E poi la se la sx senza programmi si meraviglia che gli italiano votano a dx.Poveracci. 14-10-2010 14:25 - enzo
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    7 novembre 2011
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