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FUORIPAGINA
15/10/2010
  •   |   Tommaso De Berlanga
    Il ministro Maroni prevede scontri. È una minaccia?

    Buon ultimo, ma con il cingolato, è arrivato Roberto Maroni. Colui che non ha tempo per testimoniare davanti alla Procura di Roma che indaga sulla società Mythos (la presunta «centrale di evasione fiscale» che lo avrebbe retribuito con 60.000 euro per una consulenza mai fatta), ha trovato qualche oretta da dedicare alla poltrona di Porta a porta. Da cui ha emesso il suo fosco oracolo: quella di domani a Roma è una manifestazione «a rischio elevato», «lo hanno già detto i servizi», con «gruppetti stranieri pronti ad infiltrarsi». A riprova della sua imparzialità, ha già dato le cifre dei manifestanti: «20, 40mila», così non ci montiamo la testa. A riprova della sua (deficitaria) memoria, già in mattinata, a Padova, si era detto «preoccupato per l'invito fatto ai centri sociali; è la prima volta che accade».
    Da qui a prevedere «incidenti» il passo è men che breve. Il problema è che Maroni non è un opinionista qualsiasi, ma - ahinoi - il ministro dell'interno. L'uomo che, come ricorda Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ha il compito di «garantire la sicurezza e l'ordine pubblico nel Paese». E se «il ministro e i servizi parlano di possibili infiltrazioni di gruppi stranieri che, com'è noto, non sono metalmeccanici né tantomeno sono stati invitati al corteo», questo è ancor più vero. Se è così ben informato sulla provenienza degli «infiltrandi», ha tutti gli strumenti per fermarli prima. Magari un po' meglio di come ha brillantemente fatto con i fascisti serbi martedì sera.
    Che città era? Ah, sì, Genova. Ecco, questo ci preoccupa molto. Noi non dimentichiamo che questo governo è lo stesso che occupava palazzo Chigi anche nel 2001. Allora qualche provocatore prezzolato era stato attivato per spedire pacchi esplosivi; qualche poliziotto s'era improvvisato «black block». Oggi c'è la crisi, e devono aver tagliato anche in quelle voci di spesa. Dal lato dell'opposizione sociale, tra frizzi e lazzi, non si è andati oltre qualche uovo. Roba da far ridere anche la questura di S. Marino. Ma la nostra classe dirigente - tutta - si è arrangiata anche con così poco per vaneggiare di «clima che non si vedeva dagli anni '50».
    Conosciamo bene il gioco del «lancio dell'allarme» per coprire le ragioni di una protesta popolare. È un gioco che riesce sempre meno anche dalle parti della Lega, se è vero - com'è vero - che proprio Maroni è stato contestato alla «Berghem Fest», dalla curva atalantina allevata dall'amico Calderoli. Questo governo sa di doversene andare, e presto. Un gesto violento, a questo punto, può arrivare solo dalla sua disperazione. E infatti sembra proprio che lo minacci.


I COMMENTI:
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  • Su Maroni, credo non ci sia molto da dire: assomiglia sempre più al "Ministro della Paura" interpretato da Antonio Albanese. Al suo fianco ha collaboratori efficiantissimi, come il piagnone collaborazionista e venduto Bonanni, non pago di svendere quotidianamente i lavoratori e difendere imprenditori, governo e chi più ne ha più ne metta. Vadano all'inferno, è il posto adatto per gente simile. 16-10-2010 10:01 - claudio
  • l'uomo con la cartellina, non si è dimesso dopo Genova, un ominicchio, si autoproclama all'altezza, la lega è un'offesa a tutto ... E vincerà ... 16-10-2010 09:53 - andrea789
  • non è una minaccia. semplicemente si prepara ad applicare il "sistema kossiga" 16-10-2010 07:43 - francesco
  • Maroni? In quel testone così grosso alberga certamente una scarsa quantità di materia grigia.
    C'è tanta di quell'aria che uno pneumopatico ci potrebbe campare per un secolo. 16-10-2010 01:25 - Paolo48
  • caro Maroni, sinceramente detto da gente come voi, viene quasi voglia di farsi dare dell'infiltrato facinoroso. forse gli stranieri cui pensa Maroni sono le migliaia di extracomunitari che lavorano nelle fabbriche italiane e che domani si spera tanto vengano in piazza con noi. Speriamo debba contarne tanti di stranieri domani questo xenofobo che viene a darci a noi dei violenti quando il suo partito era ed è pieno di estremisti di destra e di negazionisti. VERGOGNA! 16-10-2010 00:39 - mimì metallurgico
  • Ho ormai capito che l'Italia non è più una faccenda politica, ma una cosa strana sulla quale non c'è definizione. 15-10-2010 23:12 - marco cerioni
  • Domani ci saremo, con fermezza, con serenità e con allegria. Mi dispiace per Maroni ma il trucco di evocare gli scontri di piazza con lo scopo di lasciare la gente a casa è vecchio quasi quanto lo scontro di classe. L'obiettivo Maroni lo ha già raggiunto, sui media da quasi 24 ore non si parla d'altro, addirittura la 7 si è lanciata in una sorta di distinguo a "priori" fra centri sociali (buoni ) e gruppi anarco-insurrezionalisti (cattivi ), a nessuno viene nemmeno in mente di capire perchè la Fiom va in piazza. Addirittura c'è chio ha scritto che se ci va di Sabato è perchè è in crisi e non vuole misurarsi con i suoi soli iscritti .. ma come dire buttarla in caciara. Buona manifestazione a tutti 15-10-2010 21:45 - luisito
  • Si dice da parte di Cisl e Uil che sia una manifestazione politica vogliono dire che il lavoro buono-quello sindacale l’abbiano fatto loro-Ha peso politico generale per il paese e per i conti in casa della sinistra-a tutti gli opportunisti-una base ed una capacità di conflitto che deve incrinare un modello che ha fallito in America e che con reazionaria ostinazione sbarca in Italia.Viene dalla Fiat ma lo poteva vaticinare lo stesso Berlusconi-resa completa senza condizioni al mondo del lavoro-La lotta di classe nel nuovo secolo riparte in questo paese dalla Fiom e dall’industria Fiat che esce dal paese lasciandolo distrutto e dopo averlo rapinato per decenni.Le classi medie vorrebbero liberarsi del conflitto di classe e ce l’hanno invece nelle loro famiglie nel ricatto che da Pomigliano vivono i figli che pure sono o sono stati universitari passando per il meccanismo di selezione che è ancora l’università pubblica.Accanto alla classe operai c’è la sinistra i suoi partiti che pure devono misurarsi tra loro con grandi differenze di prospettive e programmi.Riparte una lotta che deve essere e può essere storica-seguiamola partecipiamo alle sorti progressive di questo movimento che deve prossimamente farci discutere del socialismo in questo paese-dopo abiure truffe e fallimenti di chi era ed è avverso a queste idee ed all’insieme del mondo del lavoro.Il ricatto sotto cui vive chi lavora e l’isolamento inzia dalla mancanza di una connessione sentimentale e di una storia collettiva.Il lavoro è il grande tema di conflitto sociale e di rimozione sociale.Perdiamo in identità senza lavoro pur sentendoci più colti.Cosa porterà il processo rivoluzionario che deve innescarsi inanzitutto una serie di uscite, dal mercato dalle sue non regole, dalla deriva liberista ed americana della politica.Stabilità della crescita questo le politiche dell’attuale governo e del sistema non possono garantirlo più-è finito un ciclo-dentro questo ciclo crescevano le stesse rivendicazioni e diritti, non sarà più possibili tutto ciò.Coscienza di questa stagione inedita di crisi riporta all’attualità Marx ed i classici.Il sistema di mercato è anarchico servono regole deve prospettarsi un intervento statale. Redistribuzione del lavoro difesa dei posti-creazione di nuovo lavoro-unica via per garantire reddito e vite dignitose.Questo è l’obbiettivo la finalità politica che dal nodo della lotta sindacale sposta a sinistra il dibattito. 15-10-2010 17:00 - tato
  • Gli infiltrati sono tutti lì al ministero degli interni,dove persone improbonibili e discutibili in camicie verdi fanno di questo paese una barzelletta.Ormai il governo del malaffare non è Roma ladrona,ma è lì vicino Pontida dove la lega ladrona fonda banche fraudolente,e amministratori ridicoli sporcano le scuole italiane di simboli politici senza alcun ritegno;esponenti del vuoto culturale e razzista peggiore dopo gli anni del fascismo ricoprono fino a 15 incarichi diversi cumulando ovviamente 15 stipendi,in regioni padane dove migliaia di persone perdono il lavoro e di stipendio non ne hanno manco uno...E il condannato per tangenti Bossi non l'ha preso manco il diavolo. 15-10-2010 16:24 - Antonio
  • GLI SCONTRI ALLO STADIO DI GENOVA SONO STATI TELEGUIDATI CON LA COMPLICITA DELLE AUTORITA ITALIANE CHE SAPEVANO CHE ENTRAVANO DUE MILA ULTRAS SEMI ARMATI CON INTENZIONI BELLICOSE....
    quando ci fu il g8 a genova bloccarono i compagni greci fin sulle navi...CENTINAIA furono bloccati a vista in tutte le frontiere del nord..fin anche in anonime macchine...NON CI VENGANO A PRENDERE IN GIRO E' LA SOLITA STRATEGIA DELLA TENSIONE COSTRUITA DAI PIDUISTI...MI SEMBRA DI RIVIVERE CON MARONI GLI ANNI 60/70...LA OLIGARCHIA PIDUISTA ITALIANA NON CAMBIERA MAI.....RIEMPIAMO DOMANI LA PIAZZA CON UN FIUME DI POPOLO!!!!
    AVANTI STUDENTI-OPERAI UNITI NELLA LOTTA....
    CONTRO IL GOVERNO DELLA P2 15-10-2010 16:18 - CARLOS
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