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FUORIPAGINA
18/10/2010
  •   |   Mario Pianta
    Prove di resistenza a Tremonti

    Il manifesto rischia di scomparire, la stampa di sinistra perde colpi, le radio pure, le associazioni perdono finanziamenti e volontari. Un'occasione e molte idee per reagire sono offerte dai libri «giusti», quelli delle oltre venti case editrici che da venerdi 22 ottobre a domenica 24 saranno presenti al secondo Salone dell'editoria sociale (Spazio ex Gil, Largo Ascianghi 5 a Roma), promosso da Edizioni dell'Asino, Lo Straniero, Lunaria, Redattore sociale e Comunità di Capodarco. 
    Uno spazio di resistenza, che mette in mostra la tenacia della piccola editoria politica e sociale, e un'occasione per ascoltare nomi importanti che alimentano le idee sulle alternative possibili. Il salone si apre venerdi alle 11 con una lezione di Saskia Sassen su «globalizzazione, attivismo e città», seguita dalla presentazione di «Capitalismo e (dis)ordine mondiale» di Giovanni Arrighi, appena pubblicato da Manifestolibri, con Guglielmo Ragozzino e Antonio Tricarico che discuteranno il libro (un capitolo è anticipato questa settimana sul sito www.sbilanciamoci.info); sull'intreccio tra crisi economiche e potere politico nel lavoro di Arrighi ci sono testimonianze importanti sul numero di Alfabeta2 in edicola (www.alfabeta2.it). 
    Della crisi di oggi e delle vie d'uscita si discute venerdì pomeriggio con «Dopo la crisi, proposte per un'economia sostenibile», a cura di A. Watt, A. Botsch e R. Carlini (Edizioni dell'Asino), presentato da Carmen Santoro del Tg3 e Stefano Feltri del Fatto quotidiano. Il libro, realizzato da Sbilanciamoci e scaricabile gratis dal sito www.sbilanciamoci.info/Dopo-la-crisi/Dopo-la-crisi-4792 , raccoglie trenta proposte concrete di economisti americani, europei e italiani per far cambiare strada al nostro sviluppo. 
    Più ampia è la prospettiva di Majid Rahnema, ex ministro iraniano, da decenni in esilio in Francia, uno dei maggiori critici dei modelli di crescita occidentali e delle politiche dei paesi del Sud, autore di «La potenza dei poveri» (Jaca book), che sabato pomeriggio terrà una lezione sui limiti dello sviluppo. 
    Problemi dell'immigrazione e storie di migranti saranno al centro di altri incontri come quello con Gabriela Adamesteaunu, autrice di L'incontro (Nottetempo) e Goffredo Fofi. 
    L'Italia è di scena al Salone con discussioni su scuola e educazione, gli Operai raccontati da Rinaldo Gianola de l'Unità e da Pino Ferraris, la ripubblicazione dei discorsi di Enrico Berlinguer sull'austerità, le occasioni perdute di risorgimento e resistenza discusse da Claudio Pavone e altri storici, il cambiamento antropologico portato dal berlusconismo, discusso da giovani scrittori come Nicola Lagioia e Giorgio Vasta (il programma completo è su www.editoriasociale.info). 
    Gli editori in scena a Roma saranno piccoli, ma i libri non mancano di ambizioni: visioni del mondo, analisi, narrazioni che legano storie individuali e destini collettivi, società e politica, etica ed estetica.


I COMMENTI:
  • Ma si, i lettori non comprano più il giornale, gli abbonati disdicono gli abbonamenti, non potete pagare lo stipendio alla mega redazione di 70 persone e la colpa come sempre è degli altri, in questo caso è di Zio Tremonti... 18-10-2010 15:28 - Andrea
  • quante contraddizione in quanto dite i giornali non si vendono, gli abbonamenti diminuiscono,non è colpa di tremonti e che ormai anche i vostri fans guardano altrove.del resto siamo nel terzo millennio 18-10-2010 15:22 - totareo
  • perché non si raccolgono firme o emails per fare cambiare quedta legge? 18-10-2010 14:55 - Antonio
  • Forse se l'abbonamento costasse meno caro......260 euro per 6 numeri..... 18-10-2010 13:57 - Marcello
  • E' ora di ricominciare a scrivere sui muri!
    Tremonti ci attura la bocca,noi scriveremo sotto casa di Tremonti!
    Quando non avevamo finanziamenti e eravamo chiamati extraparlamentari,gruppettari,ribelli ecc ecc,eravamo molto,ma molto più forti di adesso.
    Torniamo nella "SIERRA".
    Torniamo impugnare le nostre falci e i nostri martelli!
    La classe operaia italiana è la peggio trattata nel mondo capitalista.Le paghe italiane dei lavoratori,sono le più basse d'Europa.
    La colpa di tutto questo è soprattutto delle nostre avanguardie e dei nostri intellettuali,che invece di lottare si sono sdraiati sui salotti della Durso e dei vai spettacoli televisivi.
    Noi stiamo fuori dal video.
    Noi stiamo nel paese reale e abbiamo bisogno di concretezza.
    Per capire bisogna stare.
    Torniamo nella "SIERRA"che è ora di cambiare politica.
    Agli operai e ai studenti,servono di veri uomini di sinistra! 18-10-2010 10:20 - mariani maurizio
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TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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