-
|
Rocco Di Michele
Le risposte della Fiom
La prima megamanifestazione di Maurizio Landini è coincisa con l'ultima di Guglielmo Epifani. Ma non è stato un passaggio di consegne. Nella Cgil attuale si usano magari le stesse parole, ma i significati sembrano molto differenti. E i metalmeccanici sono per storia, numero, ruolo e modo di ragionare «costretti alla concretezza». Si è visto subito che questa era la piazza di chi si è già accorto che non si può più arretrare. Margini salariali e diritti esigibili sono ormai ridotti ai minimi termini (neanche le sentenze dei giudici, come a Melfi, riescono a ottenere immediata esecuzione). La cassa integrazione, in tutte le sue varianti, ha toccato cifre record; ma soprattutto comincia a scadere per fette molto consistenti di lavoratori. Non c'è più molto tempo, insomma, per «attendere» che accada qualche miracolo (la caduta di Berlusconi, la ripresa, ecc).
A questa doppia esigenza - decisione e tempestività - Maurizio Landini (guarda il video del suo comizio) ha dato risposte chiare e nette. «Per 20 anni ci hanno detto che bastava lasciar fare al mercato, ora abbiamo una finanza senza regole, il record di evasione fiscale, una precarietà senza precedenti e una ridistribuzione della ricchezza a danno di chi lavora». Una «società così è inaccettabile, bisogna ribellarsi per cambiarla». Davanti a un governo e un'imprenditoria che vorrebbero «uscire dalla crisi» cancellando un secolo di conquiste e diritti, cambiando solo gli assetti di potere, c'è invece una proposta che suggerisce di uscirne con un cambiamento radicale: «un altro modello di sviluppo, dove si decide cosa e come produrre, i beni comuni da difendere, cancellare la precarietà, aumentare i salari».
Una visione generale, non limitata ai metalmeccanici. Ma qui è stata giocata la partita per ridurre le relazioni industriali tra impresa e lavoro a una mera formalità. Qui il conflitto vede «mettere in gioco la stessa democrazia», che «non si può fermare davanti ai cancelli della fabbrica». Qui è scattata la reazione della dignità – a Pomigliano e Melfi - contro chi voleva costringere a scegliere tra lavoro o diritti. Qui il voto dei lavoratori su ogni piattaforma o accordo è diventata una rivendicazione da affrontare con una legge. Dai metalmeccanici è partita l'unica risposta di massa che ha assunto un peso anche politico.
Di fronte a chi ti dice, come Marchionne, «se vuoi sapere qual è il piano industriale, devi prima firmare un accordo che generalizza il modello Pomigliano e magari lo peggiora anche», non basta più una vertenza di categoria, per quanto seria e dura. «Bisogna riunificare i diritti, fare contratti nazionali che mettono insieme più categorie: industria, servizi, pubblico impiego». C'è insomma da vincere una battaglia generale, sindacale e politica, e quindi la Cgil dovrebbe proclamare un «sciopero generale».
- 31/10/2010 [3 commenti]
- 31/10/2010 [6 commenti]
- 31/10/2010 [0 commenti]
- 31/10/2010 [0 commenti]
- 30/10/2010 [2 commenti]
- 30/10/2010 [8 commenti]
- 30/10/2010 [3 commenti]
- 29/10/2010 [7 commenti]
- 29/10/2010 [6 commenti]
- 27/10/2010 [2 commenti]
- 27/10/2010 [2 commenti]
- 27/10/2010 [106 commenti]
- 27/10/2010 [4 commenti]
- 27/10/2010 [1 commenti]
- 27/10/2010 [4 commenti]
- 26/10/2010 [19 commenti]
- 25/10/2010 [2 commenti]
- 25/10/2010 [18 commenti]
- 25/10/2010 [6 commenti]
- 24/10/2010 [24 commenti]
- 24/10/2010 [5 commenti]
- 23/10/2010 [26 commenti]
- 23/10/2010 [3 commenti]
- 22/10/2010 [16 commenti]
- 22/10/2010 [16 commenti]
- 21/10/2010 [2 commenti]
- 21/10/2010 [7 commenti]
- 20/10/2010 [20 commenti]
- 20/10/2010 [9 commenti]
- 18/10/2010 [21 commenti]
- 18/10/2010 [2 commenti]
- 18/10/2010 [1 commenti]
- 18/10/2010 [1 commenti]
- 18/10/2010 [5 commenti]
- 17/10/2010 [17 commenti]
- 17/10/2010 [7 commenti]
- 15/10/2010 [11 commenti]
- 15/10/2010 [8 commenti]
- 15/10/2010 [12 commenti]
- 15/10/2010 [18 commenti]
- 14/10/2010 [43 commenti]
- 14/10/2010 [9 commenti]
- 13/10/2010 [28 commenti]
- 13/10/2010 [7 commenti]
- 12/10/2010 [10 commenti]
- 12/10/2010 [4 commenti]
- 12/10/2010 [5 commenti]
- 11/10/2010 [14 commenti]
- 11/10/2010 [1 commenti]
- 10/10/2010 [25 commenti]
- 10/10/2010 [10 commenti]
- 09/10/2010 [22 commenti]
- 09/10/2010 [9 commenti]
- 08/10/2010 [17 commenti]
- 08/10/2010 [3 commenti]
- 08/10/2010 [1 commenti]
- 07/10/2010 [8 commenti]
- 07/10/2010 [7 commenti]
- 06/10/2010 [6 commenti]
- 06/10/2010 [6 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08











Con Maurizio il popolo lavoratore ha di nuovo un lider capace di rimettere la sinistra al suo posto.
Chi oserà fermare la FIOM e i lavoratori nella lotta si metterà contro la "marea montante".Non scherzate con chi sta perdendo il posto di lavoro.Non scherzate con chi si sta preparando alla lotta economicopolitica.Non scherzate con chi ha il sangue agli occhi.
Sabato il coro, era all'unisono e anche i moderati di sempre stavano gridando sciopero generale.
Lo gridavano per paura di essere additati dai lavoratori, questo è chiaro,ma non importa,lo gridavano anche loro!
Sciopero,sciopero,sciopero e libertà.
Quando si muovono gli operai,tutto il resto della società si deve muovere.Da domani qualcuno se ne andrà dall'altra parte e altri invece verranno con noi.
Quando si muove la classe lavoratrice tutti gli operai ritornano alle loro "radici".I padroni della confindustria, erano contro Berlusconi, perche avevano paura di uno scontro di classe.
Ma grazie al governo Berlusconi,oggi riaquistiamo la nostra dignità.
Si riuniscono i gruppi della sinistra e come i scozzesi chiamati a combattere gli inglesi eccoci quà,con le nostre facce dipinte.Con le nostre bandiere e con i nostri
gloriosi portabandiere.
Eccoci che accorriamo al richiamo della FIOM.
Braccianti dellaRomagna,Pescatori,operai dell'indotto e tanti,tanti,operai che stanno nel territorio,stiamo arrivando!
Ci sono anch'io vecchio pensionato,datemi anche a me una ragione per vivere questo momento glorioso! 18-10-2010 19:34 - mariani maurizio