mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
18/10/2010
  •   |   Rocco Di Michele
    Le risposte della Fiom

    La prima megamanifestazione di Maurizio Landini è coincisa con l'ultima di Guglielmo Epifani. Ma non è stato un passaggio di consegne. Nella Cgil attuale si usano magari le stesse parole, ma i significati sembrano molto differenti. E i metalmeccanici sono per storia, numero, ruolo e modo di ragionare «costretti alla concretezza». Si è visto subito che questa era la piazza di chi si è già accorto che non si può più arretrare. Margini salariali e diritti esigibili sono ormai ridotti ai minimi termini (neanche le sentenze dei giudici, come a Melfi, riescono a ottenere immediata esecuzione). La cassa integrazione, in tutte le sue varianti, ha toccato cifre record; ma soprattutto comincia a scadere per fette molto consistenti di lavoratori. Non c'è più molto tempo, insomma, per «attendere» che accada qualche miracolo (la caduta di Berlusconi, la ripresa, ecc).

    A questa doppia esigenza - decisione e tempestività - Maurizio Landini (guarda il video del suo comizio) ha dato risposte chiare e nette. «Per 20 anni ci hanno detto che bastava lasciar fare al mercato, ora abbiamo una finanza senza regole, il record di evasione fiscale, una precarietà senza precedenti e una ridistribuzione della ricchezza a danno di chi lavora». Una «società così è inaccettabile, bisogna ribellarsi per cambiarla». Davanti a un governo e un'imprenditoria che vorrebbero «uscire dalla crisi» cancellando un secolo di conquiste e diritti, cambiando solo gli assetti di potere, c'è invece una proposta che suggerisce di uscirne con un cambiamento radicale: «un altro modello di sviluppo, dove si decide cosa e come produrre, i beni comuni da difendere, cancellare la precarietà, aumentare i salari».
    Una visione generale, non limitata ai metalmeccanici. Ma qui è stata giocata la partita per ridurre le relazioni industriali tra impresa e lavoro a una mera formalità. Qui il conflitto vede «mettere in gioco la stessa democrazia», che «non si può fermare davanti ai cancelli della fabbrica». Qui è scattata la reazione della dignità – a Pomigliano e Melfi - contro chi voleva costringere a scegliere tra lavoro o diritti. Qui il voto dei lavoratori su ogni piattaforma o accordo è diventata una rivendicazione da affrontare con una legge. Dai metalmeccanici è partita l'unica risposta di massa che ha assunto un peso anche politico.
    Di fronte a chi ti dice, come Marchionne, «se vuoi sapere qual è il piano industriale, devi prima firmare un accordo che generalizza il modello Pomigliano e magari lo peggiora anche», non basta più una vertenza di categoria, per quanto seria e dura. «Bisogna riunificare i diritti, fare contratti nazionali che mettono insieme più categorie: industria, servizi, pubblico impiego». C'è insomma da vincere una battaglia generale, sindacale e politica, e quindi la Cgil dovrebbe proclamare un «sciopero generale».


I COMMENTI:
  • Chi oserà dire qualcosa contro Maurizio si gioca il suo futuro politico a sinistra.Maurizio è diventato il punto centrale della riscossa operaia e della rivincita della sinistra.
    Con Maurizio il popolo lavoratore ha di nuovo un lider capace di rimettere la sinistra al suo posto.
    Chi oserà fermare la FIOM e i lavoratori nella lotta si metterà contro la "marea montante".Non scherzate con chi sta perdendo il posto di lavoro.Non scherzate con chi si sta preparando alla lotta economicopolitica.Non scherzate con chi ha il sangue agli occhi.
    Sabato il coro, era all'unisono e anche i moderati di sempre stavano gridando sciopero generale.
    Lo gridavano per paura di essere additati dai lavoratori, questo è chiaro,ma non importa,lo gridavano anche loro!
    Sciopero,sciopero,sciopero e libertà.
    Quando si muovono gli operai,tutto il resto della società si deve muovere.Da domani qualcuno se ne andrà dall'altra parte e altri invece verranno con noi.
    Quando si muove la classe lavoratrice tutti gli operai ritornano alle loro "radici".I padroni della confindustria, erano contro Berlusconi, perche avevano paura di uno scontro di classe.
    Ma grazie al governo Berlusconi,oggi riaquistiamo la nostra dignità.
    Si riuniscono i gruppi della sinistra e come i scozzesi chiamati a combattere gli inglesi eccoci quà,con le nostre facce dipinte.Con le nostre bandiere e con i nostri
    gloriosi portabandiere.
    Eccoci che accorriamo al richiamo della FIOM.
    Braccianti dellaRomagna,Pescatori,operai dell'indotto e tanti,tanti,operai che stanno nel territorio,stiamo arrivando!
    Ci sono anch'io vecchio pensionato,datemi anche a me una ragione per vivere questo momento glorioso! 18-10-2010 19:34 - mariani maurizio
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI