sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
23/10/2010
  •   |   Tommaso De Berlanga
    Il fantasma del mutuo

    Vi avevano detto che il peggio della crisi finanziaria era passato? Balle, naturalmente. Lo sanno bene le banche Usa, alle prese - come spiega il New York Times e, qui da noi, Il Sole24Ore - con un'insidiosa «coda» del disastro delle cartolarizzazioni dei mutui subprime. Il problema si presenta complicato per due variabili fuori controllo: una di carattere informatico, l'altra di ordine giuridico.
    In sintesi. Circa 10 anni fa qualcuno brevetta un sistema di registrazione elettronica dei mutui e fonda una società (Mers) con base nel Delaware, paradiso fiscale ma anche uno dei 50 stati Usa. Vi entrano diversi azionisti importanti, tra cui la banca Jp Morgan. Il sistema, infatti, è stato pensato per velocizzare tutte le operazioni relative ai mutui su tutto il territorio della Confederazione e, non guasta certo, pagare un po' meno tasse. Tutto avviene in automatico, al punto che la Mers... non ha dipendenti. Dite la verità, è il sogno realizzato di ogni capitalista: una macchina gira e sforna profitti, senza dover pagare nessuno. 
    L'intoppo sorge sul piano legale. La Mers detiene formalmente decine di milioni di mutui cartolarizzati (il 60% del totale Usa, sembra), ma come ha fatto a «certificarli» se non ha nessun addetto ai controlli? Semplice anche questo: qualsiasi impiegato di banca o avvocato che si sia trovato a inserire i dati di un mutuo viene immediatamente nominato assistente o vicepresidente di una società vuota di umani. In cambio di appena 25 dollari, ognuno di loro è diventato automaticamente «certificatore» senza saperlo e senza, soprattutto, venir retribuito.
    Tutto va bene fin quando, con la crisi immobiliare e finanziaria, orde di mutuatari non riescono più a pagare le rate. Scattano ovviamente i pignoramenti (foreclosure), le banche si prendono le case e cercano di rivenderle, deprimendo ulteriormente un mercato immobiliare in caduta libera. Non sarebbe ancora niente di grave (per le banche) se qualcuno degli espropriati non facesse ricorso al giudice per sapere, almeno, chi è che gli sta togliendo la casa. Un giudice dell'Oregon decide che Bank of America (BofA) - «solo» la prima banca degli States - non ha diritto di buttar fuori il ricorrente. Nessuno, nemmeno BofA, è riuscito ad esibire i documenti che «provano» la titolarità dell'ipoteca cartolarizzata e poi impacchettata più volte.
    E' una bomba. Il sistema giuridico Usa si regge infatti sul principio del «precedente». Quello dell'Oregon dà il via a una valanga di ricorsi. Ma se fossero soltanto i piccoli proprietari a ricorrere al tribunali, forse le banche potrebbero arginare i danni (sacrificando un po' di miliardi, è ovvio). Ma avvocati preparatissimi entrano in campo per conto di fondi di investimenti come Pimco, Blackrock (il gruppo di Warren Buffett) e addirittura la Federal Reserve. Qui i danni vengono richiesti perché agli investitori che compravano le obbligazioni «garantite» dai mutui non era stato detto quale fosse il «sottostante».
    La stessa Fed aveva fatto «pressione» sulle banche perché si ricomprassero almeno una parte di questi junk bond. In fondo ne aveva presi «in garanzia» quantità sterminate, quando - due anni fa appena - si era trattato di salvare gli istituti di credito. Nessuna risposta, e quindi vai con la causa.
    Un primo calcolo dei danni che le banche potrebbero esser chiamate a pagare per questo scherzo del destino viaggia vicino ai 180 miliardi di dollari. Che andrebbero però aggiunti ai 500 in ballo per le cause pendenti sui subprime. 
    Due sole le possibili soluzioni. Le banche vincono in tribunale, ma pagano pegno per i lunghi ritardi nella «realizzazione» dei pignoramenti (le case, intanto, si svalutano). La banche perdono, e si riapre la voragine nei loro conti, esattamente come due anni fa. Potreste dire: «E chi se ne frega, se lo sono ampiamente meritato». Verissimo. E anche giusto. Ma credete davvero che le banche centrali (ossia gli stati, ovvero le nostre tasche) non sarebbero «sollecitate» - dalle lobby bancarie, dai loro giornali e televisioni - ad aprire una nuova «sottoscrizione straordinaria» per salvare chi è tutt'oggi «troppo grande per fallire»? La voracità di questo capitalismo è davvero straordinaria. Talmente cieca da divorare anche se stesso.


I COMMENTI:
  • La riforma delle pensioni passerà quasi certamente,e non perchè l'ha voluta il re di Francia,monarca assoluto,ma perchè il parlamento la varerà;paragonare Sarkozy all'ultimo re di Francia è paradossale;Sarkozy è stato eletto dal popolo,e se non garberà più agli elettori non sarà rieletto;chi gli ha dato il voto immagino sapesse bene cosa aspettarsi.La democrazia è così.Parlare a vanvera di rivoluzioni,decapitazioni e altre stupidaggini è insensato e del tutto inutile. 24-10-2010 10:15 - claudiouno
  • finalmente una nota positiva ,naturalmente viene dalla Francia un popolo libero che ha chiaro il ricordo storico della RIVOLUZIONE che portò la fine della monarchia e che non fù per dettame di dio ,ma per volontà del popolo , adesso l'attuale dittatore sembra scordarsi che fine fece LUIGI CAPETO ,fossi lui ripasserei la storia ,anche se la sig.BRUNI porta bene il nero . ulisse 23-10-2010 20:45 - ulisse rossi
  • buono a sapersi. se tutto ricomincia daccapo, qualche speranza c'è 23-10-2010 20:18 - top
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI