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FUORIPAGINA
24/10/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    Sel, il partito è partito

    Foto Giovanni Dall'Orto

    «Chi sottovaluta il potenziale esplosivo delle primarie o pensa di depotenziarle prima o poi si brucia», Nichi Vendola commenta così le ipotesi di cancellare le primarie o di trasformarle in una resa dei conti tra stati maggiori. E va da sé che qui a Firenze l'ipotesi di un governo politico «alla siciliana» tra Pd, Fini, Casini e Lombardo non sta né in cielo né in terra. Oggi concluderà il congresso di Sinistra e libertà raccontando «l'Italia migliore» e sarà eletto presidente del suo partito. Un'Italia migliore che proverà a costruire le sue alleanze in modo nuovo. E soprattutto partecipato, inclusivo. I gazebo, insomma, non si toccano. Anzi, la campagna per le primarie è ormai partita e dallo staff del governatore assicurano di avere già pronte le prime iniziative.
    Dopo tre giorni di discussione, Sel conclude il suo primo congresso diventando un partito. Vero. Strutturato. Per ora decisamente tradizionale. Perché anche se in un modo «bellissimo e anche un po' naif» (come commenta il governatore soddisfatto in una pausa dei lavori) di questo si tratta. Certo non è frequente nella storia dei congressi della sinistra una sala perennemente affollata anche quando non parlano i «big». Volti attenti, curiosi, ascoltano interventi brevi, più urlati nel pomeriggio mentre nelle sale accanto ci si conta sulle quote di rappresentanti del territorio o nazionali da inserire nell'«assemblea» da 250 persone che sarà votata oggi. Una sorta di direzione nazionale che dovrà approvare poi regole, statuto e segreteria. Dopo una discussione assai laboriosa a tarda sera è stato deciso «a larga maggioranza» di votare un listone bloccato (235 delegati dal territorio e 15 dal nazionale, essenzialmente la segreteria uscente) per «rispettare le minoranze».
    Seduta in platea per tutto il giorno una folla generosa, prodiga di standing ovation. Ad Achille Occhetto in mattinata e a Claudio Fava in serata, quando dice che «Nichi ha delineato una profezia, ora dobbiamo realizzarla. Non ci serve un partito piccola patria, i partiti servono se fanno storia. Il tempo della testimonianza è finito, inizia il tempo della sinistra che cambia se stessa e il paese».
    Un partito è partito. E si vedrà se in futuro «saremo all'altezza delle nostre ambizioni», commenta Alba Sasso, delegata ex Sd e assessore pugliese nella giunta Vendola. Certo la «partita» di cui parlava Vendola è passata, almeno per un giorno, un po' in secondo piano. Non del tutto però perché l'ovazione che ha accolto il saluto di Maurizio Landini, il segretario generale della Fiom iscritto e delegato di Sinistra ecologia e libertà al congresso, ha riportato il lavoro al centro della giornata di ieri.
    Ospiti d'onore Landini e Guglielmo Epifani, che da segretario generale uscente ha svolto qui uno dei suoi ultimi interventi alla guida della Cgil. «Con la crisi economica in Italia si sono persi 800mila posti di lavoro, al momento sono 650mila i lavoratori in cassa integrazione e 200mila i precari che hanno perso il contratto di lavoro. Questo paese è diventato più povero e la disoccupazione, come dice Bankitalia, è salita all'11%», ricorda Epifani. Che rivendica «10-12mila accordi contrattuali» firmati nelle aziende da tutte le categorie della Cigl inclusa la Fiom: «Altro che sindacato del no».
    La platea lo applaude convinta. Anche perché Epifani confessa che «con Sel c'è abbastanza sintonia. E poi qui giocavo in casa perché in platea ci sono moltissimi sindacalisti». L'attenzione della Cgil c'è tutta. Anche se l'endorsement non arriva e non può arrivare: «La Cgil è grande e ha bisogno di interlocutori grandi - risponde Epifani a chi lo stuzzica sulle primarie - parlarne ora non ha senso, ma stimo molto Pierluigi Bersani e so bene cosa devo fare». E' un riconoscimento comunque reciproco che a un Partito democratico perennemente paralizzato dai veti incrociati sulla questione del lavoro e della democrazia sindacale può fare molto male al segretario.
    Con il suo intervento applauditissimo infatti Landini entra subito nel merito delle questioni. Prima di tutte lo sciopero generale da indire in tempi brevi, «dopo la grande manifestazione del 27 novembre della Cgil». Riecheggiando Di Vittorio, Landini sottolinea che la Fiom «è un sindacato autonomo» che con le forze politiche discute «di questioni concrete e di merito, non se stiamo di qua o di là» politicamente. «Quando ci si racconta che è finita la lotta di classe ma l'unica classe che paga la crisi e a cui vengono cancellati i diritti è quella di chi lavora, allora occorre avere la forza di batterci per cambiare questa società», avverte Landini. Che non manca la stoccata ai politici: «Stanno tutti a vedere se crescono o calano dello 0,1 o dello 0,5, ma lo vedono o no che nei sondaggi il punto vero è che più del 50% degli italiani dice che non andrà a votare, perché sono tutti uguali? Lo capiscono o no - aggiunge Landini - che bisogna recuperare una credibilità e una rappresentanza, che si deve tornare a parlare dei problemi veri che la gente vive tutti i giorni? Altrimenti c'è una lontananza che cresce e questo non serve né alla sinistra né a chi lavora».


I COMMENTI:
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  • Devo una risposta almeno a Luigi. La frase su Palestina e Israele che ho riportato è corretta ed è stata ripetuta nella sostanza da Vendola anche nella relazione conclusiva al congresso. 25-10-2010 14:02 - Matteo Bartocci
  • Sinceramente credo sia la solita sbronza della sinistra che spera di contare qualcosa in un eventuale governo con tutti , SeL non è altro che l'arcobaleno senza Rosso,e purtroppo per il popolo di niki credo che per questa volta sarà difficile riprendersi dai postumi della sbronza che collettivamente stanno covando..
    Se niki vuole fare un governo per la legge elettorale, ecc pochi punti chiari, mandare a casa il nano e tornare alle elezioni bene, se deve diventare la sinistra del PD sarebbe molto più coerente a entrare nel PD. 25-10-2010 10:01 - Niccolò
  • Una volta si votava per gli ideali e le idee, non per la simpatia dei personoggi. Altrimenti certi grotteschi esponenti della prima repubblica non li avrebbe mai votati nessuno, vedi per esempio i democristiani Piccoli, Storti e Malfatti, senza fimenticare Giulio Andreotti ed Amintore Fanfani ( ne avevano fatto pure una barzelletta ). Adesso per essere eletti bisogna essere esteticamente piacevoli, simpatici e con la parlantina sciolta. In campagna elettorale si possono raccontare un sacco di balle, poi regolarmemente dimenticate quando si vincono le elezioni, tanto gli italiani hanno la memoria corta.
    Nichi Vendola dice un sacco di cose sensate e condivisibili, ma poi se riuscirà a vincere le elezioni spero non faccia la fine di Romano Prodi. In ogni caso per buttare giù Berlusconi e la sua banda ci vuole altro. Il suo progetto di trasformazione del modo di pensare del popolo italiano sta andando avanti a gonfie vele.
    Infatti alla gente le cose della politica interessano sempre meno. Volete sapere queli sono gli argomenti che gli italiani berlusconizzati vogliono conoscere fin nei minimi particolari ? Date un'occhiata alla copertina del settimanale " Panorama" (un secolo fa impegnato politicamente, socialmente e culturalmente ) appena uscito nelle edicole. Tutta dedicata alla famiglia Scazzi di Avetrana, con dettagliatissime foto a colori di tutti i protagonisti della tragedia inquadrati come se fossero presi direttamte dall'archivio segnaletico della polizia. Cose che nemmeno i famigerati fogliacci scandalistici di una volta come " Crimen" e " Detective Cronaca" si permettevano di fare. E poi si meravigliano se ad Avetrana c'è la processione di curiosi che arrivano da tutta l'Italia per vedere la casa dove è stato commesso l'omicidio!. Certo che l'idiozia del popolo italico non conosce limiti, ma quando essa viene incoraggiata da una serie di giornali di proprietà della famiglia del capo del governo, allora la cosa assume dimensioni mostruose. Sono sicuro che l'ideatore della copertina di " Panorama" si prenderà una bella gratifica e magari anche una promozione per lo strepitoso aumento di vendita delle copie del settimanale. Intanto i quotidiani " Il Manifesto" ; " Liberazione" e " L'Unità" sono in gravissima crisi e forse stanno per chiudere. "Il denaro è una puttana che non dorme mai" dice Michael Douglas in una scena dell'ultimo film di Oliver Stone. E' proprio vero, e Silvio Berlusconi lo sa molto bene, purtroppo.. In queste condizioni, l'unica cosa che possiamo fare è lasciar perdere la guerra fratricida nella sinistra, continuare a lottare, non abbandonare le speranze, ed aspettare che LUI crepi. Nel frattempo, per indebolirlo politicamente ed incrinare il suo potere, mi sta bene pure Nichi Vendola. 25-10-2010 06:43 - gianni
  • ... aspettate qualche mese e sel imploderà per il semplice fatto che è un aggregato informe senza progetto e senza strategia di apparati emarginati dalla sconfitta elettorale del 2006. Per fortuna che ce la federazione della sinistra. Ferrero non mollare! 25-10-2010 00:30 - Michele
  • FINALMENTE UNA SINISTRA NUOVA PROIETTATA VERSO ALTRE GALASSIE, ALTRI SPAZI, ALTRE STELLE... 25-10-2010 00:24 - Michele
  • Finche' si parlera' ancora di sinistra si creera' confusione. Ritengo che in mancanza di una forza rivoluzionaria, spero temporaneamente, si debba cercare il progresso in ambito democratico, senza inciuci e senza perdite di identita'
    : a ciascuno il suo. Per questo ritengo che il termine Progressista (o equivalente) debba sostituire il termine ormai emasculato di "sinistra".
    Vendola non e' un marxista rivoluzionario? embe', se c'e' qualcuno che ritiene prossima la presa di potere in modo rivoluzionario, l'unica che puo' realmente cambiare la sostanza della societa', si faccia avanti, non basta dire la sinistra e' comunismo. 24-10-2010 21:43 - Murmillus
  • Vorrei sapere se Bartocci ha riportato bene la frase in cui vendola ha detto che su Israele e Palestina "Non abbiamo il compito di fare i tifosi e allineare i torti o le ragioni, abbiamo il compito politico di costruire il futuro e la pace».
    E' vero che si deve costruire la pace, ma questo può avvenbire solo dal riconoscimento delle realtà storiche di oppressione che Israele ha praticato contro i palestinesi. .altrimenti si fa solo retorica inutile, come spesso fa Niki. 24-10-2010 20:32 - Luigi
  • Tante parole, pochi contenuti 24-10-2010 20:20 - maurizio
  • continuiamo a guardarci l'ombelico e continuiamo a impiegare le nostre energie a distiguerci perchè "più comunisti" o "più di sinistra" di chi abbiamo davanti e Berlusconi e il berlusconismo continuerà a mangiarsi l'Italia. Vendola non sarà il "nostro" Che Guevara ma non lo è neanche Ferrero, o il "compagno" Grassi... Impegnamoci a "Fare" la differenza e applicare ciò che diciamo, a volte molti compagni quando parlono della falce e martello sembrano il Governo che impugna le decisioni della Corte Europea dei diritti umani sul crocifisso in aula nelle scuole. Più concretezza e meno chiacchere per tutti! 24-10-2010 19:31 - andrea
  • Potevano mancare, in questi commenti, le voci dei comunisti duri e puri per i quali naturalmente il partito di Vendola è un altro partito di destra perché osa criticare i carri armati sovietici? S'intende che Vendola avrà molti difetti e a me per esempio l'insistenza sulle primarie e sulla connessione sentimentale col popolo non piace per niente, ma un conto è discutere e cercare di correggere gli errori, un altro è mettere mano alla pistola quando uno parla di una sinistra che non vuol più testimoniare ma pretende perfino di governare. Oh come è facile essere puri e duri quando si è fuori di tutto, si sta a casa a guardarsi l'ombelico e si spara su tutto ciò che si muove! Crogiolatevi nei vostri lettini, Peter Pan che non crescerete mai (e non sapete nemmeno volare). 24-10-2010 19:24 - Bartolo Anglani
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