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FUORIPAGINA
27/10/2010
  •   |   redazione
    Manifesto-web, si cambia

    Cari lettori,

    quello del 27 ottobre 2010 è l’ultimo numero del "manifesto" quotidiano leggibile gratuitamente online su questo sito. Da oggi, infatti, il difficile momento finanziario della nostra impresa ci obbliga a cambiare l’offerta web per i lettori non abbonati.

    1. Non sarà più disponibile la consultazione gratuita in formato html, con 24 ore di ritardo, del giornale in edicola. Tale opzione – che era ormai offerta da ben pochi quotidiani italiani – comporta purtroppo una minor vendita che non siamo più in grado di sopportare.

    2. Sarà invece disponibile una nuova opzione, l’acquisto online con carta di credito, al prezzo di un euro, di un singolo numero del giornale in formato pdf.

    3. Aumenterà giornalmente l’offerta di articoli sulla homepage del sito: i lettori non abbonati troveranno alcuni articoli scritti appositamente per l’edizione web e una selezione di articoli ripresi dal giornale in edicola.

    Entro la fine dell’anno (se riusciremo a superare questa fase di crisi) prevediamo di cambiare sensibilmente la fisionomia del nostro sito, per renderla più ricca, più aperta all’informazione multimediale e più adatta a integrare l’offerta informativa del giornale in edicola con altri materiali e iniziative.


I COMMENTI:
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  • Dal codice dato, leggerei un invito ad allontanarmi...
    Ho letto il vs. nuovo regolamento di Manifesto-web e ne approfitto per dire due cose:
    apprezzo la maggir parte dei vs. articoli, ma trovo spesso gli interventi dei lettori contraddittori per un giornale progressista. Manca la risposta dell'inviato e quindi non si riesce più a segnare un percorso. Se fosse un comune quotidiano, pazienza, ma la storia del giornale è legata ad una sinistra che non voleva piú lacci di partito, ma che sapeva cosa voleva. A volte fatico a trovare una linea progressista e di sinistra tra certi nterventi, che sono più vicini ai leghisti. Certo ognuno può dire la sua, ma un commento finale del giornale su certe tematiche manca, almeno nella versione web. So che si è tremendamente distanti dallo spirito del Manifesto di un tempo, però almeno un sussurro di commento dopo le grida dei lettori sarebbe opportuno nella vs.fase di ristrutturazione del servizio,sarebbe un salto di qualità ed un contributo al dibattito democratico, visto che non si può più presupporre una condivisione a priori delle cose da parte dei lettori. Spero che non mi portiate a dirvi adieu 29-10-2010 02:49 - maura
  • Alcuni dei commenti sono estremamente veri, terribili ma veri. Non sono un sociologo, non sono in grado di fare un`analisi dei rapporti tra potere e informazione, e di definire il ruolo della sinistra in Italia.
    Pero`sono un ricercatore, e provo ad applicare quello che so fare bene alla vostra situazione. Mi limito a pochi punti schematici, come si usa nel nostro campo:
    1) La vostra selezione e`poco chiara e incompleta sul piano internazionale. State colpevolmente trascurando l`America Latina e l`India, per fortuna che almeno date uno sguardo all`Africa con Liberti.
    2)Fate poca innovazione, molti argomenti sono identici a se`stessi dal 1990 (almeno, visto che li`ho iniziato a leggervi). Non avete "sentito" la generazione di Seattle, ne`colto gli esiti piu`duraturi di quel movimento. Carta lo ha fatto di piu`.
    3)Il vostro sguardo sui problemi ambientali non e`acuto come ci si dovrebbe aspettare da un giornale di sinistra. Nessuno di noi ha la ricetta magica in tasca, ma il vostro contributo a questo tema cruciale e`veramente limitato.
    3)Non vi siete minimamente aperti a forme di giornalismo partecipativo, e anche i reportage dalla periferia (in senso capitalistico) sono scritti troppo spesso dai soliti noti, invece che essere lasciati alle realta`locali.
    4)Il giudizio finale e`quello dei lettori, non ci sono scuse. Se non avete lettori a sufficienza, e`perche non fate un giornale abbastanza interessante, e perche`non avete saputo creare lettori di alto livello. Non e`facile, ma deve essere possibile, altrimenti spariamoci un colpo in bocca e alziamo bandiera bianca.
    5)Sul vostro giornale manca, con rarissime eccezioni, il pensiero critico. Non sconvolgete quasi mai gli assetti esistenti, non fate controinformazione, ne` controproduzione. In termini accademici, il vostro impact factor e` in calo dalla caduta del muro di Berlino.

    Ho rifatto l`abbonamento web, ma solo per scarso impegno. 29-10-2010 02:20 - Enrico Marsili
  • Ben fatto. Anche perché conosco persone piuttosto ricche che comprano Repubblica e Il fatto aspettando di leggere il Manifesto gratis il giorno dopo. Basta scrocconi. I proletari fanno già tanti sacrifici, qualche centesimo di spesa in più non cambierà la loro vita. 29-10-2010 01:31 - Chiara
  • Essendo anch'io un lettore residente all'estero penso che sia una scelta un po' forzata e controproducente. Comunque spero in qualche modo funzioni, anche se credo sia l'approccio sbagliato. Secondo me il sito va rifatto al piú presto e reso disponibile per intero a tutti coloro che ne vorranno fare uso per ricerca, curiositá, ecc. Il vostro sito ha una visibilitá zero sui sito di social networking, ergo nessuno al di sotto dei 28 anni vi conosce (ce ne sono pochi in Italia, ma ce ne sono). Dovete diventare piú visibili, piú belli, piú web 2.0. C'è una massa critica di sinistra in grado di darvi una mano anche a costo zero, date loro una chance di farvi vedere cosa possono fare per il vostro giornale. Ma per farlo devono conoscervi, e como ho scritto prima e ripeto, non siete visibili agli occhi di una buona parte del web, quella piú attiva e vivace nel muoversi in una tecnologia che sta cambiando la faccia della terra, soprattutto quella dell'informazione. Resta al collettivo decidere se rinascire oppure chiudere bottega. Spero vivamente che ci riusciate a farlo, per quanto non sia affatto d'accordo con la vostra strategia. Ma chissà, non può piovere per sempre e magari un giorno ritornerete sotto una nuova pelle. Saluti dall'Argentina. 29-10-2010 01:28 - Nicolas Driutti
  • A chi protesta chiedo quali giornali si possono leggere integralmente senza pagare. L'abbonamento web é conveniente e funziona da tutto il mondo, Io ho letto il Manifesto dal Congo e dalla Cina. Quindi abboantevi,se volete leggere il Manifesto. Vi chiedo pero' di continuare a tenere bassi i prezzi degli abbonamenti. 29-10-2010 01:22 - Giada
  • A me sembra che coloro che propongono il giornale web a 50 centesimi a copia poi non lo compreranno veramente. Ache perché potrebbero abbonarsi da subito, a quelle condizioni. Un abbonamento annuale web a 130€ per circa 312 uscite significa pagarlo 41 centesimi al giorno.
    Che si abbonino. 29-10-2010 00:55 - Franco
  • Secondo me è una buona idea. Io ho pochi soldi, compro il giornale tre-4 volte a settimana in edicola e gli altri giorni compro l'unità e scorro il manifesto "a sbafo" il giorno dopo: potendo farlo, non ho mai fatto l'abbonamento. Adesso, con uno sforzo economico, lo farò... in effetti non esiste nessun altro quotidiano scaricabile gratuitamente. 29-10-2010 00:52 - piergiorgio
  • Sono allibito dai commenti di coloro che scrivono dall'estero dicendo che non potranno più leggere il Manifesto. Io vivo all'estero e ho pochi soldi, ma pago il mio abbonamento, per cui per me non cambia nulla. Che si abbonino anche loro e leggeranno il giornale tutti i giorni alle 7.
    A chi poi esalta l'espeirenza del Il Fatto che vivrebbe senza contributi pubblici rispondo se hanno visto la qualità politica ppenosa di quel giornale. Niente a che vedere con il Manifesto. Cercate pero' di fare uno sconto per chi, come il pensionato a 420€ ha dei problemi. Per il resto posso solo dire: abbonatevi. 29-10-2010 00:47 - Maurizio
  • Da sempre leggo il manifesto. Ritengo questa una grossa sconfitta(l'ennesima)per noi che abbiamo ancora un ideale che poi è in linea con quello del quotidiano, ossia di stampo comunista e di vera sinistra. La decisione della testata non l'approvo in toto! Anzi, ritengo sia una grave ingiustizia verso chi non può permettersi di avere certa informazione; e v'assicuro che di queste persone ce ne sono tante nel nostro ingiusto bel paese! Insomma, mi state deludendo; sinceramente. 29-10-2010 00:40 - adriano68
  • A quel punto perderete i proventi della pubblicità, perché il sito non sarà più cliccato, e nessuno sarà interessato a comprare pubblicità su di esso.
    L'obiettivo invece avrebbe dovuto essere quello di riuscire ad incrementare le visite per poter vendere più pubblicità.
    Provare per credere.
    Repubblica ha un tiratura più bassa del Corriere, ma tramite il sito online è riuscita ad ottenere un fatturato maggiore del corriere.
    Cioè, non c'è bisogno di vendere cartaccia per far funzionare il vostro giornale.
    Vi dico questo non tanto perché a me conviene di meno dover pagare l'accesso al vostro sito, quanto perché non converrà a voi. E ve ne accorgerete: i proventi dagli abbonamenti secondo me saranno bassissimi rispetto ad una buona vendita di pubblicità. 28-10-2010 22:29 - Massimiliano
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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