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FUORIPAGINA
27/10/2010
  •   |   Giulia Pacifici
    Migranti d'Italia

    L'immigrazione è un fenomeno che viene raccontato spesso attraverso luoghi comuni e idee che raramente rispecchiano la realtà. Questo è il primo dato che fuoriesce leggendo il Dossier Caritas/Migrantes del 2010 presentato ieri a Roma e giunto alla sua ventesima pubblicazione. Secondo le stime della Caritas gli stranieri in Italia sono 4 milioni e 919, uno ogni 12 residenti, ben 700 mila presenze in più rispetto ai dati registrati dall'Istat (4 milioni 235 mila residenti stranieri all'inizio del 2010). Tale discrepanza è dovuta principalmente alla mancata registrazione all'anagrafe nonostante la regolare acquisizione dei permessi di soggiorno. In Italia la crescita della presenza straniera ha avuto uno sviluppo molto veloce, nell'ultimo decennio l'aumento è stato di circa tre milioni di persone, un milione solo dal 2008. 
    Se si tiene conto dello scenario globale il belpaese si colloca al dodicesimo posto per numero di immigrati (intesi come persone che vivono in una nazione diversa da quella di nascita). In Europa l'Italia è preceduta da Germania (la terza nel mondo con 10,8 milioni di stranieri) Francia, Regno Unito e Spagna. L'immigrazione maggiore proviene essenzialmente dai paesi del vecchio continente, soprattutto dalle nazioni che sono recentemente entrate nell'Unione europea. Infatti la comunità più numerosa residente in Italia è quella romena, che arriva quasi a un milione di presenze, seguita da quella albanese e marocchina. Nonostante le immagini più diffuse nei media siano quelle degli sbarchi e degli arrivi via mare quest'ultimi hanno influito solo del 5,4% sugli ingressi irregolari nel 2008. 
    La gran parte degli stranieri arriva con un regolare visto per turismo o per altri motivi (ne vengono rilasciati più di un milione e mezzo l'anno) mentre l'irregolarità scatta successivamente, allo scadere del permesso. La «cattiva abitudine» dell'Italia di ricorrere al sistema della sanatoria manifesta, secondo il Rapporto Caritas, «una difficoltà progettuale nella gestione del fenomeno migratorio e una carenza normativa riguardo alle forme di ingresso regolare». 
    I residenti stranieri vivono soprattutto al nord (oltre il 60%) e al centro, mentre solo il 13% risiede al sud e nelle isole. La regione Lombardia è quella a più alta densità di popolazione immigrata, con uno straniero su quattro (23,2% ), e Milano (407.191 presenze) ha superato Roma (405.657) per numero di abitanti stranieri. Il binomio immigrazione-criminalità è un mito da sfatare: basandosi su dati Istat, italiani e stranieri risultano avere lo stesso tasso di criminalità e le denunce nei confronti degli immigrati, regolari e non, sono diminuite del 23% tra il 2007 e il 2009. Il loro apporto al Pil nel 2008 è stato dell'11,1% e «rendono al sistema pubblico più di quanto assorbono in servizi e assistenza». Vengono versati infatti 7,5 miliardi di contributi previdenziali e 3,5 miliardi di gettito fiscale, mentre ogni anno le spese per i permessi di soggiorno e le richieste di cittadinanza fruttano, da sole, 100 milioni di euro. Secondo il dossier «il nostro paese sta ricevendo un beneficio sostanziale dall'immigrazione» per quanto riguarda «il nostro sistema pensionistico».

     

    IL DOSSIER «PER UNA CULTURA DELL'ALTRO»

    In 20 anni, gli immigrati regolari in Italia sono aumentati di 10 volte: erano mezzo milione nel 1990, sfiorano i 5 milioni nel 2010 (il 7% dei residenti). Solo negli ultimi dieci anni l'aumento degli immigrati residenti è stato di circa 3 milioni mentre nell'ultimo biennio di quasi un milione. La comunità più numerosa si conferma quella romena (21%), segue quella albanese (11%), e quella marocchina (10,2%). Nel 2009 sono nati da entrambi genitori stranieri 77.148 bambini (21 mila in Lombardia, 10 mila nel Veneto, 7 mila in Emilia Romagna e Lazio); queste nascite incidono per il 13% su tutte le nascite e per più del 20% in Emilia Romagna e Veneto. I minori sono quasi un milione, il 22% del totale. Altro dato significativo del rapporto: 572.720 - il 13% - dei residenti stranieri sono di seconda generazione. Si tratta per lo più di bambini e ragazzi nati in Italia, nei confronti dei quali l'aggettivo «straniero» è «del tutto inappropriato», osserva il dossier. Gli iscritti a scuola sono 673.592 (il 7,5% degli studenti).


I COMMENTI:
  • stefano b.:a me personalmente,se un qualche migrante volesse pagare l'ottoxmille e diventare baciapile,non fregherebbe niente;sono affari suoi;concordo però col papa sui diritti e doveri così come li ha enunciati,perchè chi è ospite ha l'obbligo morale e giuridico di integrarsi agli usi,costumi e leggi del paese che lo accoglie!Poi,assolti questi fondamentali doveri,si dovranno rispettare i suoi diritti. 28-10-2010 09:23 - claudiouno
  • @claudiouno
    "...il papa ha finalmente dichiarato...è dovere dei migranti(si presume regolari)integrarsi agli usi,costumi e leggi del paese che li ospita..."
    ovvero pagare l'8 per mille e diventare baciapile? 27-10-2010 22:40 - stefano b.
  • l'italia è un paese razzista vige leggi razziste ...il solo fatto di nascere nel paese chiamato italia dovrebbe per razionalità esserne cittadino. in questo paese di m.... non è cosi.adesso ci si domanda e si domandono soprattuto in europa come il fenomeno berlusconi possa ancora avere l'approvazione della maggioranza degli italiani...perchè la ignoranza nel paese chiamato italia è onnipresente. 27-10-2010 13:44 - guerrino
  • Il problema infatti non è certo quello del'immigrazione regolare o regolarizzabile;il problema sta nell'immigrazione clandestina,che comporta tutta una serie di negatività per la società civile;giustamente il papa ha finalmente dichiarato che è diritto degli stati nazionali difendere le frontiere,e che è dovere dei migranti(si presume regolari)integrarsi agli usi,costumi e leggi del paese che li ospita;finalmente un'affermazione inequivocabile che per la prima volta(credo)fa riferimento ai doveri dei migranti e non solo ed esclusivamente ai loro diritti,poichè è-o dovrebbe essere perfettamente logico-che insieme ai diritti ci sono i doveri,e che se questi non vengono osservati,decadono di conseguenza anche i diritti. 27-10-2010 12:35 - claudiouno
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