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FUORIPAGINA
27/10/2010
  •   |   Mariuccia Ciotta
    Autopsia del Cile

    Il più gelido horror sulla fine di Salvador Allende, Post mortem di Pablo Larrain, esce nelle sale qualche settimana dopo la Mostra di Venezia. Molto amato dalla critica, che lo aveva indicato nella rosa vincente, il film non ha conquistato però Quentin Tarantino, presidente della giuria. Il titolo però è stata una delle gemme del festival, ed è una visione irrinunciabile.
    Il regista cileno di Tony Manero (premiato al Torino film festival 2008) è tornato a interloquire con il volto scarnificato di Alfredo Castro, e il suo personaggio di solitario ed emozionalmente congelato osservatore del mondo. 1973, Santiago del Cile. Larrain assume lo stesso sguardo straniato di Mario Cornejo, funzionario dell'obitorio, abituato a trascrivere i reperti delle autopsie e che assisterà alla mattanza con la banale indifferenza che fu di Karl Adolf Eichmann, l'addetto al «trasporto ferroviario» degli ebrei verso i campi di sterminio.
    Stilisticamente sobrio, il film accumula tensione, ribolle ed esplode come la fontana di sangue evocata all'improvviso dal «ragioniere nazista» e sprigiona un'umanità più spaventosa della morte. Il corpo sezionato, indagato in ogni foro di proiettile, disteso sulla tavola della morgue di fronte al plotone militare che pretende un referto di suicido è quello del presidente, Allende, dai lineamenti sventrati, irriconoscibile. Chi non ne vuol sapere, compila le pratiche dell'archiviazione come il protagonista, l'ometto qualunque, né buono né cattivo, il peggiore davanti alla livida catasta di cadaveri che ingombrano l'ospedale, pronto a servire il paese di Pinochet con il suo cardigan beige, il caschetto di capelli grigi e il sorrisetto ammiccante rivolto alla vicina di casa, Nancy (Antonia Zegers), una ballerina di cabaret in via di pensionamento. Anche lei allergica ai cortei di dimostranti, all'insorgere della città e alla politica, diva frustrata nel Cile che si infiamma. Mario Cornejo segue i suoi percorsi quotidiani, la sua piccola esistenza di silenzi e appostamenti. Non visto, vede. L'unica aspirazione è conquistare la donna, che lo usa e lo illude.
    Lorrain è minuziosamente crudele nei suoi tempi lenti, le geometrie visive, e un andamento iniziale da commedia, prima di trascinarci davanti ai ragazzi morti, distesi nei corridoi della clinica piantonata dai militari. Pietrificata e insostenibile immagine dell'ordinario espletamento delle funzioni di un trascrittore di referti mortuari. Una luce verde spettrale avvolge le figure dei macabri cerimonieri, medici, infermieri, becchini... il colpo di stato è fuori campo, il primo piano è per il «dopo», il Cile complice.
    Un film dell'ordinaria crudeltà, di chi assiste alla fine del mondo, ma «sono cose che non interessano alla gente», leit motiv dei politici di oggi. Per dimenticare lei e le vittime del colpo di stato militare, l'ometto deve rimuovere la paura, e sigillare la porta delle urla. In tempo reale, assistiamo alla metaforica barriera eretta dalla borghesia cilena per tenersi fuori e auto-assolversi. Una sequenza terrificante con Mario Cornejo che, dopo aver scoperto il tradimento della sua complice, accumula tavoli, sedie e armadi contro la porta del rifugio dove si sono nascosti la donna e il suo amante, un militante in fuga dalle milizie di Pinochet. Una lunga, estenuante, minuziosa performance fatta di oggetti simbolo della normalità, pietre tombali sulla memoria della Casa Rosada. Cosa mai sarà un delitto privato, direbbe monsieur Verdoux, di fronte ai delitti di stato? Ma c'è qualcuno che protesta e grida forte dall'alto della scalinata dove rotolano le vittime. Fermo immagine sul risveglio di chi era distratto mentre accadeva.


I COMMENTI:
  • un utopia per la sinistra ; giornale unico con una pagina autogestita per ognuna delle forze della sinistra : una pagina per il pd,una per i verdi,una fds,una sel,una per l'idv,una per i movimenti.
    prima pagina con articoli di fondo a rotazione fatte da esponenti di ognuna di queste aree,dentro una volta un intervista ad un pd,una volta sel,una volta i verdi ecc ecc.
    una pagina lasciata ai lettori e un altra o altre allecronache locali.
    una bellao piupagine di sport, ma non soltanto i risultati e commenti alla biscardi, ma analisi serie sullo spor ed anche sui risultati, sui tifosi,sui presidenti ed importanza anche agli sport minori,facendo conoscere realtà poco conosciute
    bacino di vendita iniziale almeno 50000,60000 copie.
    giornale anche on line,possibilità di interloquire, dialogare,una volta al giorno, ogno 2 giorni ,ogni tre ,poi si vedrà i lettori fanno le domande al politico o all'opinionista di turno e poi il giorno dopo si pubblica.
    lo stesso ad artisti,intelettuali o gente dello sport,dell'economia.
    poi i lettori commentano gli articolo,le interviste, cosi se bersani dice una cosa,il giorno dopo puo coomentare ferrero, o viceversa.
    una pagina tipo portobello,una pagina di appuntamenti per lasinistra diffusa italiana eccecc chi ha piu idee ne metta in campo.
    scusate l'utopia e auguri a liberazione,al manifesto,a terra ,all'unità ecc ecc 30-10-2010 09:38 - angelo
  • RICORDIAMO LA LIMPIDA FIGURA DEL PRESIDENTE ALLENDE.......

    Caduto col mitra in mano alla Moneda ed assassinato dai sicari golpisti dell'impero l'11
    Settembre 1973!!!!!!!
    All'epoca milioni di persone anche in Italia scesero per le strade contro l'impero e la dittatura....
    IL MOVIMENTO STUDENTESCO IN ITALIA SI MOBILITO' IMMEDIATAMENTE CONTRO L'IMPERIALISMO!!!
    Che figura imponente ed immortale il PRESIDENTE ALLENDE
    CON ELMETTO E MITRA IN MANO DA VERO UOMO ENTRATO NELLA STORIA....
    PARE UN PERSONAGGIO DELLO SCENARIO SCHIFOSO,
    MAFIOSO,CORROTTO E PORNOGRAFICO DELLA PUTRIDA OLIGARCHIA AL POTERE IN ITALIA!!!! 30-10-2010 08:10 - CARLOS
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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