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FUORIPAGINA
29/10/2010
  •   |   Geraldina Colotti
    Torino, sgombero con arresti

    L'ex caserma dei vigili del fuoco

    Un ingente spiegamento di carabinieri antisommossa e polizia ha sgomberato ieri a Torino l’ex caserma dei vigili del fuoco (tra corso Regina Margherita e Piazza della Repubblica, vicino al mercato di Porta Palazzo), occupata il 20 ottobre e trasformata in uno spazio autogestito da un gruppo di “solidali”: solidali coi migranti rinchiusi nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) e con chi non accetta “gli imperativi del profitto e della speculazione”. Nella mattinata dell’altroieri, quando la polizia ha fatto irruzione nello stabile, alcuni occupanti sono saliti sul tetto, altri hanno organizzato un presidio davanti al palazzo. La polizia ha transennato l’edificio, i pompieri hanno disposto un materasso gonfiabile, alcune centinaia di persone, fra cui diversi migranti, hanno raggiunto “i solidali”, e manifestato per tutto il giorno, finché una carica dei carabinieri non ha sgombrato il presidio durante la notte di ieri.

     

    Alla fine, gli occupanti sono scesi dal tetto e sono stati portati in caserma insieme ad altre persone, fermate durante la carica (sei in tutto). Per terra, restavano i volantini degli “occupanti del Palazzo” che, con toni poetici, restituivano la prospettiva di chi, dal tetto, guarda Torino da una diversa angolatura. “Salendo sul terrazzo – scrivono i solidali – si domina la città: se ne può leggere il passato e il futuro”. Per prima, si vede la piazza del mercato, “con le sue bancarelle, il rumore delle mille lingue che si incontrano, il formicolare della massa di persone che scende in strada ogni giorno per cercare di arrangiarsi, di tirare su la giornata”. Poi si vedono “le auto della polizia, le jeep dell’esercito, le macchine dei vigili invaderla e aggredirla per proseguire la loro caccia al povero, ai senza documenti, al venditore abusivo che sta all’angolo”. Intorno, le montagne di Torino e davanti “le nuove sfide della speculazione edilizia”, il grattacielo “Intesa-Sanpaolo” che taglierebbe lo sguardo, “le rocce mangiate dalla ruspe che costruiranno la Tav”. Dal tetto del Palazzo occupato – scrivono ancora i solidali – “si è in grado di leggere il mutamento della metropoli, di percepire il suono dei conflitti e delle lotte che si generano e si vorrebbe poter leggere la possibilità di arrestare tutto questo, di cambiare la direzione al mutamento”. In questione, dunque, non è solo “un tetto, ma un punto di partenza per dare corpo ai conflitti che attraversano la metropoli”.

     

    Prima di essere sgomberato, lo stabile ha perciò ospitato una “tre giorni contro le espulsioni” e contro “l’ipocrisia umanitaria” di chi gestisce i centri di detenzione per senza documenti, “veri e propri lager”. Nel blog di "NexT2010", dedicato all’iniziativa, gli organizzatori hanno spiegato obiettivi e motivazioni della tre giorni: non un happening isolato, ma “un’occasione di incontro per chi si oppone concretamente, giorno per giorno, alla macchina delle espulsioni”. Discussioni animate da un intento concreto: conoscere e inceppare l’ingranaggio che produce i Cie e provoca continue ondate di proteste, rivolte, evasioni in ogni parte d’Europa.

    “La solidarietà è un’arma, usiamola”, diceva l’appello per la tre giorni. Una campagna – quella contro i Centri per immigrati senza documenti che, nei mesi scorsi, ha segnato diversi punti.


I COMMENTI:
  • ANTONIO:Io temo che contro la globalizzazione ci sia ben poco da fare;mi limiterei a considerare situazioni più concrete e comprensibili come la realtà italiana ed europea.Credo che in questa fase storica l'immigrazione non possa più essere una risorsa ma un macigno;abbiamo,come ho già detto,milioni e milioni di disoccupati che non hanno risorse nè tanto meno sono in alcun modo agevolati da competitori al ribasso;inoltre esiste un limite che non è oltrepassabile che è quello della densità demografica.Chi ritiene,in base a non so quali criteri,che un territorio già sovraffollato,come quello italiano ed europeo in generale,possa continuare a assorbire all'infinito manodopera prevalentemente di basso profilo proveniente da ogni angolo del pianeta,è incosciente o peggio,in malafede.Mi dispiace per chi,ingenuamente e con spirito di altruismo e solidarietà sostiene ancora che possano essere accolti milioni di imigrati,ma non è così.I primi a subirne le negative conseguenze sarebbero proprio loro,e subito dopo l'intera società.Così non si può andare avanti,le leggi dell'economia e della fisica non lo consentono. 31-10-2010 12:19 - claudiouno
  • G:Basso costo della vita?Ma conosci i prezzi degli affitti,delle case,della benzina,ecc.?E sai quanti italiani conosco che lavorano e lavoricchiano in nero,per pochi spiccioli,svolgendo mansioni come pulizie di scale e di cessi?Cosa si vuole,una guerra tra disgraziati?In Italia ormai non solo non c'è più posto per nessun altro,ma molti immigrati saranno costretti dalla dioccupazione a tornarsene ai propri paesi! 31-10-2010 10:20 - claudiouno
  • restano questi resistenti isolati, schedati, perseguitati, spesso imprigionati a testimoniare l'esistenza di una gioventù che non si è prostituita o fatta decerebrare dalla TV di Berlusconi. Giovani che pagano la loro opposizione a questa terribile realtà
    disumana della Italia che si è fatta in questi ultimi anni irrisi ed odiati non solo dalla destra ma anche da gente come Letta ed altri personaggi che hanno in mano il PD 31-10-2010 07:06 - pietro ancona
  • a claudiouno:i milioni e milioni di disoccupati italinani sono stati generati dalla globalizzazione che ha comportatato lo spostamento senza regole di capitali e lavoro.
    un cittadino africano(o iraqueno o afgano o di qualsiaisi nazione soggetta ad occupazione)troverà del tutto naturale spostarsi in una nazione il cui benessere deriva dallo sfruttamento delle sue risorse.
    le pricipali multinazionali mondiali generano i loro profitti sfruttando la monodopera nei paesi in cui il costo del lavoro è bassissimo:cosi come la nikea,mo di esempio, è libera di andare in cina a far quel che gli pare non vedo perchè un lavoratore cinese non pò venire in italia.
    I colpevoli sono coloro che hanno permesso determinate regole ovvero i potentati economici. 31-10-2010 02:28 - ANTONIO
  • la risposta è semplice: nell'Italia in crisi, i disoccupati sopravvivono in maniera decente grazie al mantenimento di un basso costo della vita risultante proprio dal lavoro degli immigrati, che accettano "contratti" in nero sotto il continuo ricatto dell'espulsione e purtroppo vivono nella miseria. La mia domanda è, invece: chi a generato la crisi? 30-10-2010 19:28 - G
  • Io vorrei chiedere,con molta tranquillità:come si fa a credere che l'Italia della crisi economica e sociale più grave dal dopoguerra possa continuare ad accogliere in modo civile e adeguato milioni e milioni di disperati di tutti i continenti,quando ci sono milioni e milioni di disoccupati qui nati e cresciuti,che non sanno più a chi rivolgersi per andare avanti? 30-10-2010 13:00 - claudiouno
  • Brava Geraldina! Ci voleva proprio un articolo su questo sgombero!
    Francesca Blache 30-10-2010 09:01 - francesca blache
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