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FUORIPAGINA
31/10/2010
  •   |   redazione
    Bomba a Istanbul, 1 morto e 32 feriti

    Un'immagine della piazza Taksim

    E' di un morto e 32 feriti, alcuni "molto gravemente", il bilancio dell'attentato che stamattina verso le dieci ha sconvolto il centro di Istanbul, Turchia, colpendo la frequentatissima piazza Taksim proprio a ridosso del monumento all'indipendenza. Secondo quanto riferito dalla polizia, l'esplosione sarebbe stata provocata da un terrorista suicida che presumibilmente intendeva salire su un bus pieno di agenti che dovevano schierarsi a presidio dell piazza, luogo d'elezione delle manifestazioni politiche di protesta ma anche luogo di passeggio preferito da cittadini e turisti. La bomba è però esplosa troppo presto, all'esterno del bus: tra le vittime risultano comunque ben quindici agenti di polizia. Le informazioni sono comunque ancora abbastanza vaghe: testimoni riferiscono di aver visto a terra dopo l'esplosione "parti di corpi umani"; si sa che l'attentatore era un uomo ma la sua identità è sconosciuta. Esclusa la presenza di italiani tra i feriti.

     

    Nebbia, ovviamente, sulle responsabilità dell'attentato, anche se fonti locali ipotizzano che possa trattarsi di un'organizzazione separatista kurda: proprio oggi infatti scade il termine della tregua unilaterale proclamata dal Pkk. D'altra parte in Turchia sono attivi anche alcuni gruppetti di estremisti islamici legati ad al Qaeda, che già in passato hanno compiuto sanguinosi attentati. Per non parlare poi delle attività di servizi segreti internazionali (per esempio del Mossad) che potrebbero voler destabilizzare il paese in connessione con le recenti modifiche della collocazione internazionale perseguite da Ankara: proprio ieri il governo ha per la prima volta incluso Israele tra le maggiori "minacce esterne" da cui la Turchia deve guardarsi.

     

    La polizia di Istanbul, d'altra parte, ha arrestato oggi 16 presunti appartenenti ad un gruppo clandestino di estrema sinistra denominato "Partito-Fronte di liberazione del popolo rivoluzionario" (Dhkp-C). Lo ha reso noto l'agenzia turca Anadolu. La fonte non mette in collegamento gli arresti con l'attentato di piazza Taksim, ma lo stesso gruppo rivendicò un attacco suicida compiuto sempre contro la polizia e nella stessa piazza Taksim nel gennaio 2001 (morirono il kamikaze, un uomo, e un poliziotto). Il 10 settembre dello stesso anno, una donna molto probabilmente affiliata al Dhkp-C, si fece esplodere davanti al commissariato di polizia di piazza Taksim, causando la morte di due agenti ed il ferimento di una ventina di persone, fra cui 13 poliziotti.


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