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Sebastiano Canetta, Ernesto Milanesi
Lega di lotta e di governo
Lega Nord, partito della caréga. E non solo. In Veneto il trionfo nelle urne moltiplica poltrone, nomine, ruoli-chiave. Ma anche le tentazioni che da sempre accompagnano il potere. Soprattutto nei municipi, dove spesso e volentieri la «mediazione dorotea» ha contaminato gli amministratori senza più vincoli ideologici. La Lega di governo così fa cortocircuito con la Lega di lotta. Un sintomo? Una metamorfosi? Luca Zaia ha immediatamente reagito al rischio di perdere la diversità che caratterizza il «popolo verde». E da governatore della Regione si è esposto in prima persona come garante della selezione al vertice in base alla «questione morale» in salsa federalista.
Mazzette vecchio stile. Sfruttamento della prostituzione. Piantagioni di marijuana. Spaccio di (falsi) permessi di soggiorno. Vacanze con auto di servizio. Speculazione immobiliare. I leghisti erano gli incorruttibili censori della Prima Repubblica, integralisti della morale, pronti a marciare su «Roma ladrona» come a recidere i tentacoli del «sistema Galan». Sul Carroccio c'era la banda degli onesti, che aveva giurato fedeltà al popolo senza passare per la Costituzione. Adesso cominciano a rivelarsi come tutti gli altri politici anche in Veneto.
Questione morale a nordest
Il 4 settembre a Verona la Guardia di finanza passa al setaccio la sede dell'Atv, l'azienda municipalizzata dei trasporti con sede in Lungadige Galtarossa. L'obiettivo è sequestrare la lista spese del presidente Gianluigi Soardi, sindaco leghista di Sommacampagna con un passato da consigliere comunale nel capoluogo scaligero. Quando la trovano per Soardi scatta l'accusa di peculato: sarebbe andato in vacanza con moglie e tre figli con l'auto di servizio, addebitando i pedaggi autostradali al telepass intestato all'Atv. Al sindaco di Sommacampagna non resta che dimettersi dall'azienda di trasporti e auto-sospendersi dalla Lega. Vorrebbe «congelare» anche la poltrona in municipio, in attesa che passi la bufera; ma il prefetto di Verona Perla Stancari (chiamata in causa dalla minoranza) fa sapere che l'astensione da sindaco non è prevista dalla legge sugli enti locali. E così, il 23 settembre Soardi si presenta regolarmente in consiglio comunale e dichiara: «La mia posizione è estranea a Sommacampagna, pertanto ho l'obbligo di onorare il mandato e continuare ad amministrare. Così avrò più tempo a disposizione da dedicare al paese...». A Verona il segretario provinciale (e deputato) Matteo Bragantini minimizza e respinge la tesi di una «questione morale» nel Carroccio: «Ma quale casta leghista. Negli altri partiti per dimettersi ci vogliono le condanne. Da noi, al minimo sospetto si lasciano incarichi e cariche di partito. E poi nei confronti di Soardi non c'è nessun rinvio a giudizio».
L'inchiesta Landness
Ma due giorni dopo a Legaland esplode un altro bubbone. Nell'ambito dell'inchiesta «Landness», le Fiamme gialle di Verona arrestano 11 persone e il pm Paolo Sachar ne iscrive altre 19 nel registro degli indagati. Sono tutti accusati di smercio di 500 falsi permessi di soggiorno, venduti a 9 mila euro l'uno a migranti pakistani, indiani e magrebini fra Verona, Brescia e Bergamo. Agli extracomunitari la «banda» prometteva un alloggio e un lavoro stagionale in agricoltura. Peccato che le aziende che richiedevano la manodopera non esistevano: neppure sulla carta. Eppure, a denunciare il «sistema» sono solo alcuni cittadini marocchini che già nel 2009 si erano rivolti al comando di Legnago (Verona). «Ci hanno raccontato di famiglie che hanno venduto tutto quello che avevano: greggi, case, terreni, per dare la possibilità ai parenti di venire in Italia» spiega il comandante provinciale della Finanza Paolo Biagi. Poi le intercettazioni telefoniche fanno il resto. E così scattano le manette anche per Gianluigi Falavigna, 52 anni, presidente dell'Ugl-Coltivatori di Verona, considerato la mente del gruppo, e gli arresti domiciliari per il suo vice Camillo Gambin, 38 anni, storico esponente leghista ad Albaredo d'Adige e per la moglie Adele Gina Chirica, segretaria del gruppo che negli anni era riuscito a incamerare tra i 3 e i 4,5 milioni di euro.
Il 30 settembre scoppia il caso di David Codognotto, 31 anni, consulente finanziario e assessore allo sport (con delega al bilancio) a San Michele al Tagliamento (Venezia). Viene colto con le mani nel sacco dalla Guardia di Finanza che lo arresta con l'accusa di concussione dopo la dettagliata denuncia di Francesco Mio, presidente del Portogruaro Calcio. È lui che riferisce della richiesta di una mazzetta di 15 mila euro fatta a un dirigente della società sportiva in cambio del via libera alla ristrutturazione dello stadio da adeguare ai parametri del campionato. Per intascare il denaro Codogonotto aveva studiato un piano (quasi) perfetto. Il dirigente del Portogruaro avrebbe dovuto appoggiare la «bustarella» sul sedile dell'auto del leghista lasciata aperta per l'occasione. Dalla finestra del suo ufficio in municipio Codognotto avrebbe controllato la consegna. E così, in effetti, avviene: quando l'assessore vede il dirigente «depositare» i 15 mila euro chiude l'auto con il telecomando e scende per recuperare i soldi. Ma si trova circondato dai finanzieri. Inevitabile l'espulsione dalla Lega, decisa dal segretario veneto del Carroccio e sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo: «Purtroppo il movimento della Lega è ormai così ampio da non doverci più sorprendere se all'interno troviamo - di tanto in tanto - elementi che sbagliano».
Bordelli on line
Alla fine dell'estate era già venuto a galla anche il giro di prostituzione legato al portale a luci rosse bestannunci.it. I carabinieri di Padova scoprono che il gestore del bordello on line (con centinaia di clienti e un catalogo a base di trans e ragazze dell'est) è Alessandro Costa, assessore alla sicurezza della Lega a Barbarano Vicentino, segretario del Carroccio a Marostica (Vicenza) nonché agente della polizia municipale a Gallio sull'Altopiano di Asiago durante i mesi estivi. Anche qui un sistema semplice quanto collaudato: pubblicità alle escort in cambio di un «canone» di 150 euro al mese. Uno scandalo in piena regola, la cui eco arriva fino a Vicenza, dove tutti sanno che Costa è uno dei fedelissimi pretoriani dell'assessore provinciale Luigino Vascon, già parlamentare leghista.
Dalle prostitute alla mariujana. A Padova a casa di Giorgio Bordin, consigliere di quartiere della Lega, il 10 ottobre vengono sequestrati quattro chili di «erba», 14 piante, un bilancino di precisione e 77 mila euro in contanti. Appartengono al figlio Enrico, 31 anni, che prova a spacciare la piantagione come una dispensa a uso personale: «Fumo dieci canne al giorno» ha precisato agli inquirenti. Un brutto colpo per l'integerrimo Bordin che con il Carroccio era in corsa alle Regionali 2009 al fianco di Zaia. Durante la campagna elettorale si era distinto per la battaglia contro la nuova moschea e il campo nomadi in via Bassette.
Due giorni prima a Villorba (Treviso) si era scatenata un'altra bufera, dopo che i 2.980 mila metri quadri dietro al municipio erano stati trasformati da area di interesse pubblico a lottizzazione residenziale. Variazione di destinazione d'uso urbanistica più che sospetta, visto che il proprietario dei terreni risulta essere il padre del consigliere leghista Alberto Piz. «Strano che con tutti i problemi urbanistici di questo Comune, la giunta si sia preoccupata di dare la possibilità di costruire proprio a un suo esponente» attaccano dai banchi dell'opposizione. «La trasformazione dell'area appare ancor più strana se confrontata con zone simili, quando la giunta è andata più volte al Tar per impedirne la modifica». Non era sembrato strano, invece, a Piz che sognava di far costruire sull'area di famiglia 11 mila 870 metri cubi, di cui 4.712 destinati al commercio. Un affare da almeno 500 mila euro.
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Il grande scoop della Lega è stato quello di far credere che col federalismo tutto andrà a posto. Ogni problema troverà la giusta soluzione e vivremo felici.
Mi meraviglia che a sinistra non si colga il fatto che il federalismo è solo una forma di governo. Un "mezzo" e non certo un "fine".
Nessuno a sinistra pone la domanda giusta ai leghisti. Cioè questa : e se per ipotesi - supponiamo domani - tutti i soldi che pretendete da Roma vi fossero consegnati in Regione, cosa farete ? Quale è il vostro programma ? Quale il modello di sviluppo ?
Se Milanesi e Canetta avessero "del metodo" potrebbero osservare che oggi le scelte strategiche di Zaia riflettono proprio quelle di Galan. ZAIA INFATTI NON HA UN PROGRAMMA. HA SOLO LO SLOGAN DEL FEDERALISMO.
Ne volete un esempio ?
Lui propone di far passare la TAV a ridosso del litorale, nonostante l'opposizione della sua stessa base.
Lui sostiene la Nuova Romea (imponendola con la Legge Obiettivo, altro che "paroni casa nostra").
Lui approva l'autostrada "camionabile" lungo l'idrovia incompiuta tra Padova e Venezia.
Ecco, queste sono le cose che mi sarei aspettato da due giornalisti del Manifesto.
Il loro pezzo è solo cronaca , quasi nera, che non graffia, solo inveisce.
Ma non porta lontano.
Insomma, l'articolo è "scentrato".
Anzi direi "non è di sinistra" ! 01-11-2010 09:48 - alvise
Bossi con un figlio scemo che prende dal popolo 13mila euro al mese,senza essere in grado di dare nulla è uno scandalo troppo grande per un partito che si richiama alla pulizia e all'ordine.
La vecchia Lega è morta,come sono morti tutti quei partiti che sono nati dopo Tangentopoli e che volevano una nuova repubblica.
Lo strato di merda della prima repubblica è stato coperto da un nuovo strato di merda della Lega e del partito del Pentolaio Matto!
Soldi per i decoder a Piersilvio!
Soldi alla Moratti e a Formiconi per fare della nostra Milano, un grande cantiere a cielo aperto.
"Belle" buste piene di soldi a tanti amministratori del nord,che hanno fatto spostare persino la mafia da Palermo a Milano.
Tutti chiacchieroni, che si sono venduti per un pugno di euro..!
Peggio ancora di Andreotti e De Mita,che almeno,lo facevano per molto di più.
Bassa macelleria di ladri...
Come se al posto di Vallanzasca,oggi scorazzassero dei rubba galline.E' brutto essere derubati da gente che è piccola.Con DeMita,c'era più gusto a farsi derubare.
Con questi è come essere borseggiati dallo zingarello...
Il Trota.Ma chi è questo Trota...?
I fondi neri,Italcasse,l'Ercules e i tabacchi di Trabucchi,ecc ecc...
Quelli si che erano signori ladri!
Ma questa accozzaglia di piccoli miserabili,che fanno danni enormi solo per favorire un figlio....
E Molto brutto....!
Non vi pare che anche noi siamo diventati un pò più cretini a farci prendere per il culo da gente così piccola! 31-10-2010 14:13 - maurizio mariani