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FUORIPAGINA
12/11/2010
  •   |   Raffaele K. Salinari
    Diritti al manifesto

    Centinaia di scrittori, saggisti, artisti di teatro, cinema, ma anche critici letterari e d'arte, performers, musicisti, scultori, poeti, registi, in somma tutto il vasto cosmo delle «arti del tempo e dello spazio», hanno trovato nel manifesto ed in Alias, un'accoglienza attenta e, spesso, un sostegno importante. Molti nomi oggi più o meno noti, devono al giornale il loro lancio, la loro "scoperta", sempre motivata con gli argomenti di una visione culturalmente coerente, di una "scuola" di pensiero critico che è, in fondo, quella che fece nascere il giornale molti anni or sono.

     

    Ora è tempo di restituire almeno parte di questo debito, e farlo nella maniera più tangibile possibile, in altre parole dando parte dei propri diritti di autore al giornale in questo momento essenziale per la sua vita. "Diritti al Manifesto" dunque, una proposta semplice che potrebbe rispondere all'esigenza primaria della ricerca fondi. Io non so quanto guadagnano nomi importanti con le loro pubblicazioni, ma suppongo che, ad esempio, premi Nobel, o autori di grande notorietà, possano contribuire non poco. In un momento di mortificazione dell'agire culturale ed artistico, tutto imprigionato nel buco nero del "fascio" catodico ed amputato dalla mannaia dei tagli (e dei crolli), voglio proporre, in questo modo, il «ritorno delle lucciole», di cui Pasolini lamentava la scomparsa trentacinque anni or sono. Catalizziamo attorno a "Diritti al Manifesto" almeno una parte dei nostri bagliori sparsi, collimiamoci a sostegno di una testata che vorrebbe continuare ad ospitarne le voci pulsanti. Come fare? Questa è già una lettera-appello. Aspetto che chi ho, modestamente, interpellato, cominci a rispondere.

     

    Leggi una risposta di Daniele Sepe


I COMMENTI:
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  • Sono mesi che Sepe vomita su Saviano (che a me non è simpatico, premetto) e , casualmente, grazie a questo ha ricevuto una seppur minima visibilità. La sua bacheca facebook è imbarazzante e , se letta da persone senzienti, non può che farci capire perchè in italia i partiti comunisti sono quasi spariti.la cosa singolare è il codazzo di leccaculi che si è creato, una cinquantina di depressi sempre pronti a chiamarlo "maestro".E poi vi consiglio di leggere come risponde a chiunque dissenta da lui, preclaro esempio di comunismo alle vongole 15-11-2010 19:26 - thomas
  • "Non è stimolante affatto stare a osservare un dito, specie se perennemente puntato."

    ...e peggio ancora se quel dito di Sepe continua ad indicare l'ombelico di Sepe, invece che la Luna o Marte ;)


    "però almeno siate più umili quando criticate chi di Comunismo ne mastica e ne vive"

    Ma chi: Sepe? Più che masticare comunismo, mi pare che mastichi Maalox. Che, come tutti sanno, è prodotto dalla multinazionale Aventis Pharma, uno dei colossi dell'industria farmaceutica globale, uno di quei mostri con millanta tentacoli, capaci di spremere denaro anche dalle barbabietole secche. Un pezzo di capitale globale che nel 2009, grazie anche a Daniele Sepe e i suoi 5 euro a confezione di pasticche, ha fatturato l'inezia di 30 miliardi di euro.

    E questa a me pare una bella contraddizione... ;) 15-11-2010 18:26 - Harken
  • Cassintegrato doc,che dirti?Non è stimolante affatto stare a osservare un dito,specie se perennemente puntato.Ti lascio nella tua convinzione,non ho motivo di provare a smontartela.Se certe persone sono il Comunismo,capisco ogni giorno di più perchè da quest'ultimo io ne prenda le distanze.Una precisazione,visto che usi il plurale:penso,scrivo e parlo a titolo personale,non a nome di un gruppo o di uno schieramento.
    Saluti a te. 15-11-2010 07:14 - graziella
  • graziella ( e altri) allunga lo sguardo e le vedute, siete ossessionati dalla critica a saviano al punto di vederla anche quando è solo minimamente citata (la critica) senza farne il nome (di saviano) mentre l'attenzione di sepe è quasi completamente verso altri lidi ed atteggiamenti che allontanano i lettori dal giornale (io, ad esempio, NON POSSO più comprare il manifesto, al limite compro il fatto o mi limito a twitter)
    poi,diciamo pure, che lo sguardo al dito di sepe stimola molto di più che guardare la luna, però almeno siate più umili quando criticate chi di Comunismo ne mastica e ne vive al contrario di chi lo ha solo in testa come idea... saluti 14-11-2010 19:47 - cassintegrato DOC
  • Nel mio commento del 13-11 non mi sono firmata per esteso.Può essere che qualcuno - giustamente - me lo contesti. Non è fondamentale per le sorti dell'umanità ma ecco: Graziella Corsaro (dalla provincia di Lucca) 14-11-2010 17:21 - graziella
  • Daniele Sepe non ha tutti i torti. Io ricordo che in Giugno aveva posto una domanda ben precisa sull'identità perduta della sinistra e sulla sua conseguente china giustizialista; Saviano fu tirato in ballo solo in via incidentale, strumentale, e a mio parere con una certa intelligenza. Quella domanda ha trovato una puntuale risposta da parte di Livio Pepino, a cui lo stesso Sepe ha dato merito. Credo che il suo appello faccia leva su di un bisogno troppo attuale ed imprescindibile: quello che questo giornale ritrovi finalmente la sua offuscata verve di foglio battagliero, culturalmente e politicamente (come ricorda anche Vik Arrigoni). Quanto a Saviano, Norma Rangeri lo ha definito "bene comune": a parte che su questo si potrebbe discutere, ma anche ammettendo ciò non vedo come si possa, o addirittura si debba, rinunciare al sacrosanto diritto costituzionale di esternare il proprio giudizio critico. Io credo che l'integrità morale di uno scrittore che, sebbene riporti alla luce una piaga endemica come quella camorristica (il tema mi appartiene, studio e vivo a Napoli), tuttavia affermi che Israele sia "una democrazia sotto assedio", Almirante uomo dotato di valori antimafia (e Peteano?), Maroni "il miglior ministro dell'interno", che il Venezuela sia soggetto ad un dispotismo tirannico (e la riforma delle tv di Chavez?), che l'Eta contrabbandi eroina e che a far processare e condannare Tano Badalamenti per l'omicido Impastato sia stato nientemeno che Marco Tullio Giordana, ne risulti quanto meno compromessa, in termini di credibilità. Ho più volte sostenuto questo giornale e continuerò a farlo, ma spero in un deciso cambio di rotta. E visto che Benigni è andato gratis a RaiTre, anch'io lavorerei gratis per questo giornale. Un saluto 13-11-2010 15:18 - Rugantino86
  • Sono un lettore storico del Manifesto, affezionato a questo giornale: penso sia un patrimonio di tutti noi. Sepe talvolta esagera su Saviano, ma il suo sguardo critico è prezioso, e il piglio battagliero con cui suona e dice le cose (le suona) ci fa aprire gli occhi altrimenti troppo distratti, tramortiti, rassegnati. La crisi del Manifesto è politica prima ancora che economica. Serve a poco fare collette su collette per tenere in piedi un quotidiano come il Manifesto, per quanto prezioso, per quanto fondamentale come questo. Più riflessione dentro la redazione, più piedi per terra. Non solo elemosine.

    Sepe: Saviano commette molti errori e fai bene a criticarli, ma dalle tue parole traspare qualcosa di personale, e questo svilisce i tuoi interventi. 13-11-2010 12:56 - yuri
  • D'accordissimo con Sepe.
    E da napoletano sono più che d'accordo con la critica a Saviano.
    A proposito le mie sono critiche non fango, perchè sono mie opinioni espresse alla luce del solo (il mio non è un nick ma nome e cognome). 13-11-2010 12:45 - Mirko Parasole
  • Chiunque non veda che Sepe ha ragione su tutta la linea,o quasi,farebbe meglio a controllare se oltre a qualche mostruoso grumo di stupidità incrostata in testa,dispone di un pò di intelligenza residua per provare un pò di compatimento verso se stesso. e che palle 'sto Saviano... 13-11-2010 12:34 - Stefano
  • Leggo questo articolo di prima pagina e poi la risposta di Daniele Sepe e devo dire che da lettore col secondo sono più in sintonia: soprattutto quando chiede di aprire un dibattito con i lettori e di uscire dalla redazione, che rischia di essere un mondo a parte e con la testa a Locarno o troppo concentrata su tesi operaiste spacciate come grandi novità. Senza manifesto non saprei come fare, ma vi chiedo di ritornare con i piedi per terra almeno quando chiedete le elemosina. Con infinito affetto... 13-11-2010 11:54 - lorenzo
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