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Francesca Pilla
Rifiuti a Napoli, tutto da rifare
Il piano rifiuti di Bertolaso era una soluzione tampone, ma il capo della protezione civile, ormai in pensione, all’inizio della scorsa settimana era andato via dalla Campania dicendo che il governo aveva risolto il problema e ora spettava alle province gestire la crisi. Un tentativo, di fronte a una programmazione sullo smaltimento urbano che non funziona, di propagandare la sua venuta a Napoli, e i successivi blitz di Berlusconi come un successo. Invece dopo poco più di dieci giorni la città è di nuovo a un passo dall’emergenza, con mille tonnellate di immondizia ferme in strada e con le condizioni strutturali che promettono solo un peggioramento nelle prossime ore. Il sito temporaneo di Taverna del Re a Giugliano è stato infatti chiuso perché saturo con 11 mila tonnellate, Tufino è a 15mila e per la città rimane solo la cava di Chiaiano dove non entrano più di 600 tonnellate quotidiane rispetto alle 1500 prodotte.
A Terzigno la popolazione è nuovamente sul piede di guerra, i comitati hanno ripreso a presidiare la rotonda Panoramica dopo la pubblicazione di dati del chimico consulente del comune di Boscoreale che ha riscontrato inquinamento da metalli pesanti nelle falde acquifere.
Ieri il sindaco Iervolino, prima della riunione con il presidente della provincia Luigi Cesaro e il governatore Stefano Caldoro, ha lanciato un appello chiedendo un po’ di solidarietà per sversare a Caserta Benevento o Avellino. “Quanti malati delle altre province vengono a Napoli e sono accolti” ha detto sperando di vedere tesa una mano dagli altri amministratori locali. Ma ormai è una corsa contro il tempo visto che lunedì chiuderà anche il sito di Caivano e allora veramente tutto potrebbe nuovamente precipitare.
Il segretario del Pd nel condividere le preoccupazioni del primo cittadino, ha attaccato il presidente del consiglio per il suo toccata e fuga in città e le promesse mancate: “Napoli è al collasso. Il governo ha fallito drammaticamente – ha detto Pierluigi Bersani - Basta ritardi, tentennamenti e dichiarazioni sui miracoli buone solo per la tv. L'ultima risale al 22 ottobre: Berlusconi ha assicurato che bastavano dieci giorni. Siamo quasi a metà novembre e nulla è accaduto”. Sulla stessa lunghezza d’onda il verde Angelo Bonelli: “Berlusconi ha messo in scena la più grande truffa mediatica della storia della repubblica. Per affrontare l'emergenza e nonostante i tanti soldi spesi in tre anni questo governo non ha fatto nulla: non ha avviato la raccolta differenziata, non ha realizzato un impianto di compostaggio, non è intervenuto sugli impianti di cdr”.
Da parte sua il presidente della regione si trova in difficoltà e si discolpa perché ora la sua amministrazione deve affrontare 15 anni di ritardi. Caldoro propone quindi delle microdiscariche temporanee che servano comprensori limitati di territori dove poter avviare un sistema di autosufficienza. Per il governatore bisogna temporeggiare un paio di anni fino alla costruzione del termovalorizzatore di Napoli Est. Contrari gli ambientalisti : “Non è la strada giusta – spiegano - in Campania il 50% della spazzatura è composta da prodotto organico. La verità è che non c’è ancora un piano ecocompatibile e in grado di farci uscire dalla perenne emergenza”. I dati degli ultimi mesi sulla raccolta differenziata parlano a Napoli di un calo dal 19 al 16%, ma il sito dell’Asìa è bloccato allo scorso aprile: “Purtroppo ultimamente siamo peggiorati per motivi tecnici – ha spiegato l’assessore all’ambiente Paolo Giacomelli - ho già chiesto all’azienda di aggiornare e pubblicare anche i risultati negativi di questi mesi”.
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Se verrebbero dei camion pieni di monnezza vicino alle vostre case e farebbero una discarica, dove anche quel puzzolente pergolato, che è come un estratto di monnezza,scocciolasse tra le vene della vostra terra,voi rimarreste in pantofole a guardare la televisione oppure uscireste con bastoni e catene contro tutti quelli che la vogliono là?
Ecco cosa succede in Italia.
Chi soffre e diventa vittima cerca di difendersi e medita vendetta,chi invece non è stato colpito,anche se di sinistra e avanguardista,rimane nelle sue pantofole e aspetta.
Ma tanto le persone che diventano vittime crescono e si propacano, tutto intorno al tranquillo pantofolaio. 12-11-2010 22:15 - maurizio mariani