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Norma Rangeri
Offerte benedette
La febbrile vigilia della crisi di governo, tra mozioni di sfiducia e aggrovigliati retroscena, accelera i tempi della legge di bilancio. A scandire i passi rapidi della finanziaria, più che i bisogni del paese sono le urgenze dei partiti, occupati a guadagnare posizioni (o a non perderne) in questa tortuosa svolta politica. Come se decidere dove tagliare e a chi dare fosse normale amministrazione e non esercizio di politica purissima. Specialmente in una fase di passaggio, quando aprire o chiudere la borsa è già un inizio di campagna elettorale.
L'ultima è di ieri: il ripristino integrale dei fondi per le scuole private, a fronte dei tagli pesantissimi alla scuola pubblica, all'università, alla ricerca, ai beni culturali. Citiamo questi capitoli dolenti (ne potremmo aggiungere molti altri: il volontariato, la sanità, i trasporti, l'ambiente) per due ragioni: perché la cultura è la materia prima di una democrazia moderna, e per sottolineare l'assoluta coerenza di questi interventi, presi sul filo di lana della crisi, con la profonda radice di un ventennio che sopravviverà all'uscita di scena di Berlusconi. Un regime che non ha mai saputo cosa farsene dell'istruzione e della conoscenza, considerandoli pericolosi antitodi alla sottocultura di massa di una società conformista e autoritaria. Con un leader che ha costruito il consenso demolendo l'istruzione pubblica, del resto facilmente sostituibile quando si possiedono case editrici, giornali, televisioni, produzioni cinematografiche: una grande, ricca scuola privata.
Come ha voluto sottolineare il presidente Napolitano, con i ripetuti interventi degli ultimi giorni e ancora ieri, «non ho mai detto di non fare tagli, ma quella delle priorità è questione cruciale: bisogna scegliere». Non avrebbe potuto dire di più e meglio. Questo centrodestra ha scelto. Ha trovato i soldi per le scuole private e vuole accompagnare la scuola pubblica verso la lenta agonia abbandonandola alla precarietà (di insegnanti e studenti), allargando la già insopportabile distanza tra ricchi e poveri. Abbiamo tutti letto o visto genitori che vanno al supermercato per acquistare risme di carta per le fotocopie, detersivi e carta igienica per figli costretti in edifici fatiscenti, chiusi come piccole mandrie in recinti affollati. Naturalmente quando la scuola riescono a frequentarla.
Ma se il finanziamento all'istruzione privata è utile merce di scambio per resettare i rapporti politici, ancorché post-berlusconiani, con Vaticano e Confindustria, i futuristi di oggi come i democristiani di sempre sono pronti a rispondere all'appello delle gerarchie cattoliche e del marchionne-pensiero. E non sarà la sinistra, e non saremo noi i beneficiari del fallimento berlusconiano.
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Finito Berlusconi avremo....Pierferdy (o la Bindi?)
Colgo l'occasione per esprimere la mia stima a Norma Rangeri
Buona domenica 14-11-2010 11:31 - cosmikdebris
parole giustissime! 14-11-2010 00:52 - Stefano
Già partiamo male.
Io non voglio che questa nuova ventata di lotta di popolo, si tramuti in una lotta al nanetto.
Io non mi accontento di vedere fuggire il nano.Il nano deve essere arrestato,insieme a tutti i suoi complici.
La P2 che hanno fatto entrare in Italia, con l'avvallo anche di persone di sinistra corrotte,non può concludersi con la cacciata del nuovo Craxino.
Questa volta non ci fregate.Non riuscirete a cavalcare la tigre,perche siamo troppo incazzati e troppo coscienti.
Abbiamo bisogno di una NUOVA RIVOLUZIONE.Dobbiamo distruggere ogni traccia di questo passato.
Si signori,questo che sta avvenendo oggi è già passato!
Dobbiamo guardare il presente con gli occhi del futuro,se vogliamo continuare a essere avanguardie.
Il presente futuro, è una società che supera tutto questo pentolame e questi balletti di merda, che hanno ormai annoiato le masse.
Noi operai siamo più avanti di tutti gli intellettuali che ci dovrebbero educare.
Siamo oltre e siamo arrabbiati veramente!
Una rabbia che sta uscendo come lava incandescente.
Non vedete che con un cazzottto,si muore?
Pensate con quanta rabbia si esce la mattina.
Siamo una bomba e siamo disinnescati!
Siamo contro tutto e tutti!
Vogliamo quello che è nostro e lo vogliamo ora!
Ora basta!|
Non ci incanteranno ancora per molto!
Il futuro è già iniziato!
Anche quelli che stanno in pantofole,sentiranno le urla e si svegleranno! 13-11-2010 14:18 - maurizio mariani