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Geraldina Colotti
Haiti, i caschi blu sparano sulla folla
A Cap-Haitien, una città che si trova a circa 300 km a nord della capitale di Haiti, Port au-Prince, una manifestazione pacifica si è trasformata in un violento scontro con la polizia e con i caschi blu della Minustah, la Missione delle Nazioni unite per la stabilizzazione di Haiti. Soldati e polizia sono intervenuti per disperdere le diverse migliaia di persone che accusavano il governo di non aver saputo gestire l'emergenza sanitaria in cui versa il paese, devastato da un'epidemia di colera che ha già causato oltre 1.000 morti. I manifestanti chiedevano anche la fine della missione Onu, più volte al centro di scandali e episodi di intolleranza e, ai primi gas lacrimogeni, hanno reagito armandosi con sbarre e bastoni, lanciando pietre contro soldati e polizia e assaltando un commissariato. Poi, sono state erette barricate e gli scontri, scoppiati lunedì, sono continuati anche nella giornata di ieri.
I militari hanno sparato sulla folla, due manifestanti sono rimasti uccisi e almeno 16 sono i feriti, due dei quali in modo grave. Il corpo di un manifestante è stato ritrovato davanti una base della Minustah a Quartier-Morin, una periferia di Cap-Haitien, e un'inchiesta per determinare le circostanze della morte è in corso. In un primo tempo, Minustah e polizia si sono rimpallati le accuse, e alla fine il portavoce della missione Onu ha ammesso di aver ucciso una persona: «Si tratta di un manifestante che ha sparato in direzione di un soldato, e il soldato ha risposto per legittima difesa», ha dichiarato il portavoce, e ha aggiunto: «Il modo in cui si sono svolti i fatti fa pensare che dietro gli incidenti vi sia una volontà politica di creare un clima di insicurezza alla vigilia delle elezioni».
Il 28 novembre dovrebbero svolgersi le elezioni legislative e presidenziali e uno dei candidati alla presidenza, Leslie Voltaire, che faceva campagna nella regione, ha invitato le autorità a dare rapidamente risposte di carattere sanitario e non repressivo, altrimenti - ha detto - «c'è il rischio che il movimento di protesta si estenda ad altre regioni del paese».
I manifestanti di Cap-Haitien hanno cercato invano di raggiungere due basi della Minustah, una occupata dai cileni e l'altra dai nepalesi; e in un altro comune, a Hinche, capoluogo del dipartimento del Centro, sei caschi blu nepalesi sono stati feriti nel corso di un'altra manifestazione. La popolazione è convinta che a portare il colera - un ceppo ritenuto identico a quello diffuso nel Sud esta asiatico, mai registrato prima in tutto l'emisfero occidentale - siano stati i nepalesi: e che poi abbiano continuato a diffondere il virus gettando materia fecale nelle fosse biologiche di un campo base situato nei pressi di Mirebalais. Il portavoce dell'esercito nepalese, che contribuisce alla Minustah con un migliaio di uomini, ha però sostenuto che gli esami compiuti sui propri soldati hanno escluso questa ipotesi, e ha aggiunto di aver rafforzato le misure di sicurezza delle basi.
La Minustah è stata inviata nel paese nel 2004, a seguito di una risoluzione Onu. Allora era composta da 7.000 militari di diciotto nazioni, e da quasi 2.000 civili, poi rafforzata con altri 3.500 effettivi dopo il sisma del 12 gennaio, che ha provocato circa 250.000 morti. Da allora, i massicci finanziamenti destinati alla Minustah non hanno migliorato le sorti di quel 78% della popolazione che vive con meno di due dollari al giorno, e che ora deve far fronte a un'epidemia di colera in progressione: il bilancio fornito ieri dal governo indica che, da domenica, si sono stati 117 morti in più e 2.157 infettati in più (16.799 ricoveri dall'inizio dell'epidemia). E nella capitale, dove gli sfollati del sisma e delle recenti alluvioni vivono accampati in condizioni igieniche disastrose, le vittime sono 38 (erano 27 domenica).
Nella regione di Artibonite, epicentro dell'epidemia, lavora a pieno ritmo Medici senza frontiere, che ha lanciato una richiesta di aiuto a tutte le organizzazioni umanitarie. Cuba, che fornisce assistenza medica ad Haiti da 10 anni, ha aumentato il personale dopo il sisma (855 medici). «Lo stato ha la sua parte di responsabilità», ha detto il presidente René Preval, giunto alla fine del suo mandato, raccomandando ai cittadini di lavarsi le mani: ma ammettendo che meno del 40% degli haitiani potrà farlo, perché il resto non ha accesso all'acqua potabile.
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Aristide ha vinto le prime elezioni libere di Haiti nel dicembre del 1990 ed è stato deposto dal colpo di stato del generale Raul Cedras con i militari e le squadraccie paramilitari nel settembre 1991 esiliandosi negli USA.
Immediatamente USA, ONU e OSA imposero sanzioni economiche al nuovo regime per forzare il ritorno di Aristide. Finalmente nel luglio 1993 Cedras e Aristide firmarono un accordo per il ritorno del governo costituzionale. Però in ottobre le squadracce paramilitari impedirono lo sbarco dei soldati americani con mandato ONU per riportare Aristide al potere.
Nel maggio del 1994 l'ONU decretò il blocco totale del paese. Le elezioni marcate dal governo fantoccio furono dichiarate illegali dalgli USA e nel luglio dello stesso anno l'ONU autorizzò l'intervento armato, guidato dagli USA per riportare Aristide al potere, il che accadde nel settembre del 1994.
Purtroppo il governo di Aristide fu un disastro in tutti i sensi: nessuna riforma attuata, corruzione a tutti i livelli presidente compreso, impoverimento costante della popolazione già stremata. Il culmine arrivò nel febbraio 2004 con l'insurrezione dei famigerati tontons macoutes (ex militari del disciolto esercito) seguito dal nuovo intervento dell'ONU che continua tutt'oggi.
Alcune voci da sinistra vorrebbero il ritiro delle forze multinazionali ottimamente guidate dal contingente brasiliano. Chiunque abbia un minimo di intelligenza capisce che sarebbe un disastro totale. 18-11-2010 16:39 - mario burgassi
Ma con il comando militare del MINUSTAH in mano ai militari brasiliani che ci si aspettava? Ovviamente che usassero gli stessi principi che adopera la polizia militare brasiliana nelle favelas di quel paese: abusi, violenze e esecuzioni sommarie il tutto coperto dai superiori in un clima di totale impunita'. Con buona pace dei diritti umani............ 18-11-2010 14:30 - Marighella
La mafie dell'impero del nord..appoggiorano per anni il sanguinario PAPA' DOC ED I SUOI SQUADRONI DELLA MORTE TON TON MACUT... haiti faceva comodo perche strategicamente era essenziale per le mafie come transito per USA ED EUROPA del narcotraffico....il paese fu distrutto da questa bestia chiamata PAPA' DOC che stermino' migliaia di oppositori con squadroni della morte degni dei rituali di sangue del VOODOO...
poi dopo aver toccato il fondo arrivo' l'ora della RISCOSSA e sali al potere IL PROFESSOR ARISTIDE LIBERALE E PROGRESSISTA
che piaceva ai neri e prometteva il riscatto, MA SOPRATUTTO ERA IN BUON RAPPORTO CON IL NOSTRO COMANDANTE CHAVEZ!!!
immediata la reazione dell'impero che fece un blitz lampo INVIANDO COME AL SOLITO I MARINES MERCENARI CHE SBARCARONO SUL PALAZZO PRESIDENZIALE ASSASINARONO I SUOI FEDELI...E PRESERO IL POTERE IN MANIERA GANGSTERISTICA...
aristide fu deportato in Sud Africa..e la povera HAITI CONDANNATA ALLA ETERNA OCCUPAZIONE DEI GANGSTERS DELL'IMPERO...
ANCORA OGGI NE VEDIAMO LE CONSEGUENZE... DELLE AZIONI DI QUESTI BANDITI DEL MONDO LIBERO E DI ALTRE TRUPPE OCCUPANTI INVIATE DAL BUON OBAMA!!!
ma i neri di Haiti sono tosti... probabilmente ne vedremo delle belle in mezzo a migliaia di morti di colera e milioni di morti di fame...
CHE QUADRO DI DESOLAZIONE E DI MORTE QUESTO IMPERO YANQUI-EUROPEO...sono arrivati alla ultima fermata..LE MASSE BOLIVARIANE E SUD AMERICANE..LI HANNO SPAZZATI VIA DEFINITIVAMENTE!!!
FUORI I MERCENARI OCCUPANTI DA HAITI!!!
AUTODETERMINAZIONE E LIBERTA PER TUTTI I POPOLI!!! 17-11-2010 17:46 - CARLOS
I caschi blu hanno contaminato i campi profughi del teremoto.
Ora per cercare di contenere le folle inferocite,mitragliano e uccidono come se fossero in Afganistan o in Iraq.Si è aperto un altro fronte per il mondo del "bene".
Questi "negri"sono dei disgraziati e degli ingrati.Invece di applaudire i caschi blu,li attaccano come se fossero degli invasori.Ma guarda cosa si deve vedere.....
Noi ci facciamo in quattro per mandare qualche straccio vecchio o qualche barattolo di cibo scaduto a questo popolo e loro ci vengono contro e ci criticano.
Dicono che a Cuba ogni volta che c'è un ciclone catastrofico(uno ogni 5 anni),subito il governo socialista, si attiva e anche con il lavoro volontario e dei detenuti,rimette tutto a posto in pochissimo tempo.Tre anni fa ci fu un uragano che scoperchiò la metà delle case cubane e solo dopo pochi mesi,grazie allo sforzo di tutti, compresi gli oppositori al regime,che a Cuba fanno lavoro volontario,tutto è tornato vivibile.invece nella democratica Haiti il terremoto ha portato il colera e domani chi sa cos'altro, dato che oltre le chiacchiere di Obama e degli europei,non arriva altro.Anzi qualche cosa arriva,le rivolverate sulla popolazione.Che bella la democrazia borghese! 17-11-2010 17:31 - maurizio mariani