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Sebastiano Canetta, Ernesto Milanesi
Veneto alluvionato
Con il fiato sospeso, un'altra notte da incubo. Il Bacchiglione martedì ha "assediato" di nuovo Vicenza. E nella notte la piena ha attraversato anche il Padovano con la Protezione civile in allarme e la gente impaurita dall'idea di essere con l'acqua alla gola. Due settimane dopo la Grande Alluvione (tre morti, migliaia di sfollati, interi raccolti perduti con allevamenti distrutti), il Veneto prega in ginocchio che la pioggia non faccia bestemmiare ancora.
Il vero incubo è fra le montagne di Recoaro (Vicenza). Si sta sgretolando una volta di più il Monte Rotolon. Tre centimetri al giorno. Ma erano anche sette il 5 novembre sotto la pioggia torrenziale. E' collassato due metri più in basso: l'acqua dell'Agno trascina via anche i massi. Risultato: uno «spurgo» di circa 20 mila metri di fango e detriti. Eppure Recoaro resta fuori dai riflettori: non è un casello dell'autostrada né fa parte del "circolo" delle piccole e medie imprese.
E si apre, finalmente, anche il "fronte" dell'accertamento delle responsabilità. A Vicenza il 10 novembre il procuratore Ivano Nelson Salvarani ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di disastro colposo. I 160 milioni di euro di danni, forse, potevano essere limitati. Salvarani ha chiesto al Centro funzionale distrettuale della Regione tutti gli incartamenti relativi ai bollettini meteo. Sotto la lente d'ingrandimento anche tempi e modi di attivazione delle procedure di allarme. «L'impressione è che l'esondazione sia stata sottovalutata. Forse sarebbero stati riducibili i danni se fosse stato dato l'allarme preventivo» puntualizza il magistrato.
La Procura di Vicenza ha preteso una relazione ufficiale dal prefetto Melchiorre Fallica e dal sindaco Achille Variati: sono i delegati alla protezione civile. «Un atto dovuto» tengono a precisare in municipio. Eppure, l'indagine è scattata solo grazie alla dettagliatissima denuncia depositata da un vicentino che all'esposto ha allegato la cronologia dei livelli del Bacchiglione 24 ore prima della catastrofica esondazione.
Anche la Procura di Padova ha disposto un'indagine conoscitiva. Il comando provinciale dei carabinieri è stato incaricato di raccogliere elementi. Per ora sotto accertamento sono finiti i fiumi Bacchiglione, Tesina e Frassine e i comuni di Cervarese Santa Croce, Saccolongo e Veggiano. Le stime della Provincia calcolano 246.515.176 euro di danni nei 21 comuni investiti dall'alluvione. Solo a Casalserugo servono 85 milioni, di cui 48 indispensabili a rendere di nuovo agibili le case. Elisa Venturini, giovane sindaco Pdl, continua a vestire il giaccone giallo fluorescente d'emergenza e aspetta che le promesse del ministro Ignazio La Russa si concretizzino.
Ma è sempre Bovolenta, 3.250 abitanti nel cuore della Bassa padovana, l'epicentro (anche mediatico) della Grande Alluvione. La strada provinciale è ancora parzialmente chiusa per lasciare spazio di manovra alle gru e ai mezzi di Protezione civile e vigili del fuoco. In tutte le case è indelebile il livello dell'acqua al culmine dell'esondazione: un paio di metri sopra il livello della strada. Nei capannoni allagati della zona industriale si "spala" il fango con le idropulitrici, tentando la missione impossibile di far ripartire attrezzi e macchinari. Nell'unico piazzale in via zona artigianale svettano i maxi-cassoni verdi a disposizione di chi deve "smaltire" un'intera fabbrica.
Berlusconi&Bossi si sono fermati in prefettura a Padova. Il presidente Napolitano, almeno, ha preso diligentemente appunti nel faccia a faccia con i sindaci. Zaia in versione commissario cerca di colmare la differenza fra stanziamenti di Roma e necessità del territorio. A Bovolenta esplode la rabbia dei disperati: «Dove è lo Stato? Cosa cazzo stanno facendo i politici?» inveisce il titolare, in stivali e impermeabile, di un azienda spazzata via dalla piena del fiume. Prima di sbraitare la soluzione: «Bisognerebbe fare come i cinesi: un colpo alla testa e il conto della pallottola spedito alla famiglia».
Da queste parti, in pochi hanno il coraggio di ammettere che l'intera zona industriale di Bovolenta è stata costruita in un'area golenale. Non servono le mappe del Genio civile per rendersi conto che gli argini fanno letteralmente ombra ai capannoni. E' il "modello Nord Est" anche nella periferia di provincia. Territorio sacrificato senza tanti complimenti sull'altare dell'economia a senso unico. Salvo dover piangere sulle conseguenze "imprevedibili" di tanta leggerezza.
L'associazione Il Moraro ha spedito una lettera aperta a Vittorio Meneghello, sindaco di centrodestra di Bovolenta chiedendogli di "gridare", ma contro i veri colpevoli del disastro: «La sua comunità paga l'incapacità della politica di programmare e tutelare il territorio. Basta vedere dove sono state costruite le zone artigianali e commerciali del comune. Tutta la politica è colpevole: destra e sinistra. Ricordiamo lo scorso inverno Antonio Maritan, esponente del Partito democratico, già amministratore del comune e attuale membro del CdA di Attiva (l'ex consorzio per lo sviluppo del Conselvano), che in un convegno dedicato all'industrializzazione della Bassa padovana citava proprio la zona industriale di Bovolenta come fiore all'occhiello delle realizzazioni di Cosecon» afferma Diego Boscarolo.
Giusto un anno fa l'associazione si era opposta al progetto di un impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali nell'area industriale di Bovolenta. Era descritta così nella relazione idraulica allegata alle planimetrie: «Data la prossimità della falda freatica al piano di campagna è frequente che, con il verificarsi di precipitazioni di elevata intensità, si possano creare problemi di allagamento in ampie zone. Esiste inoltre un incombente pericolo di sommersione con alto rischio idraulico per esondazioni o rotte degli argini fluviali». Il Moraro affonda la richiesta di punire i responsabili: «Hanno annunciato un allagamento di 30 centimetri, quando invece il territorio è stata sommerso da due metri di acqua». Sul banco degli imputati anche il Consorzio di bonifica: «Non si oppone mai alla realizzazione di capannoni, anche in zone con rischi idraulici, mentre non riesce a far funzionare le idrovore di Bovolenta perché le linee elettriche potrebbero risultare pericolose per i soccorritori» ricordano gli attivisti de Il Moraro.
Intanto la Regione prova a gestire il post-alluvione. Del miliardo di euro richiesto da Zaia sono arrivati 300 milioni, a cui si aggiungono i primi 20 stanziati da Bertolaso. Non basteranno, ma sono comunque una cifra iperbolica se rapportata a quanto stanziato per l'Abruzzo nei giorni successivi al terremoto. Ma a palazzo Balbi sono consapevoli che bisogna fare presto: «Entro 45 giorni dovrà essere quantificato il fabbisogno per gli interventi effettuati. I rimborsi saranno effettuati fino a 30 mila euro su presentazione di un'auto-dichiarazione. Conto sulla collaborazione di quelle persone eccezionali che sono i sindaci». Parola di Zaia, commissario (a titolo gratuito) che è andato fino a palazzo Chigi per far sentire la voce del Veneto in ginocchio. Il governatore leghista si gioca davvero la faccia.
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certo, su questo sono d'accordo con te e, come è stato detto sotto da Mario Nardini, è FONDAMENTALE che la gestione del territorio e il potere decisionale vadano in mano ai tecnici, non ai politici locali che hanno solo interesse a farsi votare, permettendo letteralmente di devastare l'ambiente.
E' una condizione necessaria per evitare nuovi disastri.
Poi, ti dirò, francamente mi è difficile accettare la mancata riuscita di una svolta socialista proprio in Veneto, un tempo terra di operai e contadini proletari, di emigranti in massa, di partigiani con i tedeschi in casa. 19-11-2010 22:14 - Federico Ciscato
Amo la tua gente,ma oggi devo dire che vi hanno ingannato ancora una volta.Avete lavorato per il mondo.I veneti sono quelli che hanno bonificato le nostre pianure.Ma invece di diventare dei proletari avanzati,avete preferito diventare imprenditori e vi siete accollati tutto l'indotto dei nosti industriali.Oggi con tutti quei capannoni,la vostra terra è affogata.
Che dire.Io ve lo avevo detto già.... 19-11-2010 17:51 - maurizio mariani
http://www.youtube.com/watch?v=qMdnnXFfXrs 19-11-2010 15:55 - Belli75
Vero, però....
Da 10 anni si assiste ad un radicale cambiamento di idee. Alcune sono state anzi annullate. E in che modo? Vedi bossi con il suo "digitus impudicus", con le pernacche, con la sua confusione in merito all'uso della carta igienica, l'anarchia di Sindaci, presidenti di regione e province.
Come non bastasse, Sempre bossi, "motu proprio ubicumque et semper" ha aggregato i vVeneti ai Padani. Nessuno dei Veneti ha tenuto a distinguersi, mentre si è aggregato ai "Celti" nel campanilismo contro i Terrun.
I Terrun hanno pensato: Ci sono i soldi, li stanno facendo, si stanno smarcando dai Terrun. Hanno dimenticato quando erano considerati da Lombardi, Liguri e Piemontesi dei Terrun (Fino agli anni '70).
Dopo tanta semina un po' di animosità campanilistica ce la si deve aspettare.
Ora, chiusa la premessa, aiutare con immediatezza gli alluvionati, prima d'essere carità cristiana è preciso obbligo dello Stato. Stato che nel suo bilancio ha sia la voce di spesa "Calamità°" sia la voce di spesa "BB.CC. AA". Fuor dalle sigle lo Stato accantona annualmente soldi per terremoti, incendi, alluvioni, smottamenti; e accantona annualmente anche soldi per Pompei e per la chiesa del 1450 crollata oggi in Sicilia (Bondi 2, l'incuria).
Oltre ciò, i Veneti devono pure incassare quando i Terrun gli rinfacciano -"....che le loro tasse dovevano restare da loro, che non avevano bisogno di nessuno.... -"
Questa incoerenza non passa inosservata. Per nessuno.
Riconfermo, ancora ove ce ne fosse bisogno, che gli alluvionati non solo devono essere soccorsi, ma anche indennizzati. A carico dello Stato che ha accantonamenti specifici.
Se poi Lo Stato è uno Stato serio, i responsabili amministrativi del disastro (licenze costruzioni, piano regolatore edilizio, programmazione ambientale) dovrebbero essere sanzionati. 19-11-2010 14:38 - jugurtha
"Giovani del Nord Est, andate e emigrate...Andate e fate onore alla vostra Padania."
sono un "giovane del Nord Est" e da 5 anni vivo/studio/lavoro a Roma con grande soddisfazione e felicità, circondato da amici da ogni parte del mondo.
Non vado a fare onore a nessuna Padania, io come moltissimi altri non abbiamo nulla da spartire con la Lega, se non le coordinate geografiche.
Mi dispiace molto leggere le tue parole. Il socialismo è fatto di unione e di lavoro, le tue parole non sono migliori di quelle di un leghista medio, solo a "polarità invertita".
Un grande passo per il futuro di questo Paese è lasciarsi alle spalle il rancore alimentato da decenni di stupide divisioni e disparità, in particolare gli ultimi 2 decenni, quelli della Lega.
Che senso ha altrimenti parlare di uguaglianza e dignità?
Veneti e leghisti sono 2 cose diverse. 19-11-2010 13:51 - Federico Ciscato
Le loro terre devastate da una edilizia sbarazzina,fatta di permessi di allargamento case,con tanto di abbattimento di alberi e devastazione della natura.Proprio l'anno scorso, Berlusconi aveva fatto una legge che dava la sanatoria e il permesso ad ampiare le casette montane,con tanto di sgravi fiscali.
Oggi il risultato è, venuto tutto giù.
Il Nord Est sta tutto per terra,anzi in acqua.
Già,una parte della popolazione stremata e ormai ridotta alla miseria più nera,con una montagna che non gli contiene più i suoi mattoni,sta infacottando le sue cose e sta partendo per Roma.
Meno male così potremo trovare delle cameriere venete che parlano italiano.
Fine di un sogno.Il Nord Est è finito,strascinato a valle da una ondata di fango.
Il paese è nel fango e la politica edilizia del grande nano blu, ha fatto affondare tutto nel fango.
Ora siamo tutti giù per terra!
I slavi,potrebbero aiutarci?
Giovani del Nord Est, andate e emigrate.Riportate i soldi come hanno fatto i vostri nonni, che Berlusconi li darà a suo figlio, con la vendita dei decoder.
Andate e fate onore alla vostra Padania.
Si sente la musica di Verdi come sottofondo,mentre i poveri profughi dell'alluvione camminano in carovane verso il grande Sud! 18-11-2010 18:17 - maurizio mariani