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Matteo Bartocci
Quell'unità a lungo attesa
Per qualcuno sono passati quasi 2 anni di troppo, per altri 12. Il primo congresso della Federazione della sinistra che termina oggi a Roma può essere letto in tanti modi. Da un lato sancisce sicuramente la fine della scissione tra Prc e Pdci del 1998, dall'altro partorisce una federazione macchinosa e un po' burocratica che ha già affrontato due prove elettorali non esaltanti (3,4% alle europee 2009 e 2,8% in media alle amministrative 2010).
E tuttavia «cambiare si deve», tuona il portavoce Cesare Salvi nella sua relazione. La parola chiave del congresso dell'Ergife è unità. Che qui si declina su tre piani: unità per l'alternativa al capitalismo (le 4 forze che danno vita alla federazione); unità della sinistra (centralità del lavoro e liste comuni con Sel dove si può alle prossime amministrative); unità per battere la destra. Questa Costituzione, come dice Bersani, «è la più bella del mondo»?, si chiede Salvi retoricamente. E allora serve «un'alleanza democratica che la difenda» e che «spazzi via Berlusconi scongiurando il rischio che punti al Quirinale». «È il Partito democratico che deve prendere l'iniziativa. Decida quali alleanze e quale programma. Apriamo un confronto. Noi siamo pronti», dice Salvi. Che dal palco giudica «un grave errore» il governo tecnico e però non esclude a priori nemmeno l'alleanza con l'Udc alle politiche.
La notizia, forse, è che se Sel guarda al tutto con un gelido silenzio, la migliore accoglienza alle proposte della Fed la riserva il Pd. «Le differenze ci sono - commenta Maurizio Migliavacca, sherpa di Bersani all'Ergife - tuttavia credo che ci possa essere un orizzonte comune, vale a dire una difesa dei valori della Costituzione e del rinnovamento della democrazia italiana in senso europeo».
In un'atmosfera quasi irenica per un congresso della sinistra, il dibattito nei saloni dell'Ergife va avanti senza troppe polemiche, ordinato, costruttivo. Complice la scelta dall'alto predeterminata dei delegati. E non guasta il clima di speranza - o il timore di inciampare subito - la solenne intervista di Oliviero Diliberto all'Unità di ieri con cui il segretario del Pdci rafforza l'offerta al Pd di un solido «patto di legislatura» che se non è una richiesta di ministeri suona assai più di un semplice «diritto di tribuna» nella legislatura che possibilmente consegnerà Berlusconi alla storia.
Si (ri)parte da Giovanni Impastato, dalla musica sarcastica e amara di Andrea Rivera, dall'ancoraggio marxista di Gianni Ferrara, da Fiom e Cgil ma anche dai sindacati di base Usb e inquilini. Ma il dibattito sopra e sotto il palco è quello di sempre: il governo, che fare con i menscevichi, l'ala riformista e moderata del centrosinistra. Ramon Mantovani, del Prc, esclude categoricamente che stavolta ci si ricaschi: «Dobbiamo essere onesti con la gente, stavolta andiamo in parlamento per discutere le regole democratiche e basta, con il Pd non è possibile governare». In effetti i leader della Federazione (Salvi, Ferrero, Diliberto e Patta) hanno tutti alle spalle un'esperienza in qualche dicastero in vari governi di centrosinistra. Già dato.
L'alleanza democratica allude alla vecchia desistenza del '96. Che stavolta il Pd farà in modo (semmai l'accetterà davvero) di rendere innocua concedendo alla camera un gruppo di deputati col divieto di presentarsi in senato, dove i numeri sono decisivi.
Il simbolo che sarà votato oggi è sempre più simile a quello del Pci. Piccolo quanto si vuole ma tignoso. Anche con Vendola. Salvi dal palco è esplicito: «Al congresso di Firenze ha detto che tra noi è finito il tempo dei risentimenti? Bene, passiamo alla politica. Non andare insieme alle amministrative è una follia».
Ma stavolta in gioco c'è qualcosa di più. Lo dice Alberto Burgio (Prc) senza giri di parole: «Rischiamo l'estinzione, con il 2% rischiamo di scomparire». Per questo Burgio raccoglie l'invito all'unità soprattutto nella versione data da Valentino Parlato sul manifesto: un incontro tra Sel e Fed che fissi intanto un'agenda comune. Poi si vedrà.
Ma insieme dove e come? «A Milano sì - insiste a margine Ferrero - e poi dove si può, a Torino, Napoli e Cagliari possiamo individuare un candidato comune». Vuol dire via la falce e martello? Forse. Ferrero non lo dice ma non è da escludere un semplice «Sinistra per Milano». Il segretario di Rifondazione, come gli altri tre compagni fondatori, parlerà oggi alle 12. Ieri pomeriggio ha lasciato il congresso di corsa per andare alla manifestazione de l'Aquila e tornare in serata: «Perché è questa la nostra vera politica».
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Tutti noi sappiamo benissimo che dal 2007 sono state cercate da parte di alcuni con insistenza tutte le forme ed i modi per riunire la sinistra.
Purtroppo senza risultato, il ricordo dell'Arcobaleno è ancora lì ad insegnarci che se manca la volontà di rinunciare al piccolo potere e prestigio che dà una carica o una responsabilità non si arriva da nessuna parte.
La richiesta attuale di unità, pardon di alleanza, a SEL credo arrivi troppo tardi, dà l'impressione che si tratti piuttosto della sopravvivenza di "ceto politico" più che di una scelta cosciente.
La mia modesta opinione di semplice militante di sinistra è che in questo momento per SEL fare delle alleanze elettorali con la FdS sia più un danno che un vantaggio,terrebbe alla larga dal voto molti elettori di sinistra stanchi delle continue liti.
Mi sembra evidente che la FdS e SEL sono portatori di due diverse visioni della politica e della società, e solo la vittoria di una delle due formazioni con relativa sparizione dell'altra risolverà il problema delle "due sinistre"
Come diceva tanti anni fa il comp. Togliatti chi ha più filo tesserà di più. 22-11-2010 22:05 - umberto
AVANTI PER L'AVVENTO DI NUOVO SOCIALISM0 MARXISTA DEL XXI SECOLO !!!!!!. 22-11-2010 18:57 - erve 73+guidecenter@libero.it
lasciamo stare le colpe di chi doveva andare in Africa ed è ancora qui a rompere le palle.
Il problema secondo me è molto più serio, con il 35% di voti i paranazisti della lega e Berlusconi possono avere la maggioranza assoluta in questo paese, presidenza della repubblica compresa.
Questo non deve succedere, la rivoluzione la faremo un'altra volta.....ora dobbiamo sventare questo pericolo..ripeto anche con l' aiuto della destra per poi andare a fare una legge elettorale per nuove elezioni che consegnino il paese a una rappresentanza decente e più demacratica 22-11-2010 17:55 - marioa
Cari compagni della sinistra italiana...leggendo da lontano NON POCHI commenti anche sul manifesto di un incredibile odio viscerale contro tutto cio che e' di sinistra o comunista od anti imperialista...CREDO SIA DOVERE SUPERARE TUTTI I SE I MA ED I SETTARISMI UNA VOLTA PER TUTTE!!! ORA E SUBITO!!!ed andare avanti senza un minimo tentennamento... MIGLIAIA DI ITALIANI EMIGRATI ALL'ESTERO specialmente in Sud-America sono interessati al dibattito a sinistra...
IL GOVERNO DI DESTRA DEL DON DELLA P2,
FORSE MOLTI NON LO SANNO, HA TAGLIATO I FONDI E GLI AIUTI PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO...
poveri emigranti moltissimi milioni arrivati dalla Campania o dal Veneto o dalla Basilicata tanti anni fa...
1)I CIRCOLI UFFICIALI ITALIANI DANTE ALIGHIERI...CIOE' TUTTA LA CULTURA.SCUOLE.STUDIO DELL'ITALIANO, CENTRI STUD E CULTURALI ALL'ESTERO CHE AVEVANO AIUTO DAI GOVERNI PRECEDENTI SONO A SECCO... 2)RIVOLGERSI PE GRAVI AIUTI MEDICI. O RITORNO IN PATRIA AI FAMOSI SPORTELLI"PENSIONI"...OD ......."INDIGENTI" CHE FUNZIONANO IN OGNI CONSOLATO ITALIANO NEL MONDO..NON HANNO PIU NIENTE DA POTER FARE PER TANTISSIMI CONNAZIONALI ALL'ESTERO CHE SI TROVANO IN SITUAZIONI SPESSO DRAMMATICHE O DI INDIGENZA..
Lo stato ed il governo della P2 si sono dimenticati di tantissimi compatrioti E LE LORO FAMIGLIE in serie difficolta'...SPESSO NON SI HANNO I SOLDI PER TORNARE DI CORSA IN ITALIA A SEPPELIRE LA MAMMA GIA DECEDUTA!!!!(dati gli enormi prezzi dei biglietti)
ANCHE PER I TANTI EMIGRANTI ALL'ESTERO....CHE VOTANO ANCORA A SINSITRA
UNITA', UNITA', PER LA COSTRUZIONE DI UN PUNTO DI RIFERIMENTO DI CLASSE ANTICAPITALISTA...ANTIFASCISTA ED ANTI IMPERIALISTA..grazie 22-11-2010 17:10 - CARLOS
Perchè non realizza il suo sogno (però quando il locale è vuoto)!
Hasta la victoria siempre...Buuummm...buuummm 22-11-2010 17:05 - nikita
in verità il 10 % si è perso anche grazie a Uolter.
Solo 2 anni prima il risultato che ricordi, poi Prodi collassa (non per colpa di RC ma più per il neosegretario che delineava scenari diversi con un governo ancora in carica sebbene appeso a un filo), si torna a votare, il PD fonda il ma anche (meglio il populista e destroso Di Pietro per carità piuttosto che la vera sinistra) e tutto va a rotoli (più per noi che per il fesso ex sindaco di Roma).
Ora il PD continua a essere governato da altri fessi, imbambolati dal mito si-vince-al-centro, e davanti abbiamo poche opzioni: o si tenta di spostare a sinistra di nuovo l'asse oppure opposizione dura al nuovo che avanza, e cioè il berlusconismo probabilmente senza B.
Anche per Vendola stesso peraltro non tutte le carte sono sul tavolo, ci sono tantissime incognite possibili dietro l'angolo.... 22-11-2010 16:43 - cosmikdebris
Questi hanno distrutto un patrimonio che era attorno al 10%...pazzesco...
Per le prossime e ormai imminenti elezioni, io che ho sempre votato per la cosidetta sinistra radicale ( ho 59 anni ), voterò per la coalizione ( anche con un pezzo di destra ) che manderà a casa Berlusconi, la cricca e la lega.
Tutto il resto sono stronzate 22-11-2010 16:28 - Marioa