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FUORIPAGINA
24/11/2010
  •   |   Guglielmo Ragozzino
    Un paese diverso

    Passano i governi, cambiano di nome le leggi finanziarie e Sbilanciamoci! insiste salda. Sbilanciamoci! ha presentato ieri al Senato il suo dodicesimo rapporto. «Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l'ambiente». In sintesi è una «Legge di stabilità» diversa che prende le mosse dagli interessi popolari e non da quelli della fascia ricca della popolazione che in buona misura è privilegiata nella ripartizione e non pensa solo di averne diritto, ma anche che tutto ciò che ottiene, risponda a una logica economica superiore. Giulio Marcon che cura il lavoro da sempre, ha presentato anche il Rapporto di quest'anno, dando poi la parola ai curatori dei vari capitoli che hanno saputo spiegare con grande chiarezza gli aspetti politici della contro manovra.


    La Legge per una stabilità diversa o, tanto per capirci, la Controfinanziaria di quest'anno prevede uno spostamento di 25,596 miliardi di euro, distribuiti lungo cinque grandi capitoli: fisco, ambiente, pace e disarmo, welfare, impresa di un'economia diversa. Le entrate, per una volta, superano le uscite e per raggiungere il pareggio c'è un resto di 3,885 miliardi da mettere in conto alla riduzione del debito: un piccolo passo rispetto al debito nazionale di 1.800 miliardi, ma pieno di significato.


    Il capitolo sul fisco o per meglio dire su «legalità e giustizia fiscale» muove da una tassa patrimoniale del 5 per 1.000 sui patrimoni superiori a 3 milioni di euro. Le entrate previste sono di 10,5 miliardi di euro. Segue un'altra misura tendente a riproporre la progressività prevista dalla Costituzione: un'aliquota del 45% sui redditi al di sopra dei 70.000 euro e del 49% oltre i 200.000. Le entrate previste, 1,2 miliardi. Segue un provvedimento nei confronti delle rendite, la cui tassazione dovrebbe arrivare al 23%, in linea con quelli dei grandi paesi europei, con un introito previsto in 2 miliardi tondi. Altre misure non strettamente finanziarie, ma con un impatto sociale, sono una tassazione dei diritti televisivi «per finanziare lo sport di tutti» (40 milioni di euro). Una tassa sulla pubblicità che aumenti del 5% il prelievo degli utili, «con un introito atteso di 450 milioni». Una tassa sull'emissione di CO2 delle automobili per un importo di 500 milioni e una sovratassa sul fatturato dell'industria bellica con un aumento di 150 euro per ogni licenza di armi per la difesa personale (oggi sono 44.000). In tutto, si costruisce così un tesoretto di poco meno di 15 miliardi da ripartire sulle altre grandi voci di bilancio in cui più spesa è necessaria.


    Anche il capitolo relativo all'ambiente prevede due entrate, una piccola di 10 milioni, come canone di concessione sulle acque minerali e untaglio più consistente di 1,550 miliardi relativo al Ponte sullo stretto e alle Grandi opere. Va notato che i 10 milioni delle « minerali» tornano all'acqua sotto forma di «Ripubblicizzazione di servizi idrici». Allo stesso modo i quattrini sottratti al mancato Ponte e al resto delle Grandi opere ritorna alle ferrovie locali per i pendolari, 1 miliardo, e serve a coprire una parte del programma per le piccole opere del Mezzogiorno (913 milioni). Un'altra uscita rilevante sarà quella dedicata agli impianti fotovoltaici (500 milioni ).
    Il disarmo rapresenta un'entrata, o meglio una mancata spesa, di 4 miliardi. Inoltre è prevista la «Fine Missione Afghanistan» per 750 milioni e il taglio dei cacciabombardieri F35-Jsf pari a 471 milioni, per il 2011. In cambio, 300 milioni per ridare fiato al servizio civile e 400 all'Aiuto pubblico per lo sviluppo, capitoli di spesa saccheggiati entrambi dal governo, contrario a tutte le forme di spesa a sostegno della società.


    Ma è in tema di welfare che la «Controfinanziaria» mostra le sue prerogative. Ci sono due capitoli decisivi: un miliardo tondo per gli asili nido, con tutto quello che tale spesa significa per l'assetto futuro della società italiana - 3.000 asili nido nuovi nel 2011 - e 2 miliardi per finanziare il Liveas (Livello essenziale di assistenza), previsto dalla legge 328 del 2000 e «rimasto lettera morta». Il Liveas risponde a un chiaro invito della Costituzione a un'assistenza sociale come diritto di ogni cittadino. Nel capitolo del welfare sono indicate altre tre entrate assai critiche nei confronti dell'assetto politico attuale della società italiana: chiusura dei Cie con un risparmio di 113 milioni (e in cambio 30 milioni per l'insegnamento dell'italiano, 25 per l'inserimento abitativo dei Rom e 20 per il sistema nazionale contro il razzismo). Abolizione dei fondi per le scuole private per 700 milioni e riordino delle convenzioni private nella sanità con un risparmio di 1 miliardo. Per contro 1,5 miliardi in più all'università e 2 miliardi per l'edilizia scolastica.
    Quanto all'economia diversa, vi sono 5 miliardi a sostegno del potere d'acquisto e in cambio un risparmio di 2 miliardi sostituendo nell'amministrazione pubblica l'open source ai sistemi commerciali tipo Microsoft.


I COMMENTI:
  • ..ma ci rendiamo conto che tutto quanto scritto in questa controfinanziaria , oltre che meraviglioso è più che fattibile ? divulghiamo e facciamo capire alla gente intorno a noi... è solo questione di pressione e volontà politica.... 25-11-2010 11:41 - lorenzo
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