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Roberto Ciccarelli
Studenti in piazza in tutta Italia
Avere vent'anni in Italia significa portare l'intelligenza nelle strade. In un paese ossessionato dalle apocalissi quotidiane del precariato e dal cinismo delle classi dirigenti, ostaggio di una politica che balla sull'abisso – come dimostra la discussione sulla riforma universitaria in corso alla Camera in queste ore - gli studenti hanno realizzato un miracolo. In queste ore molti si continueranno a soffermarsi sul blitz al Senato improvvisato dal corteo degli studenti, tacciandolo di «vile aggressione» (il presidente del Senato Schifani) e di «atto di violenza» (quello della Camera Fini).
A smentire l'esasperazione dei toni, dovuti probabilmente all'effetto sorpresa creato dalla «manif sauvage» in stile francese, c'è la ricca documentazione video messa prontamente sul web. Tremila persone in Corso Rinascimento che premono sul portone d'ingresso di palazzo Madama, cercando di impedire la chiusura del portone d'ingresso, mentre i funzionari del Senato cercano di evitare l'ingresso nell'atrio.
I documenti registrati dimostrano che la pressione – accompagnata da lanci di uova - è venuta meno in una manciata di minuti, dopo i quali il corteo ha continuato verso piazza Venezia, palazzo Grazioli e via dell'Umiltà dove è stato nuovamente fermato dalle forze di polizia a protezione della sede del Popolo delle Libertà. Sono volate poche manganellate che hanno colpito alcuni ragazzi e, quasi certamente, una giovane ragazza. Più tardi le agenzie hanno reso noto che davanti a palazzo Madama sarebbero stati feriti tre carabinieri. Quello che è certo è che uno studente è stato fermato. Più tardi le agenzie hanno reso noto che davanti a palazzo Madama sarebbero stati feriti tre carabinieri. Quello che è certo è che due studenti sono stati arrestati e altri 27 sono stati denunciati.
Ma gli studenti romani non sono soli nelle ore cruciali per la riforma Gelmini. Ci sono i ricercatori della rete 29 aprile che occupano il tetto della facoltà di architettura della Sapienza, in piazza Borghese, che da stamattina hanno ricevuto la solidarietà dei partiti di opposizione, dei sindacati e degli stessi studenti. «Il ddl Gelmini è un disastro omeopatico, smantella l'università pezzo a pezzo» ha detto Pierluigi Bersani, arrampicatosi sul tetto verso mezzogiorno - Perfino in Grecia stanno facendo riforme sociali e per la conoscenza. Prima o poi ci arriveremo anche noi: se ci date una mano riprenderemo la riforma perchè noi siamo un partito reale e facciamo le riforme di cui la gente ha bisogno». In poche parole: il Pd promette di riscrivere nuovamente la legge sull'università se e quando tornerà al governo. Questa volta, stando alle parole del suo segretario, con l'appoggio dei ricercatori che si sono dichiarati indisponibili ad insegnare gratuitamente, atto di protesta contro il Ddl Gelmini.
C'è il movimento torinese che continua ad occupare palazzo nuovo e palazzo campana: nel pomeriggio gli studenti sono di nuovo scesi in corteo, hanno tenuto un'assemblea a Palazzo Nuovo e poi sono tornati in centro città, dirigendosi verso la sede dell'Unione Industriali.
Poi ci sono stati gli studenti di Pisa che, con le stesse modalità dei loro coetanei romani, hanno assediato la città per ore. Le strade, i ponti e, infine, con un blitz fulminante, hanno occupato le piste dell'aeroporto Galilei. Gli occupanti si sono staccati improvvisamente dal corteo costituito da almeno altri 2 mila studenti e attraverso il magazzino merci hanno fatto irruzione sul piazzale. Gli altri studenti che non sono riusciti ad entrare dentro l'aeroporto, radunandosi all'interno dell'aerostazione, mentre tutti i varchi aeroportuali sono stati chiusi per sicurezza.
A Perugia e a Trieste i ricercatori hanno seguito l'esempio dei loro colleghi romani e torinesi. Sono saliti sui tetti, in attesa del risultato della discussione alla Camera. A Siena è stata occupata la stazione ferroviaria, a Trieste il tetto dell'Università.
Nel frattempo il caos della maggioranza ha colpito ancora. Dopo un tira e molla, Futuro e libertà si è resa conto che – proprio come un mese fa – le risorse necessarie per finanziare il Disegno di legge Gelmini non esistono. Bisognerebbe attendere l'approvazione al Senato della legge di stabilità, quindi dopo la prima settimana di dicembre, per procedere all'approvazione della riforma universitaria. Ma l'ostinazione del governo, supportata dal presidente del Consiglio Berlusconi, che stamattina ha rivendicato prematuramente il merito di avere approvato una legge che ancora vacilla, non lo permette.
La discussione sugli emendamenti è stata improvvisamente interrotta da un comunicato di Giuseppe Validatara, plenipotenziario dei finiani sull'università, che annunciava la volontà di Fli di riportare il provvedimento in commissione cultura della camera. Senza fondi, i finiani non votano la legge. In un paio d'ore la discussione si è infuocata. Granata e Benedetto della Vedova hanno rincarato la dose, invitando Gelmini a chiarire la realtà della situazione. L'intervento del ministro ha provato a spacciare i 915 milioni (risultato dell'accorpamento di vari fondi destinati alla ricerca industriale e di base su base pluriennale) come fondi per l'università.
Gli 800 milioni devoluti dal governo al fondo per la normale amministrazione degli atenei non bastano – ovviamente – a ripianare i tagli agli stipendi di docenti e ricercatori stabiliti dalla finanziaria estiva di Tremonti, né a bandire 4500 posti da professore associato destinati ai ricercatori. La risposta di Gelmini è stata giudicata insufficiente dai finiani che hanno chiesto la sospensione del dibattito per un'ora. Il governo è sempre più alle corde. Fli non vuole ancora tirare la spina. Forse non lo farà sull'università, ripromettendosi di farlo il giorno della fiducia a Berlusconi previsto il 14 dicembre. Alla fine di una giornata imprevedibile, dove avere vent'anni ha significato tornare a vivere con intelligenza e determinazione, tutto è ancora possibile.
Anche in Gran Bretagna, contemporaneamente, gli studenti hanno ripreso massicciamente l'iniziativa della protesta contro gli spaventosi tagli al welfare e all'università varati dal governo conservatore. Molte università sono state occupate, da Londra a Oxford e Cambridge; nella capitale i cortei studenteschi hanno nuovamente, come all'inizio del mese, preso di mira la sede del governo e dei tories (questa volta senza entrarvi). Ci sono stati scontri con la polizia, presente in piazza con un esercito di agenti, e un blindato ha preso fuoco. Diversamente dalla manifestazione dell'inizio del mese, questa volta la protesta non è stata organizzata dal "sindacato" studentesco ufficiale, la NSU (National Student Union) ma da vari gruppi spontanei nati in queste settimane all'interno degli atenei con posizioni in genere assai più radicali.
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A me par strano che gli studenti abbiano sfondato palazzo madama e non montecitorio. E' proprio strano. Come mai? non vi pare sospetto? perchè sono andati al senato?
Alla camera, la protesta, sarebbe stata più efficace, perchè adiacente a palazzo chigi e gli studenti democratici avrebbero colto due piccioni con una fava.
Ma ecco la piegazione: l'inquilino della camera dei deputati è il compagno Fini e allora......non bisogna disturbare il manovratore| 24-11-2010 20:55 - giovanni L.
La prossima volta saliranno le scale e devasteranno tutto.
Nessuno può fermare la marea montante.
Siamo come il mare,stiamo erodendo il grande palazzone con le nostre ondate!
Manca poco ragazzi!
bravissimi,mi fate godere!
Godo più a sapere quello che fate che ad andare con una minorenne, come fa il Berlusca.
Berlusca,questo è godimento!... 24-11-2010 18:14 - mm