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FUORIPAGINA
26/11/2010
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    26 morti in 5 giorni: la guerra delle favelas

    Quinto giorno nella guerra delle favelas fra i corpi speciali della polizia carioca e le gang dei narcos. Da domenica già 26 morti (di cui 22 liquidati come «criminosos», ossia membri delle gang), una trentina di di veicoli incendiati. Ieri i temuti uomini del Batalhão de operações especiais, il Bope (Tropa de elite...), hanno invaso la favela di Vila Cruzeiro, appoggiati dai blindati messi a disposizione dalla Marina (insieme a fucilieri navali) e così, ha detto il portavoce della polizia, «da oggi le operazioni saranno più incisive».


    L'offensiva (annunciata come «definitiva» anche se non lo sarà) contro il crimine organizzato che trova il suo naturale e inevitabile punto di coagulo nelle favelas, ha portato all'occupazione di una trentina del migliaio di slums che circondano e asfissiano la «città meravigliosa», sede dei mondiali di calcio del 2014 e delle olimpiadi del 2016. Impegnati più di 17 mila agenti e ora anche i marinai, con l'esercito pronto (come fu nel 2007 a protezione dei Giochi panamericani), se il governatore carioca Sergio Cabral o il sindaco di Rio Eduardo Paes lo dovessero chiedere al presidente Lula.

     

    Per Cabral la risposta «unitaria» dei due principali gruppi di narcos - il Comando vermelho e gli Amigos dos amigos, solitamente nemici mortali - è il segno «della disperazione», il tentativo di fermare la «politica di pacificazione» delle favelas. Politica che si materializza nella presenza fissa (e non più limitata alle operazioni mordi e fuggi) delle nuove Unidades de policia pacificadora (Upp) e, più spesso, in cruente azioni di guerra dei rambo del Bope. Finora i poliziotti «pacificatori» delle Upp sono dispiegati solo in 13 favelas su 1000... E ci vorrà tempo perché i grandi investimenti previsti dal Pac di Lula e Dilma - i 300 miliardi di dollari del «Programma di accelerazione della crescita» che andranno anche al risanamento delle favelas - facciano sentire i loro effetti, sotto forma di case decenti, cliniche mediche, asili nido, servizi di base, nelle brulicanti villas miseria di Rio (alcune vere e proprie città, come il Complexo do Alemão o la Rocinha con i suoi 250 mila abitanti).


    Intanto la guerra continuerà. Una guerra sociale, considerando che 2 dei 6 milioni di abitanti della metropoli carioca vivono in quegli slums inarrestabili (altre 200 favelas sorte negli ultimi 5 anni). Una guerra a morte visto che all'estrema violenza dei narcos risponde la brutalità assoluta della polizia di Rio (condita dalla diffusissima corruzione), considerata, insieme a quella di San Paolo, «la più pericolosa» del mondo da Human Rights Watch (1534 persone uccise nel 2008 dalle due, 11000 dal 2003) e, dall'altra ong Justiça global, portatrice di una «politica che criminalizza la povertà».
    In Brasile la pena di morte è legalmente proibita ma esiste nella pratica perché, si dice, «il miglior bandito è il bandito morto» e «le esecuzioni extra-giudiziarie» sono pane quotidiano (e applaudito). Specie in quei «territori di guerra» che sono le favelas. Ma Lula sa bene di non poter vincere quella guerra con i rambo del Bope e l'esercito nelle strade.


I COMMENTI:
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  • Neppure contestualizzando col massimo cinismo-per via dell'epoca di guerra fredda,dei blocchi contrapposti est-ovest,e delle reciproche sfere d'influenza,è possibile giustificare il cruento golpe del settembre 1973 in Cile;Allende era pur sempre un presidente di un governo legittimamente e democraticamente eletto,e i suoi nemici,veri traditori della patria e del popolo,non avevano alcun diritto di rovesciarlo e trucidare tanti oppositori;è pur vero che il cattivo esempio lo hanno sempre dato i comunisti,si ricordi il patto Hitler-Stalin contro la Polonia,l'aggressione dell'Urss alla Finlandia e agli stati baltici,per passare all'attacco alla corea del Sud da parte di quella del Nord nel 1950(fino a oggi),all'invasione del Tibet e ai fatti d'Ungheria del 1956,della Cecoslovacchia del 1968,e all'invasione dell'Afghanistan del 1979;tutto ciò però,non può giustificare un golpe come quello del Cile,mai.Viva la legalità democratica,abbasso tutte le tirannie-di qualsiasi colore-e i suoi servi! 28-11-2010 10:58 - claudiouno
  • domanda: nelle fogne deve tornarci anche il ratto Fini?
    Oppure per lui state facendo un'eccezione? 28-11-2010 10:21 - giovanni L.
  • "L'unico paese civile, in senso europeo, dell'america latina è il Cile, che nel 1973 ha avuto il coraggio di dire no al comunismo" scrive un certo giovalli L.
    Questa non e' altro che APOLOGIA DEL FASCISMO. E' veramente tempo che i ratti ritornino nelle fogne. 27-11-2010 23:47 - Murmillus
  • NON E' PIU POSSIBILE CONTINUARE IL DIBATTITO CON APERTI SIMPATIZZANTI DEI BOIA GOLPISTI CILENI DELL'ASSASSINO PINOCHET...
    NON E' PIU POSSIBILE CONTINUARE UN DIBATTITO A CHI SIMPATIZZA APERTAMENTE PER LA COLOMBIA DI NARCO-URIBE..CHE NEL 1992 ERA IL NUMERO 82 DELLA LISTA DELLA CIA!!!!DICO DELLA CIA TRA I NARCOS DI MEDELLIIN PIU PERICOLOSI!!(ESCOBAR LO CHIAMAVA "alvarito)"..............NON E' PIU POSSIBILE CONTINUARE DIALOGO CON CHI IGNORA FOSSE COMUNI, MASSACRI FORNI CREMATORI...FOSSA DELLA MACARENA 2000 CADAVERI A PEZZI DEI PARACOS-esercito COLOMBIANI...,2000 SINDACALISTI ASSASINATI!!!
    NON E' PIU POSSIBILE PARLARE CON CHI DICE CHE I PATRIOTI DELLE FARC-EP E DELL'ELN SONO LA CUPOLA MONDIALE DEL NARCOTRAFFICO!!!!!COME DIRE CHE LE BRIGATE ROSSE ERANO A CAPO DEL NARCOTRAFFICO DI EROINA!!!!
    per informazioni su medellin informatevi a MILANO dalla
    Moratti CHE HA DICHIARATO IL GEMELLAGGIO MILANO-MEDELLIN!!!!
    TRA I FANS DELL'IMPERO E DELLA CUPOLA MONDIALE NARCOS,
    DEI GOLPISTI E DEI FASCISTI TERRORISTI,SQUADRONI DELLA MORTE.PARAMILITARI,PIDUISTI, NON CI POTRA MAI ESSERE NE ORA NE MAI ALCUN DIBATTITO!!!!|IL MOVIMENTO BOLIVARIANO IN SUD AMERICA LI STA STRONCANDO DEFINITIVAMENTE!|!!!
    ..........
    DICEVA IL COMPAGNO MAO TSE TUNG..."E' BENE SE I NEMICI CI ATTACCONO CON VIOLENZA ED ARROGANZA PERCHE' E' SEGNO CHE ABBIAMO TRACCIATO UNA NETTA LINEA DI DEMARCAZIOBNE TRA IL NEMICO E NOI"!!!!
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE
    PASSO E CHIUDO DEFINITIVAMENTE!!!
    COMPLIMENTI ALLA CORAGGIOSA MAGISTRATURA ITALIANA CHE ORA PARLA DI MAFIA PADANA-CALABRESE!
    E CHE STA SALVANDO L'ITALIA DAL BARATRO PIDUISTA!!! 27-11-2010 19:08 - Carlos
  • Carlos, non mi piace fare ping-pong, siamo liberi di dire le stupidate che vogliamo. Ma giocare appunto come dici tu con queste cose non fa bene a nessuno. Tu parli della storia della padania- cosa che non esiste perchè la padania non esiste- come non esistono le tue ricostruzioni. Tu ci sei andato nelle favelas brasiliane? Da come parli credo proprio di no. Sono luoghi dove ci abita della gente, alle volte in maniera più che decorosa, sono persone povere, ma non sono necessariamente dei delinquenti. Molti anzi la maggioranza lavora, si alza la mattina e torna la sera. La tensione abitativa, problema di tutto il Sud e centro america, compresa Cuba, ha come risposta le favelas, costruzioni povere, ma non per forza ricettacolo solo di delinquenza. Se tu racconti che hai visitato Vila Cruseiro sai benissimo che la prima parte della collina ora mai è fatta di un vero proprio quartiere con case in muratura, negozi e servizi, compreso un piccolo ospedale. Nulla di diverso di molti quartieri popolari di tutto il mondo. Se passi per la via Vermelha, che tu di sicuro conosci, sai benissimo che ai bordi della favales, le strutture sono recintate, ma esiste un entrata principale, con tanto di posto di polizia, e entrare non è per nulla pericoloso se si entra con ragioni vere non per per curiosare la povertà. Poi dovresti sapere visto la tua profonda conoscenza, che la droga specialmente in alcune regioni della Colombia o Venezuela è l' unico sostentamento dei contadini, che sono sfruttati poi dalle bande di Narcos di qualsiasi colore, AUC e FARC, come eserciti di queste organizzazioni. Ma spiegami che centra questo con i problemi di Rio? Lo spaccio a Rio è una cosa minore, la delinquenza è più legata ai rapimenti, vera piaga di RIO, rapine e prostituzione.
    Carlos la povertà atavica del centro e Sud america, provocata da una disastrosa politica colonialista perpetrata nei secoli, non si risolve in pochi anni e racconatare come fai tu in maniera di parte, con slogan e spot da Bar, non aiuta la situazione. Cuba per esempio che avuto una storia differente negli ultimi 50 anni, vive le stesse contraddizioni di povertà, di molti altri paesi dell' area. Questa cosa ti deve far riflettere. Portando sempre rispetto per la gente che ci prova a migliorarsi nella vita, come a Rio o in Colombia. Perchè non parli dei miglioramenti riconosciuti anche dall' ONU della città di Medelin, queste sono conquiste, come la situazione di San Paolo del Brasile passata in pochi anni da una città pericolosissima a una megalopoli, vivibile meglio di Caracas o New Orleans, non rientra neanche più tra le 10 città più pericolose al mondo. Carlos, se come ci racconti conosci così bene il latino america, devi sempre confrontarlo a quello che era una ventina di anni fa con l' oggi, se no ripeto sono solo discorsi da Bar, che come sempre ami fare senza contestualizzare le cose e dando una lettura miope, legata ancora alla guerra fredda.

    P.S volevo retificare la critica nei confronti del sempre bravo Mateuzzi. Leggendo meglio i dati da te riportati parlano di violenza della polizia brasiliana, non della pericolosità delle città. Chiedo scusa per la mia svista. 27-11-2010 14:40 - alberto Mareschi
  • Carlos mi ricorda il capitano raimundo navarro della trasmissione radiofonica alto gradimento: "diez agnos in orbitas senza un muchacha"
    Alza i toni per coprire la pochezza delle sue idee.
    L'unico paese civile, in senso europeo, dell'america latina è il Cile, che nel 1973 ha avuto il coraggio di dire no al comunismo. Tutti gli altri caratterizzati da arretratezza culturale e odio contro gli USA
    continuano a segregare le loro popolazioni nel sottosviluppo. 27-11-2010 14:24 - giovanni L.
  • Caro Mareschi, Vila Cruzeiro (con Z) non si trova sopra Copacabana ma nella zona nord di Rio in mezzo a un mare di favelas e quindi senza nessun interesse per speculazioni immobiliari.
    Seguo dal Brasile questi avvenimenti e devo dire che il fatto più importante è stato dimenticato in tutti i commenti e nell'articolo: la popolazione appoggia totalmente l'azione della polizia. La gente è stanca delle continue vessazioni dei violenti che duranno ormai da decenni. Pensate che in queste favelas persino i problemi tra vicini vengono risolti dai tribunali del traffico che alla fine emettono sentenze che spesso sono di morte. E non dobbiamo dimenticare che la guerra di questi giorni è stata scatenata dai capi mafia in carcere che hanno ordinato gli attacchi alla popolazione con incendi di auto e bus.
    Mentre scrivo Vila Cruzeiro è stata completamente liberata e i Narcos sono circondati nell'immenso complesso di favelas do Alemão.
    Forse m'illuderò data la mia grande ammirazione per il governo del grande statista Lula che in 8 anni ha cambiato il Brasile, ma credo che questa sia la volta buona per sradicare il traffico dalle principali zone urbani della bellissima Rio de Janeiro. Adesso poi abbiamo l'esempio delle UPP (Unidade di Policia Pacificadora) che sono state una svolta nella lotta al traffico. Non si tratta più di sparare e ripiegare ma di riportare in maniera permanente lo stato sul territorio, non solo con la necessaria presenza armata ma soprattutto con azioni sociali e presenza civile.
    Solo un'annotazione per il sempre farneticante Carlos: i più grandi alleati dei Narcos brasiliani sono proprio le Farc che nella loro patria godono dello stesso appoggio popolare dei trafficanti di Rio e cioè quasi zero. 27-11-2010 14:07 - mario burgassi
  • Caro mm! Potrei accettare la Tua offerta se mi mandi come premio i tuoi primi 100000 commenti più divertenti in fascicoli e pubblicati dalla Mondadori,casa editrice preferita del nuovo guru anti-mafia, anti-camora,anti-narcos, anti-fascista e in anzitutto anti-S.B. Salvy!
    Un saluto normale
    nikita 27-11-2010 13:42 - nikita
  • INVITO GLI ETERNI ANTI....
    A FARE UNA TOUR DI CUI NON AVETE ASSOLUTAMENTE IDEA...
    Forse voi non vivete in Sud America...sapete che significa fare una passeggiata
    ALLA FAVELAS DI VILLA CRUZEIRO IN RIO...
    AL BARRIO PETARE DI CARACAS...
    ALLA COMUNE 16 DI MEDELLIN....
    AD ACQUABLANCA DI CALI....
    AL BARRIO DI SOACHA DI BOGOTA'....
    AL BARRIO BOSTON O NELSON MANDELA DI CARTAGENA....
    ALLE AREE CENTRAMERICANE COME IL POVERO HONDURAS IN MANO A PANDILLAS ARMATE TIPO LA MARA
    OD IN SALVADOR....
    AVETE MAI FATTO UN GIRETTO NELLE ROCCAFORTI DEL COMANDO UNICO IN SAN PAOLO O FORTALEZA????
    AVETE MAI FATTO UN GIRETTO IN UN DIPARTIMENTO COLOMBIANO COME IL MAGDALENA O NEL CATATUMBO ..O MONTERIA IN MANO ALLE AUC COLOMBIANE......AVETE MAI FATTO UN GIRETTO NEI BARRIOS POVERI DELLE CITTA COLOMBIANE QUANDO ALLE 23 SCATTA IL COPRIFUOCO DELLLE AQUILAS NEGRAS E SCATTA L'OPERAZIONE LIMPIEZA SOCIAL?..CONOSCETE IL NORD DEL MESSICO IN MANO AI NARCOS MEXICANI?
    si vede che di sud america non conoscete assolutamente niente... lo conoscete come io conosco la storia della padania...prima di parlare a vanvera di terre tanto lontane pensateci bene...DIETRO TUTTO QUESTO MONDO CI SONO MIGLIAIA DI MORTI..PARAMILITARI PANDILLAS...E NARCOS CHE VENDONO AL MONDO LIBERO DROGA E MORTE A SERVIZIO DELLA CUPOLA MONDIALE DEL NARCOTRAFFICO...
    NON SCHERZIAMO SU QUESTE COSE DIFFICILI A COMPRENDERSI DA VOI LAGGIU..GRAZIE 27-11-2010 12:55 - Carlos
  • Un ultima correzione per Mateuzzi. Rio non è più da tempo la più pericolosa città del mondo. Ora se la gioca Caracas in Venezuela e chiaramente salda al primo posto Ciudad Juarez, in Messico. San Paolo non rientra neanche nelle prime 10. Per carità sappiamo che queste statistiche possono essere lette in molte maniere, ma riportare dati del 2003 cioè di sette anni fa mi sembra poco corretto. 27-11-2010 12:03 - alberto Mareschi
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