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Maurizio Matteuzzi
26 morti in 5 giorni: la guerra delle favelas
Quinto giorno nella guerra delle favelas fra i corpi speciali della polizia carioca e le gang dei narcos. Da domenica già 26 morti (di cui 22 liquidati come «criminosos», ossia membri delle gang), una trentina di di veicoli incendiati. Ieri i temuti uomini del Batalhão de operações especiais, il Bope (Tropa de elite...), hanno invaso la favela di Vila Cruzeiro, appoggiati dai blindati messi a disposizione dalla Marina (insieme a fucilieri navali) e così, ha detto il portavoce della polizia, «da oggi le operazioni saranno più incisive».
L'offensiva (annunciata come «definitiva» anche se non lo sarà) contro il crimine organizzato che trova il suo naturale e inevitabile punto di coagulo nelle favelas, ha portato all'occupazione di una trentina del migliaio di slums che circondano e asfissiano la «città meravigliosa», sede dei mondiali di calcio del 2014 e delle olimpiadi del 2016. Impegnati più di 17 mila agenti e ora anche i marinai, con l'esercito pronto (come fu nel 2007 a protezione dei Giochi panamericani), se il governatore carioca Sergio Cabral o il sindaco di Rio Eduardo Paes lo dovessero chiedere al presidente Lula.Per Cabral la risposta «unitaria» dei due principali gruppi di narcos - il Comando vermelho e gli Amigos dos amigos, solitamente nemici mortali - è il segno «della disperazione», il tentativo di fermare la «politica di pacificazione» delle favelas. Politica che si materializza nella presenza fissa (e non più limitata alle operazioni mordi e fuggi) delle nuove Unidades de policia pacificadora (Upp) e, più spesso, in cruente azioni di guerra dei rambo del Bope. Finora i poliziotti «pacificatori» delle Upp sono dispiegati solo in 13 favelas su 1000... E ci vorrà tempo perché i grandi investimenti previsti dal Pac di Lula e Dilma - i 300 miliardi di dollari del «Programma di accelerazione della crescita» che andranno anche al risanamento delle favelas - facciano sentire i loro effetti, sotto forma di case decenti, cliniche mediche, asili nido, servizi di base, nelle brulicanti villas miseria di Rio (alcune vere e proprie città, come il Complexo do Alemão o la Rocinha con i suoi 250 mila abitanti).
Intanto la guerra continuerà. Una guerra sociale, considerando che 2 dei 6 milioni di abitanti della metropoli carioca vivono in quegli slums inarrestabili (altre 200 favelas sorte negli ultimi 5 anni). Una guerra a morte visto che all'estrema violenza dei narcos risponde la brutalità assoluta della polizia di Rio (condita dalla diffusissima corruzione), considerata, insieme a quella di San Paolo, «la più pericolosa» del mondo da Human Rights Watch (1534 persone uccise nel 2008 dalle due, 11000 dal 2003) e, dall'altra ong Justiça global, portatrice di una «politica che criminalizza la povertà».
In Brasile la pena di morte è legalmente proibita ma esiste nella pratica perché, si dice, «il miglior bandito è il bandito morto» e «le esecuzioni extra-giudiziarie» sono pane quotidiano (e applaudito). Specie in quei «territori di guerra» che sono le favelas. Ma Lula sa bene di non poter vincere quella guerra con i rambo del Bope e l'esercito nelle strade.
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Ora cerchiamo di ragionare della situazione di Rio.
A Rio si consuma una guerra, che dura da anni, tra polizia e delinquenza organizzata. Il tutto nasce nel finire degli anni 80, con il passaggio dalla dittatura alla democrazia. I nostri Carlos e Mariani dovrebbero capire e conoscere la storia, prima di raccontare cose senza senso. La polizia di Rio da sempre corrotta con la riforma del 1991, che divideva la polizia brasiliana in federale, militare e regionale si trova che non può più mantenere le promesse fatte ai delinquenti. Da qui inizia una guerra sempre più dura. Con l' arrivo di Lula che mette ancora mano per la pulizia delle forze dell' ordine- ricordo gli scioperi della polizia del 2007- a Rio succede il disastro, i corrotti si alleano con le organizzazioni criminali e diciamo i puliti devono combattere due fronti i loro colleghi e le bande sempre più ricche e potenti; Rio rimane la situazione più pericolosa e ancora non risolta. Ciclicamente questa guerra, perchè di guerra si tratta, si accende. Se poi aggiungiamo che Vila Crusero si trova nel centro della città, sopra Copacabana, con un valore immobiliare elevatissimo, capiamo che gli interessi sono molteplici. Bisogna prima delle Olimpiadi ripulire quel luogo, e trasformarlo in parte integrante della città. Ricapitolando, guerra tra fazioni della polizia, corruzione, bande organizzate e che sfruttano il proletariato urbano di Rio, rivalutazione della zona, che fa gola a molti, capiamo che la situazione è complessa una guerra che dovrà per forza portare un vincitore costi quel costi. Anche se in maniera superficiale spero di aver spiegato i motivi di questa situazione. Quindi i vari Carlos, con demenziali ricostruzioni, e i vari Mariani, cerchino di studiare e approfondire la storia prima di raccontare sciocchezze senza capo ne coda. Anche per rispetto dei proletari Brasiliani che sono costretti a vivere in questa guerra, non certamente voluta da loro. Ricordo che nelle favelas di Rio non ci abitano solo Gang e delinquenti ma molti migranti del nord del Brasile che arrivano nelle grandi città in cerca di fortuna, con bambini vecchi e donne. 27-11-2010 11:54 - alberto Mareschi
Sei riuscita a riconoscere la penna di Maurizio M. con la nuova Nikitanome MM.
Se ci lasci il tuo indirizzo te lo spediamo a casa! 26-11-2010 21:22 - mm
e' chiaro per chi vive in Sud America che queste forze sono a servizio dell'internazionale narco- terrorista- golpista di Miami e che dietro c'e' un DISEGNO ORGANIZZATO DI DESTABILIZZAZIONE DELLA UNASUR.ED ALBA,da parte delle oligarchie narcos e golpiste a servizio dell'impero...
TUTTO CIO RIENTRA NELLA STRATEGIA IMPERIALE DELLE FORZE DELL'ULTRADESTRA MAFIOSA NEL CONTINENTE.... facciamo un quadro generale:
Golpe in Honduras
Tentativo di golpe in Ecquador
Minacce alla vita di Chavez
Indurimento dell'embargo contro Cuba..
Nove basi militari dell'impero in Colombia...
Provocazioni armate lungo la frontiera del Costa Rica contro il governo Di Ortega.....
enormi fondi per la destra fascista e mafiosa venezuelana..
Prosecuzione senza sosta dello sterminio dell'opposizione colombiana,da parte dei paracos ed aquilas negras, di sindacalisti e dirigenti del POLO DEMOCRATICO...atrocita' contro le lotte degli indios andini in Peru'...voci dei media di possibile golpe in Paraguay... ORRENDI MASSACRI DI MASSA DA PARTE DEI NARCOS DI STATO MESSICANI...
MILITARIZZAZIONE DEI CARTELLI NARCOS BRASILIANI DEL COMANDO UNIFICATO CONTRO LO STATO...!!!!...e' chiaro che dietro questa strategia continentale c'e' un direttore di orchestra che e' L'IMPERO!!!
....NO PASARAN!!!....
VIVA L'UNITA DEI POPOLI E DEI PROGRESSISTI DEL CONTINENTE SUD-AMERICANO PER UN NUOVO MONDO POSSIBILE.... 26-11-2010 17:22 - Carlos
La gente è stanca di vivere come bestie e stare sotto il gioco della delinguenza, che non ha mai avuto nulla di politico.
I delinguenti ce hanno in mano le Favelas per avere un territorio liberalizzato e poter vendere le loro merde al mondo brasiliano,ha rotto le scatole e il nuovo potere politico li sta cancellando.
Era ora, che questi assassini,tanto simpatici ai nostri Lele Mora e agli Emilio Fede,devono essere estirpati,una volta per tutte.Altrimenti la prostituzione giovanile,che parecchi italiani praticano in Brasile,non troverà mai fine.
La droga che ammazza tanti giovani brasiliani e li condanna a vivere una vita da sfruttati.
Quelli che stanno sparando sono i papponi delle ragazzine brasiliane che si vendono per pochi spiccioli, ai satrapi, come tanti, che conosciamo bene.
Io in qusto momento,non posso che schierarmi con le guardie,che lottano contro la mafia delle Favelas.
La gente delle favelas non si merita un potere al suo interno che la sfrutta e la minaccia.
Viva il governo brasiliano che sta facendo giusto! 26-11-2010 13:57 - mm