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Loris Campetti
Contro il modello Marchionne
In tanti oggi attraverseranno le strade e le piazze di Roma con la Cgil per chiedere un cambiamento radicale dello stato di cose. Non si accontentano di mandare a casa Berlusconi, vogliono poter costruire insieme un futuro diverso, più umano e meno mercificato e precario. La Cgil dovrà farsi carico di questa domanda, con i mezzi e i ruoli che competono a un sindacato. Insomma, ci vorrebbe uno sciopero generale. Anche per quel che sta succedendo a Torino.
C'era una volta Mirafiori, il gigante italiano delle automobili e c'era una volta la Fiat. C'era una volta il contratto nazionale di lavoro e c'era una volta il modello sociale europeo. Lo scenario nel XXI secolo d.c. (dopo Cristo) parla una lingua vicina all'inglese e prevede tante società per quante fabbriche ci saranno - se ci saranno. Il nome che apre la porta a un nuovo modello sociale è Newco: si chiude una società e se ne apre una nuova color giallo, alla (ri)assunzione ogni lavoratore dovrà firmare gli accordi sottoscritti da tutti, o solo da qualche sindacato amico. Siamo ai contratti individuali.La Fiat sognata da Marchionne, americana e defiommizzata, è uno spezzatino di aziende da mettere sul mercato, far fruttare per vendere automobili o vendere tout court al miglior offerente, spremendo oltre ogni limite fisiologico gli operai, senza vincoli, senza scioperi, senza giudici tra i piedi. Senza pietà. Turni di dieci ore al giorno più un po' di straordinario se serve a saturare gli impianti, e i cocci di chi si rompe si restituiscono alla famiglia e alla fiscalità generale. Di ogni stabilimento si può discutere con i sindacati, ma uno alla volta: il piano generale è nella testa e nelle mani di Marchionne, chi mi ama mi segua. In Italia si deve "fare", come in America, mica chiacchierare.
Poi, se vogliono dare una spruzzata di democrazia apparente e di partecipazione militarizzata, i sindacati trasformati in guardiani della rivoluzione di Marchionne possono sempre indire un referendum: siete pronti a baciare il rospo o rinunciate a lavorare? Ma che volete, a Mirafiori o come diavolo si chiamerà in inglese investiremo 1 miliardo e faremo costruire a tanti operai, più di quelli attuali e va da sé obbedienti, la carrozzeria di un magnifico Suv (te la do io la svolta ecologica) con un motore costruito oltre Atlantico in 250 mila unità. Mercato permettendo, e solo a partire dalla metà del 2012. Prima, ai residui operai vecchio modello sarà regalato qualche frammento di produzione declinante e tanta cassa integrazione. La Fiat non chiede soldi allo stato.
Marchionne propone un modello generale di relazioni all'Italia. Cerca di imporlo ai suoi dipendenti e siccome tutti i suoi colleghi vogliono fare come a Pomigliano, e il governo, per quanto moribondo, ha asfaltato la strada ai moderni padroni del vapore, anche in politica si vuole fare come a Pomigliano, a Melfi e a Mirafiori. Si parla più di Montezemolo che di Montecitorio. L'opposizione sembra (o finge di) non accorgersi che alla Fiat si sta giocando una partita generale, e aspetta di vedere come andrà a finire la guerra tra le due destre che hanno introiettato il modello Marchionne, limitandosi a tifare per una delle due. Peggio, l'opposizione cerca alleanze con Marchionne e Marcegaglia per mandare a casa Berlusconi. Dei sindacati guardiani della rivoluzione meglio tacere. Che ci resta, allora? Ci restano le centinaia di migliaia di persone che il 16 ottobre si sono strette intorno alla Fiom, ci restano gli studenti in rivolta in tutta Italia, ci restano i precari e tutti quelli che si battono in difesa dei beni comuni e del territorio.
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Magari sbaglio, magari mi è sfuggito qualcosa, però - nelle interviste rilasciate da Landini - ho sempre colto il tentativo di rispondere a Marchionne partendo da aspetti elementari e concreti: non è vero che dall'Italia non viene un euro di utili perché Ferrari, Iveco, Cnh sono tutte azienda sane con bilanci positivi; il comparto auto è in crisi di utili ma non c'è da stupirsi visto il pesantissimo ricorso alla cassa integrazione.
Ecco, un elemento concreto. Uno potrebbe anche capire il discorso sulla produttività se non ci fosse la cassa integrazione. Ma insomma, se fai la cassa integrazione, come ci riesci a tenere in piedi un discorso sulla produttività? Se fai la cassa integrazione vuol dire che non hai bisogno di produrre, anzi, vuol dire che devi ridurre i volumi perché il prodotto resta invenduto. E allora, se non vendi, se non fai utile, come fai a dire che il problema è un problema di produttività?
E questo discorso, mi sembra, vale tanto per il settore metalmeccanico quanto per tutti gli altri settori produttivi (anche quello del credito!!!).
In questo momento qui La Fiat non vende, o meglio, non vende come gli altri (perché invece Volkswagen e Renault vendono eccome), e non c'è niente da fare. Perciò, si può anche triplicare la produzione a Pomigliano nei primi quattro mesi dell'anno, ma poi cosa si inventa, cassa integrazione negli altri otto?
Nelle interviste rilasciate dalla Camusso, di certo mi sarà sfuggito qualcosa, ma i concetti espressi dal segretario generale CGIL - per carità, a sentirli, non è che uno possa dire No, non sono d'accordo - però son dei concetti, niente da dire, per carità, ma appunto, ecco il problema: niente da dire.
Era lecito attendersi interventi di merito, esempi concreti, invece niente, molta fuffa: i valori in generale, il lavoro in astratto, il diritto in teoria, il futuro che verrà, i giovani, il precariato... sì, va be'.
Non ero in piazza il 27 e mi dispiace. Spero comunque che la signora Camusso abbia parlato delle imprese che fino all'altro giorno lavoravano su tre turni, sei giorni su sei, non conoscevano conflittualità, attuavano il modello partecipativo della fabbrica integrata giapponese, e poi, di punto in bianco, hanno visto precipitare le commesse e, quindi, la produzione (ad es. Pratola Serra). Spero che abbia tentato di spiegare cosa c'è che non va in aziende che, secondo la teoria di Marchionne, dovrebbero garantire una produttività altissima e quindi, in teoria, attirare investimenti a pioggia e che, invece, garantiscono (nel migliore dei casi) cassa integrazione.
Spero che abbia parlato di errori manageriali, scarsa lungimiranza, incapacità gestionali... chessò, della decisione di produrre i motori della Panda in Polonia nonostante lo stabilimento FMA sia vicinissimo a Pomigliano.
Perché, lo dico sinceramente, per ascoltare proclami sui valori in generale, sul lavoro in astratto, sul diritto in teoria, sul futuro che verrà, sui giovani, sul precariato... può andar bene anche un convegno sulla finanza etica organizzato dalle mummie del veterocapitalismo all'italiana. 28-11-2010 12:07 - Mr Dedalus
Mi sono dimesso dallo SPI CGIL alla fine del 2007, dopo 37 anni di lotte interne, prima tra i ferrovieri e poi tra i pensionati. Non potevo rimanere nella stessa organizzazione che aveva firmato il famigerato accordo del 23 luglio 2007. La storia dei gruppi contestatori interni alla CGIL come “Alternativa sindacale” ed “ Essere sindacato” che si opponevano alla sciagurata politica della concertazione, è la dimostrazione di quanto sia vana la scelta di rimanere all’interno di un’organizzazione per cercare di correggerne la linea politica, perchè chi è al potere gioca sempre sporco, sia nelle forze politiche che in quelle sindacali.. I contestatori sono stati sbeffeggiati, schiacciati e costretti a dimettersi dagli incarichi. Solo i metalmeccanici hanno resisto, anche perché dopo il disastroso risultato elettorale del 2008, CISL e UIL hanno rotto la precaria unità sindacale e si sono venduti al governo Berlusconi.. Ma tutto nasce dal famigerato accordo del 23 luglio 2007 che è stato una vera sciagura per tutti gli operai, i pensionati ed i precari. Tra l’altro le irregolarità nelle operazioni di voto del referendum sindacale sull'accordo del 23 luglio stipulato tra Governo ( “amico”), sindacati e confindustria, sono state veramente insopportabili. Lunedì 8 ottobre 2007 sono andato a votare nella sede della Lega SPI del rione di S. Giacomo a Trieste in via Frausin. E' stata un'esperienza molto interessante. Ho trovato un vero convegno di vari dirigenti sindacali e politici, tutti diessini, che controllavano i votanti. Tutti impegnatissimi a convincere quelli che volevano partecipare al referendum a a votare " SI ". Quando io ha messo decisamente il mio segno sulla casella con sopra scritto " SONO CONTRARIO ", mi sono saltati tutti addosso. Hanno detto che ero stato il primo a votare " NO " in tutta la mattinata ( erano circa le 11.45 ), che con il mio voto avrei provocato danni spaventosi alla classe operaia ed a tutti i pensionati. Ho avuto il sospetto che fossero un pochino alticci, perchè ho notato che avevano già stappato un paio di bottiglie per festeggiare in anticipo la vittoria. Me ne sono andato senza replicare a queste provocazioni, ma sono rimasto parecchio amareggiato. Questo è il clima che si respirava nelle leghe SPI di Trieste nel 2007, e non mi risulta che oggi sia cambiato. Temo che dovremo aspettarci molto poco dalle cosiddette " pantere grigie ": grazie ad Epifani & C. hanno perduto tutte le loro unghie, ed anche i denti. La manifestazione di Roma è stata un successo soprattutto grazie alla grande partecipazione degli operai, dei precari, dei centri sociali degli studenti, e delle forze politiche di sinistra. Quanto ai pensionati, non ci farei troppo conto. Saranno accorsi in massa con il viaggio prepagato, ma poi ritorneranno alle predilette occupazioni quotidiane delle gite fuori porta, delle gare di bocce e dei tornei di briscola e tressette. 28-11-2010 11:06 - gianni
Il mio pensiero è come un raglio di un somaro.
Forte,libero e senza freni.
Tu caro Daddo,queste cose non le puoi capire,perche sei troppo attaccato ai tuoi schemi mentali.Anzi ai schemi che ti hanno inculcato.
Non potresti mai immagginare una guerra di torte in faccia, tirate da bambini su un mondo di gente ipocrita e ingiusta.
Tu non capiresti mai un Marcovaldo o un Che Guevara,in Bolivia.
Ma non ti angustiare,che forse,se ti impegni,anche tu,un giorno potrai FORZARE L'ORIZZONTE! 28-11-2010 09:51 - mm
w la dittatura dei bisogni. 27-11-2010 15:05 - lpz