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FUORIPAGINA
27/11/2010
  •   |   Micaela Bongi
    I cospiratori di Pompei

    E' particolarmente su di giri, Silvio Berlusconi. Certo, non sono una novità i suoi attacchi ai giornali «di sinistra» e alla magistratura rossa. Certo, il 14 dicembre si avvicina, e non è chiaro come se ne uscirà. Ma il premier nelle ultime ore ha anche qualche preoccupazione in più, dunque al termine del consiglio dei ministri si scatena: «E' una cosa indegna, abbietta e criminale ciò che i media fanno, tutti dovremmo condannarlo e gli autori si dovrebbero vergognare». Ce l'ha con i giornali e le tv «dell'opposizione» che hanno distrutto la «straordinaria prova di capacità del governo» sui rifiuti e sul terremoto. E poi, ancora, il Cavaliere si altera per l'inchiesta su Finmeccanica, che è «un asset straordinario, ha firmato un contratto con la Russia», dunque «considero suicida che il paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del paese».
    Come se non bastasse, ma questo Berlusconi non lo dice, c'è una bomba annunciata che sta facendo tremare l'Italia e non solo. Già c'erano Fini e Casini... Ora ci si mette anche Julian Assange. Delle migliaia di documenti riservati in arrivo su Wikileaks, e che riguardano anche i rapporti Italia-Usa, Berlusconi non parla. Ma in consiglio dei ministri è il titolare della Farnesina, Franco Frattini, a mettere insieme le nuove rivelazioni, l'inchiesta Finmeccanica, l'emergenza rifiuti in Campania e persino il crollo della Domus dei Gladiatori. Tutti elementi, secondo il ministro, che se non fanno gridare al complotto poco ci manca. E' persino il comunicato ufficiale della riunione sfornato da palazzo Chigi a dare notizia dell'allarmato report di Frattini: il ministro degli esteri «ha riferito su vicende delicate che rappresentano il sintomo di strategie dirette a colpire l'immagine dell'Italia sulla scena internazionale». Ecco l'elenco: «L'attacco a Finmeccanica, la diffusione ripetuta di immagini sui rifiuti di Napoli o sui crolli di Pompei, l'annunciata pubblicazione di rapporti riservati concernenti la politica degli Stati uniti, con possibili ripercussioni negative anche per l'Italia». Tutti episodi che «impongono fermezza e determinazione per difendere l'immagine nazionale e la tutela degli interessi economici e politici del paese».
    Il ministro degli esteri, apparentemente teso, spiega poi di aver parlato con il Dipartimento di stato Usa e che, secondo quanto gli è stato anticipato, su Wikileaks «ci saranno documenti di scenario». Ma Frattini deve ammettere che «i contenuti non erano anticipabili perché si tratta purtroppo di migliaia e migliaia di documenti». In tutto, addirittura due milioni e settesecentomila tra e-mail, telegrammi e documenti diplomatici classificati scambiati dagli Stati uniti, tra tra il 2006 e il 2009, con ambasciate e consolati.
    Il comunicato del consiglio dei ministri provoca un sussulto nell'opposizione: l'Italia dei valori chiede al ministro di chiarire in parlamento, il finiano Briguglio di riferire in parlamento, al capo dello stato e al Copasir, Bersani parla di governo irresponsabile e Susanna Camusso di affermazioni «gravi».

    Con i giornalisti che lo incrociano a Montecitorio, Frattini, prova a ridimensionare: nessun complotto, per carità, «ho parlato di elementi preoccupanti». Insomma, le solite ossessioni berlusconiane: «Non c'è un burattinaio, ma la combinazione di informazioni inesatte, l'enfatizzazione mediatica di elementi negativi per l'Italia, la ripetizione enfatizzata delle vicende di Napoli senza spiegare da dove derivano...», chissà. E poi, certo, «le informazioni che presumibilmente arriveranno con la pubblicazione dei documenti da parte di Wikileaks». Di qui, prosegue il titolare della Farnesina, nasce un «appello che vale per tutti. Nessuno approfitti di occasioni, di strumentalizzazioni, per dire o fare cose che poi danneggiano l'immagine del nostro paese nel mondo».
    La preoccupazione per i documenti in arrivo è palpabile, lo si capisce anche dalle dichiarazioni di altri berlusconiani. Ma Silvio Berlusconi, che pure aveva lanciato il sasso, lascia che a sbrigarsela sia il ministro degli esteri. Evidentemente quel denunciare, nel comunicato di palazzo Chigi, «una strategia» precisa, ha provocato malumori che non si possono ignorare . E così il premier scarica il barile: «Una strategia anti-Italia? Non posso dirlo, bisogna chiedere a Frattini i motivi in base ai quali ha fatto queste considerazioni». E Frattini a sera sforna anche un comunicato: «Né il presidente del consiglio né il ministro degli esteri hanno mai parlato di complotto internazionale, né di disegno organizzativo per colpire il presidente del consiglio. Si è fatto esclusivamente riferimento a fatti, notizie ed elementi che possono nuocere all'immagine dell'Italia e per cui l'Italia si deve tutelare». Ma, aveva chiarito il ministro dopo la telefonata con il Dipartimento di stato, «i rapporti tra Italia e Usa non possono essere scalfiti dai messaggi di Wikileaks».

     


I COMMENTI:
  • Il Washington Post e' chiaramente coservatore repubblicano e certamente non appoggia Wikileaks. Anzi, alcuni repubblicani hanno chiesto l'eliminazione di Assange tramite servizi segreti per tratimento ecc.
    Che Berlusconi sia inviso a gran parte del potere non nascosto occidentale e' piu' che evidente a chiunque viva o sia stato un po' all'estero. Non e' solo l'alleanza sessuo/politica con Putin ma la inaffidabilita' e instabilita' di un uomo che e' chiaramente in mano alla mafia e probabilmente dedito alla cocaina come suoi noti collaboratori. E i servizi internazionali lo sanno benissimo.
    chiunque sia stato all'estero sa che chiunque, anche le persone piu' consevatrici, si domandano esterefatte come sia possible eleggere per ben tre volte una persona del genere. Fini, opportunista e con buon entrature nazionali e internazinali ha fatto una manovra di sgancio appena prima della frana, per opportunismo e non certo per ripensamenti ideologici.
    Ma per favore, lasciamo perdere Wikileaks che non ha nulla a che fare con i poteriforti. 27-11-2010 23:37 - Murmillus
  • Quando crolla un sito archeologico di enorme importanza, quando una città con tutta la sua provincia viene invasa dalla spazzatura, quando Fimeccanica viene indagata per un sistema di fondi neri e tangenti, è odioso evocare complotti mediatici lasciando intendere che "tanto queste cose succedono dappertutto". Complotti o meno si tratta di questioni che succedono solo qui da noi e che dimostrano in tutta evidenza che per alcuni aspetti in Italia siamo ben al di sotto degli standard del terzo mondo. E' ipocrita alla follia argomentare la tutela dell'immagine quando la realtà bussa e fa le sue tragiche smorfie. Manca ancora un Berlusconi che col mandolino a reti unificate ci dica: 1) "siamo il paese più bello del mondo", 2) "siamo gente di cuore", 3) "la colpa dei nostri problemi è dei comunisti, (statalisti, centralisti e romani cioè imperialisti)", 4) "tanto ste cose succedono dappertutto".

    Sono, precisi precisi, i quattro luoghi comuni atavici che fanno dell'Italia quell'ottuso paesetto di qualunquisti cafoni cattolici che culturalmente è rimasto nei suoi strati più profondi e che ha il timore di qualsiasi cambiamento perchè significa assunzione di responsabilità, sforzo conoscitivo, rispetto. Sono assolutamente d'accordo con chi afferma che quella cosa che indichiamo come berlusconismo sia ben preesistente a Berlusconi. Ma siccome Berlusconi non esterna mai a caso, evocare complotti serve a legittimare eventuali colpi di coda.

    Altro discorso sarebbe da fare sul presunto nascente mondo multipolare il cui riscontro è solo apparenza fenomenologica (ma a sinistra c'è quasi un tabù a discuterne). Qui l'ho scritto molte volte che bisognerebbe indagare il presunto boom cinese (indirettamente russo e non solo). Perchè il rafforzamnto nazionale che rivendica Berlusconi è solo una 'bolla' mafioso-energetica. 27-11-2010 20:36 - lpz
  • Fin qui il copione. Ragionando un poco peró si dovrebbe percepire la incongruenza di tutto il fatto che Wikileaks da sconosciuta irrompe improvvisamente nella scensa mondiale, appoggiata niente dimeno che dal WashingtonPost, da derSpiegel... con una quantitá di informazioni tratti da documenti interni dei vari organi amministrativi degli Usa.
    Guardando bene peró tutto ció che é stato "rivelato"era giá a conoscenza del grande pubblico, almeno quello che segue le informazioni. La stessaa RaiNews24 aveva dato informazioni su Falluja molto piú documentate di quelle di Wikileaks. Rimarchevole, in questo momento, e ció risulta anche dall'articolo di Norma Rangeri, é la minaccia da parte degli Usa che il "dossier"di Wikileaks contenga rivelazioni non convenienti per il governo di B. La minaccia non ha nemmeno un tono velato: é diretta e Frattini é giustamente allarmato. A voler dar fuori il governi di B non sono solo i lavoratori italiani ma addirittura il potere centrale dell'impero. Resistere dunque sarebbe invano, a meno di fare mosse avventate, come potrebbe essere un colpo di mano di B per non lssciare il governo. Ma allo stesso tempo, la minaccia Usa ha il carattere del ricatto sopratutto per quanto riguarda la politica di B per gli oleodotti: o rompe gli accordi con Putin e Gheddafi per le forniture di petrolio e si sottomette alla politica petrolifera degli Usa o salta il governo. La soluzione per gli Usa sarebbe quella delle forze democratiche cosidette con Bersani e gli altri. Tuttavia le loro manovre si scontreranno con un altro avversario: i lavoratori,gli studenti e la massa sfruttata che ha giá preso la decisione di portare avanti una lotta decisa per spazzare via sia gli uni che gli altri. 27-11-2010 18:55 - Nicolai Caiazza
  • La nostra classe politica è molto preoccupata per gli attacchi che vengono dall'estero e che mettono in cattiva luce il governo e tutto il paese.
    Berlusconi e famiglia,hanno fatto tanto per dare lustro al nostro paese,con il Bunga Bunga e vallettopoli.
    Oggi rischiamo,che tutto questo patrimonio di onore e di efficienza,vadano a Escort,solo perche dei giornalisti curiosi e ficcanasi,ci vengono a dire che per la trattativa dei prigionieri in Afganistan abbiamo pagato o addirittura trattato con traffici di armi come in Somalia, al tempo di Ilaria Alpi.
    Ma come,proprio ora che andiamo bene.Ora che siamo i meno buffaroli d'Europa.
    Ora che abbiamo dietro, irlandesi e greci.
    Questo è un volgare complotto,che tutti i picchiotti,amici della Sicilia devono contrasare.Questa onta,i padani laboriosi del nord devono combattere.
    L'italia tutta è sdegnata di queste future notizie che verranno e che non sono affatto vere.Non le conosciamo ancora,ma conosciamo le fonti che le divulgheranno.
    Italiani,non permettete che si burlino del nostro nano.
    Dio c'è l'ha dato e solo Dio se lo può riprendere.
    Questo "unto"che il buon Dio ci ha regalato,è ormai parte integrante di questo paese.
    A Napoli,ci sono cumuli di benessere, che ci ha regalato.
    Le fabbriche italiane e cinesi ci inondano di cose buone,grazie a questo benefattore.Non permetteremo a qualche linguaccia straniera di tirargli un pò di merda.
    Ne a lui,che è l'apice di tutto questo benessere,ne a tutti i suoi discepoli che si fanno in quattro per egualiarlo.
    L'Italia Berlusconiana,non si tocca,allo straniero pettegolo che ci diffama gli sputeremo in bocca! 27-11-2010 18:16 - mm
  • Siamo in mano a dei pazzi in preda a deliri persecutori tipici dell'abuso di cocaina. Non c'e' nulla da aggiungere. 27-11-2010 16:19 - Murmillus
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