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Angelo Mastrandrea
Redazione sul tetto
Forti di un titolo quantomai in tema («Tetti in piazza») sulla prima pagina dell'ultimo numero in edicola, oggi di buon mattino ci siamo arrampicati in ampia delegazione (chi scrive, Norma Rangeri, Loris Campetti, Marco Bascetta, Benedetto Vecchi, Giuliana Poletto, Roberto Ciccarelli) e con inconsueta agilità sul tetto della facoltà di Architettura (FOTO) a Roma. Si inaugurava infatti la prima piazza sul tetto d'Italia, e la liason ci sembrava irresistibile. La vista sulla capitale era niente male, le parole dei ricercatori di ogni gamma (a tempo indeterminato, a contratto, precari) sferzanti come il vento che si abbatteva sulle tende e che lasciava pensare che se c'è una stagione per andare sui tetti, questa di sicuro è poco adatta. Parole sferzanti contro un governo che riesce a mistificare la realtà al punto tale da concordare una riforma con i rettori e far passare i contestatori come difensori dello status quo baronale, e contro chi vorrebbe si vendessero per un piatto di lenticchie (il passaggio da ricercatore ad associato per qualcuno in cambio della desertificazione per tutti gli altri e per le generazioni future).
Ci siamo andati per solidarizzare, per spiegare come anche noi siamo impegnati in una battaglia durissima per la libertà d'informazione, e soprattutto per ricevere critiche e proposte. Ci è stato risposto con semplicità: “Basta che raccontiate la verità”, un concetto elementare per chi fa informazione ma che evidentemente nell'Italietta mediatica di oggi non è tanto di moda. E poi che questa protesta non è per niente corporativa ma racconta invece un “modello” di società che prefigura, negli atenei come a Pomigliano. Scendiamo con qualche affanno e una consapevolezza: dal tetto di Roma la politica di questo governo allo stadio terminale ci appare in tutta la sua nitidezza: la distruzione di una generazione sacrificata sull'altare del taglio della trasmissione di ogni sapere, il massacro di tutto ciò che sa di pubblico, dopo adeguata campagna di demonizzazione. E' quella che chiamano Fabbrica Italia.
(altri servizi sul manifesto in edicola)
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diceva lo straordinario poeta della "MIA GENERAZIONE" ALLEN GINSBERG... parafrasando un famoso pezzo dei WHO!!!
Noi nel 68 nella grande rivolta contro il mondo libero e l'impero almeno avevamo la speranza di fuggire lungo le rotte della "HIPPIE TRAIL" ..con in tasca il BHAGAVAT-GITA, O SIDDHARTA DI HESSE...O IL DIARIO INDIANO DI GINSBERG....
tante speranze ,sacco a pelo,zaino...viaggi di anni alla ricerca sulla rotta kabul-katmandu-benares -Goa....con i ritratti del buon dio SHIVA seduti sulle sponde dei FIUMI INDIANI od agli indimenticabili KUMBAH-MELA DEI SADDHUS DI SHIVA AD HARIDWAR SUL GANGE......od i palmeti ad ammirare in estasi i tramonti di GOA o il KERALA...
accompagnati da LA MUSICA DEI TEMPI HIPPIES..PINK FLOID.STONES,BEATLES,WHO,LED ZEPPELIN....
fu una fuga dalla squallore stragista-piduista-mafioso italiano..alla scoperta di yoga,meditazione..altro stile di vita cultura religione opposta alla nostra del mondo libero...
PER UN PO DI ANNI CI RIUSCIMMO POI LA HIPPIE TRAIL SPARI!!!!
e che dire del periodo di rivolta fine anni 70..la disperazione il"NO FUTURE" DEI SEX PISTOLS...le ballate paranoiche urbane di Lou reed, iggy Pop..e l'indimenticabile agitatore asociale JOE STRUMMER..Dei clash!!!
Ballate urbane della solitudine,droga e paranoia delle grandi metropoli dell'impero...da dove non si puo piu fuggire!!!IN MEZZO A TONNELLATE DI COCA,RAZZISMO,AGGRESSIVITA' BOMBARDATI DALLE OASCENE DEMENZIALITA TELEVISIVE DI URLATORI DI INSULTI,PAROLACCIE,CULI,GRANDI FRATELLI...E TONNELLATE DI DEMENZIALITA!!!!!SHIT!!!ONLY SHIT!!!!
CARI RAGAZZI CHE OCCUPATE, TETTI,STAZIONI.STRADE MONUMENTI
ANCHE NOI I VOSTRI NONNI NON SIAMO FINITI TUTTI A GUARDARCI LE SCARPE IN GIRDINI BUI PIENI DI STERCO DI CANE.....O A FAR LA FILA ALLA USL...
siamo con voi in qualunque parte siamo nel mondo con tanto amore e militanza....
AVANTI NON UN PASSO INDIETRO!!!! CONTRO LO SQUALLORE ED IL PUTRIDUME DI QUESTA MALEODORANTE OLIGARCHIA PIDUISTA E MAFIOSA ITALIANA E PADANA.....
NON AVETE DA PERDERE NIENTE SE NON LE VOSTRE CATENE DI SCHIAVI DEL NUOVO MILLENNIO...
NEL MONDO SI STANNO MUOVENDO INSIEME A VOI CENTINAIA DI MILIONI DI MASSE POPOLARI E DI GIOVANI...
AVANTI CON LE LOTTE CONTRO LA RIFORMA DEGLI OLIGARCHI MAFIOSI
NON UN PASSO INDIETRO!!!!!!NON VI PREOCCUPAQTE NON SARETE SOLI!!!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!! 30-11-2010 10:38 - Carlos
Questi giovani stanno lottando per difendere la scuola.
Io ero per la distruzione della scuola dei padroni,ma oggi stò con questi ragazzi,perche i padroni, non gli vogliono dare più, neanche quella.
Certo, invece di lottare per la scuola, bisognerebbe distruggere tutte le scuole e mettersi a studiare in assemblea tra noi.
La rivoluzione dei nostri giovani, è una lotta difensiva.
Ma anche offensiva,se calcoliamo che il governo sta facendo tutto questo, per superare una contraddizione che ha nel suo interno.
Oggi la scuola,la sanità,le pensioni,che fino a ieri, erano accettate dalla borghesia, per mantenere uno stato senza conflitti sociali,non può più essere mantenuto.
Non ci sono ne i soldi,ne ci sono le condizioni.
La borghesia ha facocitato tutti i soldi dello stato sociale.Ha fatto tabula rasa di tutti gli ammortizzatori e delle garanzie per quelle classi meno ambienti.
Una società dove la forbice tra classe e classe si è allargata,talmente tanto che diventa inconciliabile ogni accordo futuro.
Quindi lottare per mantenere la scuola come ieri, è una forma altamente rivoluzionaria e che porta a uno scontro sempre più cruento tra le classi.
Come diceva un famoso russo,su un suo libro politico strategico:
Impiccheremo i nostri nemici,con la corda che loro ci forniranno! 30-11-2010 10:03 - mm