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FUORIPAGINA
30/11/2010
  •   |   Valentino Parlato
    Monicelli, un amico

    Mario Monicelli ci ha lasciato. Ci ha lasciato con il suo stile. Non lamenti e lacrime, addii addolorati, ma riaffermazione del suo sé. Se ripensiamo ai suoi film (altri ne scrivono con più competenza), nonostante l'apparente giocosità sono tutti «scabri ed essenziali». Qualcuno si ricorda di Montale? Lo stile è l'uomo, dice un vecchio adagio, e Mario lo ha confermato anche nella sua fine.

    Alcuni dicevano che era cattivo. Certamente sì, ma perché guardava al di là delle apparenze. Le rappresentava romanzesche e anche divertenti, ma sempre faceva intuire (a chi voleva) la verità di fondo. In questo senso è stato anche un protagonista della politica che, purtroppo, sta alle nostre spalle. Proviamo a rivedere e rileggere i suoi film. Ma di Mario Monicelli grande regista di un'epoca di grandi speranze scrivono i nostri bravi  cinematografari.
    Io vorrei limitarmi ad alcuni ricordi personali. Con Mario abitavamo nello stesso quartiere, Monti, non a caso l'antica Suburra, dove anche Nerone andava a puttane. Lui abitava a via dei Serpenti, io a via del Boschetto. Ci incontravamo anche senza volerlo. Spesso nel locale «Al vino, al vino», dell'amico Giacomo, o per strada, o al ristorante le Tavernelle (dove andavano anche «i ragazzi di via Panisperna» in ricordo di Fermi e degli altri fisici). E con lui avevo un po' collaborato a un suo corto sul quartiere nel quale avevano abitato amici importanti come Vittorio Foa, Carlo Aymonino e altri ancora. In queste strade molti ricordano ancora il bravo Farid. E' in quartiere che fece un grande omaggio a un simpatico e bizzarro mendicante, che ebbe anche la protezione di Clio Napolitano. La vicinanza mi aveva indotto a impegnare Mario in una discussione sul parallelismo tra i suoi film e le vicende politiche del nostro paese. Tutto registrato in cassetta che purtroppo nella mia naturale confusione non riesco più a trovare, ma le troverò per obbligo verso Mario.
    Il mio è un ricordo di quartiere, ma Mario resterà persona di rilievo internazionale. I suoi film, se li mettete insieme, sono un po' la nostra storia e la critica alla nostra storia. E nelle conversazioni, al bar o per strada, mai nostalgie, ipocrite e impotenti, del passato, ma attenzione e impegno sul presente. E proprio per questo, spesso, Mario mi dava soldi per il nostro/vostro manifesto (che tra un po' farà quarant'anni, ma vorrebbe farne 95 come Mario). Non che ne fosse entusiasta (non era nel suo carattere) ma, con i tempi che corrono, lo riteneva inutile.

    Mario Monicelli ci ha lasciato oltre che i soldi anche un insegnamento, a resistere, sempre attenti alla realtà del nostro paese e anche del mondo. Una lezione di realismo. Vi ricordate La grande guerra.

    Non è stato il maestro della commedia all'italiana, come titolavano ieri molti giornali, ma qualcosa di più. Un comunista.


I COMMENTI:
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  • Un'idea politica molto chiara,basilare,essenziale,insieme a un corpo anch'esso politico,e ancora vitale,rimosse dal Potere,hanno fatto rumore,molto rumore nel Bel Paese. 03-12-2010 12:38 - Roberto Bellassai
  • Ciao Mario,
    Hai guardato la morte con il coraggio degli uomini di mare della tua città, con la testa al vento, il viso alle onde... 02-12-2010 15:21 - Luca Conti
  • Dignità, coscienza ed ironia.
    Grazie, Mario. 02-12-2010 02:32 - Morlock
  • "Era qualcosa di più, era un comunista" ed è morto con coraggio civile e saggezza di vita. Era un grande italiano, ............posso dirlo? come solo a sinistra abbiamo, da Pertini a Pasolini, a Fò, a Foa, Di Vittorio, a tanti altri. Hanno creduto in un mondo migliore, e hanno lottato.
    Adesso tocca a noi e anche se il momento è difficile dobbiamo farlo proprio pensando alla loro eredità, per non disperderla, ma anche per noi stessi, per poter dire : "stiamo facendo qualcosa anche noi".
    quando dobbiamo combattere contro il pessimismo della ragione dobbiamo farci aiutare dall'ottimismo della volontà disse un filosofo................. 01-12-2010 22:01 - donatella castellucci
  • Indimenticabile Monicelli. Ha scelto una morte da ... giovane ! D'altra parte a 95 anni aveva spirito, vitalità, freschezza mentale, timbro vocale da trentenne. Un grande che se ne va e che difficilmente sarà sostituito o si farà dimenticare. Onore civile a lui e grazie per quel che ci ha dato. Ora le nuove generazioni sappiano mettere in pratica ciò che ha mostrato e suggerito con le sue commedie/tragedie della vita vissuta e con la spontaneità delle suoi pensieri.
    Carla 1941 01-12-2010 12:33 - Carla
  • Per quelli come me, che hanno superato la sessantina, i film di Mario Monicelli fanno parte integrante della cultura italiana, ed hanno dato un senso compiuto alla mia vita. Quei pochi che parlano male di lui dicono che era cattivo e che dal punto di vista personale aveva un carattere molto difficile.
    Forse confondono la severità con la cattiveria. Mario Monicelli era severo perchè non sopportava il conformismo e l'ipocrisia che stanno imperversando sempre di più nel mondo del cinema italiano Meglio essere severi che comportarsi come meduse umane e prosternarsi davanti ai potenti come amano fare tanti pennivendoli al giorno d'oggi. 01-12-2010 05:40 - gianni
  • Grazie Mario, sei stato un magnifico compagno di vita e continuerai a vivere in noi. 01-12-2010 00:12 - Spartacus
  • Un grandissimo uomo ed indimenticabile regista, non c'è dubbio! CHAPEAU !!! 30-11-2010 22:22 - Fabio Vivian
  • le sue opere ,la sua vita,la scelta di uscire dalla scena ,il suo non funerale ,merita il ns silenzio rispettoso , ulisse 30-11-2010 21:39 - ulisse
  • BRANCA, BRANCA, BRANCA....leon, leon, leon!!!

    Ciao Mario...l'università oggi si è rivoltata anche per te. 30-11-2010 20:22 - franco
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