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FUORIPAGINA
30/11/2010
  •   |   Roberto Ciccarelli
    Tra proteste e cortei passa la riforma

    «Hanno chiuso la piazza». La telefonata arriva alle 9,59. L'accesso al presidio di piazza Montecitorio per la manifestazione romana no-Gelmini è stato appena sbarrato da due blindati della polizia. Un'ora dopo la militarizzazione è completa. Bloccati gli accessi a Via del Corso e a piazza Santi Apostoli dai carabinieri. Piazza Venezia è uno spettro. Passano solo pochi turisti respinti anche dalla chiusura improvvisa dei musei, dalla serrata dei negozi. Il centro storico è invece presidiato dalla finanza. Defender dei carabinieri slittano sui sanpietrini nel cuore chic della Capitale. Sotto la pioggia passa solo chi esibisce un tesserino. Da giornalista. Da parlamentare. E pochi altri. 

     

    La città è un alieno, nessuno la ricorda così, complice anche lo sciopero dei mezzi pubblici. Lo scenario ideale per una caccia al topo. Una provocazione che ha preparato le accuse giunte in serata dai banchi della maggioranza della Camera, così come dal suo più alto scranno, in sede di dichiarazione di voto sul disegno di legge Gelmini: «ecco la protesta estremista e conservatrice degli studenti». Una parola di saggezza è giunta anche dal premier Berlusconi: «studenti tornare a studiare». 

    Reazioni che si riferiscono al lancio di ortaggi, e anche di bottiglie, contro i blindati che sbarravano l'accesso a piazza Montecitorio. Chiusi com'erano in quell'imbuto, gli studenti hanno iniziato a scuotere i blindati. C'è stata anche la carica di alleggerimento in via della Vite, angolo via del Corso, mentre il corteo che ha paralizzato la città si dirigeva verso il Muro Torto, l'autostrada urbana che collega piazza del Popolo con il quartiere San Lorenzo.

     

    Tutto sin troppo prevedibile, ma non sufficiente per cogliere il senso delle reazioni degli studenti che è stata ferma, ma non incosciente rispetto all'intimidazione preparata all'alba. «Nessuno si azzardi a usare la carta della criminalizzazione di un movimento che intende stare sul terreno della protesta pacifica» ha avvertito Domenico Pantaleo, segretario Flc-Cgil. Quello visto ieri è stato infatti un corteo pacifico, energico - 50 mila i partecipanti - composto per la maggioranza dagli studenti medi provenienti dalle scuole romane, e da quelle dell'hinterland. Un corteo che ha percorso almeno quindici chilometri in otto ore, sfiancando la resistenza del blocco militarizzato, fino al punto di riuscire a tornare alla Stazione Termini, occupandone per almeno un'ora i binari.

     

    La notizia dell'approvazione alla Camera del Ddl Gelmini è giunta alla fine di un'assemblea serale alla Sapienza, senza destare particolari reazioni di sconforto. L'esperienza di avere interrotto la normalità dei flussi e delle abitudini nell'intero paese non è stata inutile. Una generazione sta rifiutando una vita fatta di stage gratuiti, di lavoro volontario per conquistarsi un posto in paradiso, di precariato intellettuale. 

     

    A guardarlo da vicino, e senza pregiudizi, lo slogan lanciato sui binari di Termini coglie il senso di questa fine: «È iniziata l'era del conflitto». È la traduzione in parole della determinazione che ha spinto migliaia di studenti, ragazze in maggioranza, a proseguire la protesta fino allo sfinimento. Sta proprio qui la differenza con l'Onda di due anni fa, pur mantenendo una continuità nello stile espressivo. Il ritrovato movimento contro la restaurazione gerarchica e burocratico-amministrativa dell'università vuole dire qualcosa di nuovo ad una società ridotta ad uno scheletro di pochi garantiti e una moltitudine di schiavi senza reddito e garanzie. Non basta riflettere sulla propria identità di esclusi, né chiedere le garanzie che hanno alleviato la vita dei genitori. Adesso è il tempo della «rabbia», dicono gli studenti in un comunicato. Oggi si trovano in una terra di nessuno, in una vera emergenza democratica. La «violenza» di un provvedimento approvato senza prestare ascolto alla colossale protesta messa in campo ieri è il sintomo di una maggioranza assediata. Non mancheranno occasioni per ribadirlo. C'è ancora tempo per riprendere il futuro.

     


I COMMENTI:
  • L'università DOVEVA essere finalmente riformata!Privilegi anacronistici,dinastie familiari ,orde di dipendenti e collaboratori intruppati e arruolati senza reali-o inutili-capacità professionali,ma solo perchè raccomandati,hanno decretato la fine di un sistema che andava avanti così da almeno 50 anni;era ora. 02-12-2010 09:20 - claudiouno
  • I disagi che gli italiani hanno provato ieri per le proteste studentesche non sono nulla rispetto al disagio che vivrà tutta la nazione nei prossimi anni a causa della dismissione dell'università pubblica. L'università è un bene comune di tutti i cittadini, come l'acqua o l'aria, e quando verrà a mancare tutti ne subiranno alla lunga le conseguenze, non solo chi ci studia e chi ci lavora in prima persona. Questo governo di ignoranti sta perpetrando una oscena vendetta della stupidità sulla cultura e sul sapere, una vendetta che, se non sarà fermata in tempo, ridurrà questo paese ad un tracollo culturale, economico e morale. 01-12-2010 17:47 - kio
  • Ah se ci fosse stata tanta mobilitazione, se ci fossero state tante proteste quando Luigi Berlinguer cominciò a picconare la scuola pubblica! Forse non ci saremmo trovati a questo punto: la destra non avrebbe trovato l'autostrada aperta per le sue imprese! Siamo così sicuri che il PD, se fosse stato al governo, avrebbe fatto meglio? Le proposte presentate da quel partito per l'università sono semplicemente allucinanti. Ricordiamoci di tutto questo, il giorno in cui il centrosinistra dovesse tornare al governo! 01-12-2010 17:34 - Bartolo Anglani
  • I poveri studenti manganellati dalla polizia?Io ho visto facinorosi esaltati,scatenati e violenti;altro che manifestanti pacifici!Che poi non tutti si siano comportati così male,non attenua di uno sputo le colpe di chi è andato ai cortei premeditando atti violenti,teppistici e vandalici!Coartare la libertà di movimento dei cittadini,con blocchi a gatto selvaggio delle strade e delle ferrovie incivile e inaccettabile!Questa è violenza,non quella delle forze dell'ordine,costrette a difendersi da assalti e lanci di oggetti di ogni tipo! 01-12-2010 12:36 - claudiouno
  • Ragazzi,non vi avvilite,perche è meglio non sapere come andare,che sapere, come andare e non sapere dove andare!
    Dovete rimanere in piazza.Solo in questo modo riuscirete a vincere e a rimettere la giustizia nella scuola.La Germini con il suo governo,sono la forza.Voi siete la ragione.Possono distruggere i nostri banchi di scuola.Possono cancellare tutte le scuole di questo paese.Possono privatizzare e dare ai padroni tutte le lavagne e imporre la loro tirannia scolastica,ma non vi toglieranno mai la sete di giustizia che vi anima.
    Lottare per l'articolo della Costituzione,che dice che tutti i cittadini hanno il diritto allo studio,va difesa anche con il sangue.
    Non temete,la gente di giustizia è con voi.
    Anche tra le guardie c'è incertezza.Anche loro vorrebbero i figli laureati...
    Non temete,siete nel giusto.Sacrificate la vostra "prima linea", così darete alle seconde a a tutti i figli del popolo,compresi i figli delle guardie, il diritto costituzionale allo studio.Viva L'italia 01-12-2010 12:08 - maurizio mariani
  • con la complicità della CGIL rimasta immobile ad assistere alla lotta degli studenti manganellati dalla polizia e del Pdi che ha fatto finta di fare un pochino di opposizione come aveva fatto con il collegato lavoro.
    I regimi non si reggono mai con la sola forza della maggioranza ma anche con le complicità delle opposizioni 01-12-2010 10:52 - pietro ancona
  • non poteva che passare questa riformina come si dice bipartisan.fanno bene a manifestare come i tanti che manifestano chi per la monnezza,chi per il lavoro,chi per il permesso di soggiorno,chi per la salute negata,me è evidente che tutto va messo insieme perchè da soli non si coglie nessun obiettivo.quelli che oggi sono in parlamento sono inaffidabili e al pd ex ds ex pds non bisogna riservare nessun appello ci hanno preso per il culo da sempre con i loro addentellati in CGIL tanto per esempio 01-12-2010 09:46 - nico
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