-
|
Roberto Ciccarelli
Tra proteste e cortei passa la riforma
«Hanno chiuso la piazza». La telefonata arriva alle 9,59. L'accesso al presidio di piazza Montecitorio per la manifestazione romana no-Gelmini è stato appena sbarrato da due blindati della polizia. Un'ora dopo la militarizzazione è completa. Bloccati gli accessi a Via del Corso e a piazza Santi Apostoli dai carabinieri. Piazza Venezia è uno spettro. Passano solo pochi turisti respinti anche dalla chiusura improvvisa dei musei, dalla serrata dei negozi. Il centro storico è invece presidiato dalla finanza. Defender dei carabinieri slittano sui sanpietrini nel cuore chic della Capitale. Sotto la pioggia passa solo chi esibisce un tesserino. Da giornalista. Da parlamentare. E pochi altri.
La città è un alieno, nessuno la ricorda così, complice anche lo sciopero dei mezzi pubblici. Lo scenario ideale per una caccia al topo. Una provocazione che ha preparato le accuse giunte in serata dai banchi della maggioranza della Camera, così come dal suo più alto scranno, in sede di dichiarazione di voto sul disegno di legge Gelmini: «ecco la protesta estremista e conservatrice degli studenti». Una parola di saggezza è giunta anche dal premier Berlusconi: «studenti tornare a studiare».
Reazioni che si riferiscono al lancio di ortaggi, e anche di bottiglie, contro i blindati che sbarravano l'accesso a piazza Montecitorio. Chiusi com'erano in quell'imbuto, gli studenti hanno iniziato a scuotere i blindati. C'è stata anche la carica di alleggerimento in via della Vite, angolo via del Corso, mentre il corteo che ha paralizzato la città si dirigeva verso il Muro Torto, l'autostrada urbana che collega piazza del Popolo con il quartiere San Lorenzo.
Tutto sin troppo prevedibile, ma non sufficiente per cogliere il senso delle reazioni degli studenti che è stata ferma, ma non incosciente rispetto all'intimidazione preparata all'alba. «Nessuno si azzardi a usare la carta della criminalizzazione di un movimento che intende stare sul terreno della protesta pacifica» ha avvertito Domenico Pantaleo, segretario Flc-Cgil. Quello visto ieri è stato infatti un corteo pacifico, energico - 50 mila i partecipanti - composto per la maggioranza dagli studenti medi provenienti dalle scuole romane, e da quelle dell'hinterland. Un corteo che ha percorso almeno quindici chilometri in otto ore, sfiancando la resistenza del blocco militarizzato, fino al punto di riuscire a tornare alla Stazione Termini, occupandone per almeno un'ora i binari.
La notizia dell'approvazione alla Camera del Ddl Gelmini è giunta alla fine di un'assemblea serale alla Sapienza, senza destare particolari reazioni di sconforto. L'esperienza di avere interrotto la normalità dei flussi e delle abitudini nell'intero paese non è stata inutile. Una generazione sta rifiutando una vita fatta di stage gratuiti, di lavoro volontario per conquistarsi un posto in paradiso, di precariato intellettuale.
A guardarlo da vicino, e senza pregiudizi, lo slogan lanciato sui binari di Termini coglie il senso di questa fine: «È iniziata l'era del conflitto». È la traduzione in parole della determinazione che ha spinto migliaia di studenti, ragazze in maggioranza, a proseguire la protesta fino allo sfinimento. Sta proprio qui la differenza con l'Onda di due anni fa, pur mantenendo una continuità nello stile espressivo. Il ritrovato movimento contro la restaurazione gerarchica e burocratico-amministrativa dell'università vuole dire qualcosa di nuovo ad una società ridotta ad uno scheletro di pochi garantiti e una moltitudine di schiavi senza reddito e garanzie. Non basta riflettere sulla propria identità di esclusi, né chiedere le garanzie che hanno alleviato la vita dei genitori. Adesso è il tempo della «rabbia», dicono gli studenti in un comunicato. Oggi si trovano in una terra di nessuno, in una vera emergenza democratica. La «violenza» di un provvedimento approvato senza prestare ascolto alla colossale protesta messa in campo ieri è il sintomo di una maggioranza assediata. Non mancheranno occasioni per ribadirlo. C'è ancora tempo per riprendere il futuro.
- 30/11/2010 [7 commenti]
- 30/11/2010 [11 commenti]
- 30/11/2010 [2 commenti]
- 30/11/2010 [5 commenti]
- 30/11/2010 [4 commenti]
- 29/11/2010 [25 commenti]
- 29/11/2010 [3 commenti]
- 28/11/2010 [22 commenti]
- 28/11/2010 [4 commenti]
- 28/11/2010 [8 commenti]
- 28/11/2010 [9 commenti]
- 27/11/2010 [1 commenti]
- 27/11/2010 [5 commenti]
- 27/11/2010 [4 commenti]
- 27/11/2010 [8 commenti]
- 27/11/2010 [5 commenti]
- 26/11/2010 [1 commenti]
- 26/11/2010 [22 commenti]
- 25/11/2010 [14 commenti]
- 25/11/2010 [19 commenti]
- 25/11/2010 [8 commenti]
- 25/11/2010 [2 commenti]
- 24/11/2010 [15 commenti]
- 24/11/2010 [4 commenti]
- 24/11/2010 [1 commenti]
- 23/11/2010 [22 commenti]
- 22/11/2010 [8 commenti]
- 22/11/2010 [5 commenti]
- 22/11/2010 [2 commenti]
- 21/11/2010 [4 commenti]
- 21/11/2010 [38 commenti]
- 21/11/2010 [0 commenti]
- 20/11/2010 [11 commenti]
- 20/11/2010 [0 commenti]
- 20/11/2010 [7 commenti]
- 19/11/2010 [4 commenti]
- 19/11/2010 [0 commenti]
- 18/11/2010 [15 commenti]
- 18/11/2010 [9 commenti]
- 17/11/2010 [47 commenti]
- 17/11/2010 [2 commenti]
- 17/11/2010 [5 commenti]
- 17/11/2010 [13 commenti]
- 17/11/2010 [4 commenti]
- 16/11/2010 [3 commenti]
- 15/11/2010 [41 commenti]
- 15/11/2010 [4 commenti]
- 15/11/2010 [6 commenti]
- 14/11/2010 [2 commenti]
- 13/11/2010 [3 commenti]
- 13/11/2010 [122 commenti]
- 13/11/2010 [0 commenti]
- 13/11/2010 [1 commenti]
- 13/11/2010 [8 commenti]
- 13/11/2010 [11 commenti]
- 12/11/2010 [3 commenti]
- 12/11/2010 [11 commenti]
- 12/11/2010 [3 commenti]
- 11/11/2010 [2 commenti]
- 10/11/2010 [3 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Dovete rimanere in piazza.Solo in questo modo riuscirete a vincere e a rimettere la giustizia nella scuola.La Germini con il suo governo,sono la forza.Voi siete la ragione.Possono distruggere i nostri banchi di scuola.Possono cancellare tutte le scuole di questo paese.Possono privatizzare e dare ai padroni tutte le lavagne e imporre la loro tirannia scolastica,ma non vi toglieranno mai la sete di giustizia che vi anima.
Lottare per l'articolo della Costituzione,che dice che tutti i cittadini hanno il diritto allo studio,va difesa anche con il sangue.
Non temete,la gente di giustizia è con voi.
Anche tra le guardie c'è incertezza.Anche loro vorrebbero i figli laureati...
Non temete,siete nel giusto.Sacrificate la vostra "prima linea", così darete alle seconde a a tutti i figli del popolo,compresi i figli delle guardie, il diritto costituzionale allo studio.Viva L'italia 01-12-2010 12:08 - maurizio mariani
I regimi non si reggono mai con la sola forza della maggioranza ma anche con le complicità delle opposizioni 01-12-2010 10:52 - pietro ancona