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FUORIPAGINA
11/12/2010
  •   |   Daniela Preziosi
    Un altro Pd è possibile?

    Una sferzata d'orgoglio democratico, la rivendicazione del proprio ruolo determinante nell'alternativa a Berlusconi. Con il discorso che ancora ieri limava, e che ha discusso con i big del partito giovedì scorso (D'Alema, Veltroni, Franceschini e Finocchiaro), Pier Luigi Bersani inevitabilmente chiude un ciclo della storia del partito democratico. È vero che la giornata del 14, con la delicata costruzione incrociata di fiducia e sfiducia alla Camera e al Senato con grande probabilità chiuderà il ciclo berlusconiano. Ma del doman non v'è certezza neanche per il Pd.

    In piazza San Giovanni il segretario va su sicuro: la crisi del governo, la necessità di un esecutivo di transizione che rappresenti un 'time out' tra destra e sinistra, di almeno un anno durante - sedici mesi, calcolano gli strateghi - per affrontare le emergenze economiche e la riforma elettorale. Poi il riferimento alla compravendita di parlamentari da parte Pdl. Oggi Luciano Violante ha insistito sul concetto: «Non si tratta tanto di passaggi da uno schieramento all'altro, ma del sospetto che il virus della corruzione stia degradando la vita parlamentare. Questo è il tema». Non una novità dell'ultim'ora, quindi.
    Ma la piazza del Pd Pride, a cui pure i più malpancisti hanno giurato di essere (assisteremo alla gara delle esternazioni al fine di verbalizzare mediaticamente le presenze), rischia di essere anche l'ultimo giorno del Pd per come l'abbiamo conosciuto fin qui.

    L'ingresso o anche solo il sostegno a un governo «di transizione», se arriverà, rischia di fare del Pd il bersaglio perfetto di chi resterà fuori, a sinistra. Questo esecutivo dovrebbe tentare di raddrizzare la crisi politica del paese, con poche misure non necessariamente popolari. Pier Ferdinando Casini da qualche tempo lo ripete a Bersani: «Tutti dentro, nessuno da fuori deve giocare al tiro al piccione». Il leader dell'Udc finge di non considerare Nichi Vendola e Antonio Di Pietro: che da una situazione del genere potrebbero guadagnare proprio a scapito del Pd. Un guadagno netto, per il terzo polo. La pensano così anche i veltroniani: «Chi sostiene il governo di transizione, fuori e dentro il parlamento, guadagna il nulla osta per l'alleanza alle politiche. Chi non ci sta, non potrà essere nostro alleato, dopo»
    C'è un altro problema, tutto interno, ed è l'eterno malumore dei centristi. Che a giorni rischia di arrivare al capolinea. Il caso Milana a Roma - l'ex segretario cittadino, ex dc, che ha abbandonato l'ultimo congresso dopo l'elezione di un successore molto bravo ma anche molto bersaniano - è un segnale di portata più ampia. Riccardo Milana è un senatore dell'area centrista, non la parrocchia di Fioroni ma siamo lì. Utilizzando il casus belli, un altro senatore, Lucio D'Ubaldo, lui sì braccio destro di Fioroni, ha aperto una battaglia senza quartiere contro Nicola Zingaretti, accusato di essere il vero dominus del partito laziale, con un atteggiamento, dice, «per niente pluralistico, che chiude gli spazi di dialogo. Se volevano fare un partito onestamente socialdemocratico, tanto valeva dirlo prima». Qui si parla a nuora perché suocera Bersani intenda.

    Nel mirino la «regressione» a un partito «ex ds». Persino la consultazione di giovedì del leader con i big è stata presa male: «Una riunione di ex ds, eccetto Franceschini». Ma nella competizione sulla rappresentanza dei cattolici democratici, Franceschini viene considerato un 'democratico cattolico': cioè meno preoccupato dell'autonomia delle posizioni cattoliche. In sostanza gli ex dc doc non gli attribuiscono nessuna rappresentatività. Anche sulla legge elettorale, il lavorìo di Violante e Bressa viene visto con grande diffidenza.
    Milana al momento resta nel partito, ma chi ci parla sa che è pronto a un approdo centrista. Nel gruppo nazionale degli ex dc è solo, per ora. Ma il punto centrale del ragionamento per tutti è uno: se salta il tappo, ovvero Berlusconi, saltano le ragioni stesse per cui esplose il big bang del Ppi, nel '94, e della divisione con Casini, che ruppe per fondare il Ccd. Proprio perché credeva possibile - come poi avvenne - un'alleanza con Berlusconi.

    Se salta Berlusconi, saltano le ragioni di quella divisione. Tanto più con il pressing di Vendola e della sinistra, a cui Bersani non può dire di no, stavolta il big bang toccherebbe al Pd. (Che per inciso è, alla lettera, quello che Fausto Bertinotti preconizzò all'indomani della sconfitta, di Pd e sinistra, dell'aprile 2008).


I COMMENTI:
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  • Non avrei voluto rispondere all'individuo banale e ordinario un certo Antonio PIRPO. IL quale non sa quello che scrive ; quindi grossolanamente da giudizi ordinari e rozzi , forse rappresentano la sua personalita'.Lei dice che bisogna riformare il Manifesto ,io credo,che la riforma del quotidiano , spetti alla redazione, e ai suoi lettori ma non certo, al sig. PIRPO,che formula accuse sguaiate,e nella sintassi pacchiana e indistinta. 13-12-2010 09:46 - pierdomenico
  • Il famosissimo Bertinotti, grande alleato di Berlusconi. Certo meno efficace di Di Pietro e Grillo, per non parlare di Renzi. Ma per quei tempi andava benissino anche lui. 12-12-2010 21:39 - l'upereri
  • BRAVA REDAZIONE ,ma la soddisfazione di dirle al tale PIRPO che non distingue la merda dal gelato e tanta. ulisse 12-12-2010 18:25 - ulisse
  • Sarà bene che Berlusconi faccia finta di goverare sino alla fine dell legislatura : la sinistra non c'è ancora, nonha le idee chire e non è pronta a governare.
    (Per chi mai votrei?) 12-12-2010 17:51 - enna
  • questi pochi e scrausi commentini, il sito che ormai è diventato un accrocco di banner, articoli vecchi e sgangerati, la pagina fastidiosa da saltare all'inizio hanno reso il servizio di questo giornale irrispettabile. altro che riformare il PD bisognerebbe riformare il manifesto.

    quanti contatti fate al giorno? 500? 12-12-2010 13:35 - Antonio Pirpo

    la redazione: Circa ventimila. Non è molto ma insomma... Il guaio è che tra loro ci sono anche persone che trovano soddisfazione solo nell'insultare tutto e tutti, "a prescindere".
  • Il problema del PD, ma in generale di tutta la sinistra italiana, è che essa è una formazione politica sostanzialmente priva di TUTTO quanto sarebbe necessario x battere questa destra che è tutt' altro che irresistibile ed ha un leader in evidente declino ed affanno. Mancano, a sinistra, nell' ordine: 1) Idee nuove e/o almeno valide / passabili; 2) Programmi realistici e credibili; 3) Dirigenti all' altezza; 4) Una strategia / visione x l' Italia dei prossimi anni; 5) Etica politica; 6) Identità di vedute e coesione interna. Non voglio infierire oltre, per cui mi fermo qui, ma ci sarebbero altre critiche COLOSSALI da fare. La verità è che il cosiddetto mondo occidentale è immerso in un evidentissimo declino, di cui l' Italia è, per così dire, la migliore e più efficace avanguardia, ovvero la parte che imputridisce più rapidamente e rovinosamente. La situazione, in prospettiva, è realmente drammatica, ma la cosa veramente sconvolgente è che qui TUTTI non se ne rendono minimamente conto o, almeno, fingono benissimo ... Ognuno a difendere il proprio miserabile e limitatissimo orticello: i politici (di destra, sinistra e centro!), gli industriali, i sindacati (una vera mandria di falliti, nullafacenti ed incapaci!), il popolaccio bue ed ignorante (le cui miserie, da bravi gonzi incapaci d' intendere e di volere, sono più che meritate, altro che colpa dei "bank-robbers"!!!). In un quadro del genere, solo la TOTALE inconsistenza ed inesistenza della parte politica a sinistra del Parlamento, ha permesso ad un ridicolo ometto esageratamente egocentrico e narciso di spadroneggiare durante gli ultimi quindici (!!!) anni almeno. In conclusione, ho talmente fiducia nelle risibili ed ipotetiche capacità delle attuali forze d' opposizione, Fini ed UDC compresi, non dico di risolvere la crisi, ma almeno di limitarne e ritardarne gli effetti più rovinosi, che quasi quasi mi augurerei che il governicchio del Cav. superi anche la prova parlamentare di martedì prossimo! Quanto sopra, con buona pace della "caricatura umana emiliana", ovvero il ridicolo Bersani, ma anche (e soprattutto!) dell' orrido ex-PM Di Pietro (detto anche il "questurino", o anche il "RE degli ignoranti", per l' innegabile finezza politica e l' altissimo (!!??!!) profilo culturale!) ed anche di tutta la nauseante canea dei "sinistrati" vari, oggettivamente privi di qualsiasi qualità, tranne che dell' indubbia capacità di criticare (SENZA PERO' MAI FARE NULLA PER MIGLIORARE CONCRETAMENTE LE COSE !!!) ... 12-12-2010 13:33 - Fabio Vivian
  • Secondo me giustamente Nichi Vendola il problrma di salvare il PD se lo è posto e se lo pone, e qualcuno all'interno del PD ha recepito, una rifondazione del PD
    su tre gambe perchè non può sfondare certo questo partito che zoppica a sinistra
    e subisce la mortale attrazione del centro, sono per quella rifondazione perchè la sinistra è indispensabile ma da sola resterà sempre una testimonianza poco utile 12-12-2010 12:43 - giovan sergio benedetti
  • Nessuna profezia puo' salvare il pd, poi fatta dal scissionista Bertinotti e' nulla. Il pd non sa ancora oggi cosa fara'da grande , figuriamoci dopo la caduta del ducetto Berlusca, sara' un miracolo se non si fara'una scissione. Perche' con i cattolici ex dc che un tempo, molti di loro si dichiaravano "democristiani di sinistra" ;ma di sinistra i cattolici del pd non hanno proprio nulla.Quindi per il pd arrivare alla maturita' 'politica sara' molto difficile con all'interno dirigenti come abbiamo gia' appurato sono approdati a sponde a loro piu'appropriate. Carissimo ex ds, pds, oggi PD,hai perfino cassato la denominazione "sinistra" dal tuo logo. QUANDO SI SPOSA L'APOSTASIA SUCCEDE DI TUTTO E DI PIU'. 12-12-2010 11:19 - pierdomenico
  • Circe,non sono digiuno di lotta di classe.
    Tutta la mia vita è lotta di classe.Sono contro la guerra di classe perche è una barbarie!
    La lotta è una disputa tra due o più persone o gruppi che si confrontano, con una chiarezza e con una regola, etico sportiva.
    Nella lotta greco romana c'è un giudice, che osserva,ammonisce o squalifica ,chi non è leale.Anche quando si perde,c'è la soddisfazione di aver partecipato a un confronto leale e rispettoso .
    La lotta e da persone per bene.
    La guerra invece,è una cosa terribile.La guerra è sempre fatta da eserciti che come carri armati, di battono.Solo i generali sanno dove combattere,i soldati invece devono ubidire agli ordini.
    No, io non sono un soldato.Io sono un guerrigliero, che combatte è pensa nello stesso tempo.Dalla nostra parte,non ci sono generali,ma siamo tutti uguali.Ognuno secondo le sue capacità e ognuno secondo i suoi bisogni! 12-12-2010 10:01 - maurizio mariani
  • Giulio tu ti riferisci a errori strategici, che vanno lette cmq nel contesto dell'epoca, l'articolo si riferisce a delle considerazioni nate dall'analisi politica di Fausto Bertinotti che da quanto mi ricordo (come tutte le tesi della così detta sinistra radicale italiana e internazionale) sono risultate tutte corrette. Ciao 12-12-2010 08:52 - Massimiliano
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