domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
11/12/2010
  •   |   Daniela Preziosi
    Un altro Pd è possibile?

    Una sferzata d'orgoglio democratico, la rivendicazione del proprio ruolo determinante nell'alternativa a Berlusconi. Con il discorso che ancora ieri limava, e che ha discusso con i big del partito giovedì scorso (D'Alema, Veltroni, Franceschini e Finocchiaro), Pier Luigi Bersani inevitabilmente chiude un ciclo della storia del partito democratico. È vero che la giornata del 14, con la delicata costruzione incrociata di fiducia e sfiducia alla Camera e al Senato con grande probabilità chiuderà il ciclo berlusconiano. Ma del doman non v'è certezza neanche per il Pd.

    In piazza San Giovanni il segretario va su sicuro: la crisi del governo, la necessità di un esecutivo di transizione che rappresenti un 'time out' tra destra e sinistra, di almeno un anno durante - sedici mesi, calcolano gli strateghi - per affrontare le emergenze economiche e la riforma elettorale. Poi il riferimento alla compravendita di parlamentari da parte Pdl. Oggi Luciano Violante ha insistito sul concetto: «Non si tratta tanto di passaggi da uno schieramento all'altro, ma del sospetto che il virus della corruzione stia degradando la vita parlamentare. Questo è il tema». Non una novità dell'ultim'ora, quindi.
    Ma la piazza del Pd Pride, a cui pure i più malpancisti hanno giurato di essere (assisteremo alla gara delle esternazioni al fine di verbalizzare mediaticamente le presenze), rischia di essere anche l'ultimo giorno del Pd per come l'abbiamo conosciuto fin qui.

    L'ingresso o anche solo il sostegno a un governo «di transizione», se arriverà, rischia di fare del Pd il bersaglio perfetto di chi resterà fuori, a sinistra. Questo esecutivo dovrebbe tentare di raddrizzare la crisi politica del paese, con poche misure non necessariamente popolari. Pier Ferdinando Casini da qualche tempo lo ripete a Bersani: «Tutti dentro, nessuno da fuori deve giocare al tiro al piccione». Il leader dell'Udc finge di non considerare Nichi Vendola e Antonio Di Pietro: che da una situazione del genere potrebbero guadagnare proprio a scapito del Pd. Un guadagno netto, per il terzo polo. La pensano così anche i veltroniani: «Chi sostiene il governo di transizione, fuori e dentro il parlamento, guadagna il nulla osta per l'alleanza alle politiche. Chi non ci sta, non potrà essere nostro alleato, dopo»
    C'è un altro problema, tutto interno, ed è l'eterno malumore dei centristi. Che a giorni rischia di arrivare al capolinea. Il caso Milana a Roma - l'ex segretario cittadino, ex dc, che ha abbandonato l'ultimo congresso dopo l'elezione di un successore molto bravo ma anche molto bersaniano - è un segnale di portata più ampia. Riccardo Milana è un senatore dell'area centrista, non la parrocchia di Fioroni ma siamo lì. Utilizzando il casus belli, un altro senatore, Lucio D'Ubaldo, lui sì braccio destro di Fioroni, ha aperto una battaglia senza quartiere contro Nicola Zingaretti, accusato di essere il vero dominus del partito laziale, con un atteggiamento, dice, «per niente pluralistico, che chiude gli spazi di dialogo. Se volevano fare un partito onestamente socialdemocratico, tanto valeva dirlo prima». Qui si parla a nuora perché suocera Bersani intenda.

    Nel mirino la «regressione» a un partito «ex ds». Persino la consultazione di giovedì del leader con i big è stata presa male: «Una riunione di ex ds, eccetto Franceschini». Ma nella competizione sulla rappresentanza dei cattolici democratici, Franceschini viene considerato un 'democratico cattolico': cioè meno preoccupato dell'autonomia delle posizioni cattoliche. In sostanza gli ex dc doc non gli attribuiscono nessuna rappresentatività. Anche sulla legge elettorale, il lavorìo di Violante e Bressa viene visto con grande diffidenza.
    Milana al momento resta nel partito, ma chi ci parla sa che è pronto a un approdo centrista. Nel gruppo nazionale degli ex dc è solo, per ora. Ma il punto centrale del ragionamento per tutti è uno: se salta il tappo, ovvero Berlusconi, saltano le ragioni stesse per cui esplose il big bang del Ppi, nel '94, e della divisione con Casini, che ruppe per fondare il Ccd. Proprio perché credeva possibile - come poi avvenne - un'alleanza con Berlusconi.

    Se salta Berlusconi, saltano le ragioni di quella divisione. Tanto più con il pressing di Vendola e della sinistra, a cui Bersani non può dire di no, stavolta il big bang toccherebbe al Pd. (Che per inciso è, alla lettera, quello che Fausto Bertinotti preconizzò all'indomani della sconfitta, di Pd e sinistra, dell'aprile 2008).


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • certi piddini sono lo specchio della sconfitta di questo decennio - e, si spera, solo di un decennio -: memoria storica a senso unico (zero) e tanta, tanta guerra a sinistra, tanto da propugnare la scomparsa di qualsiasi soggetto politico organizzato non "compatibile" con il governismo ad oltranza (si pensi alla legge elettorale che impedisce la rapprentanza, si pensi ai tanti luoghi comuni diffusi e ripetuti in modo che potesero sembrare verità ad un corpo elettorale distratto e passivo.
    un tal giulio ne riassume alcuni:
    1) io ricordo che i governi prodi sono stati due, e il secondo è stato fatto cadere da tal clemente e dai settori del centro (compresi lo stesso pd), mi pare che si tenda stranamente a dimenticare ed a perdonare;
    2) alle ultime elezioni è stato il pd a presentarsi da solo, rifiutando categoricamente ogni alleanza pur di far trionfare il feticcio del bipartitismo artificiale e di far scomparire l'odiato nemico della sinistra in italia;
    3) l'ultimo governo prodi ha avuto molti ministri (da fioroni a clemente ecc.) che facevano le manifestazioni assieme alla destra contro i provvedimenti del governo di cui facevano parte, ma anche questo si tende a dimenticarlo, chissà perché.
    Si preferisce invece ricordare i fatti di 10-12 anni fa, in ordine ai quali si potrebbe rilevare che:
    1) artefice della caduta del governo prodi fu anche tal massimo che infatti fece il presidente del consiglio senza troppo dispiacersi;
    2) le facce sorridenti di prodi e bertinotti all'indomani dell'accordo di "desistenza", (peraltro unilaterale di rifondazione) con cui si decise di far vincere il nano, sono facilmente rintracciabili nel repertorio fotogtafico di quegli anni ma altrettanto facilmente dimenticate;
    3) se appoggiare un governo sigmifica sposare ad occhi chiusi (e bocca serrata) tutte le scemenze autolesioniste che produce (chi si ricorda gli "scalini" pensionistici, o i dico abortiti?) non ci si può sorprendere se qualcuno si ribella, è una sana reazione all'azione altrui, di solito si tende a vedere la reazione e a tacere sull'azione, è il capovolgimento della logica che ha prodotto i mostri del berlusconismo.
    errore di bertinotti (meglio, di un gruppo di dirigenti oggi ben accasati - molto strano - dalle parti del pd) è stato cedere al politicismo delle alleanze anziché lavorare per un progetto sociale di trasformazione, cosa difficile a farsi, ma unica strada per chi non vuole morire dentro la compatibilità sistemica osannando il proprio bonaparte del momento, misero spettatore plaudente con l'unico ruolo partecipativo delle primarie.
    era meglio morire da piccoli.... 12-12-2010 01:49 - francesco fanizzi
  • tutte le opinioni sono rispettabili ma, per favore, non chiudete l'articolo richiamando una profezia di Bertinotti: chissà come non ha previsto nessuno dei suoi errori. Quali?
    1) l'aver fatto cadere il primo governo Prodi;
    2) essersi presentato da solo alle elezioni del 2001;
    3)aver avuto dei ministri del suo partito che scioperavano contro il governo di cui facevano parte.
    Il Pd si può criticare per tanti motivi, ma un po'di memoria dovremmo conservarla e non dovremmo avere bisogno di ricorrere alle profezie di chi che non ne ha azeccata una, o no? 11-12-2010 20:24 - Giulio
  • wow maurizio, non ti immaginavo così patriottico, europeista e timoroso della guerra di classe (si dice lotta, ed è tutta un'altra cosa), e comunque se pensi che bersani o vendola vogliano andare al governo per abbattere la forbice tra le classi, stai fresco! qui l'unico obiettivo che hanno da vent'anni è di tenere a freno deficit e debito pubblico, è per questo che pier l'ereditiero dice "tutti dentro"in un ipotetico governo di transizione che dovrebbe varare misure durissime di finanza pubblica, e siccome nessun partito del decrepito centrosinistra oserebbe tassare profitti, interessi e rendite, ce la sogniamo una politica economica anche semplicemente "equa". Equa?! e mentre l'ineffabile PD manifesta inutilmente in san giovanni, e invece avrebbe dovuto battersi per ottenere il voto di fiducia nel momento della maggiore debolezza di berlusconi, altro che un mese dopo, il premier, redivivo e più pimpante che mai, stando alle cronache odierne di repubblica, porta a compimento la sua campagna acquisti dentro l'opposizione, trasformando persino il parlamento in un...come dire?...in un luogo più consono alle sue naturali e notorie inclinazioni... 11-12-2010 20:01 - circe
  • PER UNA NUOVA SINISTRA CHE FINALMENTE ABBIA IL CORAGGIO DI FARE SCELTE RADICALI E DI CANDIDARSI AL GOVERNO DEL PAESE!
    Ma per Antonio fino ad oggi per che cosa ha lotta il movimento comunista internazionale? candidarsi alla guida del paese con i guerrafondai del PD, con i social liberisti del PD, con questo Pd che si sbraccia per Bonnani? No! Non sono pronti per governare 11-12-2010 20:00 - Michele
  • Un altro Pd, o meglio IL Pd, non è possibile, e l'articolo spiega in modo chiarissimo perché. 11-12-2010 19:27 - Fierabràs
  • UNITI CONTRO LA CRISI tutti in piazza il 14 dicembre perchè a prescindere dalla compravendita NOI IL GOVERNO LO ABBIAMO GIA' SFIDUCIATO DA TEMPO!
    PE UNA NUOVA SINISTRA CHE FINALMENTE ABBIA IL CORAGGIO DI FARE SCELTE RADICALI E DI CANDIDARSI AL GOVERNO DEL PAESE!
    London Calling ... 11-12-2010 16:53 - Antonio Sinistra Ecologia e Libertà
  • Sono in strada,ai margini della manifestazione,scrivo il mio appunto su quello che vedo.
    La mia gente è in piazza.
    La vedo da distaccato,perche non voglio essere immerso,fin quando non ho la chiarezza del programma politico:Cacciamo Berlusconi e lo facciamo arrestare.Bene,questo mi piace e è giusto.
    Ma io non voglio che dopo questo Berlusconi,vengano altri Berlusconi,magari con tre gambe.
    Io,anzi,noi vogliamo una società migliore.Sono 60 anni che aspettiamo giustizia.
    Sono troppi anni che veniamo presi in giro da una aristograzia di sinistra.
    Quella gente che vuole cacciare Berlusconi,per prenderne il posto,non ci interessano.
    Noi vogliamo che la democrazia italiana sia equa e giusta.
    Vogliamo che ognuno abbia il suo!
    Vogliamo diventare una nazione degna di essere Europea.
    Basta con chi lavora per altro.La mia patria ha bisogno di respirare una nuova aria.
    La Rinascita che ci avevano promesso deve venire altrimenti,dopo questo governo,ci sarà il caos e una guerra di classe,
    Non riducete il mio paese a una nuova Jugoslavia!
    Milanesi,romani,baresi e siciliani,siamo una sola terra e siamo divisi solo per classe.
    Da questa manifestazione, voglio che esca una parola sola.
    Abbattimento della forbice tra le classi.Solo così usciremo dalla crisi mondiale.
    Non ne esce una classe sola!
    O tutti o nessuno! 11-12-2010 15:39 - maurizio mariani
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI