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redazione
Sciopero generale, e Atene brucia
Scontri sempre più violenti in queste ore nel centro di Atene tra la polizia e i manifestanti scesi in piazza a migliaia nel quadro dello sciopero generale contro le misure di austerità prese dal governo e ulteriormente aggravate durante la sessione odierna del Parlamento. Incerto il numero dei feriti, si parla di una decina di arresti. A detta dei testimoni si tratta della giornata più pesante nella lunga serie di agitazioni e manifestazioni che si stanno susseguendo dopo il crack finanziario che ha spinto il governo ad accettare condizioni-capestro dalle istituzioni internazionali in cambio di un prestito di 110 miliardi di euro.
Nelle vicinanze del Parlamento la polizia ha fatto massiccio uso di gas lacrimogeni contro il corteo, mentre i dimostranti lanciavano sassi e poi anche molotov. Diverse auto e moto sono state date alle fiamme. Secondo i poliziotti, sei loro veicoli sono stati incendiati. Fiamme anche al ministero delle finanze, dopo che una molotov è stata lanciata all'interno degli uffici attraverso una finestra al secondo piano; dall'edificio si alza una densa colonna di fumo nero. Altri incendi vengono segnalati in sedi di banche prese d'assalto e inutilmente difese dagli agenti. Un ex ministro del governo conservatore è stato inseguito e picchiato dai dimostranti che gridavano "ladri, vergogna!".
La giornata era incominciata con lo sciopero generale di 24 ore - il settimo quest'anno - proclamato dai due maggiori sindacati dei dipendenti pubblici e del settore privato, mentre nella notte il Parlamento aveva approvato (con 156 voti a favore e 130 contrari) la legge che cambia (ovviamente molto in peggio) tutto il mercato del lavoro, tagliando in percentuale fino a un quarto del salario dei dipendenti pubblici e le indennità di licenziamento, che viene reso molto più facile e discrezionale; anche i contratti collettivi diventano carta straccia e i datori di lavoro potranno ora fissare i salari in modo discrezionale. La legge è stata presentata dal partito socialista (Pasok) del premier Papandreu.
Ad Atene lo sciopero è stato marcato da due manifestazioni, una dei sindacati e una del Partito comunista; un'altra manifestazione si è svolta a Salonicco. Anche domani ci saranno massicci scioperi in tutto il paese, in particolare nel settore dei trasporti.
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il ragionamento folle e aberrante lo fai tu quando confondi il piano della spiegazione di un fenomeno con quello della sua giustificazione. Quando tiri in ballo camion carichi di dinamite in un discorso con cui non c'entrano niente.
Ma tanto per essere chiari fino in fondo. Guarda dove i camion di dinamite (et similia) esplodono per davvero, cioè in Medio Oriente. Nessuna giustificazione per i kamikaze palestinesi che fanno strage di innocenti. Condanna unanime. Bene!
E POI? NIENTE!!!! SOLO UNA CAZZO DI CONDANNA MORALE SULLA BONTA' DELLA QUALE L'ESERCITO ISRAELIANO CONTINUA A MASSACRARE COL SILENZIATORE UOMINI, VECCHI E BAMBINI!!!!
Di quale democrazia parli, allora? Come ti poni TU rispetto alla questione di repressione vs rimozione delle cause di disagio sociale; di autoritarismo vs partecipazione? Questa è la vera questione democratica, non due auto incendiate e una vetrina rotta da un gruppo di stronzi. 17-12-2010 00:32 - Alessandro
Ma quello che non capisce il compagno Harken è che non esiste più la politica.Dopo Berlusconi,non ci sono più politiche sane.Siamo nel caos,da un bel pò di anni.
Io penso che forse tra tutto questo impazzimento generale,quelle fiamme erano l'unica cosa vera che si vede da anni.La gente è sui tetti da mesi.In un carcere si sono autodetenuti, dei lavoratori sardi e stanno là da guasi un anno!
Renditi conto,in che caos stiamo.
Neanche Fellini o Pasolini,potevano immagginare tanta pazzia.
Non ci sono più i ragazzi felici e speranzosi che studiano, per fare la loro carriera.Oggi si aspira a fare un Grande Fratello.
In tutto questo caos,un attimo di lucidità.
La gente sta capendo che è tutto un caos.
I comunisti veri non ci stanno più in parlamento.
Neance quelli di Moro.Non ci sono neanche più i fascisti di Almirante.Ora eccoli la,sembrano maiali mentre mangiano.
Tutti unti e sbisunti,tra un Bunga Bunga ti parlano di serietà.Bene hanno fatto quei giovani.
Benissimo,questo vuol dire che c'è rimasta un pò di vita!
Soffiamo su questa fiammella.Facciamo risveiare i nostri ragazzi.Facciamoli sfogare,impareranno!
Certo che impareranno!
Oggi sono nati nuovi boccioli,per una fase prerivoluzionaria.Facciamoli sbocciare!
Facciamogli assaporare la voglia di potere! 16-12-2010 19:37 - mariani maurizio
"Il punto però è un altro. COSA SIGNIFICANO gli scontri di piazza e la violenza? Soprattutto, CHE EFFETTO FANNO?"
È semplicissimo: se - com'è stato in questo caso - sono la pura e semplice manifestazione della "rabbia popolare", e quindi del tutto spontanei(stici) e senza un'ombra di strategia né di organizzazione, finiscono inesorabilmente per fare il gioco della reazione. Così è sempre stato nel corso della storia, e così sarà anche adesso, se si lascia che le cose seguano il "cammino di minor sforzo"...
Nel caso specifico, il governo di Berlusconi & Co. (che è, non scordiamocelo, la stessa armata brancaleone dell'altro ieri: non è cambiato NULLA, da questo punto di vista. Idee zero c'erano ieri, e idee zero ci sono oggi), giusto in cerca di una stampella per tirare a campare altri tre o quattro mesi, ne approfitterà alla grande (esattamente come avvenne a Genova 2001) per mettere in atto, nelle prossime settimane, altre blindature e fare altri giri di vite...
Poi, certo, quando a furia di mettere pezze e giapponetti la vecchia carretta si sfascerà, ci potremo sempre raccontare che tanto sarebbe accaduto lo stesso: come probabilmente stanno facendo in queste ore i greci più avvertiti.
Non sarebbe però meglio AGIRE ORA, in maniera razionale ed organizzata (e cioè POLITICAMENTE! CON LA POLITICA! In una democrazia degna di questo nome, io non riesco a vedere altre strade), finché siamo ancora in tempo?
E questo, cari compagni del manifesto, è un invito che faccio anche a voi. Cerchiamo, per una volta, di non prendere fischi per fiaschi e di non metterci a cavalcare la solita tigre di pezza, che poi fra due mesi si dimostrerà essere appunto questo: una tigre di pezza (do you remember, esattamente un anno fa? "Il popolo viola"?) che fa un ruggito di pezza... e però, nel frattempo, dà all'avversario la scusa per continuare a fare i suoi porci comodi, come prima, più di prima.
Chi ha orecchie per intendere... ;) 16-12-2010 17:10 - Harken
Vedo che insisti sulla condanna morale della violenza in strada. Provo allora a spiegarmi meglio.
Mi sono trovato 3 volte in situazioni di scontro (2 con la celere e 1 con i fascisti). In tutti i casi non sono finito in ospedale per puro culo. In tutti i casi, dopo, ho pensato: "Che testa di cazzo chi tira pietre e oggetti in mezzo alla gente!". Solo che nel terzo c'ero anch'io a lanciare bottiglie e, sempre dopo, ho pensato: "Merda, potevo ammazzare qualcuno!"
Dunque, se vuoi saperlo, credo ancora adesso che SIA UNA GRAN TESTA DI CAZZO CHI TIRA SAMPIETRINI E INCENDIA LE AUTO.
Questo in generale. Non occorre mettermi nei panni altrui o immaginare se e quanto mi incazzerei se rubassero a casa mia o fottessero la mia auto. Dunque, forse, siamo d'accordo sulla condanna morale.
Il punto però è un altro. COSA SIGNIFICANO gli scontri di piazza e la violenza? Soprattutto, CHE EFFETTO FANNO?
A costo di essere frainteso, penso che sul piano pubblico e circa l’effetto sulle decisioni politiche incidano (purtroppo) più eventi come auto in fiamme e gente in ospedale che moltitudini di folle pacifiche in corteo. Questa non è una valutazione di merito, ma un dato di fatto.
Quando si legge un giorno sì e l'altro no che nella tal capitale hanno tirato i sampietrini, che nell'altra hanno incendiato le auto e che nelle terza hanno distrutto le vetrine delle banche, è semplicemente più probabile che, nelle alte sfere, qualcuno stia discutendo seriamente su COME AFFRONTARE IL PROBLEMA.
Come sempre, ci sono due strade: la repressione o l'attenuazione delle cause del disagio sociale. Ciò corrisponde a due modi di intendere la politica e la società: autoritario o partecipativo.
Allora, le auto incendiate e le teste rotte non sono il segno di una legittima protesta, men che meno i segnali di un fermento rivoluzionario. Bensì, eventi comuni ed estremi a tutte le situazioni di esasperazione sociale, che accompagnano, tra tante altre cose meno violente, PROCESSI DI CAMBIAMENTO nella storia.
Allora, se il giudizio su tutto questo si limita ad una mera condanna sul piano morale, diventa solo più difficile scindere la tua posizione (che è molto simile alla mia quanto alle premesse) da quella di un Berlusconi, un Maroni o chi per loro, che hanno solo interesse a etichettare la protesta con il logo della violenza e della devastazione, per poter continuare ad alimentare indisturbati le cause prime che generano quel genere di reazioni. 16-12-2010 16:33 - ariatsch