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Sara Menafra
Giovani, studenti e incensurati
E' richiesta almeno la versione 9.0.0 del flash player. http://www.adobe.com/shockwave/download/Sono incensurati, giovani di vent'anni, qualcuno di diciotto, qualcuno addirittura minorenne, giusto un paio di trenta. I ventisei arrestati in piazza del Popolo martedì mattina che saranno processati oggi per direttissima aiutano solo in parte a descrivere quello che è successo quando il corteo era ormai fermo e una parte dei manifestanti si è diretta verso il parlamento, in ordine sparso, in qualche caso arrivando ad incendiare camionette della Finanza o mezzi dell'Ama.
La ricostruzione a freddo della giornata, sia dalle parti del movimento sia da quelle della procura, tende a dividere le azioni della giornata in due fasi distinte. Le azioni mirate, anche durante il corteo, contro obiettivi specifici: un bancomat, delle automobili, la sede della Protezione civile, la prima invasione dal Tevere verso largo Goldoni. Qui ci sono i gruppi più politicizzati, quelli decisi a staccarsi dal resto della manifestazione, per attraversare la città in solitaria ed attaccare obiettivi anche parecchio distanti. Tra gli arrestati, di gente così, non ce ne è quasi nessuno. La polizia punta ad identificarli con calma dopo l'analisi dei filmati e a concentrare su di loro le accuse più specifiche.
L'altra fase è quella di piazza del Popolo. Quando dalla manifestazione praticamente conclusa si sono staccati prima dei drappelli organizzati - anche questi in buona parte da identificare con i filmati - ma appresso studenti anche giovanissimi, persino provenienti dai licei «bene» del centro capitolino. Gli arrestati sono quasi tutti di questo secondo genere. Molti sono membri di collettivi studenteschi più o meno auto organizzati, che hanno un rapporto lasco con gli spazi di movimento storici. Altri, non militano da nessuna parte. Eppure, molti di loro (nel mucchio degli arrestati c'è più d'uno finito in mezzo più o meno per caso) hanno partecipato agli scontri, anche senza appartenere ad una organizzazione specifica. Come fosse un «tumulto» simile a quelli di Londra o di Parigi, ha detto qualcuno. «L'applauso al blindato che prende fuoco è una reazione sociale diversa da quelle che abbiamo visto finora. Che non c'entra nulla coi movimenti del passato e tanto meno con Genova», dice ad esempio Luca Casarini.
La gravità limitata dei reati contestati dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti ne è un po' la prova del nove.
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informiamoci su telesurtv.net...o la radio del sur.com...
il governo portoricano praticamente territorio dell'impero del nord ha aumentato le tasse del 300 per cento!!!!!!
i giovani dell'isola sono disperati senza futuro SCONTRI IN TUTTO IL PAES, L'UNIVERSITA OCCUPATA DALL'ESERCITO...MENTRE
LA FLOTTA DELL'IMPERO SI ACCOSTA MINACCIOSAMENTE ALLE COSTE DEL NICARAGUA DEL COMPAGNO ORTEGA.....
pare che questa generazione DEI GIOVANI DEL NUOVO MILLENNIO anche oltre oceano si
muova a livello mondiale.. AVANTI NON UN PASSO INDIETRO PER IL MOVIMENTO DEL NUOVO MILLENNIO!!!!!
SALUTI BOLIVARIANI DA CARACAS ROSSA E BOLIVARIANA...per un altro mondo possibile!!!!. 16-12-2010 23:26 - carlos
"L'applauso al blindato che prende fuoco" non solo è una reazione idiota, ma sopratutto è la reazione dell'Impotenza.
Che ben altro ci vuole per il cambiamento!! 16-12-2010 22:24 - Sara
Bravi.è tutto quello che sanno fare? E poi? 16-12-2010 22:17 - Martina
Concordo in pieno, e anche se i nostri media ci hanno censurato quell'applauso la DIVERSITA' è ugualmente evidentissima sotto gli occhi di tutti: alle proteste non abbiamo visto nessuna bandiera o simbologia politico/ideologica. Significa che questo che si aperto non è uno scontro tra vari schieramenti del popolo come accadeva in passato, qui, FINALMENTE, siamo al popolo schierato contro chiunque contro di esso. 16-12-2010 15:37 - La Bella+Italia
Rocco Carlomagno - milsege@tiscali.it
cell.348/5312034 16-12-2010 14:03 - Rocco Carlomagno
Quei ragazzi sono scesi in piazza perche si sono stancati di andare nelle scuole dei padroni,dove lo studio è al minimo e da li escono solo dei somaroni per l'agricoltura!
Nessuno ha messo in mano un sampietrino e nessuno gli ha detto di combattere come i loro padri!
Sono scesi in piazza da soli,perche il futuro è robba loro.
Noi vecchi imborziti, come dice quel compagnuccio in pantofole,possiamo,al massimo consigliarli.Dare loro una speranza al vuoto, che gli offre questo governo e quei compagni ingobbiti nei spalti del parlamento e dei comuni.
Ingolfati di soldi 13mila euro a rappresentante politico.Vi piace fare politica così.Tanto questi giovani non hanno un futuro e domani quando usciranno da una scuola, come quella della Germini, saranno anche gli ultimi ragazzi di una Europa, che invece marcia in avanti.
Quei ragazzi stavano in piazza,proprio come noi tanti anni fa!
Ragazzi bellissimi e bravissimi, che lottano per crearsi il loro mondo.Chi accusa questi ragazzi, solo perche violenti,sbagliano.La violenza non è solo una vetrina rotta.Violenza è rubare a questi giovani la loro vita futura!
Fanno bene, tutti quelli che vengono derubati a difendersi.Ladri!
Avete rubato la nostra vita futura!
Dicono bene alcuni intellettuali;non è una rivoluzione e solo una grande rabbia che si sta sfogando.
Siamo arrabbiati,embè? 16-12-2010 13:24 - mariani maurizio