-
|
Matteo Bartocci
Le forbici del diavolo
Guai se fosse vero ma forse ci risiamo. La guerra diabolica di Tremonti contro i giornali si arricchisce di una nuova battaglia. Secondo le voci fuggite ieri dal consiglio dei ministri, nel milleproroghe ci sarebbe l'ennesimo taglio al fondo dell'editoria per giornali e radio-tv locali. Meno 95 milioni di euro che, se confermati, cancellano tutto quanto previsto nella finanziaria pubblicata in gazzetta ufficiale appena due giorni fa. Un colpo mortale proprio mentre ci sono i bilanci da chiudere e i crediti bancari da discutere. Una vergogna che va evitata.
La partita non è ancora chiusa. Perché come accade troppo spesso, il consiglio dei ministri ha approvato il milleproroghe che però allo stato è un decreto «fantasma». Nel senso che una versione definita ancora non c'è e sarà limata soltanto nelle prossime ore dai tecnici dei vari dicasteri in una trattativa dai contorni davvero politici, visto il «tutti contro tutti» di una maggioranza allo sfascio.
Secondo le voci fatte filtrare ad arte da palazzo Chigi, Tremonti vorrebbe azzerare il faticosissimo compromesso sui contributi all'editoria raggiunto pochi giorni fa in finanziaria dimezzando i fondi per i giornali di idee, di partito e no profit (tra cui il manifesto, meno 50 milioni) e cancellando totalmente quelli per le radio e tv locali (meno 45 milioni) che già sono schiacciate dalla transizione al digitale dominata dalle tv nazionali e dalla prossima asta delle frequenze tutta a favore delle grandi telecom.
Se confermata, è una decisione illogica e beffarda. La finanziaria è stata pubblicata in gazzetta ufficiale soltanto due giorni fa e viene cambiata ancora prima che entri in vigore (il 1 gennaio). Un decreto cancellerebbe una legge prima ancora che produca effetti. Un blitz giocato politicamente contro il sottosegretario all'editoria Paolo Bonaiuti, che proprio ieri mattina stava discutendo con le associazioni editrici l'ormai imminente decreto sui costi ammissibili per i rimborsi pubblici. L'ultimo passo prima dell'accesso al credito bancario da parte di aziende quasi tutte in crisi.
E' un braccio di ferro politico che somiglia a un incubo. Tremonti ha abolito il diritto ai fondi pubblici per decreto ormai due anni fa. La camera l'ha ristabilito nel 2009 ma Tremonti l'ha ritolto in extremis a fine anno con l'impegno suo, di Fini e di Gianni Letta a risolvere la questione nel milleproroghe del febbraio scorso. Lì l'ha rimesso - ma solo per un anno - perché costretto dalle divisioni nel Pdl e dal pronunciamento di 360 deputati di tutti i partiti (più della maggioranza assoluta). Poi nella bozza della finanziaria 2011 l'ha ritolto. Poi ce l'ha dovuto rimettere - sempre solo per un anno - per lo scontro con i finiani sostenuti dal Pd. Ora pare lo ritolga nel prossimo milleproroghe. Ma è una politica seria? Dà certezze a un settore così delicato come il diritto a un'informazione plurale e di idee notoriamente penalizzata dal mercato? Consente di lavorare e programmare liberamente o è invece un ricatto continuo, asfissiante, diabolico? Non a caso l'ultima trovata pre-natalizia fa infuriare tutti. Protestano Fnsi e Cgil ma anche il Prc e i «grandi editori» della Fieg. Se fosse vero, il taglio impedisce di chiudere i bilanci a pochi giorni dalla fine dell'anno e getta una nube nera sul futuro di molti.
Una scelta tanto più grave perché si basa su un falso plateale. Secondo Tremonti i fondi per l'editoria sarebbero soldi sottratti al 5x1000 e lì devono tornare. Il ministro lo aveva promesso - attaccando esplicitamente il parlamento - in una lettera pubblicata dal Fatto quotidiano il 24 novembre. Dispiace che il nuovo giornale di Padellaro e Travaglio si sia prestato a diffondere e ad avallare perfino in prima pagina questo gigantesco diversivo populista.
Tremonti li conosce bene, ma basta leggere gli atti parlamentari per sapere che i 100 milioni in più per l'editoria appostati nella finanziaria non vengono affatto da presunti tagli al 5x1000 ma da un taglio lineare alla famigerata «tabella C» della legge di stabilità. E che i 45 milioni in più dati alle radio-tv locali provengono dalla futura asta delle frequenze. Volontariato, malattie gravi e ricerca non c'entrano nulla con l'informazione. Del resto, il discorso di Tremonti non è credibile perché il 5x1000 - se fosse veramente attuato - sarebbe deciso ed «erogato» autonomamente da ogni singolo contribuente proprio come l'8x1000 per le chiese o lo stato. Tremonti quindi prima lo usa a sua discrezione come un bancomat, poi ci si fa bello con settori di opinione pubblica da coltivare o (giustamente) da tutelare. E infine lo agita come una clava sugli avversari dentro e fuori il governo. Peggio ancora sarebbe se nella versione definitiva del milleproroghe spuntassero i «saldi» per la campagna acquisti dei deputati giocata da Berlusconi alla camera.
Chiunque ha a cuore un'informazione libera e l'aiuto reale al terzo settore eviti questo semplice scempio.
- Personalmente ho firmato x il cinque per mille a favore delle onlus, ovvero di associazioni caritatevoli molto utili alla collettività e che spesso sopperiscono alle evidenti mancanze dello stato. Se me ne fosse data l' opportunità, invece, mi guarderei bene dal firmare (e di conseguenza anche pagare!) a favore dell' editoria. E perchè mai dovrei farlo? E perchè non a favore dei panettieri, o dei calzolai? Ed all' industria della gomma o della plastica, chi ci pensa? Ed a quella del cuoio? BASTA CON TUTTE QUESTE SOVVENZIONI STATALI e PARA-STATALI: chi ha la forza di stare sul mercato con le sue gambe ci stia e gli altri s' ingegnino di trovare un modo più sano ed economicamente compatibile x farlo. Anzi, sono abbastanza convinto che questa "cura da cavallo", anche con grossi tagli, alla fine farà più bene che male al vostro settore, permettendo la necessaria "selezione naturale" della specia, per così dire ... 23-12-2010 16:37 - Fabio Vivian
- 31/12/2010 [98 commenti]
- 31/12/2010 [16 commenti]
- 30/12/2010 [18 commenti]
- 30/12/2010 [16 commenti]
- 29/12/2010 [13 commenti]
- 29/12/2010 [8 commenti]
- 29/12/2010 [11 commenti]
- 29/12/2010 [1 commenti]
- 28/12/2010 [25 commenti]
- 28/12/2010 [0 commenti]
- 28/12/2010 [8 commenti]
- 28/12/2010 [4 commenti]
- 27/12/2010 [5 commenti]
- 26/12/2010 [42 commenti]
- 26/12/2010 [6 commenti]
- 26/12/2010 [1 commenti]
- 24/12/2010 [6 commenti]
- 24/12/2010 [3 commenti]
- 24/12/2010 [20 commenti]
- 24/12/2010 [1 commenti]
- 24/12/2010 [1 commenti]
- 23/12/2010 [11 commenti]
- 23/12/2010 [3 commenti]
- 23/12/2010 [7 commenti]
- 23/12/2010 [2 commenti]
- 22/12/2010 [12 commenti]
- 22/12/2010 [7 commenti]
- 22/12/2010 [1 commenti]
- 22/12/2010 [0 commenti]
- 22/12/2010 [2 commenti]
- 21/12/2010 [9 commenti]
- 21/12/2010 [5 commenti]
- 20/12/2010 [7 commenti]
- 20/12/2010 [4 commenti]
- 20/12/2010 [2 commenti]
- 20/12/2010 [3 commenti]
- 20/12/2010 [0 commenti]
- 18/12/2010 [5 commenti]
- 18/12/2010 [20 commenti]
- 18/12/2010 [16 commenti]
- 17/12/2010 [34 commenti]
- 17/12/2010 [16 commenti]
- 17/12/2010 [3 commenti]
- 17/12/2010 [1 commenti]
- 17/12/2010 [1 commenti]
- 16/12/2010 [12 commenti]
- 16/12/2010 [3 commenti]
- 16/12/2010 [12 commenti]
- 15/12/2010 [19 commenti]
- 15/12/2010 [2 commenti]
- 14/12/2010 [50 commenti]
- 14/12/2010 [3 commenti]
- 14/12/2010 [46 commenti]
- 14/12/2010 [3 commenti]
- 13/12/2010 [6 commenti]
- 13/12/2010 [13 commenti]
- 12/12/2010 [5 commenti]
- 12/12/2010 [2 commenti]
- 12/12/2010 [0 commenti]
- 11/12/2010 [17 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11










