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Antonio Sciotto
Il nuovo ricatto di Mirafiori
«È la firma della vergogna». Non si trattiene il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, a pochi minuti dalla chiusura dell'accordo a Mirafiori. Un altro senza i metalmeccanici della Cgil. «Non potevamo firmare - spiega - perché si cancella in una volta sola il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori, le leggi che tutelano il lavoro. E vengono peggiorate le condizioni degli operai alle linee. È come Pomigliano, ma per alcuni versi un'intesa peggiore».
Cosa c'è di nuovo rispetto a Pomigliano? Perché parlate di attacco allo Statuto?
C'è un allegato all'accordo, il cui contenuto noi riteniamo gravissimo. Dice che solo chi è firmatario di questo accordo ha diritto alla rappresentanza sindacale. Cancellano il diritto dei lavoratori a eleggere liberamente le proprie Rsu, si torna indietro quasi alle Rsa nominate dall'alto, se non peggio. E qui sta l'attacco alla legge 300, lo Statuto dei lavoratori, che garantisce, come la Costituzione, il diritto e la possibilità di esercitare pienamente i diritti sindacali.
Praticamente è una norma scritta per far fuori voi, che non avete firmato. È un danno anche per le altre sigle?
Certo, oggi è scritta contro di noi, ma vorrei far riflettere tutti sulla portata storica di questa norma, soprattutto se passa nella fabbrica simbolo della Fiat. Praticamente si sta cambiando la natura delle organizzazioni confederali e delle relazioni industriali italiane, passando da un sindacato che rappresenta i lavoratori, a uno corporativo e aziendale, che fa da gendarme.
Peggiorano anche le condizioni di lavoro? Come?
Su quel piano siamo a una riedizione di Pomigliano, con qualche modifica. Pause ridotte, 120 ore di straordinario invece delle 40 da contratto, la possibilità per l'azienda di ordinare quando vuole le 10 ore sulla linea di montaggio, o di non retribuire le prime due giornate di malattia. Poi ci sono clausole e sanzioni contro i lavoratori che scioperano.
Gli altri sindacati dicono che le nuove condizioni vengono compensate da 3700 euro in più in busta ogni anno, che in tempi di crisi sono indubbiamente soldi.
Ma portare quei soldi a giustificazione, come se fossero una novità di questo accordo, è un assurdo. Sono esattamente i soldi acquisiti in tutti gli ultimi anni di contrattazione aziendale, come maggiorazioni del lavoro notturno, del sabato o della domenica. Dunque è chiaro se se aumentano i turni vengono fuori: su quello non c'è nulla di nuovo.
Con l'intesa la Fiat è uscita dal contratto nazionale?
Questo accordo diventerebbe l'unico contratto collettivo per Mirafiori, dunque sì. È il primo livello, non si fa riferimento ad altro. Vorrei capire come la vede Confindustria, con la Fiat che sta uscendo via via dall'associazione: Emma Marcegaglia non mi pareva convintissima della cosa fino solo a pochi giorni fa. Ma soprattutto, così saltano tutte le regole: è come se nella città di Torino si decidesse d'improvviso di non applicare più la Costituzione italiana.
A vostro parere si andrà nella stessa direzione a Melfi? E magari poi a Cassino?
A questo punto non escludo nulla. Voglio solo ricordare che qualcuno parlava di Pomigliano come «caso unico». E ora vediamo dove siamo.
Ma adesso voi cosa farete? Parteciperete al voto annunciato da Cisl e Uil, e che piace anche a Marchionne? Quello in cui chiede il consenso di almeno il 51%?
Qualsiasi referendum in queste condizioni, con il ricatto tra lavoro, investimenti e diritti, è illegittimo: lo diciamo ora, come lo abbiamo detto a Pomigliano. E anche se otterrà la maggioranza, non basterà a farci cambiare idea sull'accordo: tornando all'esempio di Torino, è come se si tenesse solo lì un referendum per farla uscire dall'Italia.
La Fiom chiede alla Cgil di indire lo sciopero generale. Ora immagino che la richiesta si farà più pressante.
Sicuramente si aggiunge un elemento non di poco conto: l'addio al contratto nazionale e allo Statuto dei lavoratori nel maggiore gruppo italiano. C'è la protesta degli studenti, il Collegato lavoro. Sulla Fiat, comunque, la Fiom aveva già deciso una giornata di mobilitazione per gennaio: dopo quest'accordo, è necessario fare di nuovo il punto.
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CHE SKIFO 27-12-2010 18:18 - Liam
esiste un'omerta diffusa sulle vere problematiche dei tempi attuali...la crisi è in se una parola inventata che va di moda adesso per spiegare cambiamenti geopolitici in atto da decenni ma che giusto negli ultimi tempi si sono resi più manifesti...cosa centra la cina con le condizioni sindacali?! centra eccome!!!
Oggi Capitali, Lavoro e Merci si spostano in tutto il mondo velocemente...L'operaio di Mirafiori o di Pomigliano è in diretta concorrenza con quello di Pechino e Mumbai...
o ci ispiriamo ad un modello di autarchia forzata chiusa al mondo esterno tipo corea del Nord e Bielorussia o prendiamo atto che certi mestieri non ci competono più e che o ci si accontenta di vivere con meno o ci si inventa qualcosa che gli altri non sanno fare...tutto il resto è retorica d'altri tempi 27-12-2010 15:57 - ABC
Ripeto, le continue rincorse della CGIL, fatte nel tentativo di unificarsi sempre piu' a destra con i trasfughi corrotti, ispirati dalla CIA, della UIL e CISL, hanno da anni portato il sindacato su una posizione perdente e senza prospettiva, esattamente come il PD. Ora la FIOM si trova sbandata, lasciata a se stessa da quei personaggi che dovevano essere reincorporati nel sindacato unico.
Chi va con lo zoppo.... 27-12-2010 15:35 - Murmillus
Marchionne non detta legge, DETTA CONDIZIONI (è molto diverso), a dettare QUELLE LEGGI che portano i "Marchionne D'EUROPA" a chiedere condizioni sempre peggiori, e portano i loro operai (NOI) all'obbligo dell'accettazione, sono stati i BERLUSCONI, I D'ALEMA, I PRODI E TUTTI I GOVERNANTI EUROPEI DEGLI ULTIMI 10/15 ANNI.
Quelli che i "Landini" e i media si guardano bene dal nominare nella questione. 27-12-2010 14:44 - La Bella+Italia
@ Angelo, se i "Landini" fossero persone oneste e sincere, quando si troverebbero davanti alle telecamere, invece di dirti le solite cazzate DOVREBBERO ESSERE PROPRIO LORO A SPIEGARTI "cosa c'entra la cina con la democrazia sindacale", o ancora meglio PERCHE' e A CAUSA DI CHI la "cina" ci priva di lavoro o, piano piano, ci porta alle sue stesse condizioni di lavoro. 27-12-2010 14:24 - La Bella+Italia
..è ora di avere nuovi strumenti, globali, di contrasto all'autoritarismo in essere...e quindi niente fiat 27-12-2010 10:51 - Ramingo
comunque io le macchinette di marchionne non le compro. 27-12-2010 10:10 - daniele ortali