mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
28/12/2010
  •   |   Alessandro Robecchi
    Stile Libero

    Di solito al lunedì il quotidiano Libero non esce. Ieri, però, Libero è uscito.
    Il motivo non è difficile da indovinare: la ricomposta coppia Feltri-Belpietro ha il problemino di strappare copie al Giornale (che invece al lunedì esce) in una entusiasmante gara di servilismo a chi la spara più grossa.
    E così ieri Libero ne sparava due al prezzo di una. La prima: qualcuno vorrebbe attentare per finta alla vita di Gianfranco Fini, ferendolo e facendo ricadere la colpa su ambienti berlusconiani. Niente male.
    La seconda: una signora di Modena, di professione prostituta, nipote di un vecchio camerata (e non di Mubarak... dilettanti!), avrebbe fornito i suoi servigi in cambio di mille euro a «un tizio uguale in tutto e per tutto a Gianfranco Fini». Insomma, una doppietta. Fini che paga qualcuno per farsi sparare e intanto va a puttane manco fosse un Silvio qualsiasi è la cosa più vicina al bingo che si possa pensare dalle parti della redazione di Libero. Lasciamo naturalmente alla magistratura, ai lettori di fondi di caffè (e di Belpietro, che è peggio) e alle predizioni di Nostradamus l'arduo compito di dipanare la matassa, di separare l'invenzione dalla verità. Ci limiteremo qui a dire che il «metodo Boffo», già con successo sperimentato, ha una sua evoluzione: due intimidazioni al prezzo di una. Boffo per Boffo per tre e quattordici, ed ecco la formula del cerchio magico per infangare un avversario politico, tal Fini Gianfranco, povera stella. Poi la magistratura farà il suo lavoro, le cose si perderanno per strada, l'oblio coprirà tutto, i testimoni si dilegueranno, Belpietro farà il suo sorrisino televisivo e chi si è visto si è visto: al fango si chiede presa rapida. Il linguaggio, che già conosciamo, è quello del manganello mediatico, dell'indiscrezione, del dico-e-non-dico, dell'olio di ricino su carta. Insomma della merda sparsa con finta noncuranza e persino del birignao noto del nascondere la mano: non sarà una trappola per «intaccare la credibilità di Libero?», si chiede Belpietro, fingendo che ci sia davvero una credibilità da intaccare (a pensarci è la cosa più divertente di tutto l'editoriale).
    Ora, naturalmente, non si può far finta di niente. La trovata pubblicitaria di Libero è così azzeccata che ieri un giornale che di solito al lunedì non esce era su tutti i siti di informazione e oggi su tutti i giornali (anche qui, come vedete, polli che siamo). Ma a guardare bene, l'operazione pubblicità è un po' maldestra. Su 32 pagine dell'edizione di ieri, infatti, cinque erano di pubblicità, e altre dodici fatte con vecchie prime pagine di Libero. Insomma, non c'era abbastanza materiale per andare in edicola con un numero vero, ma non si poteva perdere l'occasione per strappare qualche copia al diretto concorrente Sallusti. Davvero una guerra tra gentiluomini. Su cotanta torta, poi, una deliziosa ciliegina. Tra le vecchie pagine d'archivio pubblicate per far volume, anche quella di sabato 2 ottobre 2010, dove Belpietro racconta il terribile attentato da lui subito. Attentato-fantasma, peraltro. Niente video delle telecamere, niente colpevoli, niente indiziati, indagini ferme, mistero fitto, colpevole volatilizzato, polizia in imbarazzo, dubbi fondati che sia esistito davvero e bufala quasi certa. Povero Belpietro, che spavento. Forse è stato quel trauma a mettergli la fissa dei finti attentati. E per una volta siamo con lui: anche noi siamo un po' preoccupati per la credibilità di Libero. Non vorremmo che, con la nuova linea degli scoop del lunedì, superasse Tiramolla. Sarebbe un delitto.


I COMMENTI:
  • purtroppo sarà tutto presto dimenticato e andremo avanti come se nulla fosse accaduto. sono in questi momenti che mi vergogno un po' di essere italiano 29-12-2010 11:38 - albe1966
  • Siamo alla frutta .Se non arriva dal popolo un segnale forte di cambiamento mandando a casa questi farabutti che ci stanno impoverendo sarà dura restare immobili aspettando i nostri rappresentanti in parlamento. sto perdendo le speranze .Buon anno e buona fortuna. 29-12-2010 10:03 - victor
  • C'e'veramente da piangere a pensare che se qualcuno pubblica certi fogli e' perche qualche altro li legge e magari crede a quello scritto.
    Indipendenetemente dalla verita' o meno dei fatti io mi domando come mai la lurida vita privata del P2 non crea nessun problema agli italiani mentre le luride storie, stampate dai sui scagnozzi a scopo denigratorio sortiscono l'effetto voluto?
    Due sono le cose o gli italiani, o almeno quelli che votano lui o i suoi alleati (Lega) sono dei perfetti imbecilli che non possono capire ovvero degli ipocriti che fanno finta di non capire. Non c'e' alternativa a queste possibilita' e questo la dice lunga sugli itakiani che lo votano. 28-12-2010 23:20 - Murmillus
  • Che cattivoni questi giornalisti di "libero" e "il giornale",dovrebbero prendere esempio da quei VERGINELLI di "repubblichella 2000","il giornale delle procure",l'unità,ecc. 28-12-2010 22:20 - enzo
  • Sono sempre stato convinto che quanto non c'è un REGIME COMUNISTA che dice a tutti, col fucile piantato alla testa, ciò che PUO' e non PUO' fare, ecco che vengono fuori merde come queste e come Berlusconi e i suoi fedeli, e come i parlamentari che si lasciano comprare. La democrazia è soltanto una delega in bianco all'oligarchia di pochi VERI tiranni (Marchionne, Marcegaglia, ecc.). 28-12-2010 21:33 - marco cerioni
  • I "pappolari".
    Mi ricordano un film di Totò,quando viene messo in mezzo da dei giornalisti "pappolari"come loro,che lo volevano come testimone.
    Pappolari è un soprannome che noi romani diamo a gente che racconta cazzate.
    Pappolari come Feltri e Del Pietro,non se ne sono mai visti prima di mò!
    Ci volevano i soldi di quel venditore di materassi e pentole, di dubbio valore a formare un gruppetto di stronzi come questi giornalisti.
    Giornalisti....
    Ma non è giusto chiamarli giornalisti,anche perche tra i giornalisti ci sono persone brave, che sanno fare il loro lavoro.Pappolari è il nome giusto che gli si può dare a questi due elementi di agiprot,del governo Berlusconi.
    PAPPOLARI!
    A Pappolari...! 28-12-2010 19:51 - mariani maurizio
  • Perchè fare pubblicità gratuita ad un fogliaccio immondo, ricettacolo di immondizie reazionarie, vandeane e fascistoidi? Con tanti argomenti da trattare...
    Salute e fraternità 28-12-2010 19:20 - Michele1789
  • caro Ale, quando 'piovevano pietre' si poteva satireggiare con gioia, ora la valle è piena di lacrime (o me..da) e la faccenda ci è ingrossata nelle mani. Ci vorranno eoni per ricostruire la dignità di un popolo succube di questi cialtroni, ciao 28-12-2010 18:39 - marco1954
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI