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FUORIPAGINA
28/12/2010
  •   |   Loris Campetti
    Tutte le ragioni della Fiom

    Sergio Cofferati, europarlamentare del Pd con esperienze alle spalle che segnano, da segretario della Cgil a sindaco di Bologna, ci tiene a fare una premessa: «Io sono un riformista moderato, lo sai, e non sono diventato improvvisamente radicale». Lo so, e sono pronto a testimoniarlo in ogni sede, rispondo. «È ridicolo pensare che io abbia cambiato natura perché condivido le battaglie della Fiom per impedire il totale smantellamento delle relazioni industriali, praticato da Marchionne per colpire la Fiom, la Cgil e, soprattutto, i lavoratori e i loro diritti sanciti dalla Carta costituzionale e dallo Statuto».

     

    Sulla vicenda di Pomigliano avevi espresso, proprio sul manifesto, un giudizio molto negativo. Come commenti l'accordo separato di Mirafiori?
    Molto negativamente. È un «accordo» addirittura peggiore di quello di Pomigliano e conferma che nella fabbrica napoletana non si agì in uno stato di necessità, si voleva dare inzio a una strategia oggi confermata e aggravata a Mirafiori. Le newco vengono usate per azzerare i diritti individuali e collettivi sanciti da accordi pregressi. Si cancella il contratto nazionale, è ridicolo esaltare il valore del contratto aziendale, che da che mondo è mondo si chiama contratto di 2° livello, il 1° è il contratto nazionale. A Mirafiori si scavalca il modello Pomigliano cancellando il diritto a contrattare, e persino a essere rappresentato, al sindacato che non firma l'accordo. In quell'«accordo» si dice alla Fiom: o firmi o ti cancello. Il perché è chiaro: la si vuole espellere dalle fabbriche perché è l'unico sindacato che contratta, discutendo la strategia complessiva della Fiat.

     

    Qualcuno disse, a sinistra e in Cgil, che Pomigliano era un unicum, irripetibile e la Fiom avrebbe dovuto far buon viso a cattiva sorte, poi tutto sarebbe tornato alla normalità...
    Si può sbagliare valutazione, credere in buona fede che Pomigliano rappresentasse l'eccezione e non l'inizio di un nuovo sistema di relazioni che cancella persino il diritto di sciopero. Ma chi disse «bisogna fare di necessità virtù» oggi non riconosce la sua miopia e arriva a giustificare anche l'obbrobrio di Mirafiori.

     

    Tu hai un'antica frequentazione e unità con Cisl e Uil, anche se in momenti straordinari hai fatto con la Cgil scelte solitarie. Come interpreti la loro firma a Mirafiori?
    È autolesionismo. Come spiegano a una persona normale che 15 giorni dopo aver rifiutato di firmare l'estromissione di un sindacato giovedì hanno apposto la loro firma sotto il testo di Marchionne, che nel frattempo non era cambiato di una virgola? Fim e Uilm hanno rinunciato a svolgere un ruolo contrattuale, condannandosi alla subalternità e, alla lunga, alla scomparsa.

     

    Dio acceca chi vuol perdere?
    Penso che l'unico sindacato che manterrà una rappresentanza reale è la Fiom, chi firma testi come quello rinuncia a ogni ratio negoziale.

     

    Cosa c'è dietro l'attacco alla Fiom?
    Una strategia pericolosissima: si punta a recuperare margini di profitto ridimensionando i diritti individuali e collettivi e aumentando lo sfruttamento, tralasciando quel che l'azienda produce, o meglio non produce. Marchionne teorizza che il piano è roba sua e assegna agli enti locali un ruolo ancor più ancillare di quello attribuito ai sindacati, assegnando loro il solo compito di occuparsi delle gravi conseguenze sociali delle scelte aziendali. Anche per i sindacati parlo di un ruolo ancillare, perché la rappresentanza è considerata accettabile solo se non è conflittuale.


    Se lo strappo di Mirafiori è così grave, come valuti le reazioni sottotono, i silenzi, quando non il consenso aperto a Marchionne che si registra tra le forze democratiche e nel tuo partito?
    Trovo grave che persino la cancellazione dell'accordo del '93 sulle rappresentanze sindacali passi in silenzio, anche da parte di chi quell'accordo aveva giustamente voluto. Sono preoccupanti certe affermazioni e i silenzi nel Pd, c'è chi non si rende conto che la strategia della Fiat è regressiva. Ripeto, posso ammettere che qualcuno in buona fede abbia sottovalutato la portata dell'accordo di Pomigliano, ma su Mirafiori che lo conferma in peggio non può esserci accettazione in buona fede.

     

    La nuova segretaria della Cgil, Susanna Camusso, critica la strategia di Marchionne ma non risparmia accuse alla Fiom annunciandone la sconfitta e promette un serrato confronto con la Confindustria.
    Io nel mio lavoro in Cgil ho avuto sempre rapporti vitali con la Fiom, a volte anche dialettici. Ma ora non si può non capire che l'attacco di Marchionne è di una gravità inaudita, anche un cieco può vederlo. È come se Berlusconi decretasse che chi non è d'accordo con lui non ha diritto a presentarsi alle elezioni. In alcuni settori della Cgil si rischia di sottovalutare l'effetto della linea Marchionne. E chiedo: che senso ha discutere di regole con la Confindustria, proprio qualndo la Fiat decide di uscire da Federmeccanica e Confindustria? Non vedo alcuna sconfitta della Fiom, che ha un atteggiamento sindacalmente razionale e rigoroso e aumenta i consensi in tutte le fabbriche in cui si rinnovano le Rsu.

     

    Dunque è sbagliato accusare la Fiom di rigidità?
    Come si fa a dirlo? Io constato che quel che avviene nell'imprenditoria metalmeccanica non avviene tra i chimici. Mi si può contestare che nella chimica c'è una produzione ad alto valore aggiunto, e allora parliamo dei tessili: ne gli uni né gli altri hanno avanzato strategie che richiamino, sia pur lontanamente, i diktat di Marchionne.

     

    L'accordo separato di Mirafiori è contestuale allo spettacolo indecente del governo e del parlamento rispetto alle proteste studentesche e allo schiaffo di Tremonti all'informazione democratica.
    In ambiti diversi c'è lo stesso attacco, teso a ridurre gli spazi di democrazia ed è grave che non generi reazioni adeguate alla pericolosità del momento, per la sinistra e non solo.

     

    Non trovi che ci sarebbero tutti gli ingredienti perché la Cgil proclami lo sciopero generale?
    Le condizioni ci sono tutte, a partire dalla crescita della disoccupazione soprattutto giovanile e dai tagli allo stato sociale che sortiranno effetti drammatici nei prossimi mesi. Penso dunque che la Cgil potrebbe proporlo a Cisl e Uil; qualora la risposta fosse negativa, lo sciopero generale potrebbe essere promosso comunque dalla Cgil, nella logica prosecuzione delle iniziative di questi mesi.


I COMMENTI:
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  • X Matteo V.:

    Io capisco benissimo quello che tu dici e ti dico una cosa: quanto tu affermi poteva avere un senso dieci anni fa o forse di più, ma NON OGGI. Il punto, OGGI, è che nel frattempo è intervenuto un fenomeno completamente NUOVO e totalmente DESTABILIZZANTE che si chiama GLOBALIZZAZIONE e che ha sconvolto le logiche precedenti che garantivano, tutto sommato, una certa "protezione" o, se preferisci, una discreta rendita di posizione a favore dei paesi cosiddetti evoluti o occidentali. La difesa pedissequa dei diritti del passato, sebbene COMPRENSIBILE da un punto di vista della difesa del proprio piccolo ORTICELLO, rischia di essere di fatto PERDENTE su tutta la linea. Il punto NON più è se sia giusto o meno, OGGI, cercare di difendere il passato: il punto, OGGI, è se tale tentativo abbia veramente delle REALISTICHE possibilità di avere successo. La risposta, temo, è negativa su TUTTA LA LINEA. Se guardate ai FATTI, capirete che Marchionne & C. hanno GIA' ADESSO CANCELLATO con un tratto di penna CERTE GARANZIE, oramai appartenenti al PASSATO PROSSIMO. La domanda, pertanto, non può più essere SE le cose siano cambiate o meno, ma deve diventare: quali NUOVE e più EFFICACI strade OCCORRE PERSEGUIRE da oggi in poi??? Temo che la FIOM persista a seguire SCHEMI STRA-VECCHI e SUPERATI, cancellati DE FACTO dalla STORIA e pertanto seguendo quelle vie OBSOLETE NON SE NE ESCA in NESSUN MODO . La vera domanda diventa pertanto: come declinare alcune giuste istanze con le nuove CONDIZIONI al CONTORNO imposte nell' ordine da: 1) Crisi economica 2) Globalizzazione ??? Una NUOVA risposta è sicuramnte complicata da trovare ed elaborare, ma tutto può essere TRANNE CHE UNA FOTOCOPIA CONFORME del PASSATO, in perfetto stile FIOM ... 29-12-2010 23:49 - Fabio Vivian
  • e allora? il mondo è pieno di posti dove si risparmia sul costo del lavoro. si devono accettare stipendi e condizioni di lavoro pessimi perché il ricatto è quello di trasferire la produzione? e allora lavoriamo venti ore per cinquecento euro, perché no? e perché allora non mandare al diavolo tutta questa produzione di inutili auto per cominciare a pensare a un paese diverso? 29-12-2010 18:05 - furio
  • @fabio vivian: e non ti sembra che se accettiamo la logica della competizione con la serbia (prima era la polonia e la romania) sui diritti e sul costo del lavoro, ci sarà sempre un'altra serbia (o polonia o romania) più competitiva di noi? non ti sembra che accettare questa logica significa accettare la logica dei padroni che non può che essere contraria ai nostri interessi? sono idee vecchie queste? e il nuovo sarebbe tornare ad un'idea di sindacato degli anni 50 e magari ad un diritto di sciopero dell'800? è questo il nuovo a cui dovremmo adeguarci? 29-12-2010 17:31 - Matteo V
  • Che Cofferati e la FIOM abbiano ragione o meno su "democrazia, diritti" ed altri "arnesi sindacali" del genere è del tutto opinabile: ammettiamo pure che ce l' abbiano, ma ognuno si regoli poi come meglio crede! Intanto però, giusto IERI, Marchionne ha inaugurato con LULA una fabbrica nuova di zecca in Brasile da 200,000 auto / anno nella regione Pernambucana, che si affianca ad un altra già esistente da circa 750,000. I piani sono per vendere circa 1 milione di auto / anno in Brasile nel 2010 e produrne 1,4 milioni al 2014 per la SOLA area Latin-Americana; tutto ciò con pochissimi dipendenti, paragonati a quelli italici e con una redditività superiore al dieci percento (quando in Italia OGGI è praticamente pari a ZERO!). Dimenticavo: un nuovo centro stile ed R&D saranno aperti anche in Brasile, mentre negli USA, oltre tutto, già oggi vi è il centro nevralgico di FIAT - Chrisler. Stante queste premesse, secondo voi gli AZIONISTI FIAT verso quale soluzione competitiva spingeranno Marchionne nei prossimi mesi? Italia o estero??? La FIOM poi potrà fare TUTTI gli scioperi / manifestazioni / appelli di questo mondo, ma di questo passo porterà rapidamente la parte italiana della FIAT all' estinzione! Dopo di che, gli ex-operai FIAT potranno sempre sfilare nelle immancabili manifestazioni a tutela dell' occupazione FIAT (sparita!!??!!) che la FIOM organizzerà in futuro, mentre i posti di lavoro si saranno nel frattempo trasferiti in Polonia, Serbia, Brasile, USA, ecc., ovvero OVUNQUE tranne DOVE è radicata la FIOM stessa.
    I TEMPI CAMBIANO, PRIMA LO CAPITE, PRIMA EVITERETE ALTRI IMMANCABILI ED IMMINENTI DISASTRI ... 29-12-2010 16:12 - Fabio Vivian
  • @totareo: solo per ricordargli che in effetti il lavoro è proprio un diritto (sic..) sancito dall'articolo 1 e 4 della Costituzione. La dignità del lavoro è ciò che sta difendendo la Fiom e quindi dovremmo essere tutti con lei. Per quanto riguarda Cofferati, anche a me le sue parole suonano stonate visto la sua parabola sindacale e politica. Se siamo arrivati a questo punto è anche perché la Gcil negli anni 90 ha scelto la concertazione e molte leggi antisciopero come quella del settore pubblico (146/90) sono state scritte con il suo contributo.... 29-12-2010 14:58 - Matteo V
  • Sergio Cofferati,
    ha semplicemente ragione,
    anche un cieco se ne renderebbe conto.

    Mentre Piero Fassino & Co
    hanno portato "dignità e cervello all'ammasso" 29-12-2010 14:55 - beppe
  • condivido completamente quello che dice Cofferati.
    Anzichè continuare criticare quello che dicono gli altri, cerchiamo di organizzarci per sostenere la FIOM e combattere le posizioni della FIAT e della CISL e UIL. 29-12-2010 14:47 - Franco
  • che l accordo sia vergognoso lo sanno anche i pseudo sinadati che lo han firmato. Infatti non entrano mai nello specifico.lo fanno per dire che porterà piu soldi nelle tasche dei lavoratori. un altra balla.Non son aumenti, se uno fa 200 ore di straordinario e gli pagano le pause che non farà piu son solo soldi dovuti perchè si lavora di piu.Gli aumenti son altre cose. ma la cosa piu sconcertante è che han firmato un accordo che tiene fuori dagli stabilimenti fiat il piu grande sindacato italiano, il piu rappresentativo tra i metalmeccanici, e impediscono ai lavoratori di scegliersi i propri delegati, facendoli nominare dall alto, compiacenti ,fedeli, e magari in carriera. I delegati nominati dall alto ci son gia stati 80 anni fa, li nominavano le corporazioni sindacali fasciste su ordine del partito e dei padroni 29-12-2010 14:47 - sandro rsu autogrill
  • Bhe che dire dopo tutti questi commenti!
    Cofferati che si dice preoccupato è davvero cosa buona ma cosa fa all'interno del suo partito perchè si faccia qualcosa da opposizione seria e non solo antiberlusconiana?
    Siamo stufi di parole , chiacchiere e accuse al berlusconismo e ai sui vizi!
    Dateci riscontro con i fatti con un opposizione degna della parola , di affrontare insieme a Noi i problemi reali del Paese:
    Forse siete cosi chiusi e arroccati nel vostri paltò che avete dimenticato cosa significa vivere da normali operai, cittadini di questo paese che va a rotoli.
    Abbiamo messo il profitto al primo posto, la produzione, l'arroganza del potere a seguire senza rendercene conto che ci stanno spogliando di ogni diritto sociale e democratico.
    Avete dimenticato cosa vuol dire fare riunioni con i cittadini, scendere in piazza, non solo sui palchi, tra la gente a parlare e capire...!
    Basta è ora di dire basta!
    Caro Cofferati se continuiamo cosi, su questa strada anche Voi non avrete più ascolto da parte di nessuno e sarete le prime vittime del sistema.
    Pertanto Vi chiedo di ritarnare con i piedi per terra e ricominciare a costruire una base solida e a far crescere le nuove leve senza avere la presunzione di continuare ad essere Voi le prime donne.
    Cari amici e concittadini non lasciamo che continuino a dividerci, a farci sentire diversi dai metalmeccanici, degli ospedalieri, dai pubblici impiegati... questo è il più classico e vecchio modo per dividerci e farci restare soli quando arriverà il moneto che colpiranno anche NOI. 29-12-2010 13:44 - Ciro Schiano di Cola
  • una cosa è sicura, dopo questo accordo quando si siederà ai tavoli di trattative in ogni comparto la CGIL saprà che è rimasta sola, l unico sindacato che fà sindacato, la cosa piu grave dell accordo fiat è che gli altri unendosi ai padroni han messo fine al loro ruolo, mi ricordano tanto le corporazioni fasciste sindacali dove i lavoratori non contavano nulla 29-12-2010 13:11 - sandro
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