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Loris Campetti
Tutte le ragioni della Fiom
Sergio Cofferati, europarlamentare del Pd con esperienze alle spalle che segnano, da segretario della Cgil a sindaco di Bologna, ci tiene a fare una premessa: «Io sono un riformista moderato, lo sai, e non sono diventato improvvisamente radicale». Lo so, e sono pronto a testimoniarlo in ogni sede, rispondo. «È ridicolo pensare che io abbia cambiato natura perché condivido le battaglie della Fiom per impedire il totale smantellamento delle relazioni industriali, praticato da Marchionne per colpire la Fiom, la Cgil e, soprattutto, i lavoratori e i loro diritti sanciti dalla Carta costituzionale e dallo Statuto».
Sulla vicenda di Pomigliano avevi espresso, proprio sul manifesto, un giudizio molto negativo. Come commenti l'accordo separato di Mirafiori?
Molto negativamente. È un «accordo» addirittura peggiore di quello di Pomigliano e conferma che nella fabbrica napoletana non si agì in uno stato di necessità, si voleva dare inzio a una strategia oggi confermata e aggravata a Mirafiori. Le newco vengono usate per azzerare i diritti individuali e collettivi sanciti da accordi pregressi. Si cancella il contratto nazionale, è ridicolo esaltare il valore del contratto aziendale, che da che mondo è mondo si chiama contratto di 2° livello, il 1° è il contratto nazionale. A Mirafiori si scavalca il modello Pomigliano cancellando il diritto a contrattare, e persino a essere rappresentato, al sindacato che non firma l'accordo. In quell'«accordo» si dice alla Fiom: o firmi o ti cancello. Il perché è chiaro: la si vuole espellere dalle fabbriche perché è l'unico sindacato che contratta, discutendo la strategia complessiva della Fiat.
Qualcuno disse, a sinistra e in Cgil, che Pomigliano era un unicum, irripetibile e la Fiom avrebbe dovuto far buon viso a cattiva sorte, poi tutto sarebbe tornato alla normalità...
Si può sbagliare valutazione, credere in buona fede che Pomigliano rappresentasse l'eccezione e non l'inizio di un nuovo sistema di relazioni che cancella persino il diritto di sciopero. Ma chi disse «bisogna fare di necessità virtù» oggi non riconosce la sua miopia e arriva a giustificare anche l'obbrobrio di Mirafiori.
Tu hai un'antica frequentazione e unità con Cisl e Uil, anche se in momenti straordinari hai fatto con la Cgil scelte solitarie. Come interpreti la loro firma a Mirafiori?
È autolesionismo. Come spiegano a una persona normale che 15 giorni dopo aver rifiutato di firmare l'estromissione di un sindacato giovedì hanno apposto la loro firma sotto il testo di Marchionne, che nel frattempo non era cambiato di una virgola? Fim e Uilm hanno rinunciato a svolgere un ruolo contrattuale, condannandosi alla subalternità e, alla lunga, alla scomparsa.Dio acceca chi vuol perdere?
Penso che l'unico sindacato che manterrà una rappresentanza reale è la Fiom, chi firma testi come quello rinuncia a ogni ratio negoziale.Cosa c'è dietro l'attacco alla Fiom?
Una strategia pericolosissima: si punta a recuperare margini di profitto ridimensionando i diritti individuali e collettivi e aumentando lo sfruttamento, tralasciando quel che l'azienda produce, o meglio non produce. Marchionne teorizza che il piano è roba sua e assegna agli enti locali un ruolo ancor più ancillare di quello attribuito ai sindacati, assegnando loro il solo compito di occuparsi delle gravi conseguenze sociali delle scelte aziendali. Anche per i sindacati parlo di un ruolo ancillare, perché la rappresentanza è considerata accettabile solo se non è conflittuale.
Se lo strappo di Mirafiori è così grave, come valuti le reazioni sottotono, i silenzi, quando non il consenso aperto a Marchionne che si registra tra le forze democratiche e nel tuo partito?
Trovo grave che persino la cancellazione dell'accordo del '93 sulle rappresentanze sindacali passi in silenzio, anche da parte di chi quell'accordo aveva giustamente voluto. Sono preoccupanti certe affermazioni e i silenzi nel Pd, c'è chi non si rende conto che la strategia della Fiat è regressiva. Ripeto, posso ammettere che qualcuno in buona fede abbia sottovalutato la portata dell'accordo di Pomigliano, ma su Mirafiori che lo conferma in peggio non può esserci accettazione in buona fede.
La nuova segretaria della Cgil, Susanna Camusso, critica la strategia di Marchionne ma non risparmia accuse alla Fiom annunciandone la sconfitta e promette un serrato confronto con la Confindustria.
Io nel mio lavoro in Cgil ho avuto sempre rapporti vitali con la Fiom, a volte anche dialettici. Ma ora non si può non capire che l'attacco di Marchionne è di una gravità inaudita, anche un cieco può vederlo. È come se Berlusconi decretasse che chi non è d'accordo con lui non ha diritto a presentarsi alle elezioni. In alcuni settori della Cgil si rischia di sottovalutare l'effetto della linea Marchionne. E chiedo: che senso ha discutere di regole con la Confindustria, proprio qualndo la Fiat decide di uscire da Federmeccanica e Confindustria? Non vedo alcuna sconfitta della Fiom, che ha un atteggiamento sindacalmente razionale e rigoroso e aumenta i consensi in tutte le fabbriche in cui si rinnovano le Rsu.
Dunque è sbagliato accusare la Fiom di rigidità?
Come si fa a dirlo? Io constato che quel che avviene nell'imprenditoria metalmeccanica non avviene tra i chimici. Mi si può contestare che nella chimica c'è una produzione ad alto valore aggiunto, e allora parliamo dei tessili: ne gli uni né gli altri hanno avanzato strategie che richiamino, sia pur lontanamente, i diktat di Marchionne.L'accordo separato di Mirafiori è contestuale allo spettacolo indecente del governo e del parlamento rispetto alle proteste studentesche e allo schiaffo di Tremonti all'informazione democratica.
In ambiti diversi c'è lo stesso attacco, teso a ridurre gli spazi di democrazia ed è grave che non generi reazioni adeguate alla pericolosità del momento, per la sinistra e non solo.Non trovi che ci sarebbero tutti gli ingredienti perché la Cgil proclami lo sciopero generale?
Le condizioni ci sono tutte, a partire dalla crescita della disoccupazione soprattutto giovanile e dai tagli allo stato sociale che sortiranno effetti drammatici nei prossimi mesi. Penso dunque che la Cgil potrebbe proporlo a Cisl e Uil; qualora la risposta fosse negativa, lo sciopero generale potrebbe essere promosso comunque dalla Cgil, nella logica prosecuzione delle iniziative di questi mesi.
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Questo ha cominciato ad vendere il sindacato e poi Bologna. Ma si vergogni. 28-12-2010 22:21 - Murmillus
decoro e l'onore! Bisogna gridare in coro alla
gogna noi non ci voliamo assoggettare! La favola
che propina il politicismo buono solo a mangiare;
è una menzogna dove i poveri guadagnano un obolo in più
prima; della vergogna, dei dolori e del riposo eterno!
La vittima è sempre colui che non si indigna al morso
del potere! Sui diritti di chi si impegna, e non è falso;
quei maledetti figli di una buona donna dal alto censo
non devono scherzare di certo! Se vincono si rischia di
autorizzare di tutto; in base alla malattia del mercato e
al profitto! 28-12-2010 21:36 - Marco dalla Sardegna
La CGIl deve sapere che non è più tempo di tentennamenti pericolosi verso il "centro": qui ne va della nostra credibilità.Io faccio parte nel mio territorio di SLC CGIL e ho sostenuto la mozione 1 di Epifani, ma ora SENZA ESITAZIONI mi schiero con FIOM perchè non si possono accettare condizioni di lavoro medioevali. Sciopero generale subito e lotta dura!
Susanna Camusso devi avere coraggio e rompere gli indugi! 28-12-2010 21:04 - PettiRossoDaCombattimento
Loro la faccia,non l'hanno mai messa!
Loro naquero per rompere il fronte del lavoro.
Li chiamavamo sindacati gialli.
Noi invece, se accettassimo questo accordo,sarebbe la fine della sinistra sindacale in Italia.
La CGIL non camperebbe un altro giorno.Si sfalderebbe come il Muro di Berlino e dalle sue macerie,nessuno potrà edificare un sindacato simile.
Perciò è una questione di vita o di morte.O noi o loro.Compagni,non resta che una durissima lotta di classe!
Gli Ichino e gli altri,non si illudano,di mettersi a capo dei lavoratori di sinistra.Per loro abbiamo in serbo,ben altro! 28-12-2010 19:35 - mariani maurizio
Per cui quel che segue e persegue questo governo è propio tale fine in modo da poter eliminare completamente la parità dei diritti raggiunti dai lavoratiori e permettere di avere le mani libere agli industriali o meglio ai capitalisti ed ai loro manager nella mira di meglio competere con i paesi in via di sviluppo.
Quanto durerà quella mira visto che il potenziale di tali paesi non è paragonabile se non in multipli al Giappone anni sessanta per es.?
Ma come mai poi in altri paesi europei l'industria dell'automobile sembra non risentire dei sussulti che ha nel ns stato, che quì sia conveniente sfruttare il momento?
E' anche evidente che si fà attività anticostitruzionale e contro i diritti dell'uomo; si impedisce la libera associazione dei lavoratori e la possibilità di dimostrare, si favorisce l'individualismo in modo da poterli meglio sfruttare, ma è altrettanto evidente che una volta che avranno rinunciato ai loro diritti sarà difficile se non impossibile che riescano a recuperarli.
Facciano attenzione a chi stà alla mensa di don Rodrigo! 28-12-2010 19:17 - Gromyko