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FUORIPAGINA
29/12/2010
  •   |   Pietro Carzina, Pasquale D'Alessio
    Il presepe di Civitavecchia

    La protesta dei pastori sardi sbarca sulla penisola. Volevano raggiungere la capitale per gridare le ragioni del loro malessere che da mesi anima il dibattito politico isolano. Ad attenderli sulle banchine del porto di Civitavecchia c'erano invece diverse decine di poliziotti e carabinieri schierati affinché i circa 200 rappresentanti del Movimento dei pastori sardi (Mps) non partissero con i pullman alla volta di Roma. I manifestanti avevano raggiunto alla spicciolata lo scalo di Olbia dove lunedì sera si erano imbarcati su una nave della Tirrenia. Molte donne, ragazzi e addirittura signore anziane componevano la delegazione che si è vista sbarrare il passo martedì alle prime luci dell'alba. La tensione è scoppiata intorno alle 8 del mattino, dopo quasi tre ore di trattative fra Mps e forze dell'ordine: si poteva uscire dall'area di sbarco solo dopo la consegna dei documenti e la conseguente identificazione. «Non abbiamo fatto niente di male, non siamo dei delinquenti - urlavano i pastori - non ci potete trattenere qui con la forza».
    Prima alcuni spintoni e poi lo sfondamento del cordone di polizia e carabinieri da parte dei manifestanti. Manganellate e parapiglia hanno riscaldato il freddo mattino di Civitavecchia con una lotta all'ultimo respiro fra Felice Floris, leader dell'Mps, e alcuni funzionari di polizia che in tutti i modi hanno cercato di fermarlo e portarlo via dai suoi pastori. Priamo Cottu è invece stato bloccato a ammanettato per diversi minuti. Solo la mediazione del sindaco di Busachi (Oristano), Giovanni Orrù, ne ha permesso la liberazione. Il bilancio dei tafferugli è di alcuni feriti lievi, due denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e della denuncia per tutti i 200 di manifestazione non autorizzata. I toni si sono poi abbassati e fra le due parti si è ripreso a dialogare. Mentre buona parte dei manifestanti sono rimasti a presidio vicino i pullman parcheggiati sul porto, altri si sono mossi in direzione della stazione ferroviaria con l'intenzione di raggiungere Roma da turisti.
    Niente da fare anche in questo caso. «Un cordone di uomini delle forze dell'ordine ci ha impedito di salire sui treni - ha spiegato Maria Barca, portavoce dell'Mps e ferita alla caviglia dal calcio di un poliziotto - questa è una cosa assurda e inaccettabile». Dello stesso tono le dichiarazioni di Floris: «Siamo padri di famiglia, invece ci hanno trattato come criminali; siamo stati sottoposti ad un vero e proprio sequestro preventivo, insieme ai pullman i cui autisti sono stati identificati e minacciati di denuncia se solo si fossero mossi».
    La battaglia dei pastori sardi ha mosso i primi passi nel luglio scorso con l'occupazione della statale Carlo Felice (l'arteria che collega Cagliari a Sassari) e con i blocchi negli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Poi una sortita anche in Costa Smeralda, la patria dei vip, e una serie di blitz negli scali navali di Porto Torres e Olbia. Fra settembre e ottobre iniziano gli incontri con i politici isolani. Dopo una imponente manifestazione conclusasi sotto la Regione, il 14 settembre, il governatore Ugo Cappellacci, e l'assessore Andrea Prato dichiaravano davanti a migliaia di pastori di accettare il 95% della loro piattaforma. Una lotta di sopravvivenza che rischia di dimezzare, nei prossimi anni, le oltre 15mila aziende zootecniche sarde.

    Con la crisi del pecorino romano, esportato soprattutto nei mercati nord americani, il prezzo del latte ovicaprino è crollato a 65 centesimi di euro al litro, mentre per produrlo, secondo diversi studi dell'Mps, se ne spendono fra i 90 e 1 euro. Il 19 ottobre, dopo l'ennesima manifestazione a Cagliari, 12 pastori occupano un'aula della Regione. Scoppiano tafferugli fra manifestanti e forze dell'ordine e un allevatore perde un occhio dopo esser stato colpito da un lacrimogeno. Gli irriducibili abbandonano la sala con la promessa di Cappellacci di accettare le loro richieste. Così il continuo botta e risposta fra governatore e pastori arriva fino ad oggi. «Volevamo portare a Roma - ha precisato Floris - il progetto di un Coordinamento mediterraneo dei pastori che dovrà coinvolgere anche i colleghi francesi, greci e spagnoli affinché a Bruxelles la voce del mondo ovicaprino si faccia più forte con una grande manifestazione europea». Le cose sono andate in maniera diversa, con gli allevatori sardi costretti a risalire, alle 22.30, su quella nave che li aveva portati sul continente con qualche speranza in più.


I COMMENTI:
  • la sardegna è sempre stata storicamente marginale per lo stato italiano, è lo sarà sempre fintanto che i sardi non saranno all'altezza di scegliere un classe
    politica che non sia serva alla politica di roma. 30-12-2010 15:44 - toninopuxeddu
  • o mariani ma candu d'akabasa de nai cazzatasa. 30-12-2010 12:54 - giorgio
  • La vignetta di Vauro sul Manifesto mette in evidenza una città, Civitavecchia di cui a livello nazionale si conoscono solo le cose negative.Una città di frontiera, dove i problemi della politica si esasperano.
    Quando i potenti hanno paura ricorrono alla violenza, mostrano i muscoli.
    Sono dispiaciuta per quelle persone, perchè i pastori sardi sono dei cittadini a tutti gli effetti, che sono venuti nel continente per una dimostrazione pacifica e sono stati trattati come animali.C'è poco da ridere. 30-12-2010 10:16 - la prof
  • Signori pastori,Avete voluto Berlusconi?
    Lo avete nella vostra terra a fare il Bunga Bunga.
    Lo avete votato alle elezioni passate,oggi raccogliete quello che avete seminato.
    Voi credevate di essere trattati come gli allevatori del nord?
    Ma siete sardi!
    Voi siete una sottospecie della razza umana.
    Bossi lo dice tutti i giorni dal suo carroccio.
    Dice che al sud e alle isole, ci sono animali e che a loro non deve arrivare nulla.
    Voi state pagando per l'evasione che hanno fatto i vostri amici padani.
    Ora che avete assaggiato il bastone di Berlusconi,cosa avete intenzione di fare?
    Certo se ci fossero ancora i sardi come una volta,la villa del nuovo duce,non varrebbe neanche un euro!
    Se ci fossero i sardi con le palle,come Mesina,nessuno di questi verrebbe più in Sardegna!
    Ma purtroppo,anche i sardi hanno fatto quello che ha fatto il resto dell'Italia.
    Ora quelle bastonate,lo sò,non vi fanno male sulla schiena,ma sul cuore!
    Se ci fossero ancora i sardi di una volta....! 30-12-2010 09:55 - mariani maurizio
  • Lo stato sociale è surriscaldato,la corda è troppo tesa. Spetta al PD e all'IVD intervenire in modo deciso altrimenti sarà la piazza a difendere la democrazia e la libertà poi non vengano a cianfrugliare se qualche vetrina sarà rotta, non saranno i Blak Bloc ma i pastori sardi, i terremotati dell'Aquila, gli studenti i ricercatori i disoccupati e licenziati e i cittadini di Napoli sommersi dalla monnezza politica a farsi sentire nelle piazze delle Città italiane.Forse la responsabilità di ciò che potrebbe accadere dovrebbe sentirsela sopra tutto il Presidente della Repubblica il quale tra le sue prerogative c'è anche quella della difesa del popolo. Di coloro che protestano smettendo di appellarsi sempre alla pacificazione sociale, al "volemese bene e annamo d'accordo" 30-12-2010 02:36 - geronimo10
  • eh già magari la prossima volta non livotano 29-12-2010 21:38 - kimeli
  • E' una delle tante dimostrazioni che questo goveno fino ad ora ha dato di non essere in grado di risolvere i problemi degli Italiani ma solo di aggravarli; è impegnato nella concentrazione delle ricchezze e nella precarizzazione generalizzata di buona parte della popolazione alla quale stà sfilando lentamente ma inesorabilmente diritti e sicurezze sociali.
    Il premier rimane aggrappato alla sedia più per sete di potere e necessità personali che per reali capacità di guida come stà dimostrando continuamente; il problema è anche che chi gli dovrebbe fare vera e seria opposizione si comporta come fosse un altro ramo dello stesso albero e non un albero diverso! 29-12-2010 19:47 - Gromyko
  • vergogna hanno manganellato tutto il popolo sardo ad eccezione di cappellacci e prato 29-12-2010 18:39 - angela
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