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FUORIPAGINA
30/12/2010
  •   |   Loris Campetti
    La Fiom mobilita la dignità operaia

    Il referendum è uno strumento democratico in cui le persone possono dire la loro su un tema che li riguardi direttamente. Imporre lo strumento del voto perché si accetti di non poter votare mai più, non è un paradosso o un ossimoro, è un gigantesco imbroglio, che si trasforma in un odioso ricatto nel momento in cui la formulazione del quesito referendario suona così: accetti di rinunciare ai tuoi diritti, compreso quello di ammalarti, scioperare, persino mangiare se la domanda di automobili dovesse schizzare in alto, eleggere i tuoi rappresentanti sindacali, in cambio della salvezza del posto di lavoro?
    Siamo a Mirafiori, Pianeta Italia, fabbrica Chrysler perché la Fiat nei fatti non esiste più, salvo essere trasformata in uno spezzatino di newco da mettere sul mercato qualora a Marchionne i soldi da restituire a Barack Obama non dovessero bastare. Cosa dovrebbe dire la Fiom, se non che questo referendum, frutto di un accordo separato, è illegittimo e dunque i metalmeccanici della Cgil non possono riconoscerne la validità? Cosa dovrebbe fare la Fiom, se non indire per il 28 gennaio uno sciopero generale di tutta la categoria in difesa della democrazia, della Costituzione repubblicana, del contratto nazionale e dello Statuto dei lavoratori? Semmai, con questi chiari di luna, con un governo della deregulation liberista, con la diseguaglianza che cresce insieme alla povertà, bisognerebbe chiedersi come mai non sia l'intera Cgil a chiedere al paese di fermarsi.


    Ieri si è riunito uno dei pochi organismi dirigenti democratici sopravvissuti alla berlusconizzazione (o marchionizzazione) del nostro paese, opposizioni e sindacati compresi: il Comitato centrale della Fiom. Una sede in cui la scelta degli operai iscritti è legge, una sede in cui quando una risoluzione del Comitato centrale non fosse in consonanza con il popolo lavoratore, verrebbe cambiata la risoluzione e non il popolo. È stato deciso lo sciopero generale con 102 voti a favore e i 29 astenuti della minoranza Fiom che fa riferimento alle posizioni della segretaria della Cgil Susanna Camusso. Gli astenuti, guidati da Fausto Durante, sostengono che la Fiom dovrebbe comunque accettare l'esito del referendum imposto dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. Peccato che così si legittimerebbe un voto su diritti indisponibili, cosa che non avrebbe precedenti nella storia della Cgil. I militanti della Fiom dello stabilimento torinese costituiranno un comitato per il No, ribadendo che un'eventuale vittoria dei Sì non verrebbe riconosciuta perché non è consentito mettere al voto diritti costituzionali indisponibili, non trattabili.


    Il 28 gennaio, quando i metalmeccanici incroceranno le braccia per non piegare la schiena, si terranno manifestazioni in tutte le città italiane ma già dall'inizio di gennaio si organizzeranno presidi, iniziative, tende nei centri delle città per coinvolgere la popolazione. Il segretario generale Maurizio Landini si è rivolto a tutti i soggetti, i movimenti, gli intellettuali, gli studenti, i precari che il 16 ottobre hanno manifestato a Roma al fianco della Fiom, per invitarli a partecipare alle proteste. Non è vero che la Fiom è sola. Non è vero che è minoritaria nelle fabbriche, come testimoniano l'aumento degli iscritti e la crescita dei consensi e dei delegati in tutte le aziende in cui si è votato per rinnovare le Rsu (250 nel 2010). Non sarà proprio per questo, per la sua irriducibile adesione a leggi, norme, Costituzione, per il suo rapporto di mandato con chi rappresenta, che è diventata inaccettabile per la Fiat, e via via per una fetta crescente di padronato? Non sarà per questo che non si riesce più a indire un referendum sugli accordi sindacali, con l'eccezione di quelli anticostituzionali imposti da Marchionne?


    Maurizio Landini è un signore, oltre che un operaio. Il segretario della Fiom, ai giornalisti che gli chiedono un giudizio sul Pd che non esprime giudizi o ne esprime troppi e opposti, e sull'aspirante sindaco di Torino Piero Fassino che ha detto «se fossi un operaio di Mirafiori voterei sì», non risponde in torinese va' a travaje', barbun. Risponde invece: «Chi dice che voterebbe sì dovrebbe provare a vedere il mondo dal punto di vista di chi lavora alla catena di montaggio, a cui si riducono le pause, si sposta o si toglie la mensa, si impone di lavorare su turni di 10 ore più una di straordinario, gli si toglie il diritto allo sciopero e alla malattia, per portare a casa, se gli va molto bene e non è in cassa integrazione, 1.300 euro al mese». Del resto, se l'opposizione politica italiana avesse provato a vedere il mondo dal punto di vista degli operai, se non avesse cancellato dall'agenda il lavoro e i lavoratori, forse le vicende politiche italiane sarebbero andate diversamente.


    A chi difende il metodo Marchionne perché «salva il lavoro», i tanti intervenuti alla riunione del Comitato centrale hanno risposto raccontando quel che l'accordo comporta. Per esempio, non solo è negato a chi non firma il diritto a esercitare fare sinindacato, fino a non poter presentare candidati alle elezioni per le Rsu; nell'accordo separato firmato da Fim, Uilm, Fismic (sindacato giallo, già Sida), persino Ugl (ex sindacato fascista Cisnal) e addirittura il neopromosso soggetto sindacale «Associazione dei capi e quadri», si impedisce agli operai di votare, le Rsu non esistono più. Si ritorna alle Rsa (rappresentanze sindacali d'azienda), con quote pariteche tra i sindacati firmatari che nominano direttamente i loro terminali in fabbrica, 15 a organizzazione. Ma quale cecità ha spinto la Fim a firmare un'oscenità del genere? Qualora la Newco Chrysler-Fiat in futuro volesse liberarsi anche di Fim e Uilm potrebbe farle far fuori dagli altri tre «sindacati». «Si arriverà alla compravendita, con tanti Scilipoti in tuta blu», commenta il responsabile per il settore auto della Fiom, Giorgio Airaudo.


    Mentre il gruppo dirigente Fiom votava lo sciopero generale, i compagni di merenda (Fim, Uilm, ecc.) firmavano con la Fiat il nuovo contratto di lavoro per Pomigliano. Val la pena di considerare che il falò dei diritti, da Napoli a Torino, avviene mentre i salari del lavoratori vengono e verranno falcidiati dalla cassa integrazione. A Mirafiori dei nuovi modelli (promessi) legati agli investimenti (promessi ) di 1 miliardo di euro si parlerà tra più di un anno, sempre che la Fiat esisterà ancora. I modelli previsti sono un suv e una jeep, ma i motori verranno da Oltreoceano, là dove le vetture saranno in gran parte commercializzate. È l'automobile a chilometro zero. Anche a Pomigliano il lavoro per costruire la nuova Panda tolta ai polacchi di Tychy inizierà chissà quando nel 2012 (intanto la Fiat minaccia i polacchi che fanno qualche timida resistenza di trasferire la produzione in Serbia). Tra Mirafiori e Pomigliano gli investimenti annunciati ammontano a 1,7 miliardi, a fronte dei 20 promessi. Dei 32 nuovi modelli per l'Italia nel quinquennio già 16 sono volati all'estero, degli altri nulla si sa, perché Marchionne il suo piano è disposto a discuterlo solo con se stesso. Dunque, dietro il falò dei diritti potrebbe nascondersi un gigantesco paccotto. Vaglielo a spiegare a D'Alema, Fassino, Chiamparino: se 11 ore, vi sembran poche...
    Sarà uno scontro durissimo quello di Mirafiori, una fabbrica imprevedibile e ingovernabile per tutti, abitata da operai con un'età media di 47 anni, incattiviti, in rotta di collisione con la politica e gran parte dei sindacati, in attesa di una sola cosa: la pensione. Persone consumate dalla fatica e dalle delusioni, stufe, pronte a fischiare quasi chiunque si avvicini alla loro fabbrica perché si sentono abbandonate e tradite. Persone con una dignità, però. L'esito del referendum è tutt'altro che scontato.


I COMMENTI:
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  • ma è possibile che non si capisca cha marchionne ha in mano il pallone senza il quale non si gioca la partita?e detta le condizioni e non obbliga nessuno ad avettarle.cero,i fiommini possono incrociare le braccia,sarò un utile allenamento per quando saranno definitivamente a spasso e i serbi e i polacchi ringrazieranno la loro ottusità..la festa è finita,gente,o si lavora secco e sodo o ci sar molto tempo per fare politica al bar..certo,è un ricatto,uguale a quello che i sindacati ponevano alle dirigenze per salvare i fannulloni,gli assenteisti e i sabotatori,vedi pomigliano e melfi.la ruota è girata,salvate il salvabile o imparate in fretta il polacco e copritevi bene,là fa freddo.. 04-01-2011 12:26 - ciomponio
  • "Vinca il più forte"! E così, come sempre, il lavoratore, privo di riferimenti politici e ormai solo e impotente, si consegnerà alle logiche dei sedicenti rappresentanti istituzionali dei lavoratori, per il "bene del paese" ovviamente. C'è solo Landini come ultima speranza. Fabio 44 02-01-2011 10:51 - fabio
  • Cara o caro Stefy, di che referendum stai parlando? "o la borsa o la vita" non è un referendum e un ricatto, una rapina a mano armata. Ma, dicci la verità, non ti vergogni nemmeno un pochino quando ti guardi allo specchio? 01-01-2011 22:24 - giovanni
  • La minoranza CGIL che è maggioranza nella FIOM sta commettendo un errore enorme. Non accettare il responso del refeendum. La situazione è cambiata e non si può più tollerare la scarsa redditività e improduttività degli impianti italiani. Solo in Italia un laureato in medicina qualsiasi può certificare che un impiegato od operaio ha "mal di testa" o "di schiena" (patologie obiettivamente non rilevabili) e questa persona può mancare 5/10/15 giorni dal lavoro ed essere remunerato.E succede sempre tra due festività, nei ponti, nei giorni di partita della squadra del cuore, nei giorni di raccolta dell'uva o dei pomodori, o del cambio di stagione ecc e Nessuno può dire nulla o licenziarlo. Non si accettano turni che consentano di sfruttare bene gli impianti, ed altre cose che ci mettono al centesimo posto per competitività. Nessuno vuole affrontare questo discorso e quando finalmente ci si siede ad un tavolo per discuterne la Fiom si chiama fuori. Ecco adesso è fuori e non conta più nulla. Perfino la maggioranza degli operai si è resa conto che il problema andava risolto. Non si possono più difendere rendite di posizione inaccettabili 20 anni fa figuriamoci oggi, che le aziende non discutono più, se ne vanno e basta. E quando trovi un imprenditore che, apprezzatissimo all'estero (nemo profeta in patria)geniale per certi versi, vuole investire in Italia e riportare tanto lavoro che fai? Gli metti un bastone fra le ruote? Ma dai!
    Landini e Cremaschi siete dei dinosauri nel sindacalismo. Arretratissimi, retrogradi, conservatori e soprattutto contro i lavoratori. Fingendo di difenderli farete un milione di disoccupati. In fondo gli operai FIAT non sono i veri sfortunati, ma quelli dell'indotto e di piccolissime aziende che girano intorno alla FIAT, quelli senza diritti e tutele.FIOM, è meglio che cambi mestiere!!Un accordo tra una zienda ed i suoi operai deve valere di piu' del contratto collettivo CCLN perchè ricalca le situazioni territorialie precede ed accompagna il federalismo 01-01-2011 20:13 - stefy
  • Caro Beppe L'illuminato aveva sbandierato ai citrulli, e ce ne sono tanti,investimenti per 20 miliardi.A Pomiglino circa 700, a Mirafiori 1000,e gli altri?Secondo fonti finanziarie 6000 in Brasile,pochi in Serbia e gli altri a pagare il debito ad Obama.Aurelio 01-01-2011 15:30 - PAlazzoni Aurelio
  • questa strana sinistra,Veltroni in testa, ama Obama.Obama ama Marchionne..strani triangoli amorosi.Fassino se fosse operaio si esprimerebbe per il si.Solo che Fassino per coscienza,salario,pensione,e prospettive future non è operaio.I silenzi del pd esprimono solo imbarazzo e fastidio.Per non parlare poi della corrente minoritaria della Fiom,vicina alla segreteria.Si è persa ancora una volta l'occasione di dare un segnale forte di solodarietà. 01-01-2011 15:23 - rossonero
  • Mi chiedo e vi chiedo : corrisponde a verità le cose dette da Ichino , secondo cui , coloro che non firmano un accordo , non hanno diritto di rappresentanza ? QUi non si capisce più niente , perchè a me risulta che la rappresentanza , specie quando corrisponde ad un sindacato numericamente forte , come la Fiom , non può essere negata.. 01-01-2011 09:39 - ALFIO
  • sono indignato dal commentatore Carlo.Sono un ex operaio metalmeccanico orgoglisamente sessantottino e ex delegato Fiom.Senza retorica ma semplicemente per informala che senza le lotte,chirisco meglio scioperi e tanti picchettaggi occupazioni manifestazioni, tante, la mia generazione, grazie anche alla FIOM,alla cgil(quella di allora)ed al P.C.I simo riusciti anche se gradualmente,ad avere i salari piu' alti d'Europa,le 40 ore settimanali, il diritto ad ammalarsi,la contrattazione sull'organizzazione del lavoro,40 minuti di pausa durante le 0tto ore, lo Statuto dei diritti dei lavoratori,(che lei non credo abbia mai letto)e potrei continuare.I sindacalisti della Fiom pagano regolarmente le tasse sullo stipendio uno stipendio che puo' essere al massimo il doppio qullo di un operaio,ma sa quanto guadagna l'"illuminato" italo=canadese? Piu' di 420 volte.Per non parlare poi dei variAD di tante societa'.Per non parlare poi della corte dello psiconano.La cricca, Bertolaso ecc,ecc.Cerchi piuttosto lei di svegliarsi,e proprio da persone come lei che siamo il paese del bunga=bunga.Palazzoni Aurelio 31-12-2010 16:29 - PAlazzoni Aurelio
  • Il PACCO Marchionne:
    Dietro le quinte,
    nel mondo finanziario è data al 99% la probabilità di vendita di Fiat-Chrysler entro 3-5 anni,che con operai chini a 90 Gradi verrebbe pagata di più.
    Vi lascio immaginare QUANTI e QUALI investimenti Marchionne farà ahahah! 31-12-2010 15:22 - beppe
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