mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
30/12/2010
  •   |   Loris Campetti
    La Fiom mobilita la dignità operaia

    Il referendum è uno strumento democratico in cui le persone possono dire la loro su un tema che li riguardi direttamente. Imporre lo strumento del voto perché si accetti di non poter votare mai più, non è un paradosso o un ossimoro, è un gigantesco imbroglio, che si trasforma in un odioso ricatto nel momento in cui la formulazione del quesito referendario suona così: accetti di rinunciare ai tuoi diritti, compreso quello di ammalarti, scioperare, persino mangiare se la domanda di automobili dovesse schizzare in alto, eleggere i tuoi rappresentanti sindacali, in cambio della salvezza del posto di lavoro?
    Siamo a Mirafiori, Pianeta Italia, fabbrica Chrysler perché la Fiat nei fatti non esiste più, salvo essere trasformata in uno spezzatino di newco da mettere sul mercato qualora a Marchionne i soldi da restituire a Barack Obama non dovessero bastare. Cosa dovrebbe dire la Fiom, se non che questo referendum, frutto di un accordo separato, è illegittimo e dunque i metalmeccanici della Cgil non possono riconoscerne la validità? Cosa dovrebbe fare la Fiom, se non indire per il 28 gennaio uno sciopero generale di tutta la categoria in difesa della democrazia, della Costituzione repubblicana, del contratto nazionale e dello Statuto dei lavoratori? Semmai, con questi chiari di luna, con un governo della deregulation liberista, con la diseguaglianza che cresce insieme alla povertà, bisognerebbe chiedersi come mai non sia l'intera Cgil a chiedere al paese di fermarsi.


    Ieri si è riunito uno dei pochi organismi dirigenti democratici sopravvissuti alla berlusconizzazione (o marchionizzazione) del nostro paese, opposizioni e sindacati compresi: il Comitato centrale della Fiom. Una sede in cui la scelta degli operai iscritti è legge, una sede in cui quando una risoluzione del Comitato centrale non fosse in consonanza con il popolo lavoratore, verrebbe cambiata la risoluzione e non il popolo. È stato deciso lo sciopero generale con 102 voti a favore e i 29 astenuti della minoranza Fiom che fa riferimento alle posizioni della segretaria della Cgil Susanna Camusso. Gli astenuti, guidati da Fausto Durante, sostengono che la Fiom dovrebbe comunque accettare l'esito del referendum imposto dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. Peccato che così si legittimerebbe un voto su diritti indisponibili, cosa che non avrebbe precedenti nella storia della Cgil. I militanti della Fiom dello stabilimento torinese costituiranno un comitato per il No, ribadendo che un'eventuale vittoria dei Sì non verrebbe riconosciuta perché non è consentito mettere al voto diritti costituzionali indisponibili, non trattabili.


    Il 28 gennaio, quando i metalmeccanici incroceranno le braccia per non piegare la schiena, si terranno manifestazioni in tutte le città italiane ma già dall'inizio di gennaio si organizzeranno presidi, iniziative, tende nei centri delle città per coinvolgere la popolazione. Il segretario generale Maurizio Landini si è rivolto a tutti i soggetti, i movimenti, gli intellettuali, gli studenti, i precari che il 16 ottobre hanno manifestato a Roma al fianco della Fiom, per invitarli a partecipare alle proteste. Non è vero che la Fiom è sola. Non è vero che è minoritaria nelle fabbriche, come testimoniano l'aumento degli iscritti e la crescita dei consensi e dei delegati in tutte le aziende in cui si è votato per rinnovare le Rsu (250 nel 2010). Non sarà proprio per questo, per la sua irriducibile adesione a leggi, norme, Costituzione, per il suo rapporto di mandato con chi rappresenta, che è diventata inaccettabile per la Fiat, e via via per una fetta crescente di padronato? Non sarà per questo che non si riesce più a indire un referendum sugli accordi sindacali, con l'eccezione di quelli anticostituzionali imposti da Marchionne?


    Maurizio Landini è un signore, oltre che un operaio. Il segretario della Fiom, ai giornalisti che gli chiedono un giudizio sul Pd che non esprime giudizi o ne esprime troppi e opposti, e sull'aspirante sindaco di Torino Piero Fassino che ha detto «se fossi un operaio di Mirafiori voterei sì», non risponde in torinese va' a travaje', barbun. Risponde invece: «Chi dice che voterebbe sì dovrebbe provare a vedere il mondo dal punto di vista di chi lavora alla catena di montaggio, a cui si riducono le pause, si sposta o si toglie la mensa, si impone di lavorare su turni di 10 ore più una di straordinario, gli si toglie il diritto allo sciopero e alla malattia, per portare a casa, se gli va molto bene e non è in cassa integrazione, 1.300 euro al mese». Del resto, se l'opposizione politica italiana avesse provato a vedere il mondo dal punto di vista degli operai, se non avesse cancellato dall'agenda il lavoro e i lavoratori, forse le vicende politiche italiane sarebbero andate diversamente.


    A chi difende il metodo Marchionne perché «salva il lavoro», i tanti intervenuti alla riunione del Comitato centrale hanno risposto raccontando quel che l'accordo comporta. Per esempio, non solo è negato a chi non firma il diritto a esercitare fare sinindacato, fino a non poter presentare candidati alle elezioni per le Rsu; nell'accordo separato firmato da Fim, Uilm, Fismic (sindacato giallo, già Sida), persino Ugl (ex sindacato fascista Cisnal) e addirittura il neopromosso soggetto sindacale «Associazione dei capi e quadri», si impedisce agli operai di votare, le Rsu non esistono più. Si ritorna alle Rsa (rappresentanze sindacali d'azienda), con quote pariteche tra i sindacati firmatari che nominano direttamente i loro terminali in fabbrica, 15 a organizzazione. Ma quale cecità ha spinto la Fim a firmare un'oscenità del genere? Qualora la Newco Chrysler-Fiat in futuro volesse liberarsi anche di Fim e Uilm potrebbe farle far fuori dagli altri tre «sindacati». «Si arriverà alla compravendita, con tanti Scilipoti in tuta blu», commenta il responsabile per il settore auto della Fiom, Giorgio Airaudo.


    Mentre il gruppo dirigente Fiom votava lo sciopero generale, i compagni di merenda (Fim, Uilm, ecc.) firmavano con la Fiat il nuovo contratto di lavoro per Pomigliano. Val la pena di considerare che il falò dei diritti, da Napoli a Torino, avviene mentre i salari del lavoratori vengono e verranno falcidiati dalla cassa integrazione. A Mirafiori dei nuovi modelli (promessi) legati agli investimenti (promessi ) di 1 miliardo di euro si parlerà tra più di un anno, sempre che la Fiat esisterà ancora. I modelli previsti sono un suv e una jeep, ma i motori verranno da Oltreoceano, là dove le vetture saranno in gran parte commercializzate. È l'automobile a chilometro zero. Anche a Pomigliano il lavoro per costruire la nuova Panda tolta ai polacchi di Tychy inizierà chissà quando nel 2012 (intanto la Fiat minaccia i polacchi che fanno qualche timida resistenza di trasferire la produzione in Serbia). Tra Mirafiori e Pomigliano gli investimenti annunciati ammontano a 1,7 miliardi, a fronte dei 20 promessi. Dei 32 nuovi modelli per l'Italia nel quinquennio già 16 sono volati all'estero, degli altri nulla si sa, perché Marchionne il suo piano è disposto a discuterlo solo con se stesso. Dunque, dietro il falò dei diritti potrebbe nascondersi un gigantesco paccotto. Vaglielo a spiegare a D'Alema, Fassino, Chiamparino: se 11 ore, vi sembran poche...
    Sarà uno scontro durissimo quello di Mirafiori, una fabbrica imprevedibile e ingovernabile per tutti, abitata da operai con un'età media di 47 anni, incattiviti, in rotta di collisione con la politica e gran parte dei sindacati, in attesa di una sola cosa: la pensione. Persone consumate dalla fatica e dalle delusioni, stufe, pronte a fischiare quasi chiunque si avvicini alla loro fabbrica perché si sentono abbandonate e tradite. Persone con una dignità, però. L'esito del referendum è tutt'altro che scontato.


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • cari compagni siamo nel caos piu totale ,gente che di sinistra che si impone come partito degli operai che mette al bando le lotte per i diritti che loro hanno voluto e che ora delegittimano come obsolente,quei diritti che si sono messi in bocca fino a pochi mesi fa.....parlo del pd un partito di persone che vede come alternativa questa globalizzazzione come spunto di crescita della popolazione ,ma che cazzo pensano questi politici?e i suoi elettori sono cosi poco lungimiranti? 31-12-2010 15:10 - domenico
  • x giovanni L.
    Fosse come dice lei, visto che di accordi di questo tipo (cioè a ridurre diritti dei lavoratori in cambio del mantenimento del posto del lavoro) negli ultimi 10 anni se ne sono fatti a bizzeffe, dovremmo avere disoccupazione a zero e salari ultrarenumerativi. Invece abbiamo i salari più bassi d'Europa ed anche come disoccupazione non siamo messi bene. Direi che ci vorrebbe più comunismo e meno falsità, grazie. 31-12-2010 12:36 - Mauro
  • Bravo Campetti, condivido tutto del Tuo articolo.Purtroppo è in atto una dura lotta x la Democrazia e altro.Noi Fiom da sempre siamo in prima linea a difesa dei diritti ecc...Buon Anno...chissà???. 31-12-2010 12:09 - Angelo Gentilini
  • la dignità degli operai si manifesta quando possono lavorare.
    Questo accordo è dignitoso perchè permette agli operai di lavorare.
    La cgil pontifica su astrusi diritti, di cui se ne può fare tranquillamente a meno, che sono i responsabili della bassa produttività e quindi dei magri salari degli operai.
    Allora, ringraziate Marchionne che crede nelle capacità lavorative delle ns maestranze e ha deciso di investire in Italia.
    Meno chiacchiere comuniste e più soldi in busta. 31-12-2010 09:39 - giovanni L.
  • alla redazione completa del MANIFESTO auguro ed auspico un 2011 meritamente profittevole come dai vostri auspici.
    alla FIOM tutta la mia ammirazione. ulisse 31-12-2010 08:48 - ulisse rossi
  • Sono uno studente,
    Un grande sogno c'è bruciato in mano, adesso dobbiamo esser costretti a guardare i nostri genitori dover fare un'ulteriore sforzo. Purtroppo non riescono più, sono stanchi, acciaccati e ammalati. Non vedono l'ora di prendere quella ridicola pensione e passare gli ultimi giorni in santa pace, in eterna "pausa mensa".

    Spero fortemente che si possa risorgere, e non per vivacchiare ma per sognare di nuovo! W la vostra e nostra associazione.

    Stefano Teodori 30-12-2010 18:56 - Stefano Teodori
  • per troppi anni la fiom ha creduto di essere padrona, adesso paghi. ma, come al solito,farà pagare agli operai. i soldi ce li ha. lo sapete quanti miliardi ha? lo sapete che non paga un centesimo di tasse? Ma che vi raccontano, che fanno gli interessi degli operai? Ma gli operai lo sanno che la quota sindacale, in proporzione è maggiore di quella del Rotary club, formato da chi guadagna 100 volte più di loro? sveglia, sveglia!!!! tutto il resto è aria fritta! 30-12-2010 18:21 - carlo
  • Se qualcuno pensa ancora che gli operai sono con la Lega,si dovranno ricredere domani quando tutte le piazze e tutti i posti di lavoro saranno in mano ai compagni.Ci stiamo mobilitando e pare che abbiamo la stessa forza, che avevamo anni fa.(Io personalmente un pò di meno)Anzi oggi,siamo ancora più incazzati e vedrete quello che faremo!
    Ci avevano venduto la pelle,prima ancora di averci ammazzato.Hanno ricevuto una zampata in faccia.
    Ci avevano dato per spacciati,pronti a correre a presso a Fassino o a Bossi.
    Si gli correremo a presso,ma per malmenarli!
    Ci hanno riportato, agli anni di Valletta!
    Le fabbriche dovranno produrre come nel tempo del BOOM economico.Con il cazzo,che i nostri giovani si faranno ammazzare di lavoro.Che se lo tolgano dalla testa di far diventare i nostri figli, peggio di noi.
    Ragazzi,è arrivato il tempo della lotta!
    Noi volevamo,per voi un futuro migliore e invece questi governanti di merda,vi hanno riportato al medio evo.
    Ora sta a voi a rispondere per le rime a chi vi vuole schiavi.
    Lavorare solo per vivere male e senza neache la possibilità di una vita al minimo,è molto meglio morire o finire in galera.
    Lì, almeno saranno i nostri padroni a alimentarci e a darci un alloggio.
    Stanno preparando un tipo di vita come quello dei neri di Rosarno.
    Lavorare per mangiare!
    In carcere,avrete tutto il nostro sostegno e faremo collette per i vostri avvocati.
    Se lottate avrete l'onore di aver fatto tutto quello che bisognava fare per non tornare indietro.Se invece accetterete i contratti e abbasserete la testa fino a strusciarla per terra,noi potremmo al massimo avere pietà per voi!
    Se invece dimostrerete di essere all'altezza di noi vecchi,che abbiamo pagato con il sangue e la galera,tutto quello che abbiamo ottenuto,sarete la nostra continuità.
    Sarete i nuovi guerrieri del popolo.
    I nuovi partigiani,che mai cedono.
    Un giorno potrete guardare i vostri figli in faccia,senza mai vergognarvi.
    Io nel mio piccolo,ho fatto la mia parte e se fossi un giovane,correrei anch'io incontro al nemico!
    Vi verrò a presso piano piano,facendo tutto quello che posso fare.A ognuno secondo le sue possibilità e ad ognuno secondo i suoi bisogni!
    Viva il movimento operaio italiano! 30-12-2010 15:21 - mariani maurizio
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI