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Maurizio Matteuzzi
Battisti, Lula dice no
Salvo sorprese dell'ultimo minuto, sempre possibili ma all'apparenza altamente improbabili (improbabili «al 98%» secondo una fonte), Cesare Battisti non sarà estradato in Italia. Il governo brasiliano fa sapere in serata che Luiz Inácio da Silva deciderà oggi. Un nuovo incontro con l'avvocato generale dello stato e il presidente uscente metterà la parola fine alla saga sull'ex-militante dei Pac, Proletari armati per il comunismo, reclamato dalla giustizia italiana per quattro omicidi commessi durante la decade dei '70, gli anni di piombo, e condannato all'ergastolo.
Ieri fra Roma e Brasilia - sia il palazzo di Planalto dove Lula ha avuto una serie di incontri protocollari di commiato, sia nel carcere di Papuda dove è rinchiuso Battisti dal 2007 - è stato tutto un susseguirsi di voci, indiscrezioni e «sparate» roboanti sulle conseguenze di un eventuale rifiuto dell'estradizione, peraltro annunciata dai siti dei principali giornali brasiliani, da Globo allo Estado de São Paulo.
Nel pomeriggio di ieri Lula, che alle 24 di oggi terminerà il suo mandato di otto anni per lasciare posto, domani, alla «posse», l'insediamento del nuovo presidente, la ex-guerrigliera Dilma Rousseff, ha incontrato varie personalità per il commiato (e per Battisti). Fra loro il presidente del Supremo tribunale federale, Cezar Peluso che nel novembre 2009 fu il relatore sul caso Battisti e sostenne la tesi contraria alla concessione dello status di rifugiato politico dell'italiano che gli era stata dato all'inizio di quell'anno dall'allora ministro della giustizia Tarso Genro, uno degli esponenti storici del Partido dos trablhadores di Lula (eletto governatore dello stato del Rio Grande do sul in ottobre).
Quella votazione si concluse con un risultato di misura (5 contro 4) in favore della concessione dell'estradizione. E Peluso era fra quei 5. In Italia si disse e si scrisse che Battisti sarebbe stato estradato di lì a poco. Ma non era così. La palla tornava a Lula, a cui spettava l'ultima parola. E il presidente prese tempo. Lula si era già mostrato più volte contrario all'estradizione, assecondando la campagna di un comitato internazionale sorto in favore di Battisti, divenuto nel frattempo, durante il rifugio in Francia prima della fuga in Brasile nel 2004, uno scrittore di noir di successo.Ma più di recente, dopo le forti polemiche scoppiate in Italia a seguito dell'asilo politico (ci fu anche una lettera personale del presidente Giorgio Napolitano), Lula disse che avrebbe chiesto un parere articolato all'avvocatura generale dello Stato. Parere che gli è arrivato qualche giorno fa in un incontro con il suo titolare, Luiz Inacio Lucena Adams. Secondo il quotidiano paulista Estadão (Estado de São Paulo), Lucena Adams ha «raccomandato» al presidente Lula di negare l'estradizione sulla base dell'argomentazione, prevista in un articolo del trattato bilaterale di estradizione dell'89, che Battisti in Italia potrebbe trovarsi in una «grave situazione» (e di questo i sostenitori dell'estradizione dovranno ringraziare i vari La Russa, Gasparri, Storace e compagnia balilla). L'avvocatura dello Stato sostiene anche che il trattato di estradizione «dà margini» a Lula per negare l'estradizione.
Ieri al Planalto, fra un incontro e l'altro, Lula ha detto ai cronisti in attesa che «avrebbe letto le carte» relative al caso Battisti e «dopo» avrebbe parlato con loro. Ma a Brasilia dicono anche che «Lula è come Garrincha», l'indimenticabile astro del Botafogo che faceva dell'imprevedibilità la sua arma migliore. Per cui si ipotizzava anche che Lula non dicesse nulla su Battisti e la sua decisione si potesse leggere il giorno dopo - oggi - sulla Gazzetta ufficiale che esce alle 7 di mattina.
Però l'impressione generale - «al 98%» - era che Lula si terrà Battisti scontando le inevitabili reazioni da parte italiana. Reazioni e strilli ad alto tasso di decibel che però, al di là del fumo non arriveranno all'arrosto. Ieri il senatore paulista Eduardo Suoplicy, storico esponente del Pt e «discendente di italiani» (della stirpe dei Mattarazzo che ha fatto fortuna a San Paolo), ha ribadito quanto aveva dichiarato il giorno prima e che gli era valsa una (scontata) smentita ufficiale della presidenza del consiglio italiano: ossia che, dopo aver parlato del caso con Berlusconi and company, non succederà niente, «sono convinto che il presidente del consiglio Berlusconi accetterà con rispetto la decisione del presidente Lula». Battisti rimarrà in Brasile e «questo tema non sarà tanto importante per le relazioni bilaterali». Relazioni ricche e succose che non andranno in fumo per un Battisti qualsiasi.
Certo l'Italia potrà presentare un nuovo ricorso per violazione del trattato bilaterale sull'estradizione e questo potrà ritardare la liberazione di Battisti. Ma il caso sembra chiuso. «Al 98%».
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http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/ 31-12-2010 14:33 - ALESSIO DI BENEDETTO
ti informo comunque che numerosi brigatisti rossi (uno dei più famosi è Mario Moretti) stanno ancora scontando la loro pena dopo 30 anni (forse è giusto comunque la stampa di questi non parla mai)
ancora meno parla di Giusva Fioravanti che ne ha ammazzati una 70ina tra poliziotti, militanti di sinistra e gente rapinata (dando per scontato che non abbiano compiuto anche un paio di stragi) e oggi vive in piena libertà e anci riceve un assegno dallo stato come collaboratore del gruppo parlamentare dei radicali
e con questo credo di avere risposto anche ad Alessio 31-12-2010 14:18 - Gabriele
Sarebbe una scelta doppiamente tragica, sia perché si libererebbe un assassino, ma anche considerando la caratura umana (???) di questo disprezzabile soggetto: uno vigliacco senza speranza, un tale sempre in fuga da un paese connivente all’ altro ed incapace persino di far fronte da uomo alle conseguenze indesiderate delle proprie azioni passate, per quanto potessero essere sbagliate! Inoltre, uno che non ha MAI speso una parola non dico di pentimento a favore delle vittime dei propri demenziali e paranoici crimini, ma neppure un minimo di rincrescimento per il dolore causato ai famigliari di quei poveri cristi…
La possibile principale motivazione addotta, poi, ovvero il rischio per l’ incolumità in Italia di un simile vigliacco criminale è oggettivamente offensiva per un paese, come il nostro, che si suppone ancora (forse per poco!) essere “civile”. Oltre tutto, tale motivazione verrebbe dal Presidente di una Nazione attualmente in grande spolvero ma che fino a pochi anni fa vantava l’ immagine ben meritata di vera e propria “Repubblica delle Banane”, ovvero oltre al danno si aggiungerebbe la beffa!
Come potrebbe arrivare Lula, per altro un ottimo (quasi ex) Presidente, ad un simile clamoroso abbaglio? Sicuramente il clima favorevole d’ indulgenza verso un noto assassino, terrorista e criminale, una vera assurdità da ogni punto di vista, è stato creato da un’ orrenda accozzaglia di esponenti delle sinistra estrema; veri fiancheggiatori e/o persino ispiratori morali, nei fatti nudi e crudi, di ex terroristi rossi impresentabili e imperdonabili. Come poi tacere il ruolo dei vari presunti “maitre-a-penser” radical chic della “guache-caviar”, una ben nutrita e coltivata banda di presunti rivoluzionari col conto miliardario in banca e sempre pronti a supportare la più demenziale delle cause, basta che suoni bene, ovvero rivoluzionaria ed engagè? Tra questi, occorre citare per il notevole impegno profuso a favore di questa demenziale causa una ex-modella arrivista e carrierista, da sempre pronta ad aprire le gambe a chi più le conveniva per la carriera ed il conto in banca ed ora persino diventata moglie del Presidente Francese (di destra, per altro!)???
A questo punto, se Lula facesse questo tragico errore rimettendo in libertà questo sinistro figuro e fossi un familiare di uno di quei quattro poveri cristi giustiziati immotivatamente e senza alcuna pietà, saprei benissimo cosa fare: altro che rilasciare interviste disperate a giornali e TV, prenderei un bell’ aereo per Rio … 31-12-2010 13:18 - Fabio Vivian
Con quale coscienza si può consegnare un prigioniero politico, a una classe dirigente, composta di gente di cosi dubbia fama.
Non esiste consulta che firmerebbe un'infamia simile.
L'Italia, in mano a Berlusconi, è inaffidabbile!
Meglio un criminale fuori,che un innocente dentro.
La giustizia in Italia non è cosa seria,fino a che esisteranno, Lodi! 31-12-2010 12:40 - maurizio mariani