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Roberto Tesi
La scuola è decimata
Tempi duri per i dipendenti pubblici: oltre al blocco delle retribuzioni che comporterà una perdita di potere d'acquisto di circa 1.600 euro fino al 2013, ieri la Ragioneria generale dello stato ha anche certificato (secondo quanto emerge nell'ultimo «Conto Annuale sul pubblico impiego») che l'occupazione nel settore pubblico sta diminuendo. Nel 2009, infatti, il totale degli occupati è sceso a 3.311.582 unità tra il personale a tempo indeterminato e il personale a tempo determinato della scuola. Considerando anche i corpi di polizia e le forze armate, i lavoratori dipendenti con contratti flessibili e i lavoratori estranei all'amministrazione (lsu e interinali), il totale sale a 3.493.481 con una caduta del 2,07% sul 2008.
Il parziale blocco del turn over stabilito nelle manovre e soprattutto i tagli nella scuola hanno determinato l'alleggerimento della Pubblica amministrazione. Nel 2009 la consistenza del personale a tempo indeterminato si contrae di 37.000 occupati. Ma considerando anche il tempo determinato nella scuola (-26.700) la flessione sfiora le 64.000 unità. Tra i diversi comparti, solo la sanità registra una crescita apprezzabile di 3.800 occupati, mentre i dipendenti delle Regioni e delle province autonome risultano 750 in più.
Un dato da sottolineare è l'aumentata presenza femminile e la sua incidenza sul totale a tempo indeterminato: a fine 2009 le donne impiegate erano 1.827.271 pari al 55,2% del totale. La variazione in aumento della presenza femminile è determinata soprattutto dai comparti sanità, Regioni ed autonomie locali, ma anche enti di ricerca, magistratura e corpi di polizia. Nella scuola, nelle università e nei ministeri si registra, invece, una riduzione della presenza femminile, ma solo in termini assoluti. Alla contrazione complessiva dei lavoratori nei vari comparti, in termini relativi, l'incidenza della componente femminile è comunque aumentata.
Rispetto alla distribuzione geografica, la maggior parte dei dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato è presente al Nord con il 34,7%. Al Centro la percentuale è del 31,8%, al Sud e Isole 33,3%. La Ragioneria fornisce anche la percentuale della presenza all'estero: rimane stabile allo 0,2% del totale. I dati smentiscono il luogo comune che vede nelle regioni meridionali la massima concentrazione di impiegati publici. La regione con il maggior numero di dipendenti è, infatti, la Lombardia di Formigoni (12,57%) seguita dal Lazio (12,08%) nel quale si concentrano i ministeri.
Alla diminuzione delle unità di personale non ha però corrisposto una diminuzione di costi, che anzi sono anche leggermente aumentati. Nel 2009 il totale dei dipendenti pubblici (compresi interinali, lsu, contratti flessibili e corpi di polizia) ha comportato una spesa di 168 miliardi, contro 166,6 del 2008 (+0,89%). Si tratta, tuttavia, di un aumento più contenuto di quello registrato tra il 2008 e il 2007, quando l'aumento fu del 6,7%. Ma bisogna considerare l'incidenza delle scadenza contrattuali.
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Al di la di questo, pero', nei commenti leggo molta superficialità, forse dipersone che non hanno mai lavorato nel mondo della scuola. Io faccio l'insegnante precario da circa 10 anni, sono ai primi posti nella graduatoria ed ho sempre lavorato, spesso, nella stessa scuola per 3-4 anni, ciò vuol dire che quella cattedra esiste e non e' inventata dagli amici della sinistra, ma da classi realmente esistenti.
Il motivo vero dei problemi e' dovuto al taglio di 8 miliardi di euro in 3 anni attuato da tremonti e spacciato per riforma dalla gelmini che licenzia di fatto 150.000 persone dal 2008 al 2011. Come li licenzia? Portando le classi da 25 a 30 alunni, chiudendo le scuole di periferia, accorpando gli spezzoni di cattedre ai docenti di ruolo (passando da 18 a 24 ore ogni 3 docenti di ruolo si elimina un precario). Dall'altra parte 1,5 miliardi alle scuole private i cui insegnanti sono scelti senza concorso pubblico e che fanno perdere al sistema paese 10 posizioni nella graduatoria di qualità essendo solo dei diplomifici.
Qualche anno fa ho avuto due classi terze in un liceo, una di 31 alunni ed una di 19, e vi posso garantire che la differenza a fine annomera notevole. La qualita' sta tutta qui, altro che invalsi e scemenze simili. 02-01-2011 00:09 - Pasquale
Quello che hai appena scritto nel tuo ultimo messaggio mi trova del tutto d' accordo, ma non è in contraddizione affatto con quanto sostengo io, ovvero la sostanziale inutilità della nostra farraginosa ed elefantiaca macchina statale.
Simone:
Mi spieghi cosa c' entrano i dipendenti privati nel mio discorso? La mia critica RADICALE era al SOLO settore pubblico; a me pareva evidente, ma mi sarò spiegato male... Riguardo poi alla neppur tanto velata allusione ad un mio presunto leghismo strisciante, ti posso confermare che ho ANCHE votato un paio di volte in passato x la Lega(ultimamente NON vado più a votare): almeno loro, in parte, dicono le cose come stanno senza tanti finti buonismi, seppure in maniera rozza e talvolta volgare! Invece alla "...tanto aspirata distruzione sociale ..." cui tu fai riferimento, io penso ci stiano portando sicuramente TUTTI i partiti dell' INTERO arco costituzionale: non sarà perchè qualcuno a sinistra si riempie la bocca di tanti bei concetti e paroloni astratti che il DECLINO ITALIANO si ferma! OCCORRONO FATTI, NON PAROLE!!! La critica è facile ma non serve a NULLA, all' atto pratico: DOVE SONO LE IDEE, LE PROPOSTE, I PROGRAMMI EFFICACI E CONVINCENTI DELLA SINISTRA??? OGGI sapete solo dire BANALITA' del tutto generiche e comunque inefficaci, a mio modesto parere. Oramai siete come un disco rotto: sempre a parlare (malissimo!) del Cavaliere NERO... Dopo di che: cambia o migliora qualcosa, secondo te, in Italia, grazie a questi discorsi infiniti ed inconcludenti??? 01-01-2011 18:12 - Fabio Vivian
Io penso semplicemente che di fronte a 1) un debito pubblico quale abbiamo Noi, unito alla 2) dinamica demografica attuale (iniziata alla fine degli anni '70) e alla 3) disintegrazione (in senso letterale) del Nostro tessuto industriale (deindustrializzazione), unita alla 4) espansione numerica infinita dei ceti della piccola borghesia degli impiegati e dei piccoli commercianti, non se ne esce.
Questo Paese è spacciato.
E il discorso vale per tutti gli altri Paesi dell'Occidente che hanno queste dinamiche.
E il problema meno grave dei quattro è proprio il primo, quello del debito pubblico. 01-01-2011 15:09 - Stefano
Per non parlare del fatto che demograficamente siamo dopo il Giappone il paese più vecchio del mondo.
Gli stipendi degli insegnanti italiani sono bassi perché
1) in generale gli stipendi italiani sono tra i più bassi d'Europa;
2) gli insegnanti italiani sono troppi. E' ovvio che più una categoria è affollata e più il valore del lavoro che offre è basso. Ripassati Marx. 01-01-2011 14:54 - Stefano
La "squola" in Italia oggi è già ACCESSIBILE a tutti, dalle elementari fino all' università compresa. Al limite, si potrebbe eccepire sull' asilo: effettivamete lì ci sono GROSSI problemi di posti mancanti. Per il resto, CHIUNQUE in Italia GIA' OGGI si può laureare, se ne è capace ed ha voglia di studiare, in QUALSIASI MATERIA. Quindi eviterei di raccontare le solite panzane sinistroidi, secondo cui la "squola" sarebbe accessibile solo ai ricchi, ecc. considerando che NON è VERO!!! Invece, molto più seriamente, bisognerebbe chiedersi, ad esempio, perchè così tanti studenti i laureino in materie umanistiche sostanzialmente inutili allo sviluppo economico e che garantiscono solo un passaggio diretto alla DISOCCUPAZIONE oppure, nella migliore delle ipotesi, al ruolo d' insegnante, per di più precario, visti i tempi grami. Riguardo poi il riferimento a CUBA: è RIDICOLO!!! Cuba sta andando in malora grazie a "los dos hermanos" ed anche chi c' è stato recentemente mi ha confermato che i loro studenti universitari, pur numerosi - è vero e va riconosciuto!, sono ad un livello scolastico RIDICOLO rispetto ai pur denigrati studenti italiani di pari grado. E' vero che Cuba è un' eccezione positiva rispetto ad altri paesi caraibici e latino-americani in termini di tassi di scolarità, ma questo è forse l' unico FIORE ALL' OCCHIELLO, per così dire, del REGIME castrista; senza tacere, poi, che questo risultato è stato possibile anche perchè il livello è talmente basso che realmente CHIUNQUE può facilmente concludere i propri studi. Va bene che la meritocrazia non sarà popolare a sinistra, ma ci dovrebbe essere un limite a tutto ed un livello di competenze acquisite MINIMO dovrebbe essere comunque garantito dal sistema scolastico cubano, cosa che al momento non è ATTUALMENTE VERA!!! IL RESTO, POI, E' UN AUTENTICO DISASTRO ...
stefano:
Il punto non è se i dipendenti pubblici italiani siano tanti rispetto ad altre nazioni, ma cosa fanno e quanto costano. In Italia, sono troppi per un' amminitrazione statale DISASTROSA ed INEFFICIENTE, piena di raccomandati inamovibili e qui ANCHE la sinistra, oltre a TUTTI gli altri - forse solo i Radicali di Pannela e Bonino esclusi!!!, ha colpe storiche a dir poco GIGANTESCHE!!!.
In pratica, in Italia, si è nel tempo realizzato un perfetto voto di scambio in stile para-mafioso, specie (ma NON SOLO!!!) al Sud, dove il ras politico locale, di TUTTI i partiti, sia chiaro: centro, destra e sinistra - forse solo con la nobile eccezione sopra ricordata, garantiva l' assunzione a vita ad un certo numero di persone in un miserabile posto pubblico, pagato poco ma in pratica a far niente, in cambio del consenso elettorale. QUESTO COMPORTAMENTO HA UN NOME: MAFIA DI STATO!!! A te evidentemente, questo modus operandi piace molto, visto che lo difendi!?!
Cosa poi facessero questi cosiddetti "dipendenti" (A VITA!!!), nessuno l' ha mai capito, ma d' altra parte, a chi frega, visto che sono stati messi lì PROPRIO per NON FARE NIENTE e portare solo VOTI??? Tutti questi soggetti però COSTANO UNA QUANTITA' SMISURATA DI SOLDI, A FRONTE DI UNA PRODUZIONE NULLA!!! Di conseguenza, QUALSIASI GOVERNO tagli sia il numero che lo stipendio di tali INUTILI soggetti ha sempre avuto, ha utt' ora ed avrà per sempre in futuro il mio incondizionato appoggio, almeno su questo specifico punto... 01-01-2011 10:04 - Fabio Vivian
Se poi in una classe si intruppano 40 o 50 alunni, allora gli insegnanti in esubero saranno ancora di più ma la qualità vi lascio immaginare dove andrà a finire! Le classi devono essere al massimo di 20 alunni, se si vuole la qualità, altrimenti, si arriva a dove il governo ci sta portando: la scuola di eccellenza per pochi, e la scuola che avanza per le merdacce.
Chissà perché in Germania, Francia e Inghilterra gli stipendi degli insegnanti sono il triplo, saranno paesi malgovernati peggio dell'Italia? 01-01-2011 03:12 - Pasquale