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FUORIPAGINA
31/12/2010
  •   |   Roberto Tesi
    La scuola è decimata

    Tempi duri per i dipendenti pubblici: oltre al blocco delle retribuzioni che comporterà una perdita di potere d'acquisto di circa 1.600 euro fino al 2013, ieri la Ragioneria generale dello stato ha anche certificato (secondo quanto emerge nell'ultimo «Conto Annuale sul pubblico impiego») che l'occupazione nel settore pubblico sta diminuendo. Nel 2009, infatti, il totale degli occupati è sceso a 3.311.582 unità tra il personale a tempo indeterminato e il personale a tempo determinato della scuola. Considerando anche i corpi di polizia e le forze armate, i lavoratori dipendenti con contratti flessibili e i lavoratori estranei all'amministrazione (lsu e interinali), il totale sale a 3.493.481 con una caduta del 2,07% sul 2008.
    Il parziale blocco del turn over stabilito nelle manovre e soprattutto i tagli nella scuola hanno determinato l'alleggerimento della Pubblica amministrazione. Nel 2009 la consistenza del personale a tempo indeterminato si contrae di 37.000 occupati. Ma considerando anche il tempo determinato nella scuola (-26.700) la flessione sfiora le 64.000 unità. Tra i diversi comparti, solo la sanità registra una crescita apprezzabile di 3.800 occupati, mentre i dipendenti delle Regioni e delle province autonome risultano 750 in più.


    Un dato da sottolineare è l'aumentata presenza femminile e la sua incidenza sul totale a tempo indeterminato: a fine 2009 le donne impiegate erano 1.827.271 pari al 55,2% del totale. La variazione in aumento della presenza femminile è determinata soprattutto dai comparti sanità, Regioni ed autonomie locali, ma anche enti di ricerca, magistratura e corpi di polizia. Nella scuola, nelle università e nei ministeri si registra, invece, una riduzione della presenza femminile, ma solo in termini assoluti. Alla contrazione complessiva dei lavoratori nei vari comparti, in termini relativi, l'incidenza della componente femminile è comunque aumentata.
    Rispetto alla distribuzione geografica, la maggior parte dei dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato è presente al Nord con il 34,7%. Al Centro la percentuale è del 31,8%, al Sud e Isole 33,3%. La Ragioneria fornisce anche la percentuale della presenza all'estero: rimane stabile allo 0,2% del totale. I dati smentiscono il luogo comune che vede nelle regioni meridionali la massima concentrazione di impiegati publici. La regione con il maggior numero di dipendenti è, infatti, la Lombardia di Formigoni (12,57%) seguita dal Lazio (12,08%) nel quale si concentrano i ministeri.


    Alla diminuzione delle unità di personale non ha però corrisposto una diminuzione di costi, che anzi sono anche leggermente aumentati. Nel 2009 il totale dei dipendenti pubblici (compresi interinali, lsu, contratti flessibili e corpi di polizia) ha comportato una spesa di 168 miliardi, contro 166,6 del 2008 (+0,89%). Si tratta, tuttavia, di un aumento più contenuto di quello registrato tra il 2008 e il 2007, quando l'aumento fu del 6,7%. Ma bisogna considerare l'incidenza delle scadenza contrattuali.


I COMMENTI:
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  • Non leggo più i vostri articoli,in quanto esprimono sempre odio e basta.
    Quello che ritengo certo è che la vostra rabbia è dettata non da quello che scrivete, ma dal fatto che non potete più (sistemare) le persone che vi votano.
    Io sono un dipendente pubblico,e per mia esperienza personele i vostri dati che tanto sbandierate non sono attendibili in quanto,ad esempio dove lavoro, per 2 persone andate in pensione sono state assunte rigorosamente a tempo determinato, massimo sei mesi, una quindicina di persone, stando attenti a non riassumere la stessa ma chiamare sempre quella dopo in graduatoria in modo da tenere in ballo un numero elevato di "PRECARI" per dei posti che in realtà non ci sono.
    A questo punto la domanda sorge spontanea: si utilizza questa metodica perchè il precario sperando di essere prima o poi "sistemato" fi fa la tessera che altrimenti non farebbe?
    A voi la rifressione.
    La mia riflessione invece è questa: se con questa crisi internazionale al governo c'era la sinistra sono certo che ci trovavamo peggio della Grecia ecc..
    Come ho già detto prima sono un dipendente pubblico e la mia categoria è al primo posto per patologia di ernia del disco a causa del particolare tipo di movimenti a cui siamo costretti a fare, nonostane questo se vado a prendermi un caffè la mia direzione potenzialmente mi può richiamare. Nessuno fra i miei colleghi si è mai sognatdi fare una battaglia perchè il mio datore di lavoro vuole portarmi a trenta minuti la pausa che adesso è di quaranta.
    Parlando persino di atto incostituzionale.
    Io francamente nella costituzione questa cosa non l'ho trovata, sarò tonto che ne so.

    Vi auguro un buon anno e vi lascio con una mia riflessione.
    Si costruisce più col l'amore che con l'odio. Se mi sbaglio perdonatemi. 31-12-2010 19:33 - innocente
  • Non si capisce niente: in gran parte dell'articolo non si capisce mai se le cifre sono riferite all'intero settore pubblico o solo alla scuola.

    ps: vi rendete conto? Una nazione di 60 milioni di abitanti, di cui 3 milioni e 300mila lavorano nella scuola pubblica. Considerata la nostra piramide demografica, QUANTO PUO' DURARE ANCORA QUESTO DELIRIO prima che l'intera struttura del Nostro Paese collassi totalmente? 31-12-2010 17:51 - Stefano
  • "I dati smentiscono il luogo comune che vede nelle regioni meridionali la massima concentrazione di impiegati publici."

    GIA' - Peccato che il Nord abbia 27 milioni d'abitanti, mentre il Sud 14 (21 aggiungendo Sicilia e Sardegna).
    Le Isole dove le avete conteggiate? 31-12-2010 17:41 - Stefano
  • Signor Fabio VIVIAN, bisogna ricordare che la scuola deve essere acessibile a tutto il popolo e non soltanto a i richi. A Cuba si studia dalle elementare fino a l'universita senza pagare. 31-12-2010 17:16 - carpette
  • settore pubblico: pochi dipendenti, ben pagati, motivati e controllati. 31-12-2010 16:31 - Davide
  • Il settore pubblico in Italia è da sempre un enorme moloch burocratico, inutile, improduttivo ed inefficiente che succhia ingenti risorse in cambio di quasi nulla! Il Governo fa BENISSIMO a tagliare il tagliabile ed a ridurre quanto più è possibile il numero dell' inutile personale che ci lavora: anche quando non sono dei fannulloni della peggior specie (e ce ne sono ancora tantissimi nella pubblica amministrazione!), alla fin fine producuno quelle cose perfettamente inutili se non dannose e demenziali che si chiamano CARTA e BUROCRAZIA. Di tutto avrebbe bisogno questo nostro paese in anarrestabile declino tranne che di tali prodotti! Ricordo anche che nel recente passato il settore pubblico, la cui produttività è del tutto INESISTENTE, ha goduto di aumenti contrattuali SUPERIORI a quelli del settore privato: se ora per un po' se ne stanno a bocca asciutta ed dieta, gli fa solo BENE! Oltre tutto, costoro non rischiano nulla ed hanno garantito il posto di lavoro a vita: basti dire che ci sono casi di dipendente pubblici sorpresi a RUBARE (letteralmente!) sul loro posto di lavoro e che sono ancora lì, inamovibili ed eterni, a fare ulteriori danni... BASTA con questi ASSURDI PRIVILEGI!!! 31-12-2010 13:39 - Fabio Vivian
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