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FUORIPAGINA
06/01/2011
  •   |   Manlio Dinucci
    Via gli arabi, Tel Aviv rivendica tutte le risorse

    La compagnia statunitense Noble Energy Inc. ha annunciato pochi giorni fa di aver scoperto un grosso giacimento di gas naturale sul fondo marino, 130 km al largo del porto israeliano di Haifa. Viene stimato in 450 miliardi di metri cubi. Dovrebbero esservi nella zona, complessivamente, circa 700 miliardi di metri cubi di gas. La prospezione e lo sfruttamento di questo giacimento sono affidati a un consorzio internazionale, formato dalla statunitense Noble Energy, che detiene la quota maggioritaria del 40%, e dalle israeliane Delek, Avner e Ratio Oil Exploration.
    Questa è solo una piccola parte delle riserve energetiche presenti nel Bacino di levante, l'area del Mediterraneo orientale comprendente Israele, i Territori palestinesi, il Libano e le loro acque costiere. Qui da alcuni anni sta facendo prospezioni la U.S. Geological Survey, agenzia del governo degli Stati uniti. Essa stima che, nel Bacino di levante, vi siano riserve di gas naturale ammontanti a circa 3500 miliardi di metri cubi, e riserve di petrolio ammontanti a circa 1,7 miliardi di barili.
    Il governo israeliano, sostenuto da quello statunitense, considera tutte queste riserve energetiche di sua proprietà. I grandi giacimenti di gas naturale - ha dichiarato il ministro delle infrastrutture Uzi Landau - non solo recheranno benefici ai cittadini ma permetteranno a Israele di divenire un fornitore di gas nella regione mediterranea. Israele - ha obiettato il portavoce del parlamento libanese Nabih Berri - ignora però il fatto che, in base alle mappe, i giacimenti si estendono nelle acque libanesi. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite, uno stato costiero può sfruttare le riserve offshore di gas e petrolio in un'area che si estende a 200 miglia nautiche (370 km) dalla costa.
    In base allo stesso criterio, le riserve appartengono in notevole misura anche all'Autorità palestinese. Dalla stessa carta redatta dalla U.S. Geological Survey risulta che la maggior parte dei giacimenti di gas (circa il 60%) si trova nelle acque costiere e nel territorio di Gaza. L'Autorità palestinese ne ha affidato lo sfruttamento a un consorzio formato da British Gas e Consolidated Contractors (compagnia con sede ad Atene, di proprietà libanese), nel quale l'Autorità ha una quota del 10%.
    Due pozzi, Gaza Marine-1 e Gaza Marine-2, sono già pronti ma non sono mai entrati in funzione. Tel Aviv ha infatti respinto tutte le proposte, presentate dall'Autorità palestinese e dal consorzio, di esportare il gas in Israele ed Egitto. I palestinesi posseggono dunque una grande ricchezza, che non possono però usare.
    Per impadronirsi delle riserve energetiche dell'intero Bacino di levante, comprese quelle libanesi e palestinesi, Israele usa la forza militare. Due giorni fa, il ministro degli esteri libanese Ali Shami ha chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite di impedire che Israele sfrutti le riserve energetiche offshore che si trovano in acque libanesi. Il ministro Landau sostiene però che quei giacimenti si trovano in acque israeliane e avverte che Israele non esiterà a usare la forza per proteggerli. Israele minaccia quindi di attaccare di nuovo il Libano, come fece nel 2006 anche con l'intento di togliergli la possibilità di sfruttare i giacimenti offshore.
    Per la stessa ragione Israele non accetta lo Stato palestinese. Riconoscerlo significherebbe riconoscere la sovranità palestinese su gran parte delle riserve energetiche, di cui Israele si vuole invece impadronire. Soprattutto a tal fine è stata lanciata l'operazione «Piombo fuso» nel 2008/2009 e Gaza è stata successivamente rinchiusa nella morsa dell'embargo. Allo stesso tempo le navi da guerra israeliane controllano l'intero Bacino di levante, e quindi le riserve offshore di gas e petrolio, nel quadro del «Dialogo mediterraneo», l'operazione Nato - cui partecipa anche l'Italia - per «contribuire alla sicurezza e stabilità della regione».


I COMMENTI:
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  • Grazie a Manlio Dinucci per l'ottimo articolo e la precisione e correttezza del suo lavoro come pure di altri giornalisti del Manifesto, in particolare Michele Giorgio
    Miryam 12-01-2011 17:53 - Miryam Marino
  • Althesius se sei di sinistra come dici, cosa di cui dubito, dovresti aver letto Marx e ciò che scriveva della questione ebraica, se lo avessi fatto non diresti corbellerie. Cosa diavolo c'entrano i protocolli dei savii di Sion e la Shoah con l'ingerenza sionista e americana nel nostro paese e il fatto che Israele voglia appropriarsi delle risorse che non gli appartengono come si è appropriata di terre e acqua nonchè della vita delle persone che tratta come schiavi, come non-persone così un soldato può dire "Il bello di Gaza è che si può sparare su chiunque come al tiro a segno senza subire conseguenze" e l'esercito può uccidere a ripetizione, sempre senza conseguenze, manifestanti pacifici, il cadavere di Jawhaer è ancora caldo, o uccidere pastori e dar fuoco alle pecore o sparare su ragazzini e lavoratori nella buffer zone, a Gaza.Ne ho piene le scatole dell'ambiguità, ad essere gentili di una cosiddetta sinistra che invece dei popoli oppressi appoggia gli oppressori e gli assassini. Avete la parola magica: antisemitismo, questo discorso vale anche per armando esse. Io dedico e dedicherò ancora di più il mio impegno a smascherare queste menzogne, a far cadere i paraventi (ma fatela finita, Hamas, gli stati islamici, Maometto)chiamereste in causa anche Lucifero, Budda o non so quali altri terroristi e divinità pur di stornare il discorso dalla realtà. Non ci riuscirete, non ci riuscite più, i tre quarti del mondo si è già tolte le fette di salame dagli occhi.
    Miryam 09-01-2011 15:33 - Miryam Marino
  • Ma perché qualcuno dei commentatori parla di antisemitismo? Israele e gli ebrei di tutto il mondo non sono la stessa cosa, il primo è uno Stato, con un governo ben preciso, eletto dai suoi cittadini, e gli ebrei sono invece un popolo, sparso per il mondo, molto eterogeneo. Se il governo israeliano commette dei crimini, come l'occupazione dei territori palestinesi e l'assedio di gaza, per altro denunciati da tanti cittadini israeliani, non si può criticarlo? Se critico il governo berlusconi sono antitaliano? Se critico netanyahu e l'operato del suo governo sono antisemita?
    E poi qualcuno si chiede perché mai bisogna "prendersela" con Israele... primo, il Manifesto non mi sembra se la sia mai presa con Israele in quanto nazione, ma con l'operato del suo governo! Sebbene la maggioranza dei suoi cittadini abbia votato un simile governo (quello sì, razzista e fascista) bisogna sempre fare le dovute distinzioni. Perché la sinistra, un quotidiano comunista (ma anche semplicemente persone civili) dovrebbero condannare gli atti del governo israeliano? Consiglio di leggere "Gaza Restiamo Umani" di Vittorio Arrigoni, oppure di consultare il sito "Breaking The Silence". Buona lettura... 08-01-2011 16:50 - Armando Pitocco
  • Il Manifesto fa davvero molta paura, se tanti nazisti dedicano il loro tempo a leggerlo e a commentarlo. Sostenitori degli assassini israeliani, andate a commentare in qualche altro giornale che a voi più si addica. 08-01-2011 00:13 - Leandro
  • L'articolista trascura un aspetto a mio avviso importante.
    Sappiamo tutti che Israele fa della sua sicurezza un must.
    Anche di quella energetica.

    Se dovesse raggiungerla, forse si sentirebbe meno "insicura" e più disposta a fare altre concessioni.
    Anche i Palestinesi - ammesso e non concesso che Hetzbollah non ne rivendichi la proprietà - potrebbero ricavarne un vantaggio.
    Le probabilità di pace dipendono in parte anche dalle dimensioni del tesoro complessivo che è possibile condividere, qualora si volesse trovare un accordo: l'acqua, la terra, le risorse minerarie, le occasioni di sviluppo ....
    Ma se tutto il confronto viaggia sul binario del criterio religioso ...... e quindi sulla eliminazione fisica di tutti gli israeliani, non se ne farà nulla.
    Anche se i pozzi fossero 100 volte più grandi. 07-01-2011 21:08 - carlo
  • si sa ,la verita'fa male ma il comportamento dell'80%del popolo israeliano e razzzzista! 07-01-2011 19:05 - giorgio
  • vedo veramente un sacco di code di paglia in fiamme!! si salvi chi puo! 07-01-2011 18:21 - Murmillus
  • Siamo alle solite, petrolio sempre petrolio, il padre di tutte (o quasi) le guerre degli ultimi cento anni. 07-01-2011 15:53 - Alberto1962
  • Perche' alcuni utenti preferiscono fare polemiche che non c'entrano un tubo, invece di intervenire sulla questione oggetto dell'articolo? E poi l'"antisemitismo" con le critiche alla politica di uno stato (sulla carta) laico si puo' sapere cosa diavolo c'entrano??? 07-01-2011 15:43 - m
  • La solita storia insomma, controllo delle risorse, altro che lotta a chissà quale terrorismo. Afghanistan, Iraq, balcani, Caucaso, Medio Oriente. Del resto tutta la storia del secolo XX è la storia delle guerre per il controllo del petrolio, camufffate da epici scontri di civiltà. Il XXI secolo inizia sul solco del precedente, il nazioal suo simbolo è l'Ignazio Nosferatus. 07-01-2011 13:12 - Alberto1962
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