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FUORIPAGINA
15/01/2011
  •   |   Rocco Di Michele
    Un "NO" sbalorditivo

    Foto Aleandro Biagianti

    Il risultato che il “fronte del no”, prima del voto, avrebbe sottoscritto senza problemi come una vittoria. Ma che dopo i quattro seggi del reparto montaggio –  i “no” avevano prevalso in modo decisamente inatteso col 53% – suona come una beffa. Alla fine i “sì” hanno prevalso solo grazie al voto degli impiegati (421  favore, 20 contro), i meno toccati dall”accordo” nelle condizioni di lavoro.
    La conclusione è giunta verso le sette di mattina, dopo una lunga notte in cui le operazioni sono andate decisamente a rilento anche a causa del “giallo” della sparizione di 58 schede al seggio numero 8, uno dei quattro del reparto montaggio. Poi si è visto che in realtà la commissione elettorale aveva sbagliato al momento della vidimazione delle schede, timbrandone appunto 58 in più. Questo dato cambia anche quello sull'affluenza: invece del 96,07% registrato inizialmente, in totale ha votato il 94,89 degli aventi diritto (5,154 lavoratori).

     

    video 1 - Immagini prese all'esterno dell'entrata 2 dello stabilimento Mirafiori a Torino la notte tra il 14 e il 15 gennaio 2011, e all'interno della sede FIOM durante la conferenza stampa del 15 gennaio.
    Commento e prima analisi del risultato del voto del referendum FIAT del segretario della FIOM di Torino F. Bellono
    Di O. Casagrande e B. Bozzato

     

    video 2 - Dichiarazione e commento a caldo di Edi Lazzi, responsabile V lega FIOM - Mirafiori sul risultato del referendum sull'accordo con le organizzazioni sindacali.
    Di O. Casagrande e B. Bozzato

     

    video 3 - Commento di F. Bellono, segretario della FIOM di Torino sul risultato del referendum sull'accordo con le organizzazioni sindacali.
    Di O. Casagrande e B. Bozzato

     

    video 4 - Dichiarazione di G. Airaudo, responsabile Auto della FIOM sul risultato del referendum sull'accordo con le organizzazioni sindacali.
    Di O. Casagrande e B. Bozzato


    Dunque, come ha detto a caldo il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo, «bisogna apprezzare il grande coraggio e l'onestà di una grandissima parte dei lavoratori di Mirafiori che hanno detto di no all'accordo. Gli operai delle linee di montaggio hanno detto di no. Di fatto sono stati decisivi gli impiegati che a Mirafiori sono in gran parte capi e struttura gerarchica».
    Come e meglio di Pomigliano (dove i “no” avevano raggiunto un 36% impensabile all'inizio), il risultato non permette a Marchionne di prendere cappello e chiudere la fabbrica, ma gli consegna un corpo sociale che nella sua maggioranza “vera” (gli operai di linea, quelli che “fanno” la macchina) non è affatto piegato al suo volere e lo ha detto con forza.
    Per poter dare una valutazione seria di questo risultato occore ricordare che il fronte dei sindacati pro-accordo (Fim Cisl, Uilm, Ugl, Fismic) aveva prima di ieri il 71% dei voti nelle Rsu, mentre il “fronte del no” (Fiom, in primo luogo, più Cobas e Usb) soltanto il 29. Si è quindi verificato un “quasi” perfetto rovesciamento degli equilibri interni a questa fabbrica, da molti anni dipinta come “rassegnata” e ormai estranea al conflitto sociale.
    Se riguardiamo il film dei giorni scorsi, fino al voto, dobbiamo ricordare le centinaia di persone, uomini e donne spesso in lacrime, che spiegavano alle telecamere che avrebbero detto “sì” solo perché messi di fronte a un ricatto in piena regola, un autentico “o la borsa o la vita”. Dobbiamo quindi sapere tutti – Marchionne, i “sindacati complici”, l'inguardabile classe politica di questo paese – che persino in questo microcosmo di 5.400 persone messe con le spalle al muro non trova “consenso” autentico un imbarbarimento delle vite e un annullamento dei diritti che vuol riportare il lavoro nelle condizioni degli inizi dell'800.
    Di fatto dunque, e non per paradosso, si tratta del risultato peggiore possibile per i sostenitori di questa “modernizzazione” a rovescio: dovete fare quel che avete detto, ma sapendo di avere la maggioranza contro. Qui, nel paese del bunga-bunga e dell'affidarsi a qualche santo.
    Da questo dato prende una spinta decisiva anche tutto il movimento che va preparando lo sciopero generale dei metalmeccanici del 28 gennaio: “Vincere è possibile”, come aveva spiegato Maurizio Landini prima del voto. Bisogna smetterla di farsi inchiodare dalla paura e dal pessimismo sistematico. In fondo, ci sono già riusciti a Tunisi...


    Il testo dell'accordo


I COMMENTI:
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  • modello marchionne e modello gelmini sono facce della stessa medaglia. Studenti e lavoratori uniamoci e riprendiamoci il futuro! 15-01-2011 18:09 - fred
  • Una grande lezione di dignità a tutto il Paese.
    Grazie agli operai e alle operaie di Mirafiori e alla FIOM! 15-01-2011 17:53 - roberto
  • Per Marchinne e' stata la classica vittoria di Pirro.Se non fosse stato per i Kapo,il ricatto non vinceva.Ma penso che tutto sommato va bene cosi',perche' ora Marchinne non ha piu' il pretesto per andarsene.Gli operai ele operaie che hanno detto NO e gli operai e le operaie che hanno detto si, con la pistola alla tempia hanno dato prova di un grandissimo coraggio.Inoltre oggi mi sento orgoglioso di essere stato per anni delegato di reparto FIOM.Bravo Landini,continua cosi'.Aurelio 15-01-2011 17:45 - PAlazzoni Aurelio
  • Pur non essendo operaio o dipendente FIAT e tantomeno iscritto a nessun sindacato , voglio fare i complimenti piu' sinceri agli operai di Mirafiori per la loro battaglia contro Marchionne .Sono e saro' al vostro fianco! 15-01-2011 17:45 - Alessandro
  • Questi due giorni sono stati memorabili, malgrado la sconfitta subita dai sostenitori del no. Hanno mostrato la dignità degli operai ed allo stesso tempo lo squallore dei loro avverari. Per avversari non intendo gli "altri" operai, poveretti, che hanno votato sì, ma i giornalisti, qusi tutte la classe politica e imprenditoriale del Paese che, come dice Revelli, li ha "lasciati soli". Un peso enorme è stato caricato sulle fragili spalle di 5000 operai e pareva che fossero loro i responsabili di tutti i mali dell'Italia. Sono stati fatti oggetto per settimane di terribili ricatti e minacce, filmati, fotografati, intervistati, derisi. Questo mentre il Sindaco di Torino giocava a scopone con Marchionne e il PD taceva. Nella loro ridicola corsa verso il Centro, i Democratici hanno perduto definitivamente la bussola. Loro sono il vero nemico della Sinistra. 15-01-2011 17:41 - Cosimo
  • dalla Ballata delle Madri di Pasolini: "Madri servili, che vi hanno insegnato
    come il servo può essere felice
    odiando chi è, come lui, legato,
    come può essere, tradendo, beato,
    e sicuro, facendo ciò che non dice.

    ..
    Madri feroci, che vi hanno detto:
    Sopravvivete! Pensate a voi!
    Non provate mai pietà o rispetto
    per nessuno, covate nel petto
    la vostra integrità di avvoltoi! "
    Stiamo a fianco delle tute blu il 28 gennaio! 15-01-2011 17:21 - Andrea
  • Noi impiegati (pubblici del nord)abbiamo molto da imparare da chi è disposto ad opporsi, pagando in prima persona, a palesi ultimatum ricattuali che vogliono essere estesi, nel giro di poco, in tutti i settori economici. Direi Accademia di maturità sociale pensando anche agli altri italiani, di cui c'è davvero bisogno. Grazie. 15-01-2011 17:14 - Paolo
  • Bene per il risultato che tra l'altro smentisce chi continua a sostenere ciecamente che al nord gli operai votano Lega. Inoltre mi pre che il risultato dimostri che alnord gli operai sono ben piu' avanti dei loro compagni del sud. Vedi il pavido voto degli operai di pomigliano. 15-01-2011 16:59 - Murmillus
  • Repubblica ha continuato a fare il pesce in barile fino alla fine. Intascata (con malcelata soddisfazione) la vittoria "matematica" del si ha continuato a dare i seggi sei per il si e quattro per il no, dando per scontato il si al seggio 1 (lastratura) del quale non aveva e non ha poi più dato notizia. Chi sa invece come ha chiuso questo seggio? 15-01-2011 16:52 - tommy
  • GLI OPERAI HANNO VOTATO NO E PREVALSO ANCHE NEI 2 SEGGI DELLA SALDATURA-LASTROFERRATURA OLTRE CHE AL MONTAGGIO, LA MACCHINA SENZA DI LORO NON SI FA. RICORDIAMOCI CHE IL REFERENDUM E' STATO CONDOTTO DAI PADRONI & SERVI IN CONDIZIONI DI SCIACALLAGGIO. DUNQUE E' UNA GRANDISSIMA DIMOSTRAZIONE DI FORZA DEGLI OPERAI. IL REFERENDUM HA MOSTRATO A TUTTI LA DIFFERENZA TRA CHI LAVORA E CHI PARASSITA. A SARA' DURA E SARA' CONFLITTO, SOLO ADESSO INIZIA IL BELLO...AUREVOIR, OPERAIO DEL GRUPPO FIAT (SALDATORE) 15-01-2011 16:40 - Frank Modena
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